Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città
per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità. L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.

lunedì 21 agosto 2017

Treno+bici di Trenitalia un successo, ma troppo limitati i posti disponibili

Grande successo per le offerte di Trenitalia, TrenoBici AlpeAdria e Weekend FVG, che prevedono rispettivamente il pagamento di € 1 per il trasporto biciclette, anzichè 3,5 sui treni della Trieste-Udine-Tarvisio e lo sconto del 20% del costo del biglietto di corsa semplice su tutti i treni regionali nei corso dei fine settimana. 
Abbiamo voluto testare il servizio domenica 13  e 20 agosto ed a Ferragosto
Treni affollati e tantissime biciclette caricate: già a Udine i 30 stalli dedicati per le bici erano tutti occupati, poi altre biciclette (oltre una ventina) caricate a Gemona e Carnia, che hanno occupato ogni spazio disponibile sul treno. 
Una grande festa per il ciclotursmo, ma soprattutto una dimostrazione che la domanda per il servizio treno+bici lungo la Ciclovia Alpe Adria è ormai realtà
Buona l'offerta TrenoBici AlpeAdria di Trenitalia, che resterà valida tutti i fine settimana fino al 28 ottobre e permette di trasportare la bicicletta al costo di solo 1 € sui 22 collegamenti, collegando Trieste, Monfalcone, Gorizia e Udine, nonché le principali località lungo la Ciclovia Alpe Adria, tra cui Gemona, Venzone, Pontebba e Ugovizza. Ogni treno è attrezzato per portare a bordo fino a 30 biciclette. 
Una bella iniziativa quella della Direzione regionale Trenitalia, che investe finalmente sui servizi accessori, promuovendo il servizio ferroviario non solo come veicolo tradizionale per la mobilità di pendolari, ma anche come mezzo per valorizzare le nostre bellezze in chiave turistica
Offerta TrenoBici
Il grande afflusso di ciclisti e il fatto che i 30 posti disponibili per singolo treno dell'offerta sono andati a ruba, da l'idea che il servizio dovrà essere ampliato, garantendo nei giorni festivi della bella stagione almeno 50/60 stalli per le biciclette.
Siamo ancora lontani dal modello Alto Adige, dove gli operatori commerciali muniscono il turista della card che permette di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici, tuttavia siamo soddisfatti di questo primo passo verso una seria promozione del servizio ferroviario in chiave turistica in FVG
E necessario migliorare senza dubbio marketing e la promozione del servizio e delle offerte, nonché stipulare convenzioni con gli operatori turistici così come avviene in altre realtà italiane. 
Sotto il profilo ferroviario, come già denunciato il servizio dovrà essere garantito nelle giornate festive lungo tutta la Ciclovia AlpeAdria e quindi anche nella Bassa Friulana con un numero di posti bici adeguato. 
E’ impensabile infatti che città come Palmanova, patrimonio dell’UNESCO, o Cervignano, da dove parte la splendida tratta ciclabile Aquileia-Grado non vengano servite dal treno.
Il 2018 dovrà pertanto essere l’anno della svolta “ferroviaria” in chiave turistica, garantendo un servizio treno+bici adeguato alla domanda, implementando i posti bici, le offerte commerciali e gli incentivi, che come dimostrato sono molto graditi agli utenti. 
Nel complimentarci per il successo dell'offerta di Trenitalia, invitiamo vivamente ad utilizzare il servizio ferroviario per scoprire in maniera facile ed economica il nostro bel Friuli !

venerdì 18 agosto 2017

Tariffa integrata Trenitalia-Saf, continua la disparità di trattamento

Quindicinale Trenitalia (in alto) e Saf  
Abbonamneto quidicinale quale validità? Un rientro amaro dalle ferie per i pendolari della Tarvisio-Udine lungo la quale vige la tariffa integrata Trenitalia-Saf.
Tanti utenti che hanno beneficiato delle ferie nelle prime due settimane d'agosto, per risparmiare qualche decina di euro hanno optato  di acquistare un abbonamento quindicinale al tradizionale mensile.
La sorpresa, come riferisce, Giorgio Picco, Presidente del Comitato Pendolari Alto Friuli, è la disparità di trattamento riservata agli utenti, visto che mentre le biglietterie di Trenitalia sono abilitate ad emettere abbonamenti quindicinali con validità dal 16 al 31 agosto (es. Gemona-Udine al costo di € 35,35), mentre i punti vendita Saf emettono quindicinali con validità sino al 30 agosto al medesimo prezzo di quello di Trenitalia, lasciando quindi scoperto l’ultimo giorno del mese (vedi foto in alto).
Domanda: l’abbonamento quindicinale Saf copre anche il 31 giorno del mese, oppure è necessario acquistare un biglietto di corsa semplice con evidente beffa economica per il malcapitato utente?
Lo abbiamo chiesto a Trenitalia, Saf e alla Regione FVG, inviando loro una missiva con la quale chiediamo la spiegazione di questo misfatto, che purtroppo non è l’unico in tema di tariffa integrata, la quale già in passato è già stata oggetto di nostre denunce vista l’iniquità di trattamento riservata ad alcuni utenti.
mensile trenitalia (in alto) e Saf 
Iniquità tariffaria on line: se gli scaglioni tariffari treno/bus sono stati allineati nel gennaio 2012, eliminando le iniquità da noi denunciate, la Regione FVG con la delibera n. 2542 dd 23.12.2016, ha di fatto ricreato le condizioni per una disparità di trattamento tra gli utenti Saf e quelli di Trenitalia.
Infatti gli Allegati A e B della delibera, che disciplinano il regime tariffario del servizio di trasporto su gomma, stabiliscono che “per gli abbonamenti acquistati online, la tariffa è ridotta del 5%, con arrotondamento al centesimo di euro”, mentre nulla si dice all’Allegato M relativo al regime tariffario del servizio ferroviario.
Nel caso della Tarvisio-Udine quindi solo gli utenti Saf possono accedere on line per acquistare l’abbonamento scontato, mentre per quelli di Trenitalia è inibito in quanto il titolo di viaggio è possibile acquistarlo solo tramite self service, biglietterie o punti vendita autorizzati, ovviamente senza lo sconto del 5%.
Non tutto l’oro luccica però, visto che per accedere al sistema di acquisto abbonamenti di Saf si deve pagare “un obolo suppletivo” di 5 €, relativo alla tessera d’identità, la quale è valida 5 anni; il tutto è previsto dalla delibera della Regione la quale prevede che “le Aziende di trasporto possono obbligare gli utenti a munirsi di un tesserino di identità valido per cinque anni al prezzo di € 5. Tale facoltà è obbligatoria per l’abbonamento annuale”.
Domanda: perché Saf ha esteso l’obbligatorietà della tessera d’identità a tutti i tipi di abbonamenti?
Si tratta di un sistema utile a far cassa sugli utenti, visto che il tesserino d’identità cartaceo costa pochi centesimi, senza pensare all’inutilità dello stesso in considerazione che tutti gli abbonamenti sono nominativi e vengono emessi con l’indicazione del nome, cognome e codice fiscale dell’utente.
Perché per Trenitalia è sufficiente che l’abbonamento nominale venga accompagnato ad un documento di riconoscimento e Saf obbliga gli utenti ad acquistare il tesserino d’identità?
Siamo alle solite, una integrazione tariffaria mai decollata, con sistemi di pagamento elettronici differenti, che impedisce un'effettiva integrazione modale tra i due Gestori: è sufficiente ricordare alcuni episodi di viaggiatori che provenendo da fuori regione sono stati costretti a riacquistare il titolo di viaggio Udine-Tarvisio per salire sui bus Saf, atteso che i verificatori risultavano privi dei dispositivi per il controllo dei biglietti con codice QR di Trenitalia.
La responsabilità: è da ascriversi alla committente del servizio, ovvero alla Regione FVG, che nulla fa per pretendere che l’offerta di mobilità integrata venga erogata nei confronti di tutti gli utenti a parità di condizioni, a partire dalle modalità di acquisto dei titoli di viaggio.
E così un abbonamento mensile validità 5 gg. (da lun. a ven.) da Gemona a Udine se acquistato da Trenitalia costa € 51,90, mentre da Saf € 49,31: un risparmio di 2,59 €/mese, circa 31 €/l’anno, ai quali però bisogna sommare i 5 € del costo del tesserino d’identità.
Tratta
Mensile Trenitalia
Mensile Saf on line
Differenza
Gemona-Udine (lun./ven.)
€ 51,90
€ 49,31
*€ 5 tessera identità
€ 2,59
Costo Annuo
€ 622,80
€ 591,72
€ 31,08
E’ oltre un decennio che questa “farsa” continua e chissà quanti anni dovremo aspettare per vedere un vero e proprio sistema integrato di trasporto in FVG, così come da anni è invece realtà in Trentino Alto Adige e recentemente anche in Veneto, dove vengono emesse delle card dedicate munite di microchip digitali.
Auspichiamo che questa disparità di trattamento venga eliminata al più presto, dando la possibilità a tutti di acquistare i titoli di viaggio alle medesime condizioni, accedendo a tutti i canali di vendita.
Nell’era digitale, dove si parla di biglietto elettronico, questa situazione ha del grottesco e dimostra il ritardo tecnologico della nostra regione.
Da ultimo auspichiamo per trasparenza che la Regione renda pubblico sul proprio sito web l’accordo tra Trenitalia e Saf relativo al riparto dei corrispettivi della vendita dei biglietti/abbonamenti della linea Tarvisio-Udine, trattandosi di un servizio pubblico.
Una questione articolata e spinosa che nessuno pare voglia risolverla, chissà perché ?

