Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).

martedì 21 novembre 2017

La seconda vita delle ALe801 friulane

Foto di Luca Seria 
I pendolari friulani si ricordano molto bene di questi convogli sopranominati per i colori delle loro livree prima  “fanta”, poi “bruco mela”; si tratta delle mitiche ALe801, che hanno viaggiato per oltre tren'anni lungo i binari friulani, sino al giugno 2015, quando sono state sostituite dai nuovi treni ETR 563 Civity acquistati dalla Regione.
Non tutte le ALe801 friulane sono andate in pensione, in quanto alcune erano di scorta al nuovo materiale.   
Oggi uno di questi complessi continuerà a svolgere servizio di trasporto pubblico, facendo viaggiare i pendolari toscani, grazie al progetto della compagnia TFT - Trasporto Ferroviario Toscano, che opera ad Arezzo lungo la tratta Stia-Sinalunga-Arezzo.
Nella giornata del 13 luglio scorso è infatti stato trasferito da Trieste il complesso ALe 801.016 della Direzione Regionale FVG di Trenitalia.
Si tratta del secondo complesso Ale801 in forza a TFT, visto che ad Arezzo Pescaiola è già presente un altro treno proveniente dalla Direzione Regionale Liguria di Trenitalia.
Si tratta senza dubbio dei convogli “messi meglio” tra quelli ancora disponibili, visto i milioni di km macinati lungo i binari friulani e non.
Le ALe 801-940 di Trenitalia sono state prescelte da TFT in virtù della maggiore capienza rispetto alle composizioni di elettromotrici E.624 e carrozze Corbellini con passo lungo attualmente impegnate sui treni degli studenti, destinati ad essere sostituiti proprio dalle elettromotrici di Trenitalia per far fronte all'alta domanda di mobilità negli orari di entrata ed uscita dalle scuole. TFT pensa infatti di impegnare le ALe 801-940 in composizione da 5 pezzi, ovvero con 3 rimorchiate intermedie Le 108, che così configurate potrebbero arrivare ad offrire fino a 512 posti.
Lunga vita alle Ale801, anche se sinceramente i pendolari friulani non ne sentono la mancanza !

domenica 19 novembre 2017

Puntualità ed affidabilità del servizio fs in FVG ancora ai vertici nazionali

Quasi 95 treni su 100 puntuali, 8 su mille i cancellati: è questa la fotografia delle corse ferroviarie regionali del Friuli Venezia Giulia gestite da Trenitalia nel corso dei primi 10 mesi del 2017.
La PUNTUALITA' REALE, quella percepita dagli Utenti, che include i treni arrivati entro i 5 minuti dall’orario previsto è del 94,9%.
L’indice di regolarità, ovvero l'AFFIDABILITA' che misura le corse effettuate rispetto alle programmate è del 99,2%.
Risulta superiore alla media generale l’arrivo in orario dei treni in circolazione nelle ore di punta del mattino: nella fascia 6-10 è il 95,5% ad arrivare puntuale, percentuale in linea con quella dello scorso anno.
Rispetto agli anni passati il trend continua ad essere positivo: la puntualità reale aumenta del 5,3% rispetto al 2014, dello 0,9% rispetto al 2015 e di fatto è in linea con i dati rilevati nel 2016, dimostrando una sostanziale tenuta del servizio.
Sono indici che, considerando le sole cancellazioni (0,2%) e ritardi (1,1%) imputabili direttamente a Trenitalia, salgono al 99,8% come regolarità e 98,9% per la puntualità.
Migliora anche il giudizio dei clienti: nell’ultima indagine chiusa a settembre, il 94% si è dichiarato soddisfatto del viaggio nel suo complesso, portando la media cumulata dei primi 10 mesi al 93,6%, con una crescita in due anni di 6,5 punti percentuali.
Il bilancio dei primi dieci mesi del 2017 tiene conto del volume di servizi prodotti in Friuli Venezia Giulia, pari a 34mila corse effettuate in tutta la Regione da Trenitalia, percorrendo complessivamente 2 milioni e 597.500 km con più di 6 milioni di passeggeri saliti a bordo.
Il gradimento maggiore a settembre si registra nell’ambito dell’aspetto della cortesia e della professionalità del personale di bordo (98,9%), nella preparazione al viaggio (96,8%) e nella permanenza a bordo del treno (95,4%). Oltre a questi aspetti, a bordo dei treni viene particolarmente apprezzata l’illuminazione della carrozza (97,1%), la sicurezza personale percepita (96,6%)e la disponibilità di posti (95,7%).
Rispetto a settembre 2016 i trend di maggiore crescita si hanno in: regolarità del servizio +7,4%, puntualità +3,8%, security +2,9%, informazioni a bordo +4,2%, climatizzazione +5,7%. Incremento anche per comfort +0,6% e pulizia +0,6%.

venerdì 17 novembre 2017

Sacile-Maniago: i Sindaci pensino alle priorità (orari e stazioni) non alle grandi opere od a progetti irrealizzabili

Prendiamo atto che finalmente il Sindaco di Maniago, Andrea Carli, è uscito dal letargo e che a 25 giorni dal ritorno del treno si interessi della ferrovia Pedemontana.
In un progetto ferroviario e turistico ancora tutto da inventare, basti pensare agli orari che – nonostante la ricca offerta di 20 corse - non garantiranno a tutti gli studenti di utilizzare il treno, qualcuno ora cerca di distogliere l'attenzione dai veri problemi, lanciando proposte fantasiose o tecnicamente irrealizzabili.
Le proposte del Sindaco Carli arrivano fuori tempo massimo, probabilmente per cercare di giustificare l’immobilismo dell’Amministrazione maniaghese sul tema, la quale nel febbraio scorso aveva persino bocciato in Consiglio Comunale l’Ordine del Giorno sulla ferrovia turistica che era stato approvato all’unanimità dalla Regione.
Il degrado della stazione di Maniago
I veri problemi della ferrovia oggi si chiamano stazioni, orari adeguati alle esigenze degli utenti ed una campagna informativa sul territorio.
Oltre un anno fa avevamo invitato i Sindaci a siglare i comodati con Rfi per le stazioni, ad ottenere i finanziamenti dalla Regione ed a iniziare il restyling degli immobili per arrivare preparati all’appuntamento con l’avvio del servizio turistico. Nulla è invece stato fatto, salvo Cavasso Nuovo e Gemona che hanno avviato le progettazioni e stanno appaltando i lavori, gli altri Comuni sono tutti al palo.
Prima di ipotizzare “grandi opere”, come la realizzazione del terminal studenti del Torricelli, sicuramente un’ottima idea che condividiamo, ma di difficile realizzazione (chi metterà i soldi?), riteniamo prioritario ed urgente risolvere i problemi contingenti, perché da lunedì 11 dicembre, passata la festa dell’inaugurazione, ci troveremo difronte una dura realtà, con tanti treni (troppo!) da riempire e un servizio da valorizzare sotto ogni aspetto.

I Sindaci farebbero pertanto bene a preoccuparsi di questo, visto che gli orari come previsti sembrano fatti ad arte per far chiudere di nuovo la linea.
L’ipotesi del treno diretto Maniago-Pordenone è tecnicamente impossibile, perché una volta che il treno è arrivato a Sacile deve cambiare senso di marcia. In questo caso il macchinista dovrebbe effettuare il cosiddetto “cambio banco” delle attrezzature, che impone 15 minuti circa. Più comodo è invece avere coincidenze immediate con treni veloci provenienti da Venezia, senza pensare alla difficoltà tecnica legata all’utilizzo del binario 1 di Sacile che di fatto è la ragione delle penalizzazioni dell’attuale orario.
Poco creativo appare anche il nome “Freccia delle Dolomite friulane”, brand vendibile a parere del Sindaco Carli per valorizzare la ferrovia.
L’idea del Sindaco è solo la brutta copiatura della storica “Freccia delle Dolomiti”, che viaggiava tra Milano C.le e Calalzo di Cadore.
Condividiamo tuttavia l’idea di individuare un brand unico che possa identificare la ferrovia e il nostro territorio e proprio a tal fine abbiamo lanciato nelle settimane scorse un Concorso d’Idee, dedicato a tutte le Scuole del FVG per realizzare il logo della ferrovia Pedemontana del Friuli, il cui nome per la sua storia non è assolutamente in discussione, ed uno slogan da abbinare al logo.
Oltre 20 Scuole ed Istituti di tutta la regione hanno già aderito al Concorso, con particolare interesse quelli della Pedemontana, dall’Istituto Comprensivo di Maniago, al Torricelli, alle Scuole di Travesio, Meduno, Aviano, Gemona e Sacile, nonché numerosi Istituti Superiori di Udine e Pordenone.
Siamo certi che la creatività dei ragazzi saprà dare quel valore aggiunto alla nostra ferrovia, quello che oggi le Istituzioni deputate non sono ancora riuscite a fare, atteso che il progetto turistico resta nel cassetto dei desideri, vista la mancanza di un soggetto attuatore che riesca a coinvolgere l’intero territorio da Sacile a Gemona.

