Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori della linea ferroviaria Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste.
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città

per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità.
L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità

ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.

venerdì 24 febbraio 2017

Progetto Pedemontana: riparte il "Treno dei Poeti", obiettivo il comodato della stazione di Budoia

Particolarmente interessante è l’attività posta in essere dall’Associazione Ciampore di Santa Lucia di Budoia (PN) dell’amico Mauro Giannelli, fin dalla prima ora promotore di varie iniziative a supporto della riapertura della Ferrovia Gemona-Sacile.
Vista imminente ripresa del traffico ferroviario in base al Protocollo d’Intesa siglato lo scorso novembre tra RFI e Regione FVG, il quale prevede una riapertura per fasi della ferrovia (entro il 2018 la riattivazione del traffico passeggeri lungo la tratta Sacile/Maniago e l’avvio su tutta la linea di un servizio turistico a cura della Fondazione FS), l’Associazione ha accolto l’invito lanciato nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo lo scorso 26 novembre dal Comitato Pendolari Alto Friuli, per lavorare in sinergia e promuovere una serie di eventi ed azioni informative sul Territorio, finalizzate alla creazione di un indotto legato al progetto della ferrovia turistica.
In quest’ottica, Asd Ciampore ha aderito, unitamente ad altri sodalizi (Italia Nostra Onlus, Legambiente Fvg, Fiab Fvg, Associazione Ferrovia Willy, Gruppo 835 Vapore Vivo e agli Istituti di Istruzione Statale Superiori di Sacile/Brugnera ed E. Torricelli di Maniago), al “progetto Pedemontana”, che nei prossimi mesi si caratterizzerà per l’organizzazione di vari eventi culturali, sportivi e didattici che coinvolgeranno tutti i Comuni della linea.
Si tratta di una compagine variegata di sodalizi, ben motivati, che da anni operano sul Territorio, i quali intendono supportare fattivamente le Istituzioni nell’iter di avvicinamento che porterà nel 2018 alla riapertura della ferrovia.
L’idea è quella di “far adottare le stazioni”, coinvolgendo Comuni, Pro Loco, Associazioni e produttori locali, valorizzando il patrimonio degli immobili fs non più presidiati, destinandoli ad attività di supporto della ferrovia turistica al fine di incrementare il movimento lungo la fascia pedemontana del Friuli Occidentale.
Mauro Giannelli e Andrea Palese, rappresentante del Comitato Pendolari Alto Friuli, coordinatore dell’iniziativa, sul punto hanno le idee chiare: “è necessario che i Comuni fin da subito si attivino, sfruttando le realtà associative, con la collaborazione degli operatori commerciali, per far rivivere le stazioni, prima del ripristino della circolazione ferroviaria prevista per il 2018”.
La valenza turistica della Gemona-Sacile è altresì sottolineata dalla legge sulle ferrovie turistiche (ddl Iacono), approvata a gennaio dalla Camera dei Deputati, nel cui elenco è compresa anche la nostra ferrovia e che grazie all’impegno di Fondazione Fs potrebbe diventare l’ottava linea del progetto nazionale “Binari senza tempo”; un progetto quest’ultimo che nel solo 2016 ha fatto viaggiare sui treni storici oltre 60mila turisti (+47% rispetto al 2015) con oltre 230 eventi organizzati (+39%), evidenziando un trend in forte crescita del turismo ferroviario.
Tutto ciò va a rafforzare la convinzione dei sodalizi proponenti che non si può “perdere questo treno” e che è basilare “gettare nel 2017 le basi per la creazione delle condizioni economiche per il rilancio della Pedemontana”.
Palese e Giannelli concordano che serve passare alla “Fase 2”: acquisito l’impegno di FS di riattivare la ferrovia, ora il Territorio deve “rimboccarsi le maniche” e sfruttare questa occasione, che potrebbe offrire nuove opportunità di lavoro.
Nel 2017 - secondo Palese - si dovrà “passare dalle pagine dei giornali - il cui interesse è stato determinante -  al campo, realizzando interventi mirati per dare sostanza al progetto turistico”, ad esempio miglioramento la segnaletica della Ciclabile FVG3, creando InfoPoint, sistemando alcune stazioni e destinandole ad attività turistiche quali B&B, bike sharing, oppure individuando itinerari storico-naturalistici o percorsi del gusto.
In questa ottica sono impegnate le Associazioni, le quali puntano a far rete, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse; il rischio è quello di arrivare impreparati all’appuntamento del 2018 e di ritrovarsi senza un vero progetto, che potrebbe da subito mettere in difficoltà la sopravvivenza della ferrovia, risultato ottenuto con non poche fatica.
In questo contesto, Asd Ciampore organizza da tempo varie iniziative a supporto della ferrovia e del sistema turistico locale, finalizzate ad intercettare escursionisti, appassionati della bicicletta, studenti e turisti alternativi ai villaggi vacanze.
Il progetto più conosciuto è quello del “Treno dei Poeti”, giunto alla sua terza edizione, il quale si propone di intercettare i flussi turistici esteri da e per Venezia, proponendo un percorso di esperienze artistiche, musicali, sportive ed enogastronomiche lungo la Pedemontana.
Dal 17 al 23 giugno il sodalizio organizzerà la “Vacanza collettiva slow”, la quale quest’anno si propone di far scoprire i numerosi castelli presenti lungo la Sacile-Gemona, da quelli di Caneva, Polcenigo e Aviano, ai resti di quelli di Maniago e Meduno, all’antico Borgo di Toppo e di Solimbergo, per far tappa poi a Castelnovo, Pinzano, Ragogna e Flagogna e terminare il viaggio sul Forte di Osoppo dopo una visita allo splendido maniero del Conte Ceconi di Pielungo,
Bisogna guardare alle esperienze positive già in atto in altre realtà, abbinando la ferrovia e la ciclabile, per richiamare sui nostri Paesi i giovani da ogni parte d’Europa” – sostiene Giannelli – “è fondamentale intercettare i flussi turistici alternativi, che usano la bicicletta, da Nord verso il mare o Venezia”.
Per questo il sodalizio di Giannelli ha messo da tempo gli occhi sulla stazione di Santa Lucia di Budoia, dove esistono già infrastrutture pronte all’uso.
E’ stato richiesto al Comune di farsi portavoce con RFI per l’ottenimento del comodato d’uso dell’ex scalo merci fs e del blocco dei bagni (già oggetto in passato di un restyling da parte della Provincia di Pordenone). L’obiettivo è quello di realizzare un centro di supporto al turismo sostenibile dove svolgere attività sportive, ludiche ed artistiche e al contempo metterli a disposizione dei ciclisti, visto che proprio a Santa Lucia prende avvio la Ciclabile Fvg3.