mercoledì 16 agosto 2017

Fuma in bagno una sigaretta e rischia di far bloccare il treno

Fumare sul treno è vietato dal lontano 2003, come previsto dalla Legge 16 gennaio 2003 n. 3 che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi, compresi i luoghi pubblici, le metropolitane, i treni, ecc.
Per i trasgressori è prevista una multa che va da un minimo di euro 27,50 (se viene pagata al momento della contestazione) ad un massimo di euro 275. La sanzione, inoltre, è raddoppiata se si fuma in presenza di una donna incinta, di un neonato oppure di un bambino fino a 12 anni di età.
Sui treni è lo stesso personale a bordo a vigilare sull'applicazione delle disposizioni di legge e a commutare le multe in caso di violazione.
Oggi i moderni treni sono dotati di impianti d’allarme che segnalano la presenza di fumo a bordo e soprattutto sono equipaggiati di un sistema antincendio che in caso di necessità si attiva automaticamente e blocca la marcia del convoglio.
Negli anni non sono mancati episodi di trasgressori che non sono riusciti a resistere alla tentazione di accendersi una sigaretta a bordo, con conseguenze spesso poco piacevoli per i viaggiatori che, loro malgrado, hanno potuto testare l’efficienza dell’impianto antincendio.
In alcuni casi infatti il fumo della sigaretta ha fatto scattare l’allarme “regalando” una inaspettata doccia d’acqua nebulizzata ai viaggiatori.
In altri casi l’allarme ha bloccato automaticamente sui binari il treno, scatenando l’ira dei pendolari contro il passeggero fumatore.
Una situazione simile si è verificata qualche settimana fa a bordo del treno R. 6017 (Tarvisio-Udine-Trieste). Un ragazzo ignaro forse dell’esistenza del sistema antincendio del ETR 563 si è appartato nella toilette per fumarsi una sigaretta; i sensori degli apparati di sicurezza hanno subito rilevato il fumo e sono scattati gli apparati di emergenza.
Fortunatamente è scattato solo l’allarme antifumo e non quello antincendio che avrebbe bloccato il treno e “innaffiato” l’intera vettura. Grazie alle telecamere poste a bordo, il capotreno è riuscito immediatamente ad individuare il responsabile che nel mentre era ritornato a sedere.
Con garbo e professionalità il capotreno ha contestato al trasgressore la violazione, intimandogli il pagamento della sanzione prevista per legge, pari ad € 27,50, avvisandolo altresì che il gesto poteva arrecare ben altri danni qualora si fosse attivato l’allarme antincendio che avrebbe bloccato il treno (uno dei più frequentati dai pendolari).
Il tutto è terminato con le scuse del trasgressore che ha pagato immediatamente la sanzione.
Bravo il capotreno, un ottimo esempio che dovrebbe essere replicato anche nei confronti dei tanti maleducati che sporcano o peggio vandalizzano i nostri treni, specialmente quelli nuovi, pagati dai contribuenti regionali.