mercoledì 15 novembre 2017

Ufficiali gli orari della Sacile-Maniago, confermate le anticipazioni. Bocciate le proposte di modifica dei pendolari. Treno inaugurale domenica 10 dicembre

Sono stati pubblicati ieri sera sul sito di Trenitalia gli orari ufficiali della Sacile-Maniago, il cui servizio fs verrà riattivato a partire da lunedì 11 dicembre. Confermata l’anticipazione di stampa della rivista Ferrovie.Info che avevamo ripreso lo scorso 3 novembre sul nostro blog.
LE CORSE Molto ricca è l’offerta di corse messa a disposizione da Trenitalia, forse anche abbondante per questa prima fase di avvio del servizio. Saranno infatti 20 (10 coppie di treni) dal lunedì al venerdì, 16 il sabato e 12 nei festivi che in circa 35 minuti collegheranno Sacile a Maniago e viceversa. Due i mezzi (Minuetto diesel) che verranno utilizzati nei giorni feriali, con incrocio ad Aviano e Montereale Valcellina.
Per ora non ci saranno corse festive, in quanto il servizio verrà avviato solo il prossimo 25 marzo 2018, con ogni probabilità con l’avvio del servizio turistico a cura della Fondazione FS. Nei festivi fino a marzo ci sarà ancora il servizio sostitutivo bus.
BOCCIATE LE PROPOSTE DI MODIFICA DEI PENDOLARI Nessuna delle proposte di modifica avanzate dal nostro Comitato è stata accolta. Le proposte riguardavano segnalazioni raccolte da studenti, docenti e pendolari.
Andrea Palese e Giorgio Picco referenti del nostro Comitato esprimono preoccupazione: “pare che il passato non abbia insegnato nulla, si continua a calare dall’alto scelte, senza ascoltare le esigenze dell’utenza. Avevamo proposto tempestivamente (a luglio) a Regione e Trenitalia una proposta d’orario snello che prevedeva 12 corse feriali che si basava sulle esigenze degli studenti dei poli di Sacile e Maniago e garantiva comode e veloci coincidenze da e per Venezia e da e per PN/UD. C’era tutto il tempo per lavorare bene e far meglio”.
ORARIO CRITICO L’orario purtroppo è penalizzante in alcune corse.
Il treno Maniago-Sacile delle 7.22 arriverà a S.Liberale alle 7.52 e costringerà gli studenti a fare una corsa per raggiungere in tempo gli Istituti più lontani (Isis Sacile, Liceo Pujatti che distano 1 km dalla stazione), nonché sfuma per soli 6 minuti la coincidenza per Venezia, obbligando gli utenti a fermarsi a Sacile sino alle 8.24 per prendere poi il treno regionale (non veloce) che arriva a Venezia alle ore 9.46 anziché alle 9.00. A Mestre nessuna coincidenza con i treni Alta velocità. Una soluzione nell'insieme poco competitiva visto che la tratta Maniago-Venezia verrà percorsa in 2 ore 24 min. contro l’ora e 40 da noi proposto.
Problemi anche per la corsa Sacile-Maniago delle 13.19, visto che a S.Liberale il treno partirà alle 13.24, lasciando gran parte degli studenti a piedi. Bocciata quindi la proposta di posticipare il treno, Regione e Trenitalia hanno pensato di tamponare il problema prevedendo un bus sostitutivo con partenza da Sacile alle 13.40, S.Liberale 13.45 e arrivo a Maniago alle 14.46, con un tempo di percorrenza di 1 h 6 minuti, doppio rispetto a quello garantito dal treno.
In questa prima fase è prioritario rifidalizzare l’utenza scolastica e considerata la ricca offerta di corse messa a disposizione dalla Regione che ne supporterà la spesa, sbagliare l’orario è come condannare già a morte il servizio. Prevedere un bus sostitutivo di rinforzo a un treno che probabilmente non caricherà studenti dimostra la cecità e una mancanza di programmazione totale da parte degli uffici regionali che non hanno mai coinvolto gli Istituti scolastici.
PREZZI Il biglietto di corsa semplice lungo la relazione Maniago-Sacile (Km 33) costerà 4,05 €, l’abbonamento quindicinale € 43,85, l’abbonamento mensile € 65,30, mentre l’annuale € 653. Per ora non è dato conoscere se vi saranno integrazione tariffarie Trenitalia-Atap o sconti o tariffe speciali
INCONTRO A MONTAGNA LEADER Ieri si è svolto nella sede di Montagna Leader a Maniago un incontro operativo al quale hanno partecipato i Sindaci interessati dalla tratta (tranne Sacile), la Direzione Trenitalia e Rfi e i funzionari dell’Ufficio Mobilità della Regione. Presenti anche le Associazioni e i Comitati dei Pendolari i quali hanno rilevato le criticità dell’orario, non ottenendo tuttavia risposta.
TRENO INAUGURALE L’incontro in realtà è servito solo per organizzare le iniziative legate all’inaugurazione della ferrovia. Domenica 10 dicembre verrà infatti organizzato un treno speciale da Sacile a Maniago, dedicato alle Autorità. Il treno, un Minuetto, con 140 posti disponibili fermerà nelle stazioni di Budoja, Aviano, Montereale e Maniago, dove verranno organizzati degli eventi a cura dei Comuni per festeggiare il ritorno del treno. E’ sconfortante che a 25 giorni dal ritorno del treno si pensi unicamente ad organizzare una festa con la solita sfilata dei politici e nulla sia stato invece fatto per costruire un progetto strutturato per promuovere adeguatamente il servizio fs.
CAMPAGNA INFORMATIVA Nessuna campagna informativa sul territorio è stata avviata e nessuna notizia è stata fornita in ordine al progetto turistico che dovrebbe curare Montagna Leader, sempre che sia mai stato abbozzato!
Il 10 dicembre sarà una giornata di festa, peccato che lo scenario sarà desolante visto lo stato in cui versano le stazioni. A Maniago il taglio del nastro si svolgerà in una stazione vandalizzata, la peggiore dell’intera tratta. In oltre 2 anni non si è riusciti ad approfittare dell’opportunità dei finanziamenti del piano stazioni, avviando il restyling degli immobili, che come detto versano nelle stesse condizioni, se non peggio, del 2012.
Come da noi pronosticato si è arrivati tardi all'appuntamento, dimostrando immaturità e scarsa visione della politica locale e regionale che non sono riuscite ancora una volta a cogliere l'opportunità.
La ferrovia bisogna meritarsela, ora spetta ai Sindaci voler quel trenino che tanto ha fatto discutere e lottare negli ultimi 5 anni.
In tal senso sposiamo la proposta del Sindaco di Maniago, Andrea Carli, interessato a realizzare un terminal a poca distanza dall’Istituto Torricelli. Un’opera che servirebbe il polo scolastico maniaghese, costosa e non di facile realizzazione. Ci auguriamo che non sia però solo la solita boutade per fare bella figura da parte del politico che fino ad oggi praticamente non si è mai interessato della ferrovia.

venerdì 10 novembre 2017

Richieste a Regione e Trenitalia correzioni alla bozza d’orario della Sacile Maniago