giovedì 23 febbraio 2017

Legambiente: riaprire la Gemona-Sacile per lo sviluppo del territorio

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di Legambiente in ordine alla questione della riapertura e del rilancio della Ferrovia Gemona-Sacile.
Legambiente, come altre associazioni a livello nazionale (Italia Nostra e Fiab) ha convintamente aderito al "progetto Pedemontana" lanciato lo scorso mese di novembre nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo dal nostro Comitato.
Un progetto che intende creare sinergie e far rete tra i portatori d'interesse, favorendo sul Territorio la nascita delle condizioni minime per la riattivazione del servizio passeggeri e l'avvio di un vero progetto a supporto della ferrovia turistica di Fondazione FS.

"I circoli Legambiente delle Prealpi Carniche, Pinzano al Tagliamento e della Pedemontana Gemonese si sono riuniti per discutere sulla riapertura della ferrovia Gemona-Sacile. 
La ferrovia Pedemontana lungo i suoi 74 Km ha visto negli ultimi anni servizi differenziati, in alcune zone il treno correva sempre in altre solo nel fine settimana. 
I circoli che sono in grado di rappresentare in maniera indipendente i territori di tutta la linea hanno analizzato il progetto di riapertura che prevede un servizio di trasporto pubblico locale limitato al tratto Sacile-Maniago ed affiancato da un servizio di tipo turistico svolto con treni storici lungo tutta la linea fino a Gemona e ritengono che: 
  • Il progetto territoriale elaborato dal GAL Montagna Leader per lo sviluppo turistico delle zone interessate dalla ferrovia debba essere effettivamente partecipato con il coinvolgimento delle realtà locali economiche e associative; 
  • Il treno in servizio di trasporto pubblico locale anche se limitato al solo tratto Sacile-Maniago dovrà avere un orario idoneo a raggiungere velocemente con adeguate coincidenze Pordenone; 
  • Affinché il trasporto pubblico locale possa fare un effettivo salto di qualità è necessaria una reale collaborazione fra il treno e le corriere sia in termini di orario integrato che di biglietto unico treno+gomma (come previsto dal piano regionale per il trasporto pubblico locale); 
  • Lo sviluppo del cicloturismo è fondamentale per il successo del progetto. Per fare in modo che ciò avvenga, la ciclovia FVG3 dev’essere una infrastruttura progettata e realizzata con criteri di univocità, completezza ed efficienza, strettamente collegata al tracciato ferroviario ed alle stazioni deve permettere ai turisti di pedalare in sicurezza e ben raccordarsi con le altre ciclovie regionali come l’Alpe Adria radweg (anch’essa dotata del treno transfrontaliero MiCotra specializzato nel trasporto delle bici); 
  • Nel percorso di riattivazione della Gemona-Sacile particolare rilievo va dato anche al trasporto delle merci su tutta la linea, in particolare la ferrovia può dare un importante contributo ai lavori di sghiaiamento del lago di Barcis limitando quindi l’utilizzo del trasporto su strada maggiormente impattante e pericoloso. Legambiente appoggia il progetto di riapertura considerandolo però un primo passo verso lo sviluppo delle piene potenzialità dell’intera ferrovia come utile strumento per lo sviluppo armonico delle comunità locali e la tutela dei territori."

mercoledì 22 febbraio 2017

Sconti del 20% per chi viaggia sabato e domenica sulla Udine-Tarvisio

Dal prossimo 24 febbraio sulla linea ferroviaria Udine-Gemona-Tarvisio sarà possibile viaggiare con biglietti scontati del 20% il sabato e la domenica.
Lo sconto promozionale per i viaggi sarà valido per i biglietti acquistati presso le biglietterie Trenitalia.
L'estensione della tariffa agevolata, introdotta a dicembre con l'approvazione del piano tariffe per il 2017, è stata recentemente approvata dalla Giunta regionale.
Si tratta di una promozione all'utilizzo del trasporto pubblico locale, direttamente correlata agli investimenti attuati per valorizzare anche in chiave turistica il Tpl regionale.
In particolare si tratta di una forma di incentivo del servizio bici+treno sfruttando le potenzialità dei nuovi treni Civity, che dispongono di 30 portabiciclette, in sinergia con la Ciclovia AlpeAdria.

lunedì 20 febbraio 2017

Mi.Co.Tra. quale futuro?