giovedì 10 agosto 2017

Ferrovia Pedemontana: iniziati i lavori di rinnovo dei binari

Rinnovamento dell'armamento a Budoja
Dopo la pulizia dell’intera linea e il ripristino del binario danneggiato dalla frana del luglio 2012 a Meduno effettuati nel corso della primavera, nei giorni scorsi sono stati tanti “gli avvistamenti” dei carrelli dei tecnici di RFI che stanno ispezionato la linea e svolgendo le prime operazioni preliminari al ripristino funzionale della ferrata; operazioni in particolare volte alla verifica dello stato dell'armamento e della situazione statica e manutentiva delle infrastrutture di ponti e gallerie. 
Come anticipato dall’ing. Giuseppe Albanese, Direttore Territoriale della Produzione, nel corso dell’incontro di Maniago dello scorso 25 luglio, l’impegno di RFI è di 17 milioni per la riattivazione e l’adeguamento della linea entro la fine del 2018. 
RFI interverrà per stati di avanzamento, con tempistiche distinte a seconda della priorità degli interventi: il tratto più interessato è senza dubbio quello tra Sacile e Maniago, che sarà il primo ad essere ripristinato già a partire dal dicembre 2017  
Risanamento della massicciata a Budoja
L'ARMAMENTO: sono già in corso i lavori di rinnovamento parziale dell’armamento con la sostituzione di traverse e binari ed il risanamento della massicciata. 
Nuovi binari a Maniago
Nei giorni scorsi sono state distribuite tutte le rotaie ove si deve intervenire (alcune curve tra Sacile e Aviano, i binari di circolazione presso le stazioni di Budoia, Aviano, Montereale e Maniago e in corrispondenza di tutti i passaggi a livello di strade poderali), ove si sostituirà l'esistente armamento 50U (traverse esistenti in legno e/o cemento) con armamento 60U e traverse di cemento. 
Martedì i tecnici di RFI hanno iniziato i lavori di sostituzione di alcuni tratti di binario e traversine presso la stazione di Budoja, dove l’intervento è incentrato sul primo binario di circolazione. 
Successivamente gli interventi verranno svolti anche ad Aviano, Montereale e Maniago, dove si rinnoverà il 1° e 2° binario di circolazione esclusi i deviatoi, che saranno soggetti alla sola revisione generale con la sostituzione delle traverse e traversoni di legno. 
Lavori a Budoja
SISTEMA DI SEGNALAMENTO E DI GOVERNO DELLA LINEA: gli interventi permetteranno inoltre la riattivazione degli impianti di segnalamento e il CTC (Controllo del Traffico Centralizzato) esistente con il DCO (Dirigente Centrale Operativo) a Pinzano. 
Il DCO di Pinzano verrà riattivato provvisoriamente sino alla realizzazione del nuovo CTC di governo della linea, che entro il 2018 verrà gestita in telecomando dalla sala operativa di Mestre. 
SISTEMA DI SICUREZZA MARCIA TRENO: la linea è dotata del Sistema Supporto Condotta (SSC) con distanziamento treni con blocco conta assi. Il sistema consente di supervisionare in tempo reale la marcia dei treni lungo tutta la rete e fornisce il controllo della velocità massima ammessa, in relazione ai vincoli posti dal segnalamento, dalle caratteristiche dell’infrastruttura e dalle prestazioni del treno, sia in condizioni normali che di degrado. 
PASSAGGI A LIVELLO: sono tutti automatizzati e governati dal sistema CTC. In tutto, lungo l'intera linea ci sono 54 passaggi a livello, molti dei quali di campagna che a nostro parere potrebbero essere eliminati.
RFI ha garantito che grazie alle nuove tecnologie di cui verrà dotata la linea, il tempo di chiusura dei passaggi a livello verrà significativamente ridotto; a tal fine risultano strumentali e non supportate da alcun fondamento tecnico quanto sostenuto sulla stampa locale da persone non addette ai lavori in ordine alla questione dei passaggi a livello "critici". 
SISTEMA INFORMATIVO DI STAZIONE: l'ing. Albanese ha annunciato anche novità circa l'implementazione e il rinnovo del sistema informativo di stazione con nuovi monitor e tabelloni partenze/arrivi.
La stazione di Maniago
STAZIONI: fatto salvo per Gemona, dove il progetto di restyling è in fase di realizzazione, le altre stazioni rischiano di riaprire nelle condizioni in cui versavano (o peggio ancora), prima della chiusura della linea nel 2012. 
Infatti gli interventi già finanziati di Cavasso Nuovo e Pinzano (dove il treno tornerà dalla primavera 2018 con l'avvio del servizio turistico e da dicembre 2018 con il servizio passeggeri) sono in corso di progettazione, mentre nulla si muove sulle stazioni (Budoja, Aviano,, Montereale e Maniago), dove i passeggeri torneranno dal prossimo dicembre. 
La nuova Amministrazione Comunale di Aviano ha manifestato l'intenzione di chiedere il comodato a RFI, mentre a Maniago, dopo gli annunci dei mesi scorsi circa la richiesta del comodato, nulla si muove. Proprio la situazione della stazione della Città del Coltello pare quella più critica, visto che rappresenta il maggior centro d'interesse della tratta e si ritrova l'immobile più degradato della'intera linea. 
Sono stati annunciati dalla Regione finanziamenti per le stazioni di Maniago e Meduno, ma se l'iter è così lento (con immobili sottoposti ai vincoli della Sovraintendenza pure!), gli interventi verranno realizzati quando il treno sarà già ritornato da un bel pezzo (non prima del 2019).
Riteniamo che questo sia l'ennesimo errore della Regione e anche di certi Sindaci che fino ad oggi sono stati disinteressati alla questione: probabilmente era meglio partire con un servizio ferroviario con un programma d'esercizio con meno treni (come da noi proposto 12 corse/giorno anziché 22), risparmiando così circa 1 milione/annuo ed investendo le risorse a disposizione sulle infrastrutture del territorio, gettando così le basi per la realizzazione di un vero progetto strutturato, sia in chiave turistica che di mobilità del territorio, andando poi man mano ad implementare l'offerta in base alle necessità.

lunedì 7 agosto 2017

Viaggi economici nascosti ai clienti, multa da 5 milioni per Trenitalia

Articolo di Diana Cavalcoli, pubblicato dal Corriere della Sera il 3 agosto 2017
L’Antitrust multa per 5 milioni di euro Trenitalia. 
Nel mirino del Garante la gestione delle soluzioni di viaggio proposte ai clienti. 
I sistemi di prenotazione della società escluderebbero infatti i treni regionali generalmente più economici. 
Il Garante ha «accertato che l’insieme di soluzioni di viaggio» proposte sulle emettitrici self-service e sulle App «omette numerose soluzioni con treni regionali, pur trattandosi di alternative sostituibili a quelle invece mostrate, alterando in questo modo la scelta del consumatore». 
Il sistema falsato Trenitalia, in breve, dava solo l’illusione ai viaggiatori di scegliere tra tutti i treni in circolazione. 
L’Antitrust ha accertato che le soluzioni di viaggio proposte erano falsate. Sia sull’applicazione per smartphone che sul portale online non era possibile risalire alle soluzioni locali se non attraverso la specifica ricerca «Regionali». 
A seguito della sanzione Trenitalia sarà costretta a dare notizia del procedimento ai suoi clienti attraverso un messaggio da diffondere su tutti i canali di prenotazione. 
La denuncia di Federconsumatori «Per anni la Federconsumatori ha tentato di rendere evidente ai dirigenti di Trenitalia l'irregol agarità delle informazioni fornite ai passeggeri dal sito di Trenitalia, purtroppo senza alcun successo. Per questa ragione siamo stati costretti ad inviare una segnalazione all'Autorità della Concorrenza e del Mercato». Così Federconsumatori sulla sanzione dell'Antitrust a Trenitalia. 
L'associazione spiega che l'irregolarità è legata al mancato rispetto del Regolamento Europeo 1371/2007. Questo regolamento prevede l'obbligo per l'impresa di trasporto di far conoscere al passeggero orari e condizioni per il viaggio più veloce e orari e condizioni per la tariffa più bassa». 
Trenitalia, invece, non offre questa possibilità e in 8 anni non si è mai adeguata al Regolamento europeo sui diritti e doveri dei passeggeri del trasporto ferroviario. «I danni per il cittadino dipendono dal fatto che viene privato della possibilità di conoscere soluzioni meno costose; i danni per il trasporto pubblico locale derivano dal fatto che potenziali clienti dei treni regionali vengono orientati verso una impresa di trasporto privata come Trenitalia», conclude l'associazione.

sabato 5 agosto 2017

La questione dei passaggi a livello di Sacile infiamma il dibattito. Problema risolvibile