Lunedi 13 novembre sarà il giorno della verità per i nuovi orari della Sacile-Maniago visto che verranno pubblicati gli orari ufficiali sul sito di Trenitalia.
Verificheremo se la bozza d’orario, anticipata dalla stampa, sarà confermata.
A tal fine abbiamo raccolto una serie di suggerimenti da parte di studenti, docenti e pendolari, inviando alla Regione FVG e a Trenitalia/RFI una proposta di modifica di alcuni orari della bozza d'orario.
Il ritorno del treno è senza dubbio una riconquista storica per il territorio, fortemente voluto, in primis dal nostro Comitato, promotore del progetto del treno turistico.
Tra un mese esatto il treno tornerà a sferragliare sui binari della Pedemontana, ma ad oggi però manca la minima campagna informativa sul territorio e nulla si sa circa le tariffe e la possibilità di integrazione treno/bus annunciata a più ripresa dalla Regione.
A luglio avevamo inviato tempestivamente a Regione/Trenitalia una nostra proposta d’orario che prevedeva un programma sperimentale basato su 12 corse feriali, rispetto alle 20 oggi programmate. Restiamo dell’idea, che in questa fase di lancio del servizio, senza una adeguata campagna informativa, sarebbe stato più opportuno limitare le corse a 12 o 14, lavorando al contempo per strutturare e promozionare il servizio.
C’era tutto il tempo per svolgere le azioni più opportune per arrivare preparati all’appuntamento, purtroppo invece – ma speriamo di sbagliarci – c’è il rischio che il servizio parta col piede sbagliato per colpa di una carente programmazione soprattutto dalla Regione e di alcuni Municipi, che oltre a presenziare agli incontri, non hanno prodotto alcun atto tangibile.
Il treno tornerà si fermerà purtroppo in stazioni che versano in evidenti situazioni di degrado, dove dal 2012 ad oggi nulla è cambiato se non in peggio, nonostante i proclami urbi e torbi dell’Assessore regionale Santoro.
Non vorremmo che questo frettoloso avvio della riapertura, senza un vero progetto globale condiviso, rappresenti solo un mero spot elettorale, che possa mettere a repentaglio, screditandola, l’intera proposta progettuale, vanificano una battaglia di oltre 5 anni.
LE PROPOSTE DI MODIFICA: la ricca offerta di corse (20 nei feriali) necessita a nostro parere solo di una migliore rimodulazione.
La nostra proposta di modifica si sostanza essenzialmente nel garantire a Sacile le coincidenze con treni veloci verso Venezia, nonché a garanzia agli studenti di Sacile e Maniago di avere orari consoni rispetto a quelli di entrata /uscita dalle scuole.
In questa prima fase è prioritario rifidalizzare l’utenza scolastica, la prima a beneficiare del ritorno del treno. Sbagliare la previsione d’orario nella fascia scolastica sarebbe una Caporetto vista l’offerta di corse messa a disposizione dalla Regione che ne supporta la spesa.

BOZZA ORARIO ATTUALE
PROPOSTA DI MODIFICA
Sacile (p. 6.34) – Maniago (a. 7.08)
Sacile (p. 6.30) – Maniago (a. 7.04)
Maniago (p. 7.22) - Sacile (a.7.59)
Maniago (p. 7.13) - Sacile (a. 7.48)
Maniago (p. 8.24) - Sacile (a. 8.58)
Richiesto anticipo di 10 min.
Sacile (p. 13.19) - Maniago (a. 14.00)
Sacile (p. 13.41) - Maniago (a. 14.16)
Sacile (p. 19.10) – Maniago (a. 19.44)
Sacile (p. 20.10) – Maniago (a. 20.44)

Maniago (p. 7.22) - Sacile (a.7.59): una prima modifica riguarda il treno delle ore 7.22 da Maniago che arriva a Sacile alle 7.59, fermandosi a San Liberale alle 7.52. Si è chiesto di anticipare la partenza da Maniago alle ore 7.13 per due motivi: per permettere agli studenti di arrivare presso gli Istituti Scolastici di Sacile prima delle 8.00 (Isis Sacile, Liceo Pujatti che distano circa 1 km dalla stazione di S. Liberale) e per garantire a studenti universitari e pendolari la coincidenza per Venezia con il treno delle ore 7.53, visto che oggi tale coincidenza sfumerebbe per appena 6 minuti, obbligando l’utente a fermarsi a Sacile sino alle 8.24 per prendere poi il regionale (non veloce) che arriva a Venezia alle ore 9.46 anziché alle 9.00.
La modifica permetterebbe inoltre a Mestre la possibilità di usufruire delle coincidenze con i treni dell’Alta Velocità; la soluzione nell'insieme risulterebbe molto competitiva coprendo la tratta Maniago-Venezia in meno di 2 ore rispetto alle 2 ore e 24 min. attuali.
Per risolvere questa problematica sarebbe da anticipare anche la corsa del treno in partenza alle 6.34 da Sacile verso Maniago di qualche minuto (6.30), in maniera poi che da Maniago lo stesso materiale possa riprendere la corsa verso Sacile alle ore 7.13 anziché alle 7.22. L'incrocio con il treno successivo da Sacile (ore 6.55) resterebbe invariato, ma avverrebbe ad Aviano e non a Montereale.
Maniago (p. 8.24) - Sacile (a. 8.58): anche in questo caso a Sacile si perde la coincidenza con il regionale diretto a Venezia per soli 6 minuti.
Sacile (p. 13.19) - Maniago (a. 14.00): perplessità si pongono sull’orario di San Liberale (p. 13.24). Ci domandiamo se tutti gli studenti degli Istituti, soprattutto quelli distanti circa 1 km, riusciranno a raggiungere in tempo utile la stazione. A tal fine è stato proposto di posticipare la partenza da Sacile alle ore 13.41, con fermata a San Liberale alle 13.46 e arrivo a Maniago alle 14.16. L’incrocio con il treno proveniente da Maniago delle ore 13.46 si farebbe quindi ad Aviano.
Ci sono state segnalate anche la necessità degli studenti dell’Isis di Brugnera, di poter usufruire una corsa nella fascia oraria 13.45/14.15 e altra analoga segnalazione ci è pervenuta dagli studenti (una dozzina) che frequentano l’Istituto Alberghiero di Vittorio Veneto, i cui orari a Sacile non risulterebbero congrui con nessuna corsa prevista dalla bozza provvisoria d’orario.
Ultimo Treno serale Sacile-Maniago: disporre di un’offerta di corse così ricca da Sacile a Maniago, (ogni ora al pomeriggio), non ha molto senso se poi l'ultimo treno è previsto alle 19.10. La Sacile-Maniago deve considerarsi come una propaggine della Udine-Venezia e pertanto salvo gli studenti/pendolari con destinazione finale Sacile o Maniago si dovranno garantire i viaggiatori verso Pordenone/Udine o Venezia.
Questo significa partire da Venezia al massimo alle 18.04 (e da Roma o Milano quasi al mattino). Troppo presto. Ottimale sarebbe prevedere un treno serale alle 20.10, il quale troverebbe coincidenza con il regionale che arriva a Sacile alle 20.04.
Il treno delle ore 19.10 come programmato non potrebbe infatti essere utilizzato neanche da una commessa che lavora a Sacile …
PROGETTO TURISTICO: l’avvio in primavera del servizio turistico lungo l’intera linea Sacile-Gemona, a cura di Fondazione Fs, rappresenterà un valore aggiunto, in grado di valorizzare e promuovere le eccellenze del territorio. Il treno però è solo uno strumento per sviluppare l’attività turistica, alla base della quale però vi deve sussistere un serio progetto di territorio strutturato, che ad oggi non pare neanche concepito da chi di dovere.
Speriamo di sbagliarci, ma si arriverà tardi all'appuntamento, dimostrando immaturità e scarsa visione della politica locale e regionale che non sono riuscite ancora una volta a cogliere l'opportunità neanche quando sono altri (in questo caso FS) ad investire denari sul nostro Territorio.
L’auspico è che la gioia dei politici non si limiti solo ad organizzare la solita passerella per le foto di rito il giorno dell’inaugurazione, ma si traduca in un concreto impegno per realizzare quell’ambizioso progetto che altrove sta già dando soddisfazione e importanti riscontri economici.