MIglioramento dei COllegamenti TRAnsfrontalieri di trasporto pubblico meglio noto come progetto MI.CO.TRA. il servizio ferroviario istituito dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, in partnership con il Land della Carinzia per unire le città di Udine e Villaco. 
Storia: dal dicembre 2009, quando Trenitalia sospese tutti i collegamenti ferroviari diurni tra il Friuli-Venezia Giulia e l'Austria, l'allora Assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi, con la spinta dei Comitati dei Pendolari, sentì la necessità di ripristinare la via di comunicazione su strada ferrata.
Il Mi.Co.Tra. nasce così dall'approvazione del progetto UE Interreg IV - Obiettivo cooperazione territoriale europea 2007-2013 - Priorità 2 -"Territorio e sostenibilità", linea 5 "Accesso ai servizi di trasporto, di telecomunicazione e ad altri servizi", in base al quale si riuscì a finanziare l'attivazione del servizio ferroviario transfrontaliero, che prevede due coppie giornaliere di corse sulla relazione stazione di Udine–Villach Hauptbahnhof: una espletata al mattino e l'altra nel tardo pomeriggio.
L'attivazione del servizio venne inaugurata il 10 giugno 2012.
La gestione è affidata alla società ferroviaria regionale, Ferrovie Udine-Cividale (FUC), in partnership con le Österreichische Bundesbahnen (ÖBB).  
Le fermate intermedie: Gemona del Friuli, Venzone, Carnia, Pontebba, Ugovizza, Tarvisio Bosco Verde, Thörl-Maglern, Arnoldstein, Villach Warmbad, Villach Westbf. 
Inaugurazione Mi.Co.Tra. a Tarvisio 10.06.2012
Senza dubbio Mi.Co.Tra. ha rappresentato il punto più alto della collaborazione tra Comitati dei Pendolari e Regione FVG, oggi praticamente nulla a causa dell'appiattimento della politica regionale.
Mi.Co.Tra. è una pagina importante nelle relazioni tra FVG e Carinzia e per il sistema dei trasporti transfrontalieri, a servizio non solo dei tanti pendolari dell'Alto Friuli, ma anche di nuovi flussi turistici da e per le due aree.
Proprio la sinergia treno-turismo è stata la ricetta vincente di Mi.Co.Tra.: il servizio treno+bici e la valorizzazione della Ciclovia Alpe Adria ha permesso di fare passi da giganti, nonostante una modesta se non inesistente, campagna di promozione pubblicitaria del servizio.
Mi.Co.Tra. infatti è diventato il treno delle biciclette, sempre più conosciuto grazie soprattutto al passaparola degli utenti.
Non tutto è oro ciò che luccica però, in oltre 4 anni dal suo avvio il servizio transfrontaliero non ha trovato ancora una stabilità e una programmazione seria, visto che la Regione provvede di anno in anno a confermare le risorse economiche necessarie per il suo sostentamento (1,5 milioni di €/annui), al contrario di OBB che invece programma a 5 anni le proprie attività.
Un handicap pesante, visto che da anni si vocifera di un prolungamento del servizio verso Trieste, via Cervignano, garantendo così la copertura dell'intera direttrice della Ciclabile Alpe Adria.
Già nel 2015 l'Assessore regionale ai trasporti, Mariagrazia Santoro, parlava di estendere il Mi.Co.Tra. fino a Trieste ed integrare il biglietto del convoglio transfrontaliero con il sistema di bike sharing del Comune di Udine, attraverso il progetto europeo ‘Connect2Ce - Improved rail connections and smart mobility in Central Europe’ a valere sui fondi del Programma Central Europe 2014-2020 – Asse 4 (Trasporti)". A tal fine la Regione aveva promesso di supportare FUC, che doveva prendere parte all'iniziativa in qualità di partner con un budget di oltre 600mila €.
Ad oggi, ad oltre 1 anno e mezzo dall'annuncio, nulla si sa.
I numeri sulla carta sono positivi, ma vanno letti correttamente con la giusta interpretazione economica.
Servizio Mi.Co.Tra
Lunghezza linea
Km 89
Num. corse/giorno
4
Num. corse/anno
1.456
Num. Passeggeri/anno
78.802*
Media Passeggeri/treno
54,12
Biciclette trasportate
11.879
Ricavi – Anno 2015
123.283,38
Utile – Anno 2015
75.768,12
Il 2016 ha confermato il buon andamento di Mi.Co.Tra. e il suo appeal grazie alla sinergia creatasi con la Ciclovia Alpe Adria: i passeggeri sono aumentati del 17,5% rispetto al 2015 (toccando quota 90.000) e le biciclette trasportate sono aumentate del 25,1%, segno evidente del crescente interesse per l'utilizzo del treno a fini turistici.