Dopo l’annuncio della riapertura della linea Gemona-Sacile, noto peraltro dallo scorso aprile, quando la notizia venne anticipata dal nostro Comitato, impazza ora sulla stampa locale la questione della ferrovia.
L’INTERESSE DELLA STAMPA: i giornalisti delle varie testate si stanno dando “battaglia” sui temi più disparati, riportando anche dichiarazioni di soggetti che fino ad oggi nulla hanno fatto per la riattivazione della linea.
Cosi appaiono strumentali gli interventi del sindacalista, Mario Bellomo (CGIL), non nuovo a questi exploit e della docente sacilese, Rossana Casadio, che col ritorno del treno chiedono la riapertura delle iscrizioni per gli Istituti scolastici del polo di Sacile (vedi articolo a lato).
Il treno tornerà a viaggiare da dicembre lungo la tratta Sacile-Maniago e salvo "miracoli divini" risulta impossibile pensare ad un mese dall’inizio delle lezioni ad una riapertura delle iscrizioni, visto che il termine viene deciso dal Ministero (MIUR) e generalmente scade a febbraio.
Siamo sorpresi che un sindacalista e una docente di lungo corso non sappiano queste cose, salvo ovviamente pensare che il loro intervento sia solo per mettersi in luce…
Bocche cucite invece da parte dei Dirigenti Scolastici che in ordine alla questione ferrovia non si sono ancora espressi. 
Se vogliamo evitare di scrivere bufale ed essere costruttivi e lungimiranti, ritenamo che gli Istituti Scolastici di Sacile e Maniago debbano da oggi in poi, consci dei nuovi orari fs, attivarsi per promuoversi, in maniera da arrivare preparati all’apertura delle iscrizioni per l'anno scolastico 2018/2019, che si apriranno dal prossimo dicembre.  
SACILE E PASSAGGI A LIVELLO: interessante invece è la questione sollevata dalla stampa sui passaggi a livello di Sacile (vedi articolo a lato).
Un tema certamente importante, di cui eravamo consapevoli fin dall’inizio e per il quale avevamo chiesto ai Comuni ed a RFI di confrontarsi per limitare al massimo il disagio.
RFI da parte sua ha assicurato che i PL verranno gestiti con nuove tecnologie che ridurranno i tempi di chiusura, auspicando tuttavia una riduzione di alcuni PL rurali posti lungo la linea.
Tralasciando la polemica fomentata sui social dai soliti tuttologhi, il tema merita certamente una adeguata trattazione.
 A Sacile i PL sono cinque:
1) Via Lacchin, adiacente alla stazione e posto lungo la direttrice della Udine-Venezia. E’ tra i PL che RFI ha in programma di chiudere e per il quale nei mesi scorsi Comune e RFI hanno presentato il progetto che permetterà la realizzare un sottopasso ciclopedonale che collegherà Via Lacchin a Via Bertolissi; il traffico veicolare sarà dirottato in via Di Vittorio a San Odorico sfruttando il sottopasso esistente a Topaligo;
2) PL rurale/strada privata Via Castelet;
3) Via dello Stadio;
4) Via Matteotti (SS 13 Pontebbana) a San Giovanni del Tempio. Si tratta del punto nevralgico per il quale si auspica la realizzazione di un sottopasso, come annunciato recentemente dall’Assessore all’Urbanistica, Anna Zanfrà;
5) Via Curiel (SP 17).
Uno nuovo PL è invece stato richiesto dal Comune a RFI per permettere l’accesso all’area del Parco dello Sport lungo la nuova strada che corre parallela alla ferrata.
La questione dei PL terrà senza dubbio banco nei prossimi mesi e non mancheranno polemiche e strumentalizzazioni al riguardo. L’auspico è che l’Amministrazione Comunale, che ha sempre ha sostenuto la causa della ferrovia e RFI riescano a trovare unità d’intenti e soprattutto – con l’ausilio della Regione - competente per materia - si avvi senza ritardo la progettazione del sottopasso lungo la SS13 Pontebbana, l’unico vero punto dove a nostro parere saranno possibili riscontrare disagi alla circolazione automobilistica derivanti dalla riattivazione del treno.

mercoledì 2 agosto 2017

Approvata la Legge per le ferrovie turistiche. La Gemona-Sacile è una delle 18 ferrovie turistiche d'Italia

La dedica dell'on. Iacono
Oggi 2 agosto 2017, il Senato della Repubblica, ha approvato all’unanimità la nuova legge per lo sviluppo e tutela delle ferrovie turistiche che in questo modo è finalmente diventata Legge dello Stato. 
La Legge è finalizzata a favorire la salvaguardia e la valorizzazione delle linee ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, compresi i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d'arte e pertinenze, oltre che dei convogli storici e turistici abilitati a percorrerle.
Grande soddisfazione per una Legge attesa da anni e che ora permetterà di avviare un nuovo progetto per il nostro Paese che passerà per la valorizzazione del nostro patrimonio ferroviario e per lo sviluppo turistico dei nostri Territori.
La Legge prevede l'istituzione di 18 ferrovie turistiche, tra le quali figura anche la nostra ferrovia Pedemontana (Gemona-Sacile).
Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per questo storico risultato, perchè siamo stati i primi in FVG a credere in questo progetto, collegato a quello di "Binari senza tempo " della Fondazione FS. Merito soprattutto ad Andrea Palese che ha intuito questa grande possibilità per la nostra ferrovia Gemona-Sacile, diventata ora ferrovia d'interese nazionale.  
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Anna Donati, di Alleanza per la Mobilità Dolce, la Confederazione nazionale che raggruppa Italia Nostra, FIAB, Legambiente, Touring Club Italiano, Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, Assoutenti e altre Associazioni ferroviarie, tra cui il nostro Comitato Pendolari, che la scorsa primavera avevano organizzato la "X° Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate", dedicando una tre giorni alla Ferrovia Pedemontana.
L'ITER DELLA LEGGE è iniziato il 10 giugno 2013 con il deposito da parte della deputata agrigentina Maria Iacono del Progetto di Legge  n. 1178 “Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. 
Il 24 gennaio 2017, il testo è stato approvato all’unanimità dall’Aula della Camera dopo un intenso lavoro che era stato svolto nella Commissione Trasporti, con audizioni, confronti serrati ed animate discussioni. 
La proposta approvata dalla Camera è poi approdata al Senato (Ddl n. 2670) a febbraio 2017 dove oggi la Commissione Trasporti ha approvato all'unanimità e senza modifiche il testo della Camera.
Un grazie all'on. Iacono per la sua determinazione ed impegno ed a quanti, nelle Istituzioni e in tutta Italia hanno sostenuto ed incoraggiato l'approvazione di questa legge. 
Fondamentale è stato senza dubbio il contributo di Fondazione FS che in questi anni si è distinta con il suo progetto "Binari senza tempo" che ha permesso di riattivare già ben sette linee ferroviarie per scopi turistici, nonchè quello di tante altre Associazioni ferroviarie che non hanno mai fatto mancare il loro supporto seguendo passo passo l'iter della legge.
LE REAZIONI: "adesso faremo in modo che Amministratori locali e gli operatori commerciali facciano rete per valorizzare le tratte esistenti e recuperare quelle abbandonate", questo a caldo il commento dell'on. Maria Iacono. Sulla stessa linea Anna Donati, di Alleanza per la Mobilità Dolce "adesso vigileranno per la sua rapida attuazione e lo sviluppo dei treni e servizi turistici nel nostro Belpaese”.
Certo non mancano le criticità, come il ruolo troppo debole delle associazioni di volontariato, una precisa indicazione ad ANSF perché predisponga un regolamento agile per l’esercizio ferroviario turistico e soprattutto le risorse che dovranno essere ritrovate nel Contratto di Programma di RFI-FS per gli investimenti. 
Molto positiva è la prima lista prevista dalla legge di 18 linee ferroviarie sospese o dismesse dal nord al sud del Paese da trasformare in ferrovie turistiche: Sulmona-Castel di Sangro, Cosenza-S. Giovanni in Fiore, Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, Gemona-Sacile, Palazzolo-Paratico, Castel di Sangro-Carpinone, Ceva.Ormea, Mandas-Arbatax, Isili-Sorgoro, Sassari-Palau Marina, Macomer-Bosa, Alcantara-Randazzo, Castelvetrano-Porto Palo di Menfi, Agrigento Bassa-Porto Empedocle, Noto-Pachino, Asciano-Monte Antico, Civitavecchia-Orte, Fano-Urbino.
Altro elemento di novità è l’introduzione, tra gli articoli della legge, del ferrociclo (ciclotreno in gergo) come una possibilità da avviare e regolare. In Pedemontana c'è ne sono già due prototipi, realizzati dagli studenti delle scuole superiori di Sacile e Maniago già pronti per l'uso.
Adesso il testo dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per diventare Legge dello Stato e questo avverrà nelle prossime settimane. 
Nell'esprimere la nostra soddisfazione, continueremo a seguire l’attuazione della norma per quanto concerne la Ferrovia Gemona-Sacile, lungo la quale verrà avviato il servizio turistico a cura della Fondazione FS dalla primavera 2018.
Il lavoro da fare è notevole, in quanto ora è necessario realizzare un vero "Progetto di Territorio" condiviso in grado di coinvolgere Istituzioni ed operatori commerciali; ma finalmente, un passo in avanti sul “treno dei desideri” è stato fatto anche in Italia! 