giovedì 9 novembre 2017

Nuove tariffe per le tratte sovraregionali, in vigore dal 1 ottobre 2017

La Conferenza delle Regioni, d’intesa con Trenitalia e le Associazioni dei Consumatori e dei Pendolari ha recentemente ratificato un’intesa per la definizione del nuovo sistema di calcolo delle tariffe sovraregionali, risolvendo la questione denunciata dagli Utenti all’errato calcolo delle tariffe a causa di un algoritmo sbagliato.
Cambia l’algoritmo di calcolo, che era alla base di distorsioni nei prezzi degli abbonamenti (anche superiori dal 15 al 33% rispetto a quelli pagati per uguali percorsi nei singoli territori attraversati), dopo un lungo e
puntuale confronto, la Conferenza delle Regioni ha accolto la richiesta delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei Pendolari di modificare dal 1 ottobre 2017 l’algoritmo di calcolo delle tariffe sovraregionali su base proporzionale rispetto ai chilometri percorsi in ogni regione attraversata e che comporterà una riduzione dei prezzi degli abbonamenti, anche notevoli, per oltre il 90% dei passeggeri.
Le nuove tariffe sono già in vigore dal 1 ottobre; da tale data e fino a quando, in conseguenza dei tempi tecnici necessari all’adeguamento del sistema informativo di Trenitalia, entrerà materialmente in vigore la nuova tariffa (aprile 2018), i titolari di abbonamento mensile o annuale matureranno il diritto a un rimborso, se dovuto dal conguaglio tariffario, solo esibendo gli abbonamenti per i mesi interessati.
Anche il FVG ha recepito questo nuovo metodo di calcolo della tariffa, con la delibera di Giunta n. 2154 (vedi immagine) che formalizza l’accordo intervenuto con Trenitalia in seno alla Conferenza delle Regioni.
La delibera però non quantifica le nuove tariffe, ma indica il criterio di calcolo dell’algoritmo: una formula matematica che con i dati in possesso è di difficile sviluppo per permettere di comprendere quali saranno le ricadute per i pendolari friulani.
RIMBORSI: dalla lettura della delibera della Giunta tuttavia non si evince con chiarezza la questione degli eventuali rimborsi spettanti agli utenti friulani. La Conferenza delle Regioni ha inteso, infatti, preservare le esigenze dell'utenza pendolare, garantendo a tutti gli abbonati, sia mensili che annuali, il rimborso di quanto eventualmente pagato in più dall'1 ottobre 2017 fino all'entrata in esercizio della nuova tariffa, prevista per aprile 2018. La Regione ha liquidato la questione riconoscendo che eventuali effetti dell’applicazione della nuova tariffa sovraregionale saranno trattati nell’ambito della proroga del contratto di servizio con Trenitalia per l’anno 2018.
CONTRATTO DI SERVIZIO: in realtà a fine anno scadrà la terza proroga del contratto di servizio, una telenovela infinita visto che il contratto madre dell’8.5.2009 è scaduto il 31.12.2011, prorogato al 31.12.2014, ulteriormente prorogato prima sino al 31.12.2016 e poi esteso al 31.12.2017 qualora non risultasse ancora conclusa la procedura di gara ad evidenza pubblica.
Ad oggi nessuna gara o procedura di aggiudicazione del servizio è stata avviata pertanto la Regione sarà costretta per garantire la continuità del servizio a stipulare con Trenitalia un “contratto ponte” (validità 2 anni?) o l’ennesima proroga, la quarta (!), in attesa che venga avviata la procedura per la stipula del nuovo contratto.
E’ evidente che in regime di proroga contrattuale sarà impossibile prevedere nuovi servizi o corse, nonché eventuali correttivi al programma d’esercizio attuale.
Una magra consolazione e la presa d’atto dell’immobilità della Regione che, nonostante il miglioramento della qualità del servizio, non è stata in grado di pianificare il futuro del servizio ferroviario regionale, il quale continuerà ad essere disciplinato da contratti provvisori.
ADEGUAMENTI TARIFFARI: è stato inoltre deciso che eventuali adeguamenti delle tariffe sovraregionali saranno effettuati semestralmente il 1° febbraio e il 1° agosto di ogni anno e che il primo adeguamento con la nuova applicazione sovraregionale si effettuerà sia per gli abbonamenti che per le corse semplici il 1 agosto 2018.
CORSE SEMPLICI: il prezzo delle corse semplici verrà bloccato ai valori del 1 agosto 2017, mentre solo dal 1 agosto 2018 si attribuirà il prezzo della nuova tariffa sovraregionale nel caso in cui esso sia superiore al prezzo bloccato al 1 agosto 2018.

mercoledì 8 novembre 2017

Sacile, capitale antiferroviaria o semplice disinformazione?

Le recenti prese di posizione sulla stampa locale (articolo Gazzettino del 07.11.2017) di alcuni Amministratori contro il ritorno del treno in Pedemontana dimostrano la superficialità di certa politica, la quale si dimostra poco lungimirante verso il proprio territorio.
Il tema della ferrovia sta diventando purtroppo solo motivo di scontro politico per fomentare la campagna elettorale.
Dopo una battaglia durata 5 anni, pare che qualcuno abbia la memoria corta al riguardo e si sia dimenticato che tutti i Comuni della tratta hanno sottoscritto nel febbraio 2016 il Protocollo di Pinzano, con il quale i Sindaci richiedevano alla Regione la riattivazione della ferrovia e che dal 2012, tutti i Consigli Comunali hanno approvato all’unanimità un ordine del giorno a difesa della Sacile-Gemona.
A Sacile la smania forse di seguire le orme del padre sta giocando un brutto scherzo al giovane e poco informato assessore, Alberto Gottardo, figlio d’arte del più noto ed un tempo potente Isidoro, anch’esso ancora oggi consigliere comunale della città liventina.
E’ infatti quanto mai singolare che un Assessore al Turismo, critichi un progetto come quello della ferrovia turistica Sacile-Gemona, la quale è stata recentemente inserita nell’elenco delle 18 ferrovie turistiche di rilevanza nazionale da parte del Parlamento con la legge n. 128 del 8.8.2017, nonché inserita nel progetto di Fondazione FS “Binari senza tempo”.
E’ assai strano infatti che chi si occupa di turismo non comprenda le potenzialità che verranno date alla sua città dall’avvio di questo servizio, il quale sta registrando in tutt’Italia un boom di presenze soprattutto straniere.
Il giovane assessore, da amministratore responsabile, dovrebbe sapere che l’investimento che verrà fatto sulla Pedemontana è a totale carico di Rfi e non dei contribuenti friulani; soldi che altrimenti non verrebbero investiti in Friuli, ma dirottati per la loro felicità in altre regioni, pronte sicuramente ad accogliere l’opportunità. Non succede infatti ogni giorno che una società decida di investire sul nostro territorio, dando la possibilità non solo di riattivare un servizio pubblico che porterà da subito benefici soprattutto ai poli scolastici di Sacile e Maniago, ma soprattutto un’opportunità di sviluppare le potenzialità turistiche del territorio oggi in gran parte inespresse.
La scarsa visione del "papabile candidato sindaco" Gottardo jr, si palesa nell’idea di trasformare la ferrovia in ciclabile, atteso che la Pedemontana è già attraversata da una ciclabile, la FVG3, che si sviluppa parallela alla ferrovia da Gemona a Budoia.
Pensare inoltre che una ciclabile abbia successo senza una ferrovia di supporto è pura follia, visto che sia la San Candido-Lienz, che la Merano-Malles sono supportate dalla ferrovia e che anche la nostra Alpe Adria, deve il suo successo al treno Micotra Udine-Villach che trasporta migliaia di bicilette l’anno.
I problemi legati al ritorno del treno sicuramente esistono e vanno affrontati dalla politica seriamente, non sulle pagine dei giornali, ma confrontandosi.
La questione del passaggio a livello sulla SS13, non è attuale, visto che il treno dal 1930 al 2012 ha viaggiato ininterrottamente, senza che mai nessuno chiedesse a FS di intervenire al riguardo.
L’assessore Gottardo siede in consiglio comunale dal 2009 e solo oggi si accorge del problema e del fatto che la ciclabile FVG3 termina a Budoja a pochi km dalla sua città?
Pochino per chi aspira alla poltrona di Sindaco sperando di continuare la saga di famiglia. Per il suo futuro politico, onde evitare ulteriori figuracce è preferibile se prendesse qualche ripetizione dal papà, persona che negli anni si è invece distinta per la sua profonda conoscenza del territorio.

venerdì 3 novembre 2017

Ferrovie.Info anticpa gli orari della Sacile-Maniago. Il treno ripartirà lunedì 11 dicembre