E' doveroso tuttavia segnalare che il buon risultato dei passeggeri e delle biciclette trasportate è un dato poco significativo se rapportato ai ricavi effettivi, i quali nel 2015 erano pari ad € 123.283,38 pari a 1,56 €/passeggero e bici trasportata.
Il perché di questo dato è facile da spiegare: tutti gli utenti della Udine-Tarvisio, titolari di valido titolo di viaggio Trenitalia/Saf, possono viaggiare su Mi.Co.Tra.
Non abbiamo notizia che Trenitalia o Saf retrocedino a FUC alcuna somma, pertanto i ricavi di FUC derivano esclusivamente dalla vendita di biglietti a bordo treno.
L'utile a bilancio che deriva dalla gestione Mi.Co.Tra. deriva pertanto dalla somma dei ricavi della vendita dei biglietti e dal contributo regionale di 1,5 milioni, detratte i costi d'esercizio  (es. affitto dei binari a RFI, costo personale, affitto delle carrozze a OBB, ecc.).
Da ciò deriva che sotto il profilo gestionale Mi.Co.Tra. vive essenzialmente dello stanziamento regionale da 1,5 milioni di €/annuo.
Prospettive future: Mi.Co.Tra. nasce nel 2009 come una sorta di rivalsa verso lo Stato e Trenitalia, che avevano deciso di tagliare i collegamenti transfrontalieri con l'Austria.
A fronte di ciò la Regione aveva deciso di valorizzare la sua specialità e la sua società ferroviaria, avviando il collegamento transfrontaliero.
Una scelta coraggiosa e di buon senso visto che ha permesso senza dubbio di sviluppare sul territorio una nuova forma di economia legata al turismo, che ha permesso una discreta ricaduta economica legata al servizio treno+bici.
Dopo questa spinta emozionale però l'indirizzo politico ferroviario della Regione si è arrestato: da un lato si vive ormai di promesse (non mantenute), dall'altro si stringe la cinghia e non si investe più su FUC, non programmando più nulla oltre l'anno.
Continua a mancare una vera e propria campagna di marketing, in quanto ci si accontenta del "tirare a campare" con piccole operazioni di basso cabotaggio con riscontri pressoché nulli.
Il 2017 sarà l'anno della stipula del nuovo contratto per i servizi ferroviari del FVG e si dovrà tener conto di uno scenario radicalmente mutato rispetto a quello del 2012.
Trenitalia ha fatto passi da gigante, recuperando la fiducia dell'utenza e l'affidabilità, portando il FVG ai vertici delle classifiche nazionali per puntualità e qualità del servizio, mentre FUC sta perdendo pezzi, come dimostrato dalle recenti dimissioni di quattro macchinisti che hanno sbattuto la porta alla società regionale incapace di garantire un contratto di lavoro equiparato a quello dei ferrovieri FS.
Ci si chiede quindi quale sarà il futuro di Mi.Co.Tra.?
Dipenderà tutto da quale sarà il futuro di FUC, società che la Regione in questi anni ha "foraggiato" solo per il mantenimento delle attività correnti (gestione di una modesta linea di appena 15 km, la Udine-Cividale e del servizio Mi.Co.Tra.), senza  riuscire mai a potenziare la società sul mercato con nuove offerte commerciali.
Alla luce dei recenti accadimenti in FUC, visto il clima sindacale e la mancanza di un vero e proprio piano industriale in grado di far crescere la società, è doveroso che la politica svolga una seria riflessione sul futuro della sua partecipata.
In primis è necessario tutelare le professionalità ed evitare ulteriori uscite di personale che potrebbero mettere in ginocchio l'organizzazione aziendale, assumendo determinazioni volte ad evitare che FUC resti solo il solito "poltronificio" o il "parcheggio" di persone assunte perchè in possesso di una tessera di partito più che di una vera e propria professionalità in ambito ferroviario.
Oggi al vertice di FUC si trova Maurizio Ionico, responsabile PD per i trasporti, manager di fiducia dell'odierna "corte dei miracoli" e uomo di partito che dal 1997 ad oggi ha sempre ricoperto incarichi in società partecipate.
A parte il fallimentare studio di fattibilità sulla Gemona-Sacile, dove FUC ha evidenziato tutte le sue carenze, in questi anni Ionico non è riuscito a far decollare Mi.Co.Tra., il gioiellino di casa, il quale continua ad avere potenzialità inespresse.
Se il personale si licenzia un motivo ci sarà, soprattutto in tempi di crisi come quelli odierni dove il posto di lavoro fisso rappresenta un privilegio per pochi.
E' chiaro che se l'azionista unico, Regione FVG, non investirà più, il futuro di FUC e Mi.Co.Tra. non potrà che essere molto nebuloso e difficile.