Servizi treno+bici per raggiungere la ciclovia Alpe Adria: dal 29 luglio fino al 28 ottobre 2017 Trenitalia lancia la promo TrenoBici Alpe Adria

Sono state comunicate nei giorni scorsi le nuove offerte commerciali di Trenitalia che permetteranno nei weekend fino a sabato 28 ottobre di viaggiare ad un prezzo scontato e in particolare di usufruire il servizio treno+ bici per raggiungere la ciclovia AlpeAdria.
Offerta Weekend FVG: grazie alla promozione “Weekend FVG”, nelle giornate di sabato e domenica si potrà acquistare su tutte le linee regionali biglietti di corsa semplice scontati del 20%, sia per gli adulti che per i ragazzi per viaggi entro i confini regionali.
Offerta TrenoBici AlpeAdria: nei fine settimana a partire dal 29 luglio 2017 e fino al 28 ottobre 2017 il supplemento bici si potrà acquistare al costo di 1 € anziché 3,50 €.
L’offerta è valida a bordo di 22 collegamenti treno+bici: 11 treni il sabato e altrettanti la domenica che collegano Trieste, Udine, Carnia e Tarvisio alle principali località lungo la ciclovia Alpe Adria, tra cui Gemona, Venzone, Pontebba e Ugovizza. Ogni treno è attrezzato per portare a bordo fino a 30 biciclette.
Come detto l’offerta è valida per tutti i weekend e festivi fino al 28 ottobre 2017 e solo sui treni regionali n. 6008, 21000, 21002, 6025 e 21015 facilmente individuabili perché proposti dal sistema stesso.

Una bella iniziativa quella della Direzione regionale Trenitalia che accoglie parte delle nostre proposte dopo l’attivazione lo scorso 26 marzo del servizio treno+bici nei fine settimana lungo la linea TS-UD-Tarvisio con la previsione di una soddisafacente offerta (22 collegamenti, 11 treni il sabato e altrettanti la domenica).
Con soddisfazione prendiamo atto della volontà di investire finalmente sui servizi accessori, promuovendo il servizio ferroviario non solo come veicolo tradizionale per la mobilità di pendolari, ma anche come mezzo per valorizzare le nostre bellezze in chiave turistica.
Bene ma si più fare di più. Come già denunciato il servizio fs lungo la ciclovia AlpeAdria è monco, visto che tutta la linea bassa da Udine a Cervignano è tagliata fuori nei fine settimana da ogni collegamento.
E’ impensabile che città come Palmanova, fresco patrimonio dell’UNESCO o Cervignano, da dove parte la splendida tratta ciclabile Aquileia-Grado non vengano servite dal treno.
Il 2018 dovrà pertanto essere l’anno della svolta “ferroviaria” anche per la Bassa Friulana, la quale dovrà essere collegata non solo dal servizio Mi.Co.tra. Villach-Udine, di Ferrovie Udine-Cividale, che pare venga prolungato su Trieste via Cervignano, ma anche dai servizi di Trenitalia.
Nuovo contratto di servizio Trenitalia/Regione FVG: i nuovi servizi potranno essere avviati solo a condizione che venga stipulato il nuovo contratto, del quale, ad oggi non si conoscono neanche le linee guida.
Il contratto in essere è in regime di proroga, visto che è scaduto il 31.12.2015: la proroga tecnica assicura "la prosecuzione del contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale con Trenitalia fino al 31 Dicembre 2016 e comunque fino al 31.12.2017 qualora alla data del 31/12/2016 non risulti ancora conclusa la procedura di gara ad evidenza pubblica o non sia possibile l’effettivo avvio dei servizi da parte dell’eventuale nuovo aggiudicatario”.
Ebbene ad oggi nessuna procedura di gara è stata avviata, né alcuna delibera di Giunta regionale è stata assunta per l'affidamento diretto del servizio.
Mentre la gran parte delle Regioni italiane hanno abbandonato l’idea di mettere a gara il servizio ferroviario regionale e hanno già formalizzato i nuovi contratti di servizio con Trenitalia (recentemente Basilicata e Molise con una validità di 6 anni, Sardegna per 9 anni, mentre nel 2016 avevano già rinnovato per 6 anni l’accordo Toscana, Lazio e Veneto), il FVG nicchia. Perché?
A fine anno scadrà la proroga tecnica, che non è altro la proroga della proroga del contratto di servizio stipulato nel 2008 e salvo “miracoli” non ci sarà tempo per la stipula del nuovo contratto tanto meno di una gara.
C’è da aspettarsi a questo punto la stipula di un "contratto ponte transitorio"? Sarebbe l’ennesimo passo falso della Regione che in ambito ferroviario, si è già distinta per le pessime figure sia per la questione legata al mega ritardo nella consegna dei nuovi treni Caf (oltre 2 anni di ritardo!), che della mancata applicazione delle penali contrattuali per i nuovi treni (oltre 7 milioni!).
Ci domandiamo perché tutto questo ritardo visto che c’era tutto il tempo utile per andare a gara o stipulare in affido diretto il nuovo contratto con Trenitalia? Una partita da 40 milioni di € l'anno!
Forse la fallimentare gara del tpl gomma, bloccata a seguito dei ricorsi al TAR di Busitalia (società del Gruppo FS) hanno influito anche nelle procedure della gara per i servizi ferroviari?

martedì 1 agosto 2017

Arriva la denominazione TS per i treni storici

Importante novità per i treni di Fondazione FS.
Ai tecnici dirá molto: sui monitor delle stazioni ferroviarie di tutta Italia i treni storici hanno finalmente il loro simbolo e la loro denominazione "Treno Storico" per identificare tutte le corse effettuate con materiale rotabile storico della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.
La classificazione TS, che ha debuttato il 18 luglio scorso in occasione del treno speciale da Trieste Centrale a Trieste Campo Marzio per la firma del protocollo per i lavori di ristrutturazione del museo ferroviario triestino, è accompagnata nei display di stazione dal logo "Fondazione FS Italiane" che compare al posto del logo "FS Trenitalia".
Resta in vigore per il momento la classificazione "Regionale" sui sistemi informatici che seguono la marcia del treno in tempo reale.
Buon viaggio !