La prestigiosa rivista Ferrovie.Info ha pubblicato un'anticipazione giornalistica in ordine agli orari della tratta Sacile-Maniago che verrà riattivata il prossimo 11 dicembre (CLICCA E LEGGI).
Gli orari erano molto attesi e anche il nostro Comitato aveva lo scorso luglio inviato alla Regione ed a Trenitalia/RFI una proposta d’orario.
La stessa Assessore regionale alla Mobilità, Mariagrazia Santoro, aveva annunciato urbi e torbi lo scorso 25 settembre che gli orari sarebbero stati resi pubblici a distanza di qualche giorno e che sarebbe stata avviata una campagna informativa sul Territorio, oltre che garantita un'integrazione tariffaria Trenitalia-Atap.
In realtà il lavoro di Trenitalia/RFI ha richiesto maggior tempo, soprattutto per garantire a Sacile i giusti incastri con le coincidenze da e per Venezia e da e per Pordenone e Udine.
GLI ORARI: molto ricca è l’offerta di corse messa a disposizione da Trenitalia, forse anche abbondante per questa prima fase di avvio del servizio.
Saranno infatti 20 le corse quotidiane (10 coppie di treni) dal lunedì al venerdì, 16 il sabato e 12 nei festivi che in circa 35 minuti collegheranno Sacile a Maniago e viceversa.
Due i mezzi (probabilmente Minuetto diesel) che verranno utilizzati nei giorni feriali, con incrocio ad Aviano (dove Rfi sta completando il rifacimento della banchina del 2° binario), mentre nei giorni festivi è previsto un servizio a spola con un solo treno.
Non si tratta di un orario cadenzato rigido, visto che alcune partenze fuori cadenzamento sono state imposte da questioni tecniche legate all'utilizzo del primo binario a Sacile.
GIORNI FERIALI: il debutto sarà lunedì 11 dicembre. Il primo treno che tornerà a sferragliare sui binari della Pedemontana partirà da Maniago alle ore 5.52 per raggiungere Sacile alle ore 6.26, con fermate intermedie a Montereale Valcellina, Aviano e Budoja, mentre da Sacile il primo convoglio partirà alla volta della città del coltello alle ore 6.34.
Cinque anni fa partiva da Gemona la Staffetta “Treni-taglia ridacci il nostro treno”, l’iniziativa che ha dato il via alla battaglia per chiedere la riattivazione della ferrovia, oggi in maniera simbolica chiederemo a Trenitalia di riavviare il servizio proprio con quel Minuetto 041, che sviò il 6 luglio 2012 a Meduno. Vogliamo ripartire da dove eravamo rimasti, vincendo ogni tipo di scaramanzia e augurando un futuro radioso alla nuova Pedemontana, non più solo linea passeggeri ma anche turistica dalla prossima primavera.
Direttrice Sacile-Maniago: sono 10 le corse previste con partenze da Sacile rispettivamente alle ore 6.34, 6.53, 9.10, 12.29, 13.19, 15.10, 16.17, 17.10 18.10 e 19.10, e arrivi a Maniago alle ore 7.08, 7.37, 9.44, 13.11, 14.00, 15.44, 16.53, 17.44, 18.44 e 19.44. Il treno fermerà a Sacile San Liberale solo per le corse scolastiche alle ore 6.58, 12.34, 13.24 e 16.22, mentre le altre fermate previste sono Budoja, Aviano e Montereale Valcellina.
Direttrice Maniago-Sacile: partenze alle ore 5.52, 7.22, 8.24, 12.38, 13.46, 15.14, 16.18, 17.09, 18.09 e 19.09 con arrivi alle ore 6.26, 7.59, 8.58, 13.11, 14.19, 15.48, 16.57, 17.48, 18.48 e 19.48. In questo caso solo una corsa si fermerà a San Liberale alle ore 7.52.
Osservazioni: l’orario di Trenitalia e RFI rispecchia in linea di massima l’impostazione della nostra proposta che prevedeva 12 corse rispetto alle 20 programmate oggi. Alcuni dubbi si pongono sugli orari delle corse scolastiche che si fermano a San Liberale, dove forse la partenza è troppo anticipata rispetto all’uscita delle scuole e sulle ultime corse serali, le quali era preferibile programmarle verso le ore 20, garantendo così ai pendolari o ai viaggiatori provenienti da Venezia che utilizzano l'Alta Velocità un rientro più facile.
Buone le coincidenze a Sacile con i treni provenienti da e per Udine/Pordenone e da e per Venezia, sicuramente un valore aggiunto per la linea che beneficerà di maggior appetibilità da parte dell’utenza.
L’orario è migliorabile, ma rappresenta una buona base di partenza perché solo con l’avvio il servizio si potrà capire come e dove intervenire, tenendo conto delle esigenze di mobilità del Territorio che da oltre 5 anni si è disabituato al treno.
Un primo assestamento per ricalibrare qualche corsa potrà avvenire già in primavera, in attesa della riapertura dell’intera linea fino a Gemona che avverrà a dicembre 2018.
FESTIVI: per ora non ci saranno corse festive, in quanto il servizio ferroviario verrà avviato solo in primavera il prossimo 25 marzo 2018, con ogni probabilità con l’avvio del servizio turistico a cura della Fondazione FS. Nei festivi fino a marzo ci sarà ancora il servizio sostitutivo.
Direttrice Sacile-Maniago partenze alle ore 9.10, 11.10, 13.10, 15.10, 17.10 e 19.10 con arrivi alle ore 9.44, 11.44, 13.44, 15.44, 17.44 e 19.44
Direttrice Maniago-Sacile partenze alle ore 8.14, 10.14, 12.14, 14.14, 16.14 e 18.14 con arrivi alle ore 8.48, 10.48, 12.48, 14.48, 16.48 e 18.48.
L’orario festivo rispecchia le nostre proposte presentate a Regione e Trenitalia lo scorso luglio. Basilare sarà avviare da subito un servizio treno+bici per valorizzare la Ciclovia FVG3 che corre parallela alla ferrovia. Ottime le coincidenze da e per PN/UD e da e per VE.
CAMPAGNA INFORMATIVA Quello che manca invece è una campagna informativa sul Territorio, coinvolgendo in particolare le Scuole di Maniago e Sacile, i cui studenti saranno certamente i primi a beneficiare dal ritorno del treno, i Comuni e le Associazioni che in questi anni si sono dimostrate il vero valore aggiunto. Si resta in attesa anche di capire la questione delle tariffe integrate treno/bus, visto che ad oggi nessuna delibera di giunta regionale prevede questa possibilità.
PROGETTO TURISTICO: se il ritorno del servizio ferroviario rappresenta una rivincita del Territorio, che lo ha voluto con determinazione, resta ancora tutto da scrivere il progetto turistico, sul quale è calato il silenzio.
Le promesse da parte dell’Assessore Santoro sono rimaste tali ed i progetti solo sui giornali. Nulla si sa infatti sul progetto affidato a Montagna Leader, che doveva coinvolgere soprattutto gli operatori privati.
Nonostante tutto restiamo fiduciosi, perché la garanzia del progetto nazionale della Fondazione FS che dal prossimo marzo abbraccerà la Gemona-Sacile nell’ambito di “Binari senza tempo” ci permette di guadare con ottimismo al futuro.
Ci sarà da lavorare sodo per far sistema, trovando la giusta quadra ed un soggetto che sappia veramente far turismo. Sicuramente non sarà Montagna Leader che ha dimostrato di non essere all'altezza. Preferibile invece è affidare ad un tour operator privato la promozione e la gestione delle iniziative legate al treno turistico, così come hanno già fatto con successo altre realtà italiane.
Gli orari della Sacile-Maniago sono solo il primo passo per la rinascita della Pedemontana, che grazie all’investimento di 17 milioni di RFI e alla riapertura nel dicembre 2018 dell’intera linea fino a Gemona, permetterà al Territorio una occasione di sviluppo, sfruttando quelle potenzialità turistiche oggi in gran parte inespresse.