venerdì 17 febbraio 2017

Gemona-Sacile, aspettando il treno, che fare?

Pubblichiamo una articolata riflessione di Andrea Palese, storico rappresentante dei Comitati Pendolari del FVG e promotore del progetto della ferrovia turistica della Pedemontana del Friuli.
Buona lettura.

LA SVOLTA: Il 2016 è stato senza dubbio l’anno della svolta per la ferrovia Gemona-Sacile, la quale grazie al Protocollo d’Intesa tra Gruppo Fs e Regione FVG verrà riattivata entro il 2018.
Un grande risultato, anche personale, visto che da anni seguo questa “causa” e che per primo ho avuto l’intuizione di inserire la Pedemontana nel progetto nazionale “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
Un’intuizione maturata grazie a quel viaggio ad Agrigento a marzo 2016, lungo la ferrovia dei Templi; lì è nata la vera “rinascita” della Pedemontana, grazie all’incontro tra il sottoscritto, l'ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS e l'on. Maria Iacono, prima firmataria della legge sulle ferrovie turistiche.
Lì ho capito le potenzialità di Fondazione Fs e la concretezza del suo progetto “Binari senza tempo” e da lì si è partiti per “importare” quel modello virtuoso in Friuli, cercando di far comprendere alla Regione FVG che non si poteva perdere quel treno.
Un viaggio nato quasi per caso, merito di una persona speciale che mi ha "spronato" a volare in Sicilia per conoscere Fondazione FS. Senza quello sprone quel viaggio non lo avrei mai fatto e probabilmente oggi l’affaire Pedemontana non si sarebbe risolto e saremmo a parlare d’altro.
Dopo Agrigento tante cose sono successe e quel sogno di rivedere il trenino correre sui binari della nostra amata ferrovia si sta pian piano realizzando.
L’ANNUNCIO DELLA RIAPERTURA: dopo una “battaglia civile” di quattro anni e una continua pressione sulle Istituzioni, con toni talvolta accesi, ad ottobre, è giunto il tanto atteso annuncio della riapertura della linea da parte dell'ing. Cantamessa.
Un risultato ancora più bello perché è arrivato in un contesto “casalingo”, proprio all’inaugurazione della Mostra fotografica di Gemona; evento alla cui organizzazione hanno partecipato tutte le anime ferroviarie del FVG, manifestando una unità d’intenti mai dimostrata prima.
Anche per questo possiamo dire che questa battaglia l'abbiamo vinta noi pendolari !
Il “miracolo” della Gemona-Sacile è stato possibile grazie al lavoro dei Comitati dei Pendolari, dei tanti appassionati e delle Associazioni; in questo contesto Andrea Palese è stato solo la figura di riferimento di un lavoro di squadra, ma soprattutto di chi ha creduto e crede che la riattivazione della ferrovia sia uno strumento di sviluppo economico del Territorio.
I successi della Mostra di Gemona e del Convegno di Cavasso Nuovo sono due esempi di quale sia oggi l’interesse della gente verso il tema della ferrovia; purtroppo è mancato l’interesse concreto di alcune Istituzioni e soprattutto il coraggio a promuovere il “progetto Pedemontana”.
In un Territorio in sofferenza, caratterizzato da un contesto economico difficile e marginale, sempre più depauperato dai servizi, è basilare uscire dagli schemi e cercare di inventarsi nuove iniziative che possano portare ricadute positive; proprio la ferrovia turistica potrebbe portare benefici grazie alla nascita di una microeconomia capace di creare nuovi posti di lavoro, sviluppando quel settore turistico, oggi ridotto ai minimi termini, ma di grande potenziale.
Come si è giunti alla riapertura della linea? Dal 2012 ad oggi tante sono state la manifestazioni e le iniziative a supporto della riapertura della ferrovia.
Il primo a denunciare la situazione è stato l’amico, Emanuele Zanon, Sindaco di Cavasso Nuovo, poi sono stati i Comitati dei Pendolari e in particolare quello dell’Alto Friuli a movimentare la scena, basti ricordare alla nota “Staffetta Treni-taglia ridacci il nostro treno” che ha percorso tutti i 70 km della linea sensibilizzando le Istituzioni.
Tante erano le aspettative riposte sullo studio di fattibilità di Ferrovie Udine Cividale (società partecipata della Regione): purtroppo si è perso oltre un anno per attendere uno studio (costato 40mila €) che ha evidenziato conclusioni quanto mai fantasiose, con un modello d'esercizio irrealistico (1,1 milioni di passeggeri/anno trasportati, con una media di 215 passeggeri a treno).
I risultati dello studio hanno evidenziato tutte le carenze di FUC, nella quale in tanti, me compreso, avevano ipotizzato (sbagliando!) che potesse assumere la gestione del servizio passeggeri.
Un'idea purtroppo senza fondamento, in quanto mai la Regione ci ha creduto, mettendoci i quattrini, potenziando la struttura di FUC.
In realtà lo studio è servito alla politica e all'Assessore Santoro in particolare solo per prendere tempo, visto che non si sapeva o non si voleva assumere una decisione per risolvere la grana Gemona-Sacile.
Stesso discorso vale per il “Protocollo di Pinzano”, documento sottoscritto dai Comuni a febbraio 2016 e voluto dalla Santoro per giustificare l’immobilismo della Regione sul tema.
Tanto si è scritto e tanto si è detto sul futuro della Pedemontana, fantasticando e facendo spesso paragoni inappropriati; personalmente condivido l’idea dell’ex Sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, secondo il quale la Gemona-Sacile non è paragonabile per le sue peculiarità né alla Merano-Malles, né alla San Candido-Lienz, i cui modelli non sono replicabili in FVG. Questo soprattutto per la mancanza di una vocazione turistica “spinta”, presente altresì in Alto Adige e radicata da oltre 40 anni.
Da noi la partita va giocata con altre armi, sfruttando le tante potenzialità inespresse del Territorio e cercando soprattutto di far squadra.
BINARI SENZA TEMPO: il punto forte su cui basare il futuro della Pedemontana è l'accordo tra Regione e Gruppo FS, il quale prevede che la Gemona-Sacile sarà la prima linea d’Italia che verrà utilizzata sia per il trasporto passeggeri regionale, che per il servizio turistico.
Si tratterà di una riapertura per fasi: il 2018 dovrebbe essere l'anno buono per la tratta passeggeri Sacile-Maniago e per l'avvio del servizio turistico lungo tutta la linea, la quale diventerà l’ottava ferrovia del progetto nazionale “Binari senza tempo” di Fondazione FS; un progetto che dalla sua creazione nel 2014 ha permesso la riapertura per scopi turistici di sette linee, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
Nel 2016 oltre 60mila turisti hanno viaggiato sui treni storici della Fondazione FS, confermando il trend di crescita del turismo ferroviario (+47% rispetto al 2015) con oltre 230 eventi (+39%).
L’Abruzzo, con la meravigliosa Sulmona-Carpinone la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, è la meta più gettonata con oltre 14mila presenze; la Sicilia, invece, risulta la prima regione per numero di eventi organizzati (42) grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia, previsti peraltro dal contratto di servizio, il quale ha esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dalla Regione.
La classifica del turismo ferroviario vede il Friuli penultimo, con appena 512 presenze e 4 eventi organizzati (treno di Pasolini e Barcolana Express).

Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE
59.691
230
260

Risultati molto deludenti, frutto dello scarso interesse dimostrato dalla politica regionale; l’inserimento della Gemona-Sacile, come ottava linea di “Binari senza tempi”, dovrebbe invertire questa rotta e aumentare l’appetito di turismo ferroviario di questa regione.
CLIMA POLITICO: non sono mancate le polemiche e la solita propaganda politica; tante sono state le promesse, soprattutto da parte della Regione, che per anni ha tentennato, tenendo un atteggiamento ondivago e procrastinando ogni decisione, per poi approfittare del lavoro altrui (Comitati dei Pendolari in primis).
L’unico punto fermo è che sarà il Gruppo FS a mettere i quattrini per la riattivazione della linea (17 milioni di euro); manca invece una visione d'insieme e una progettazione delle attività a supporto del progetto turistico.
Le incapacità della Regione e dell'Assessore al riguardo sono evidenti, ma anche quelle delle "Corti dei Miracoli locali" non sono da meno. Mi riferisco a tutti i Comuni che per tutto questo tempo sono rimasti “coperti e allineati”, privilegiando per opportunità partitica l’immobilismo regionale.
Fatto salvo Gemona del Friuli e Cavasso Nuovo, gli altri sono rimasti “freddini” dinanzi alla questione Pedemontana: alle belle parole e alle tante fotografie scattate nel corso delle varie “passerelle”, poi nei fatti non si sono registrati atti che possano in qualche maniera supportare il progetto ferrovia.
Gemona gestisce già la stazione in comodato e a breve avvierà un cantiere da 80mila € per il restyling dell’immobile in prospettiva dell’avvio della ferrovia turistica: un progetto partito ancora nel 2013 che vedrà coinvolte Associazioni, Pro Loco ed operatori commerciali privati.
Nessun altro Comune ha invece ottenuto il comodato della stazione da parte di RFI: l’unico che ha fatto qualche timido passo in avanti è Cavasso Nuovo, che sull’esempio di Gemona, ha ottenuto nel 2016 un finanziamento per la riqualificazione dell’immobile fs e ora sta ragionando con RFI come poter sfruttare la stazione.
Molto nebulosi appaiono invece i progetti di Montereale e Pinzano (quest’ultimo beneficiario recentemente di un finanziamento regionale), le cui proposte progettuali appaiono più dei “libri dei sogni” che altro, visto che non sono state vagliate dalla proprietà RFI.
Manca soprattutto la collaborazione tra Istituzioni e operatori commerciali: proprio quest’ultimi, per la riuscita del progetto, dovranno necessariamente essere coinvolti.
Servono idee chiare fin dall’inizio perché il rischio è che le stazioni ristrutturate e destinate a specifiche attività sulla base delle progettualità dei Comuni, restino poi desolatamente vuote per la mancanza dell’interesse degli operatori privati: è assurdo infatti che i Comuni, ognuno per conto suo, ipotizzino i più disparati recuperi funzionali delle stazioni (B&B, servizi bike sharing, ecc.), senza un progetto d’insieme e soprattutto senza sapere chi in futuro gestirà l’immobile.
Mi meraviglio poi che Comuni come Maniago e Forgaria, che potrebbero ottenere un valore aggiunto dallo sfruttamento della ferrovia, siano rimasti fino ad oggi sempre ai margini.
Maniago beneficerà infatti sia del ritorno del traffico passeggeri (pendolari e studenti), che dell’avvio del servizio turistico, i cui flussi - grazie alla posizione centrale della stazione - raggiungeranno facilmente il cuore della città del coltello. Forgaria invece potrebbe sfruttare le due fermate presenti sul suo territorio (Cornino e Forgaria) per valorizzare le eccellenze naturalistiche, in primis la Riserva di Cornino.
LEGGE FERROVIE TURISTICHE: un ulteriore fattore positivo è dato dall’inserimento della Pedemontana nell’elenco della legge sulle ferrovie turistiche (Ddl Iacono), recentemente approvata dalla Camera dei Deputati.
Si tratta di una legge di principio che detta le linee guida in materia e che pone le basi per il riconoscimento del recupero delle linee ferroviarie dismesse o in disuso, come un asset economico strategico per un turismo sostenibile. Purtroppo la legge difetta di una propria copertura finanziaria (in quanto demanda alle Regioni l'individuazione delle risorse economiche necessarie) e dell'indicazione di un soggetto capofila (es. Fondazione FS).
Si tratta tuttavia di un bel passo in avanti, che promuove il turismo ferroviario e il recupero di vecchi tracciati, invertendo quell’indirizzo dei primi anni ’90 volto al taglio indiscriminato dei rami secchi.
Speriamo solo che la burocrazia non demolisca quanto di buono fatto fino ad oggi e conquistato con molta difficoltà.
FASE 2: forte è stato fino oggi l’interesse della stampa sulla questione Pedemontana, probabilmente la ferrovia “più mediatica” degli ultimi anni, grazie alle tante iniziative organizzate (convegni, mostre, concorsi fotografici), alcune a dire il vero finalizzate più al mero protagonismo che per l’effettiva riapertura della ferrovia.
Non nascondo che è il ruolo della stampa locale è stato determinante per l’ottenimento del risultato e di questo si deve ringraziare i giornalisti che si sono dedicati con professionalità al tema, tuttavia ora è necessario cambiare passo, passando dalle pagine dei giornali al campo.
Acquisito l'impegno di FS, serve avviare la Fase 2, lavorando sul Territorio per realizzare quegli interventi infrastrutturali a supporto del progetto turistico, investendo denari veri e non quelli del "Monopoli" promessi fino ad oggi dalla politica.
Non ho dubbi che nei prossimi mesi il tema ferrovia verrà utilizzato per strumentalizzazioni personali o politiche, fini a se stesse: ora che il tema è “caldo” in tanti si cimenteranno e cercheranno di "salire sul carro", sfruttando la mediaticità della materia per speculazioni giornalistiche estranee però al progetto ferroviario.
La “Fase 2” per dare sostanza al rilancio della ferrovia dovrà caratterizzarsi dall’avvio del “Progetto di Territorio”, con investimenti mirati a supporto della ferrovia turistica.
In questo contesto è basilare il potenziamento della Ciclabile FVG3, la sistemazione delle stazioni e loro destinazione per attività turistiche quali B&B, Infopoint o altre attività commerciali, l’individuazione di itinerari storico-naturalistici, di percorsi enogastronomici (es. pitina e prosciutto di San Daniele), mediante una adeguata campagna di promozione e di marketing, sviluppando una sinergia con gli operatori privati.
Nulla di tutto questo è stato pensato e per ora siamo fermi alle parole di un fantomatico "Progetto di Territorio" che non esiste e che probabilmente si trasformerà in un altro studio di fattibilità con belle ma inutili slides ...
La soluzione prospettata dalla Regione di delegare il GAL-Montagna Leader non mi convince, visto che molti dubbi restano sulle competenze in materia dell'Ente individuato.
Si punterà sui bandi UE, con un programma di interventi quanto mai nebuloso.
Temo che si perderà ancora tempo, sulla falsariga di quanto già successo con lo studio di FUC, visto che si è deciso “di non decidere” e di "non aprire il portafogli", puntando su un soggetto "amico", politicamente controllabile.
Ammesso che si riesca a vincere qualche bando UE, mi domando quando saranno disponibili queste risorse? Il treno tornerà a correre nel 2018 e per quella data un minimo di infrastruttura turistica dovrebbe quanto meno essere già abbozzata.
Purtroppo non si stanno preparando le basi per l’avvio del progetto turistico e si continua "a vivere alla giornata": il rischio quindi è quello di arrivare impreparati al 2018 e di ritrovarsi con un non-progetto che potrebbe avere sin dall'inizio una sopravvivenza molto difficile.
Oltre al coinvolgimento fondamentale degli operatori privati resta basilare il coinvolgimento diretto e fattivo dei Comuni, i quali fino ad oggi hanno subito decisioni calate dall'alto.
La scommessa ferroviaria della Pedemontana potrà essere vinta poi solo se la Regione, sull’esempio di quanto già fatto dalla Sicilia, prevederà nel nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia i km/treno sia per il servizio passeggeri Sacile/Maniago, ma soprattutto quelli per il servizio turistico Gemona/Sacile, in maniera da rendere la ferrovia turistica un servizio stabile e non solo spot.
La riapertura della Pedemontana resta in ogni caso una delle più belle pagine della storia degli ultimi anni di questa regione, ottenuta grazie alla volontà e alla determinazione di alcuni rappresentanti della Società Civile che hanno fortemente voluto salvaguardare e difendere il patrimonio storico della ferrovia, parte integrante della di questa Terra.
Un onore e una grande soddisfazione aver partecipato a questo splendido "viaggio" che mi ha permesso di scoprire le bellezze della Pedemontana e condividere con tanti compagni di viaggio questa emozionante avventura.
Andrea Palese