sabato 29 luglio 2017

Vittoria ! La ferrovia Pedemontana verrà riattivata interamente da dicembre 2018

Abbiamo voluto far passare alcuni giorni per smaltire la “sbornia” … dopo l’annuncio dato martedì scorso nel corso dell’incontro svolto a Maniago tra Regione FVG, Trenitalia, RFI e Sindaci dei Comuni interessati: entro dicembre 2018, la ferrovia Sacile-Gemona sarà completamente riattivata anche per il trasporto di passeggeri. Obiettivo raggiunto ! 
Dopo la chiusura di luglio 2012 a causa di una frana a Meduno in tanti hanno pensato che la ferrovia finisse nel dimenticatoio, come tanti altri “rami secchi” e che la richiesta di riattivazione pareva una battaglia persa sin dall’inizio. 
Con orgoglio rivendichiamo il merito di non aver mai mollato, di aver creduto in un progetto sostenibile e di aver lavorato con determinazione per il raggiungimento di questo importante risultato per il nostro Territorio. 
Sono stati 5 anni intensi di una mobilitazione senza precedenti per le nostre Comunità, che hanno permesso di mettere in rete tante idee e far sinergia con tante persone e Associazioni, tutte unite per uno scopo comune, far riattivare la ferrovia Pedemontana per dare risposte alle esigenze di mobilità dei nostri Paesi (pendolarismo scolastico e lavorativo), ma soprattutto per sviluppare una nuova forma di turismo sfruttando il treno.
Utilizzando le parole di Andrea Palese, vera locomotiva di questo movimento, "la Pedemontana rappresenta un vero e proprio miracolo ferroviario, nel quale la Gente è stata la protagonista, relegando la politica a spettatrice o mera esecutrice del volere popolare". 
Tante sono state le iniziative organizzate per sensibilizzare le Istituzioni alla riapertura della ferrovia, dalla “Staffetta treni-taglia, ridacci il nostro treno” svoltasi nel novembre-dicembre 2012, alla Mostra fotografica “La Pedemontana, tra storia e turismo" di Gemona, sino alla “Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate” della scorsa primavera nel corso della quale i ciclotreni realizzati dagli studenti delle scuole superiori di Sacile e Maniago hanno anticipato il ritorno del treno. 
LA SVOLTA: dopo anni di muro contro muro con RFI, con la Regione FVG che temporeggiava e procrastinava ogni tipo di decisione, senza dubbio la svolta è stata l'intuizione di Andrea Palese di contattare Fondazione FS e il suo direttore, l’ing. Luigi Cantamessa, il quale ha avuto un ruolo determinante nella partita della Gemona-Sacile. 
Fondamentale è risultato l'incontro a marzo 2016 lungo i binari della Ferrovia dei Templi di Agrigento tra Palese e Cantamessa; il seguito è solo il risultato dell'unico progetto che si poteva realizzare per recuperare la Gemona-Sacile. 
Una gran soddisfazione, ma il lavoro non è terminato perché ora si deve costruire un vero “progetto di Territorio” che coinvolga tutti i Comuni e che possa promuovere quelle attività turistiche legate alla ferrovia.
LE TEMPISTICHE: la linea verrà riattivata in tre step, il primo a dicembre 2017, con la riattivazione del traffico passeggeri lungo la tratta Sacile-Maniago, poi dalla primavera 2018 verrà avviato il servizio turistico con treni storici a cura della Fondazione Fs lungo tutta la linea Sacile-Gemona e da dicembre 2018 verrà ripristinato anche il trasporto passeggeri lungo tutta la linea 
L' INVESTIMENTO: RFI investirà 17 milioni per la riattivazione della linea e il suo adeguamento. 
L’ing. Giuseppe Albanese, Direttore della Produzione di RFI, ha confermato che sono già in corso interventi che permetteranno la riattivazione degli impianti di segnalamento CTC esistenti, nonché i lavori di rinnovamento parziale dell’armamento con la sostituzione di traverse e binari. Verrà temporaneamente riattivato il DCO a Pinzano sino alla realizzazione del nuovo CTC di governo della linea che entro il 2018 verrà gestita in telecomando dalla sala operativa di Mestre.
I COLLEGAMENTI: il dott. Simone Gorini, Direttore Regionale di Trenitalia, nel presentare il nuovo orario ha annunciato che da dicembre  2017 partiranno i collegamenti da Sacile a Maniago con 22 corse (11 coppie di treni) al giorno nei feriali e 12 corse (6 coppie) nei festivi. Da Maniago a Gemona, via Pinzano, il collegamento continuerà coi bus in orari coordinati con quelli dei treni: 11 bus Maniago-Pinzano e 2 Pinzano-Gemona nei feriali e 6 bus Maniago-Gemona nei festivi. 
Da dicembre del 2018 tutta la linea sarà percorribile col treno, i quali saranno attrezzati per il trasporto di biciclette. 
La Regione garantirà con 2,5 milioni/annui a regime il costo della gestione che verrà inserito nel prossimo contratto di servizio. 
PIANO STAZIONI MINORI: la Regione interverrà per il recupero di stazioni, soprattutto per il loro recupero turistico. Sono già stati finanziati interventi di restyling (80mila euro per stazione) per Gemona, Cavasso Nuovo e Pinzano, mentre sono stati annunciati ulteriori finanziamenti in favore delle stazioni di Maniago e Meduno. 
PROGETTO BINARI SENZA TEMPO: come già anticipato la Ferrovia Pedemontana diventerà la prima linea d'Italia ad essere utilizzata sia per il trasporto passeggeri (tpl) che per fini turistici, sfruttando il progetto nazionale di Fondazione FS "Binari senza tempo", di cui diventerà l'ottava linea.
La Gemona-Sacile figura inoltre nel disegno di legge (Ddl Iacono) con cui si istituiscono a livello nazionale le ferrovie turistiche, in fase di approvazione al Senato.
PROGETTO DI TERRITORIO: se ottima risulta l'offerta ferroviaria di Trenitalia (forse anche esagerata per il numero di corse programmate, noi avevamo proposto la metà delle corse - clicca qui e vedi la nostra proposta), purtroppo risulta inconsistente e nebuloso, da "libro dei sogni", il progetto di Territorio di Montagna Leader, ente delegato dalla Regione alle proposte turistiche. 
Più volte abbiamo denunciato che mancano al riguardo le sinergie con gli operatori commerciali privati che saranno i veri attori del progetto economico e soprattutto i finanziamenti adeguati per la sistemazione delle stazioni, e la loro destinazione ad attività non solo no profit (InfoPoint), ma soprattutto commerciali per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici. 
Tutti i progetti delle piccole stazioni sono al palo, tranne quello gemonese, che entro la fine dell’anno dovrebbe essere realizzato come anticipato dal Sindaco Paolo Urbani
Le polemiche: nel corso dell’incontro di Maniago non sono mancate le scintille tra amministratori comunali che hanno accusato la Regione FVG e alcuni Sindaci di aver voluto calare dall'alto un progetto non condiviso con il Territorio e di aver voluto delegare un Ente, come Montagna Leader, non rappresentativo di tutti i Comuni della linea, ente che risulta peraltro sfornito delle risorse umane e professionali per realizzare un progetto economico di area vasta come quello legato alla riattivazione della ferrovia.
Le relazioni del Presidente di Montagna Leader, Gino Martinuzzo, e di Promoturismo FVG, Marco Tullio Pietrangelo, sono risultate quasi imbarazzanti vista la mancanza assoluta di contenuti e la chiara dimostrazione della mancanza di un progetto turistico d'insieme. Si è fatto riferimento a due bandi UE Interreg Italia-Austria aventi ad oggetto l'attività di promozione, ma non è stato comunicato nessun contenuto specifico e soprattutto quando questi progetti verranno (se verranno) finanziati e le tempistiche per la loro realizzazione. 
Sugli scudi molti amministratori che non hanno digerito la mancanza di una condivisione d'insieme nel progetto di Territorio: il Sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro ha tuonato contro il collega di Maniago, Andrea Carli, nonché Presidente dell'Uti delle Dolomiti Friulane, reo di voler accentrare sull'Uti tutte le scelte che riguardano il progetto turistico della ferrovia.
Sulla stessa lunghezza d'onda, il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, che ha rilevato che non è ammissibile tagliare fuori dalle decisioni i Comuni che hanno già vari progetti legati al rilancio della ferrovia solo perché non hanno aderito alle Uti e soprattutto tagliare fuori tutti quelli che non gravitano nell'orbita di Montagna Leader: Sacile, Aviano e tutti i Comuni della Provincia di Udine, San Daniele, Forgaria, Majano, Osoppo e Gemona, di gran lunga la maggioranza della popolazione interessata.
Duro anche il consigliere con delega alla mobilità di Gemona, Andrea Palese, primo promotore del rilancio della linea e del servizio turistico: "sono soddisfatto per la riapertura dell'intera linea e soprattutto per l'intuizione avuta, in tempi non sospetti, di puntare sul progetto della Fondazione Fs, ma resta inconsistente il progetto turistico. C'è molto da lavorare, serve un cambio di mentalità e trovare un altro metodo, queste non scelte rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad oggi".
L'incontro di Maniago è parso ai più una "sfilata" da campagna elettorale (le elezioni regionali ormai sono prossime) dove alcuni Amministratori, disinteressati fino a ieri alla materia, non solo hanno cercato di salire sul carro dei vincitori, ma persino di prendersi meriti altrui.
Il Territorio ne esce spaccato soprattutto per la mancanza di un soggetto in grado di coordinare: ora si dovrà recuperare quella necessaria visione d'insieme e mutare l'impostazione perché il progetto così come presentato da Montagna Leader, senza una condivisione tra tutti i Sindaci e un'adeguata campagna di promozione non porterà ad alcun risultato pratico e si rischia di riavere i treni (tanti e magari vuoti) che corrono lungo la linea, ma con stazioni decadenti e senza servizi turistici già attivati.
Sarebbe un peccato perdere l'occasione perché il treno della vita passa una sola volta! 