5 anni fa partiva la Staffetta "Treni-taglia ridacci il nostro treno", simbolo della lotta per il ripristino della ferrovia Gemona-Sacile

Gemona del Friuli 3 novembre 2012
5 anni fa con la partenza da Gemona della “Staffetta Treni-taglia ridacci il nostro treno” iniziava ufficialmente la battaglia per salvare la ferrovia Gemona-Sacile.
Quello striscione partito da Palazzo Boton e la nascita spontanea del primo gruppo di persone del Comitato Gemona-Sacile, ha dato il via ad una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione che ha permesso – sicuramente in maniera inaspettata – di riconquistare la ferrovia e il suo immenso patrimonio storico-culturale.
Il 3 novembre 2012 è una data storica, visto che questo "folle gruppo" di Cittadini della Pedemontana e non, è riuscito a chiamare all’ordine tutti i Sindaci dei Comuni interessati ed i vertici della politica regionale, chiedendo loro una cosa sola: tutti uniti per riattivare la ferrovia!
Cavasso Nuovo 25 novembre 2012
Quello striscione con quello slogan così singolare, nato in maniera quasi casuale e ironica è diventato il simbolo di questa lotta, percorrendo da Gemona a Sacile tutti i 72 km della linea, facendo tappa in tutte le sedi municipali dove è stato esposto.
Cavasso Nuovo 25 novembre 2012
Una “staffetta” con 18 tappe - Gemona del Friuli (3 novembre), Osoppo (5 novembre), Majano 7 (novembre), Forgaria (9 novembre), Vito d’Asio (12 novembre), Pinzano (14 novembre), Castelnuovo (16 novembre), Travesio (19 novembre), Sequals (21 novembre), Meduno (23 novembre), Cavasso Nuovo (25 novembre), Fanna (26 novembre), Maniago (28 novembre), Monterale Valcellina (30 novembre), Aviano (3 dicembre), Budoia-Polcenigo (5 dicembre), Sacile (7 dicembre) -, durata ben 34 giorni di viaggio che ha visto per ben due volte la gente e gli studenti scendere in piazza a Cavasso Nuovo ed a Sacile per rivendicare il loro diritto alla mobilità.
La meta oggi è molto vicina, visto che il primo treno tornerà a viaggiare sui binari della Pedemontana il prossimo 10 dicembre, ma la strada però è ancora in salita, perché il progetto del treno turistico è tutto da inventare. Siamo certi però che se si continuerà a lavorare con la stessa determinazione e caparbietà dimostrata in questi anni si raggiungeranno presto importanti risultati.
Un Grazie a tutte queste persone "speciali" che si sono impegnate non solo per passione e con passione, ma si sono battute in nome di un bene comune, di un servizio al cittadino, per la nobile causa di non gettare nel nulla dell’indifferenza e dell’ignoranza quasi un secolo di storia civile, locale, ferroviaria.
Si tratta di un viaggio emozionante lungo il quale numerose persone si sono conosciute e seppur con interessi differenti hanno contribuito fattivamente portando acqua al mulino della causa della Pedemontana.
Dopo i primi anni duri della protesta, dove in pochi ci credevano e dove la politica è risultata assente ed inconcludente, oggi, a risultato acquisito, l’impegno appare condiviso da una moltitudine di cittadini e da varie pubbliche amministrazioni, non solo appassionati e addetti ai lavori, tutti uniti dalla tamburellante opera di coinvolgimento protesa in questi cinque anni.
La politica, restia fin dall’inizio, nonostante ne esca sconfitta da questa vicenda, oggi cerca di salire senza merito sul carro dei vincitori, mettendo in scena il solito copione all’italiana.
Va bene così, per noi l’importante è che il treno torni a sferragliare lungo i binari della Gemona-Sacile, offrendo un servizio fs nuovo e moderno.
Si tratta di una riconquista storica per il nostro Territorio, dove appare cristallino, a chi dare il merito di questo degno quanto insperato successo.
Sacile 07 dicembre 2012
E semplicemente la vittoria della Gente per bene, di chi ama profondamente il proprio Territorio e senza secondi fini si è prodigato in questa causa.
La ferrovia bisogna però meritarsela: ora spetta proprio al Territorio dimostrare di voler quel trenino che tanto ha fatto discutere e lottare. Si tratta di un’opportunità unica per le nostre piccole Comunità, visto che lo sbarco in Friuli della Fondazione FS potrà garantire l’avvio di quel servizio turistico dove altrove sta sviluppando una nuova economia legata capace di valorizzare al contempo la ferrovia e le tante bellezze ed eccellenze del nostro Belpaese.

giovedì 2 novembre 2017

100 anni fa Caporetto.Domenica ritorna il Viaggio nella memoria Redipuglia - Caporetto

L’evento che va sotto il nome di Treno Storico è qualcosa che trascende il puro e semplice viaggio, divenendo un viaggio nella storia e nella memoria.
Domenica 5 novembre torna il Treno  della Memoria: la meta è il paese di Kobarid (Caporetto-Karfreit), partendo da Redipuglia, luogo simbolo per eccellenza della comune memoria europea della Grande Guerra.
PROGRAMMA: ore 7.30 accoglienza partecipanti, ore 8.00 partenza in pullman da Redipuglia, ore 9.15 partenza treno storico a vapore dalla Stazione della Transalpina, ore 20.30 circa rientro in pullman a Redipuglia.
Info e prenotazioni: Tel. 0481 489139 info@prolocofoglianoredipuglia.it
Dalla Regia Stazione di Redipuglia si raggiungerà in bus la Stazione della Transalpina dove i partecipanti saliranno su uno splendido treno a vapore che si muoverà sulla storica tratta “Redipuglia Most na Soči (Santa Lucia)”.
A bordo treno uno speaker narrerà ai passeggeri i principali avvenimenti accaduti nella Valle dell’Isonzo mentre la locomotiva lentamente risalirà la Valle, sbuffando il suo bianco vapore.
Una volta giunti a Most na Soči (Santa Lucia) i passeggeri saliranno sui pullman per continuare l’itinerario a Caporetto, dove visiteranno il Museo della Grande Guerra e l’Ossario che custodisce le salme di 7014 soldati italiani.

lunedì 30 ottobre 2017

Disagi sulla Udine-Cividale: la Fuc rimborsa i biglietti

Dopo le lamentele dei Pendolari e la nostra dura presa di posizione a mezzo stampa, Ferrovie Udine Cividale si scusa con i viaggiatori per i disagi patiti negli ultimi giorni e comunica che ha già avviato una campagna di rimborso per le persone che ne faranno richiesta. 
L'Azienda fa sapere che "verranno corrisposti i rimborsi in ragione dei ritardi causati dal servizio di trasporto». Così si legge sul sito della società. 
Fuc precisa come «il trasporto pubblico lungo la linea Udine-Cividale sia assicurato attraverso l’effettuazione delle 48 corse giornaliere mediante i mezzi Stadler 002 e Aln 633 con il contemporaneo rinforzo di autocorse». 
«Si fa presente – si legge ancora – che nel corso di questo periodo, in modo particolare durante le 4 giornate in cui si sono registrate le criticità più marcate nella fornitura dei servizi, tutti gli utenti hanno potuto raggiungere i luoghi di studio e di lavoro, anche se con uno slittamento dell’orario di arrivo rispetto alla normale programmazione. Proseguono, inoltre, le attività manutentive sul materiale rotabile a disposizione della Società e l’operatività di concerto con il fornitore Stadler Service AG, che consentirà a breve la completa disponibilità dei mezzi aziendali». 
Agli Utenti che attiveranno la procedura di rimborso verrà corrisposta la somma di € 22 pari all'importo di n. 2 biglietti di corsa semplice Cividale-Udine per le quattro giornate di disservizio.
Il rimborso può essere corrisposto in contanti o mediante bonifico bancario, previa presentazione dell'apposito modulo. Tutte le informazioni utili per la richiesta dei rimborsi sono sul sito della società: www.ferrovieudinecividale.it
FUC conferma inoltre gli investimenti relativi alla realizzazione del SCMT (Sistema di sicurezza ferroviaria) che determineranno un ulteriore elevamento degli standard di sicurezza, su cui la Società è preventivamente intervenuta in termini di organizzazione e di misure lungo linea. Allo stato attuale, il progetto esecutivo è oggetto di valutazione da parte dell’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria e ricevuto il nullaosta si procederà all’indizione della gara d’appalto, conclude la società.
Un primo risultato è stato ottenuto - come al solito solo dopo aver alzato la voce  - ma i problemi strutturali della Società tuttavia restano.
La situazione del servizio dovrebbe migliorare dopo il 5 novembre quando verranno completate le manutenzioni ai mezzi del parco rotabile, per il resto nessuna risposta è stata fornita alle problematiche lamentate.
Emblematico il silenzio dell'azionista unico della Regione FVG: non proprio un buon auspico per il futuro di questa Impresa Ferroviaria regionale, che pare sempre più precario.