martedì 14 febbraio 2017

Veneto: biglietto unico Trenitalia-Dolomiti Bus

E’ nata "Unica Veneto", la smart card personale, nominativa e ricca di servizi dedicata ai viaggiatori di Trenitalia e Dolomiti Bus (società partecipata al 60% dalla Provincia di Belluno e al 30% dalla privata Autoguidovie Spa).
Il Veneto è la prima Regione in cui la carta è attiva, a partire proprio dalla Provincia di Belluno, città dove è stata presentata in presenza del Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia, dell’Assessore regionale ai Trasporti, Elisa De Berti, dagli Amministratori Delegati di Trenitalia, Barbara Morgante e di Dolomiti Bus, Natalia Ranza.
Si tratta di un progetto voluto dalla Regione Veneto e attuato da Trenitalia e Dolomiti Bus, che permette di caricare vari titoli di viaggio di diverse società di trasporto pubblico in un’unica smart card nominativa e personale denominata «Unica Veneto».
La card ha validità di 4 anni e permette di viaggiare con comodità sia sulle linee Trenitalia che su quelle della Dolomiti Bus. 
Il progetto di integrazione dei titoli si sviluppa per fasi: la partenza è con l’emissione delle card, a titolo gratuito, da parte di Trenitalia e Dolomiti Bus (fra il 13 febbraio e il giugno 2017), dove poter caricare così tutti gli abbonamenti regionali di Trenitalia per viaggiare in Veneto e interregionali con almeno una località di partenza/arrivo all’interno dei confini veneti e quelli Dolomiti Bus per viaggiare sulle linee della Provincia di Belluno.
Nella seconda fase, da giugno, sarà possibile caricare su Unica Veneto, che ha le dimensioni di una carta di credito ed è equipaggiata con tecnologia contactless che permette di utilizzarla semplicemente avvicinandola al lettore, anche i biglietti di corsa semplice di Trenitalia e Dolomiti Bus.
Da settembre, infine, i punti vendita potranno vendere i loro biglietti e abbonamenti direttamente su Unica Veneto. Le modalità di acquisto riguardano tutti i canali di vendita delle aziende.
«Stiamo lavorando - ha spiegato Zaia - per rendere più semplice e più efficiente il sistema di trasporto nel Veneto, in primis per i cittadini e i pendolari ma anche per chi viene a visitare la nostra terra. L'obiettivo, ad esempio, è far sì che un turista giapponese possa da piazza San Marco a Venezia raggiungere Cortina armato di una sola card, senza dover impazzire per passare da un mezzo a un altro e per acquistare i rispettivi biglietti».
Un’interessante esperienza che permette di promuovere e favorire l’intermodalità vettoriale e tariffaria.
In realtà si tratta di un “contenitore” di biglietti diversi che permette all’utente di viaggiare indistintamente sulle linee dei due vettori.
Negli ultimi anni si è discusso molto di biglietto unico, tariffa integrata treno/bus e di bigliettazione elettronica, ma poi nella realtà, salvo casi isolati e sporadici (es. Alto Adige), il panorama italiano risulta molto scarno.
In FVG l’unico esempio di intermodalità è quella tariffaria esistente lungo la Udine-Tarvisio: la tariffa permette in questo caso agli utenti di viaggiare, con il medesimo titolo, indistintamente sia sui bus di Saf Autotrasporti che sui treni di Trenitalia. Una convenzione va poi a disciplinare il riparto dei ricavi tra i due vettori.
In realtà si tratta di una integrazione tariffaria e non vettoriale, visto che il programma d’esercizio dei due gestori restano nettamente distinti e spesso scoordinati tra loro (senza coincidenze o persino con corse con percorsi ed orari coincidenti).
Qualche timido passo in avanti si è fatto con la bigliettazione elettronica, anche in questo caso però sempre con una netta distinzione per singolo vettore.
Un passo in avanti sarà dato – solo però per il servizio bus – dall’avvio del nuovo servizio di trasporto regionale su gomma, con il gestore unico TPL FVG S.c.a.r.l., che vede raggruppati gli attuali gestori del servizio e cioè le società Trieste Trasporti, SAF di Udine, ATAP di Pordenone e APT di Gorizia: il primo effetto del gestore unico sarà il biglietto e l’abbonamento unico per viaggiare in tutta la regione.
Nel 2017 una magra consolazione visto che il Mondo evoluto dei trasporti viaggia a ben altre velocità.

sabato 11 febbraio 2017

Nel 2016 60mila viaggiatori sui treni storici della Fondazione FS e 65mila visitatori al Museo di Pietrarsa

Nei giorni corsi è stato pubblicato sul sito della Fondazione FS un interessante dossier che fotografa la situazione nazionale del turismo ferroviario.
Cresce il trend delle attività turistiche in Italia per i treni storici e la cultura ferroviaria.
Nel 2016, dopo i risultati positivi dei due anni precedenti, sono stati 60mila i viaggiatori a bordo dei convogli d’epoca (+47% rispetto al 2015) della Fondazione FS Italiane e 230 gli eventi turistici (+39%) organizzati su vecchie linee ferroviarie d’interesse storico o paesaggistico.
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Abruzzo
14.754
39
379
Lombardia
9.063
25
362
Toscana
8.523
34
250
Sicilia
5.530
42
132
Piemonte
5.412
21
258
Campania
4.493
25
180
Veneto
3.918
10
391
Liguria
3.393
8
424
Puglia
1.877
5
375
Lazio
1.050
10
105
Emilia Romagna
758
3
256
Friuli Venezia Giulia
512
4
128
Sardegna
408
4
102
TOTALE