mercoledì 26 luglio 2017

Venerdì 28 luglio presentazione libro "Il fascino del treno" di Romano Vecchiet

Vi segnalimao questo importante appuntamento previsto per venerdì 28 luglio alle ore 18.00 presso la Sala della letteratura della Libreria LEG, Corso Verdi n. 67, Gorizia, dove si terrà la presentazione del libro "Il fascino del Treno - Piccole divulgazioni di viaggio tra bibnari e stazioni" di Romano Vecchiet.
Il libro fa parte della collana "Piccola filosofia di viaggio" di Ediciclo Editore ed è l'ultima fatica di Romano Vecchiet,  bibliotecario esperto di locomotive, binari e stazioni, a raccontarci il mezzo di trasporto su terra più lungo e più pesante in assoluto, il treno. In perenne movimento, il treno propizia incontri e amori clandestini, attraversando la vita con garbata finezza.
L'incontro con l'autore sarà presentato dallo storico ferroviario e nostro collaboratorte, Alessandro Puhali.
Non mancate !

domenica 23 luglio 2017

Sacile-Maniago: la nostra proposta d’orario fs

Dopo gli ottimi risultati del sondaggio informativo lanciato nelle scorse settimane sulle piattaforme social e sul nostro blog e dopo aver assunto dal Territorio una serie di informazioni, soprattutto riguardanti le necessità di mobilità degli studenti dei poli di Maniago e Sacile, il nostro gruppo di lavoro ha studiato una proposta d’orario relativo al nuovo servizio fs della tratta Sacile-Maniago che verrà ripristinata a partire da dicembre 2017.
Sono statati ipotizzati due scenari minimi quale livello di partenza, uno feriale, con 6 coppie di treni e 12 corse giornaliere ed uno festivo con un servizio spola con 8 corse.
GIORNI FERIALI: dal lunedì a sabato vista la presenza delle scuole, si prevedono 12 corse giornaliere (6 Sacile-Maniago e altrettante di ritorno Maniago-Sacile), utilizzando come materiale rotabile 2 Minuetto diesel (capacità 120 posti a sedere ciascuno), con incrocio ad Aviano per alcune corse visto che la linea è a binario unico.
I tempi di percorrenza previsti sono i medesimi di quelli ante 2012 visto che la linea verrà ripristinata a tecnologia esistente con DCO a Pinzano in attesa degli interventi infrastrutturali di ammodernamento che permetteranno a Rfi di gestire la linea in telecontrollo da Mestre. La tratta Maniago-Sacile verrebbe pertanto percorsa in 32 minuti circa, un tempo che in ogni caso garantirà soprattutto agli studenti di dimezzare le attuali percorrenze dei bus ed ampiamente competitivo rispetto all'auto.
Maniago-Sacile: la prima corsa da Maniago potrebbe esser prevista alle ore 6.16 con arrivo a Sacile alle ore 6.48; le altre corse mattutine sono previste alle ore 7.16 (con arrivo a San Liberale per gli studenti alle ore 7.43 e a Sacile alle 7.48), e alle 8.16 (Sacile a. 8.48). Al pomeriggio invece sono ipotizzate le corse delle ore 13.46 (Sacile a. 14.18), delle ore 16.46 (Sacile a. 17.18) e alle ore 19.46 (Sacile a. 19.48).
Sacile-Maniago: dalla città liventina sono state ipotizzate due corse mattutine con partenza alle ore 6.09 (con arrivo a Maniago alle ore 6.45) e alle ore 7.09 (Maniago a. 7.45), quest’ultima studiata per gli studenti dell’Istituto Torricelli; due invece le corse al pomeriggio, sempre a servizio dei poli scolastici, rispettivamente alle ore 13.41 (Maniago a. 14.17) e alle ore 16.41 (Maniago a. 17.17) e due alla sera, a servizio dei pendolari che rientrano dal lavoro rispettivamente alle ore 18.09 (Maniago a. 18.45) e alle ore 20.09 (Maniago a. 20.45).
COINCIDENZE DA E PER VENEZIA E DA E PER PN/UD: il criterio utilizzato per la proposta d’orario è stato quello di garantire un orario cadenzato e permettere coincidenze a Sacile rispettivamente da e per Treviso/Venezia e da e per Pordenone/Udine; tutte le corse ipotizzate prevedono comode coincidenze a Sacile con treni regionali veloci.
Fondamentale inoltre sarà coordinare gli orari del nuovo servizio fs con quelli del trasporto pubblico dei bus Atap, ottimizzando e garantendo l’intermodalità treno-bus.  
GIORNI FESTIVI: per la domenica si è ipotizzato ad un servizio spola con un solo Minuetto attrezzato per il trasporto di biciclette con partenze da Sacile alle ore 9.11 (Maniago arrivo alle 9.44), ore 11.11 (Maniago a. 11.44), ore 17.11 (Maniago a. 17.44) e alle ore 20.11 (Maniago a. 20.44), mentre da Maniago alle ore 8.16 (Sacile a. 8.48), ore 10.16 (Sacile a. 10.48), ore 16.16 (Sacile a. 16.48) e alle ore 19.16 (Sacile a. 19.48). Anche in questo caso tutte le corse sono comodamente servite a Sacile con coincidenze da e per Venezia e da e per Pordenone e Udine.
IPOTESI APERTURA INTERA LINEA: è stata inoltre proposta anche un’ipotesi di orario fs con corse (solo festivi) che percorrono l’intera linea da Sacile a Gemona e viceversa, con coincidenze nella città Pedemontana con il treno Mi.Co.Tra. proveniente da Villach e con gli altri treni diretti a Tarvisio. La proposta è volta soprattutto a sostenere il servizio treno+bici e valorizzare la Ciclovia FVG3 Budoja-Gemona, cercando di intercettare altresì a Gemona i tanti cicloturisti che scendono dall’Alpe Adria.
TAVOLO DI LAVORO: l'orario proposto è uno schema minimo possibile per consentire l'utilizzo della linea ad un'utenza variegata (studenti, pendolari, cicloturisti viaggiatori per diporto in generale) ma è suscettibile di ampio miglioramento a seconda delle risorse che saranno destinate al rilancio e alla gestione della linea. A tal fine la proposta d’orario verrà ora inviata alla Direzione Regionale Trenitalia e alla Regione FVG, alle Scuole e ai Comuni, ai quali verrà richiesto di confrontarsi su un Tavolo di Lavoro dedicato alla Gemona-Sacile al fine di rendere le decisioni il più partecipate possibili, evitando così che vengano calate dall’alto scelte d’orario che non rispecchino le necessità di mobilità del territorio.
Va da se' che non è possibile rilanciare la tratta con un orario scomodo e molto limitato quale er quello in vigore prima dell'interruzione.
COLLEGAMENTI BUS MANIAGO-PINZANO-GEMONA: con la riapertura del traffico passeggeri della tratta Sacile-Maniago, verrà meno il servizio sostitutivo bus, oggi gestito dalla società Losurdo per conto di Trenitalia. Resta però ferma la necessità di coprire il tratto della linea che non verrà servita dal treno; pertanto chiederemo a Trenitalia e alla Regione FVG di studiare corse bus che possano garantire il collegamento Maniago-Pinzano-Gemona, coprendo soprattutto le fasce d’orario utilizzate dagli studenti che si recano a Maniago o a Gemona.