venerdì 27 ottobre 2017

Un Concorso d'Idee per creare il logo della Ferrovia Pedemontana (Gemona-Sacile). Saranno le Scuole del FVG ad ideare il brand della ferrovia turistica

E' stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa svolta a Udine nella sede della Regione, il “Progetto Scuola e ferrovia 2017/2018”.
L'iniziativa promossa dal Comitato Pendolari Alto Friuli, Italia Nostra Sezione di Udine/Pordenone e dall'Asd Ciampore per il turismo sostenibile è rivolta a tutte le Scuole e gli Istituti Scolastici del FVG; il progetto è patrocinato da numerose Istituzioni regionali e locali, nonchè supportata da Trenitalia, RFI e Fondazione FS.
Lo scopo della proposta didattica è quello di promuovere la “mobilità dolce”, sensibilizzare l’utilizzo del treno e far conoscere la Ferrovia Pedemontana del Friuli (Sacile-Gemona), la quale verrà riattivata il prossimo 10 dicembre e recentemente inserita dalla legge n. 128/2017 nell’elenco delle 18 ferrovie turistiche di rilevanza nazionale.
Grazie alla collaborazione di Trenitalia e RFI si vuole riproporre una serie di iniziative dedicate al Mondo della Scuola, continuando con profitto la positiva esperienza avviata la scorsa primavera quando venne avviato il progetto pilota con l’organizzazione dell’evento “Viaggio col ciclotreno lungo la ferrovia Pedemontana del Friuli”, svolto nell’ambito della “X° Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate”.
Il progetto didattico prevede tre distinti indirizzi:
  • Concorso d’Idee “Un logo per la ferrovia Pedemontana del Friuli” dedicato a tutte le Scuole e agli Istituti Scolastici del FVG
  • Alla scoperta dei mestieri del ferroviere” dedicato alle Scuole Elementari e Medie
  • Visite Alternanza Scuola-Lavoro” dedicato agli Istituti Superiori
Il Concorso d'Idee: saranno le Scuole del FVG a realizzare il logo che andrà ad identificare la linea Gemona-Sacile, diventata ferrovia turistica e che presto verrà inserita nel progetto nazionale di Fondazione FS “Binari senza tempo”. Il logo diventerà una sorta di brand istituzionale rappresentativo della ferrovia e del suo Territorio. I partecipanti potranno suggerire anche uno slogan da abbinare al logo.
Le Scuole interessante potranno inviare la propria adesione entro il 30 novembre 2017.
Il logo verrà scelto da una Giuria formata da Autorità, Esperti e Giornalisti, che premierà i primi due classificati, in base alla creatività e all’originalità dell’elaborato, il quale diventerà rappresentativo della nuova Associazione che verrà costituita per supportare in Friuli Venezia Giulia la Fondazione Fs nell’ambito del progetto “Binari senza tempo”.
La proclamazione dei vincitori avrà luogo in concomitanza all’inaugurazione della ferrovia turistica Sacile-Gemona nel corso della primavera 2018. I vincitori saranno premiati con la possibilità di viaggiare a bordo del treno storico Sacile-Gemona.
Alla scoperta dei mestieri del ferroviere: si tratta della II° edizione di un’iniziativa dedicata alle Scuole Elementari e Medie del FVG.
Si prevede l’organizzazione di visite guidate con personale qualificato di Trenitalia a bordo treno ed in stazione, dove verranno illustrati agli alunni le mansioni delle figure chiave del mondo ferroviario: macchinista, capotreno e capostazione, con dimostrazione pratiche sull’uso dei servizi di biglietteria e come interagire con le nuove tecnologie on line e app.
Il progetto quest’anno verrà dedicato in particolare alla ferrovia Pedemontana del Friuli (tratta Sacile-Maniago): l’Asd Ciampore curerà dei laboratori di studio che verranno ambientati presso la Stazione di Budoja – Santa Lucia (PN), finalizzate alla valorizzazione del viaggio in treno e alla stazione come luogo di incontro e accoglienza per il turismo dolce.
Alternanza Scuola-Lavoro: indirizzo dedicato agli Istituti Superiori.
Il progetto permetterà agli studenti di visitare le officine di Trieste della Direzione Regionale Trenitalia, dove viene svolta la manutenzione dei treni regionali, nonché la sala controllo e le altre infrastrutture gestite dall’Impresa ferroviaria. E’ prevista inoltre anche la possibilità di visitare la sala controllo di RFI presso la Stazione di Venezia-Mestre, dove personale qualificato illustrerà i sistemi di governo della circolazione del traffico ferroviario lungo le linee del FVG e del Veneto.
Per gli Istituti con indirizzo turistico sarà inoltre possibile avviare specifici progetti legati all’accoglienza turistica in Info Point convenzionati legati all’attività del treno storico.
CICLOTRENO: alla luce della recente legge n. 128/2017 che istituisce le ferrovie turistiche e che riconoscere la possibilità di far circolare sulle ferrovie non più attive i ferrocicli, ovvero carrellini a pedali, che in Francia sono diventati un vero volano turistico con quasi 4 milioni di passeggeri, è al vaglio la possibilità di avviare un progetto, d'intesa con il Gruppo FS, l'ISIS Dalla Valentina di Sacile e l'Istituto Torricelli di Maniago e con alcune aziende private,  volto all’omologazione di uno dei due prototipi di ciclotreno realizzati dagli studenti di Sacile e Maniago.
GLI ORGANIZZATORI: Andrea Palese, coordinatore del progetto, Giorgio Picco (Comitato Pendolari Alto Friuli), Gabriele Cragnolini (Italia Nostra) e Mauro Giannelli (Ciampore asd) confermano che sono già numerose le adesioni da parte delle Scuole, soprattutto provenienti dai Paesi attraversati dalla ferrovia Pedemontana, il che dimostra un particolare interesse verso il ritorno del treno.
Adesioni anche da Udine e Pordenone, specialmente da Istituti con indirizzo turistico e tecnologico. Atteso anche il contributo dei creativi dei licei artistici.
Gli organizzatori sottolineano inoltre la significativa attenzione delle Scuole Elementari, che stanno dimostrando sensibilità al tema del treno visto che oltre alle adesioni al progetto, hanno fatto giungere ai sodalizi varie richieste di collaborazione per sviluppare altre attività didattiche legate al tema ferroviario.
Per tutte le Scuole e gli Istituti partecipanti ad uno degli indirizzi progettuali vi è inoltre la possibilità di adesione al progetto nazionale “Le pietre e i cittadini. Cittadinanza attiva, intercultura, tecnologie”, che consente di entrare nella rete di Istituti che condividono la progettualità di Italia Nostra, la quale sarà disponibile a fornire assistenza alla progettazione dell’iniziativa e alla partecipazione al concorso nazionale, il quale si articola su tre ambiti: il paesaggio raccontato dai ragazzi, il viaggio tra cultura e sostenibilità, agire bene per ben-essere.

mercoledì 25 ottobre 2017

FUC, ancora disservizi, quale futuro?