59.691

230

260
L’Abruzzo è la meta più gettonata e guadagna la testa della classifica dei passeggeri grazie alla spettacolare linea Sulmona-Carpinone, la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, fiore all’occhiello del progetto di “Binari senza tempo”.
Seguono le regioni dove sono presenti tracciati storici di particolare interesse, resi di nuovo agibili dalla Fondazione FS per il turismo ferroviario: la Ferrovia del Lago in Lombardia, della Val d’Orcia in Toscana, dei Templi in Sicilia, della Valsesia e del Tanaro in Piemonte, la Ferrovia dell’Irpinia in Campania.
Proprio le linee inserite nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS danno il maggiore contributo al raggiungimento dei risultati per le singole Regioni dove sono presenti i tracciati.
La Sicilia risulta la prima regione per numero di eventi organizzati grazie ad un esteso programma congiunto tra Fondazione FS, Regione e Trenitalia che ha coinvolto diversi itinerari ferroviari nel periodo estateinverno. Tramite il contratto di servizio è stato infatti esteso anche ai treni storici per fini turistici la possibilità di finanziamento mediante fondi appositamente destinati dall’Assessorato Regionale Turismo Sport e Spettacolo.

BINARI SENZA TEMPO”: nel corso del 2016 si è consolidato ulteriormente il progetto di riapertura a scopi turistici di alcune linee, oggi sospese e prive di servizi di trasporto pubblico locale, caratterizzate da un alto valore storico e paesaggistico per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per gli arditi manufatti che vi insistono.
Binari senza tempo”, dalla sua creazione nel 2014 con la riattivazione delle prime quattro linee ferroviarie, dopo il quinto tracciato inserito un anno dopo, nel 2016 si è arricchito di altre due linee: la “Ferrovia del Tanaro” e la “Ferrovie dell’Irpinia”.
Nel 2016, sulle sette linee di “Binari senza tempo” sono stati quasi 34mila i viaggiatori a bordo dei treni storici (+5% rispetto al 2015) e 115 gli eventi turistici (+33%):
 
Passeggeri
Eventi
Media pass./evento
Ferrovia del Parco “Transiberiana d’Italia
Sulmona-Carpinone
14.374
38
379
Ferrovia della Val d’Orcia
Asciano-Monte Antico
6.199
23
269
Ferrovia del Lago
Palazzolo sull’Oglio Paratico/Sarnico
4.335
9
481
Ferrovia della Valsesia
Vignale-Varallo
3.331
13
257
Ferrovia dei Templi
Agrigento-Porto Empedocle Succursale
2.483
22
113
Ferrovia dell’Irpinia
Avellino-Rocchetta Sant’Antonio
1.877
4
469
Ferrovia del Tanaro
Ceva-Ormea
1.163
6
193
TOTALE
33.762
115
294
La “Transiberiana d’Italia” guadagna la prima posizione assoluta grazie al 54% di aumento del numero di passeggeri rispetto al 2015, confermando il crescente successo della linea in chiave turistica. Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione con “Le Rotaie”, Associazione di volontari convenzionata con la Fondazione FS.
Positivo anche il primo anno completo di esercizio turistico per la “Ferrovia della Valsesia” e per i primi eventi sulla “Ferrovia del Tanaro”. Sulla “Ferrovia dell’Irpinia”, invece, il dato è riferito ai soli eventi in occasione dell’inaugurazione estiva dopo la sua parziale e temporanea riapertura.
E’ anche allo studio l’inserimento di una ottava linea, la Gemona del Friuli-Sacile, la quale rappresenterà di fatto la prima in Italia ad essere riaperta sia per scopi turistici che per il trasporto pubblico locale.
Oltre al normale traffico commerciale, la Fondazione FS è stata impegnata nella produzione di diversi treni per importanti eventi.
Sono state sei le coppie di treni straordinari con trazione diesel per la manifestazione internazionale “The floating piers”, sulla Palazzolo sull’Oglio-Paratico/Sarnico, in occasione dell’installazione di land art di Christo.
Due le coppie di treni straordinari da Milano a La Spezia per la manifestazione “Porte Aperte a La Spezia Migliarina”.
Sette le coppie di treni per gli eventi per i 130 anni della ferrovia in Valsesia.
Effettuato anche un treno istituzionale con trazione a vapore per il trasporto di personalità Roma Termini-Città del Vaticano.
Dodici i treni storici della Fondazione FS che sono stati anche noleggiati per utilizzi diversi dal servizio viaggiatori. Tra questi, dieci i convogli scelti come set da produzioni televisive e cinematografiche. Film e fiction sono andati in onda sui principali canali televisivi nazionali, mentre le pellicole per il grande schermo sono destinate al grande mercato internazionale.
TRENI UTILIZZATI: i rotabili d’epoca, restaurati ed utilizzati dalla Fondazione FS per i viaggi in treno storico, sono suddivisi tra locomotive a vapore dei Gruppi 625, 640, 685, 728, 740, 741, 880, automotrici ALn668, ALn772, ALn663, locomotive diesel D345 e D445, locomotive elettriche E428, E626, E636, E646, E656.
Le carrozze d’epoca utilizzate sono principalmente le tipo 1928 “Centoporte”, tipo 1947 “Corbellini”, tipo 1933 “Terrazzini”, prima classe Az10062, tipo 1931, tipo 1959 serie 45000, serie UIC-X, tipo 1969 Gran Confort.

MUSEO NAZIONALE FERROVIARIO DI PIETRARSA: record di visite anche per il Museo di Pietrarsa, restaurato e gestito dalla Fondazione FS Italiane, che chiude il 2016 con un forte incremento di visitatori. 65mila persone, il 63% in più rispetto al 2015.
Grazie alla bellezza degli spazi interni ed esterni, con le imponenti architetture ottocentesche ora perfettamente restaurate, il nuovo giardino e le terrazze sul mare con la vista del Golfo di Napoli, il Museo continua ad attrarre sempre più l’attenzione di grandi aziende e istituzioni, scelto come location per meeting e congressi che, nel 2016, hanno richiamato oltre 6800 partecipanti.