Le recenti soppressioni di massa delle corse di venerdì 20, sabato 21, lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 ottobre hanno scoperchiato il caso FUC, una situazione che a breve potrebbe collassare in considerazione delle molteplici difficoltà in cui naviga l’Impresa Ferroviaria regionale, nonostante le rassicurazioni dell’AD Maurizio Ionico.
LA PROTESTA DEI PENDOLARI: le soppressioni sono solo gli ultimi episodi di disservizio che hanno fatto infuriare i pendolari.
Dalle lamentele che abbiamo ricevuto da alcuni genitori di studenti-pendolari risulta che dal 2016 il servizio registra un generale sovraffollamento nel corso delle ore di punta, visto che le composizioni dei treni sono formate solo da due carrozze ed a Remanzacco sono già piene, costringendo in tanti a stare in piedi.
Senza contare quanto accaduto il 12,13 e 14 ottobre quando i convogli hanno viaggiato con una composizione ridotta ad una sola carrozza, costringendo in tanti non solo a stare in piedi ma perfino a terra.
Le giustificazioni di Ionico non convincono affatto visto che se il contenzioso pendente con il fornitore Stadler è relativo alla manutenzione dei due treni ATR110, tale vertenza nulla ha a che vedere col resto del parco rotabile ed in particolare con le vecchie littorine ALn663, che da oltre un anno vengono utilizzate in sostituzione dei nuovi treni pagati dai Contribuenti della Regione.
Il problema riguarda quindi la programmazione delle manutenzioni e delle periodiche revisioni dell’intero parco rotabile di FUC.
Apprendiamo dalla stampa che l'officina FUC verrebbe utilizzata per sistemare locomotori di società esterne, persino locomotive a vapore e carrozze storiche, una notizia che se vera si commenta da sola …
A questo punto è lecito chiedere un intervento risolutore all’azionista Regione visto che la telenovela circa le revisioni dei mezzi e le promesse di Ionico non convincono più nessuno.
RIMBORSI: l’AD Ionico nel corso dell’incontro di lunedì con i Sindaci ha aperto alla possibilità di rimborsi per gli utenti che hanno subito i disservizi.
Un atto dovuto più che una semplice ipotesi vista la grave situazione di disagio patito dagli utenti e l’incapacità di FUC a gestire una semplice linea di appena 15 km, una delle più piccole d'Italia.
C’è in ballo il futuro del servizio fs lungo la Udine-Cividale che potrebbe essere sostituito dalla più economica gomma. Per questo è necessario pensare ad una rivisitazione generale del sistema, a partire da quello tariffario: basti pensare al caso dello studente di Remanzacco, che oltre a viaggiare in piedi a causa del sovraffollamento paga annualmente a FUC un abbonamento scolastico di € 266,05, al quale si somma il costo dell’abbonamento del bus urbano Saf per il tragitto Stazione-Centro Studi, altri 230 € per complessivi 496,05/annui.
Utilizzando invece la corriera Saf da Remanzacco lo studente pagherebbe 264,75 € per il tragitto sino a Udine Centro Studi, con un risparmio di ben 231,30 €/anno. Questa è tuttavia solo un’ipotesi visto che a Remanzacco non esiste un servizio Saf utilizzabile negli orari scolastici.

Tratta
Abbonamento
Annuale scolastico
Tratta
Abbonamento
Annuale scolastico
Remanzacco-Udine (Fuc)
€ 266,05
Remanzacco -
UD Centro Studi (Saf)
€ 264,75
UD Stazione-Centro Studi (Saf)
€ 230,00
TOTALE
€ 496,05
€ 264,75

Da anni è stata promessa dalla Regione un’integrazione tariffaria similare a quella Trenitalia/SAF in vigore lungo la direttrice Udine-Tarvisio. Ad oggi tuttavia solo ipotesi e promesse.
Ma i problemi per FUC non finiscono qui.
MACCHINISTI IN FUGA: da inizio anno sono una decina i macchinisti che hanno rassegnato le dimissioni, passando ad altra Impresa Ferroviaria; entro fine anno le uscite potrebbero aumentare visto che altri due o tre potrebbero andare in pensione, mentre altri sarebbero pronti a fare le valigie ed a passare alla concorrenza dove lo stipendio è migliore e garantito da un diverso contratto di lavoro.
Un danno significativo per l’Azienda visto che formare un macchinista costa denaro e tempo e che ogni uscita determina un impoverimento del patrimonio aziendale.
Per coprire i buchi d’organico, pare che FUC ora sia costretta a servirsi di personale distaccato da altre società ferroviarie, nonché della collaborazione di alcuni "pensionati" che svolgono l'incarico di istruttori o altre mansioni di coadiuvamento del personale titolare.
Una situazione aberrante visto che la società, interamente partecipata dalla Regione, dovrebbe regolare le assunzioni mediante concorsi o selezioni pubbliche.
LA SICUREZZA DELLA RETE: la linea Udine-Cividale, a binario unico, è lunga 15 km e risulta sfornita del sistema di sicurezza Scmt (Sistema di Controllo Marcia Treno) presente altresì su tutte le linee nazionali e regionali RFI.
Da tempo la Regione ha finanziato un progetto di oltre 8 milioni per adeguare il sistema di sicurezza della linea, diventato una priorità nazionale soprattutto dopo l’incidente di Manduria che ha evidenziato tutte le pericolosità delle linee a binario unico sfornite del Scmt.
Anche lungo la linea friulana non sono mancati tuttavia preoccupanti episodi di quasi collisione, come quello denunciato sulla stampa a dicembre 2016.
E' bene sottolineare che il binario unico non è sinonimo di pericolo se l’infrastruttura risulta dotata del sistemi di controllo e delle tecnologie adeguate, come appunto il sistema Scmt, lo diventa invece se gestita con tecnologie anacronistiche come quella del blocco telefonico.
Anche il legislatore è intervenuto recentemente con il decreto legge n. 50 del 24.04.2017 mettendo a disposizione delle regioni ben 237 milioni del Piano Nazionale della Sicurezza Ferroviaria per la realizzazione degli interventi urgenti di messa in sicurezza delle linee minori.
A fronte di ciò la Regione FVG ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con il Ministero delle Infrastrutture con il quale s’impegna tramite FUC, o in difetto con RFI, a svolgere gli interventi necessari per la messa in sicurezza della Udine-Cividale entro il termine del 31.12.2019.
In particolare, l'intervento riguarda l'adeguamento impiantistico della linea agli standard di RFI e l'attrezzaggio tecnologico della linea con il Scmt, un sistema di sicurezza della marcia dei treni di ausilio al macchinista che fornisce il controllo della velocità massima ammessa, istante per istante, in relazione ai vincoli posti dal segnalamento, dalle caratteristiche dell'infrastruttura e dalle prestazioni del treno, sia in condizioni normali che di degrado.
Il costo dell’intervento è di 8.439.426 €, di cui 966.000 € a carico dello Stato, mentre la quota restante è coperta da fondi già impegnati sul bilancio regionale.
Da anni si parla di questo intervento, vedremo ora se FUC riuscirà a realizzare l’opera nei termini indicati, nel mentre la Regione ha già messo le mani avanti, non fidandosi della sua società ferroviaria, indicando nel Protocollo d’Intesa, RFI quale soggetto attuatore qualora FUC non rispettasse il cronoprogramma degli interventi.
IL DECRETO MADIA E LA LIMITAZIONE DELL’ATTIVITA’ MERCI: ulteriore problema è dato dall’applicazione del decreto Madia per le società in house che prevede la possibilità di svolgere attività libera (es. trasporto merci) nel limite del 20% del fatturato dell’attività sociale affidata dalla Regione, nonché la Direttiva UE n. 34/2012 che impone la netta separazione tra la gestione del servizio tpl da quella della rete ferroviaria. Da ciò deriva la necessità di una forte rivisitazione generale della configurazione societaria e contabile di FUC al fine di conformarli alle nuove normative.
UN FUTURO INCERTO E PRECARIO nel quale risulta imbarazzante il silenzio dell'Assessore regionale competente, Mariagrazia Santoro, che non ha preso ancora nessuna posizione nei confronti di FUC, e peggio ancora, neanche una parola a difesa degli Utenti vessati.
Le dimissioni dei macchinisti e i problemi al parco rotabile dovrebbero far suonare forte un campanello dall’allarme alla politica regionale.
Assistiamo invece al declino di questa piccola società ferroviaria, che rischia l’implosione, dopo una gloriosa storia ultracentenaria.
Sono bastati infatti pochi anni di gestione da parte di manager non ferrovieri, ma con tessera di partito in tasca, per portare la situazione ad un punto di non ritorno.
FUC paga purtroppo essere diventata un “poltronificio”, che negli anni non ha saputo stare al passo del mercato. In questo contesto c’è da chiedersi se è conveniente continuare ad investire soldi pubblici per la gestione di un servizio in house, incapace a programmare la manutenzione dei suoi mezzi lungo una linea di appena 15 km, ovvero se invece è più logico e conveniente affidare il servizio a gestori come RFI e Trenitalia, che offrono maggiori garanzie e competenze.
E’ dovere della politica svolgere una seria riflessione sul futuro di FUC ed è chiaro che se l'azionista unico Regione continuerà a fungere da mero bancomat, erogando 3,5 milioni/anno per garantire un servizio così modesto, il futuro non potrà che essere molto difficile.
Se vogliamo salvare questo patrimonio, il primo atto dovuto, è nominare un management ferroviario, capace e non legato ai partiti.
La ferrovia necessità di competenze e professionalità specifiche e di questo la politica deve prenderne atto, visto che non ci si può improvvisare ferrovieri dall’oggi al domani!