giovedì 20 luglio 2017

Comitato Pendolari Alto Friuli e Ferrovia Willy unite per supportare Fondazione FS. L'ex bigleitteria di Gemona diventerà il primo InfoPoint turistico del FVG

Il Sindaco di Gemona, Paolo Urbani, ha anticipato che RFI estenderà in favore del Comune il comodato anche ai locali dell’ex biglietteria fs, dove verrà creato entro la primavera 2018 un InfoPoint turistico per supportare l’attività di Fondazione Fs legata al treno turistico della Gemona-Sacile, servizio che verrà attivato proprio nella prossima primavera.
A tal fine la nostra Associazione e Ferrovia Willy, hanno richiesto al Comune di Gemona il comodato di parte dei locali della ex biglietteria per trasferirvi le proprie sedi.
Il nostro Presidente, Giorgio Picco (Comitato Pendolari Alto Friuli) e Luca Morettin (Ferrovia Willy) confermano l’intesa con il Comune, che sta definendo con RFI i termini del comodato. Si tratta di un primo ed importante passo, concordato anche con il Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa, finalizzato a gettare le basi per supportare l’attività della Fondazione nell’ambito del progetto nazionale “Binari senza tempo”.
Come auspicato dall’ing. Cantamessa, le due associazioni uniranno le proprie forze per creare un unico soggetto che possa relazionarsi e convenzionarsi con Fondazione FS e garantendo non solo supporto logistico, ma fungendo anche da raccordo con il Territorio.
Vogliamo replicare ciò che è stato già realizzato in altre realtà italiane, come ad esempio in Abruzzo lungo la ferrovia Sulmona-Carpinone più nota come Transiberiana d’Italia o in Sicilia lungo la ferrovia della Valle dei Templi, dove la Fondazione FS è supportata dalle Associazioni locali che oltre a fornire la logistica fanno rete con le altre realtà del Territorio”.
L’intento delle Associazioni ora è quello di realizzare un sito web ed individuare un logo comune: “in quest’ottica coinvolgeremo – grazie anche alla collaborazione di Italia Nostra e della stessa Fondazione FS - le scuole superiori della Provincia di Udine e Pordenone, lanciando un concorso di idee, finalizzato all’individuazione di un brand unico che possa rappresentare ed identificare la ferrovia Pedemontana ed al tempo stesso coinvolgere e sensibilizzare gli studenti all’utilizzo del treno”.
Gemona diventerà uno dei punti più importanti della nuova Pedemontana, capolinea della linea, ma soprattutto base operativa per le attività legate al treno storico, che negli ultimi due anni ha avuto a livello nazionale uno sviluppo ed un incremento esponenziale, con oltre 60.000 turisti che hanno viaggiato lungo i binari delle sette linee di “Binari senza tempo”, favorendo la creazione di un indotto economico grazie anche alla presenza di ciclovie e di itinerari storico-naturalistici.
Gemona è il primo Paese ad aver avviato sul campo progetti a supporto della ferrovia turistica, investendo e potenziando le proprie strutture. Picco e Morettin evidenziano come questo sia un punto di partenza, anche se non nascondono la loro preoccupazione che la mancanza di una visione d’insieme da parte degli altri Comuni e soprattutto della Regione, possa in qualche maniera minare la bontà del progetto. “Diversamente senza una progettazione responsabile si rischia di perdere questa grande opportunità di sviluppo turistico e la possibilità di far nascere un indotto economico legato al turismo slow che negli ultimi anni ha visto aumentare in modo esponenziale presenze e fatturati, soprattutto legati al binomio treno + bici."    

martedì 18 luglio 2017

Il futuro del servizio tursitico della Gemona-Sacile: Associazioni e Fondazione FS protagoniste. Un libro per celebrare la riapertura della Pedemontana

Ieri presso il Museo ferroviario di Campo Marzio di Trieste i rappresentanti dei Comitati dei Pendolari e delle Associazioni ferroviarie che sostengono la riapertura della linea Gemoma-Sacile in ambito turistico hanno incontrato il Direttore della Fondazione FS, Luigi Cantamessa.
L’incontro è stato molto positivo e ha permesso di fare il quadro della situazione.
L’ing. Cantamessa ha confermato l’impegno del Gruppo FS per la riattivazione della ferrovia, i cui lavori sono in corso e permetteranno a dicembre la riapertura del tratto Sacile-Maniago per il servizio passeggeri, mentre dalla primavera 2018 verrà avviato il servizio turistico lungo l’intera linea a cura della Fondazione FS.
Proprio su questo Cantamessa si è soffermato con i rappresentati delle Associazioni, coordinate da Andrea Palese: la Gemona-Sacile diventerà l’ottava linea del progetto nazionale “Binari senza tempo”, il progetto della Fondazione FS che ha dato una seconda giovinezza ai cosiddetti “rami secchi”, con quasi 500 km di linee riaperte per scopi turistici da Nord a Sud del Paese.
Un’altra buona notizia è che ormai è prossima l’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge sulle ferrovie turistiche (DDL Iacono), probabilmente entro la fine dell’estate, nel cui elenco è inclusa anche la nostra Ferrovia Pedemontana.
Il Direttore ha evidenziato lo stretto legame tra Fondazione FS e FVG: nel marzo 2016 ad Agrigento il primo incontro con Andrea Palese lungo i binari della ferrovia dei Templi, quando lo stesso Cantamessa ha manifestato la volontà di “conquistare anche il nord-est, unendo lo stivale con il progetto turistico di Binarti senza tempo”. Nell’ottobre 2016 a Gemona, nel corso dell’inaugurazione della Mostra dedicata alla ferrovia Pedemontana organizzata dal Comitato Pendolari Alto Friuli, l’ing. Cantamessa aveva annunciato la riattivazione della linea a partire dal 2018.
Un legame divenuto ancora più forte con l’odierna firma del Protocollo d’Intesa che permetterà al Museo Ferroviario di Trieste di diventare il secondo polo museale d’Italia dopo Pietrarsa, con un investimento di ben 3 milioni di euro sostenuto dalla Fondazione FS che garantirà la ristrutturazione funzionale dell’immobile.
UN'UNICA ASSOCIAZIONE IN FRIULI: per rafforzare l’unità d’intenti, l’ing. Cantamessa, ha auspicato che sia un unico soggetto a relazionarsi con la Fondazione FS, così come accade nelle altre realtà dove opera. Un’unica associazione che presterà supporto logistico a Fondazione FS e che farà da filtro sul territorio.
Palese ha confermato la volontà di riunire le associazioni ferroviarie friulane in un unico soggetto che si convenzionerà con la Fondazione FS: “l’unione fa la forza, è inutile dividersi in mille campanili, avvieremo un percorso che ci porterà ad una Convention tra le associazioni per decidere nome e logo del nuovo soggetto. Siamo grati all’ing. Cantamessa che si è reso disponibile a supportarci, condividendo la nostra proposta di lanciare un concorso d’idee per la creazione di un logo unico che rappresenterà la nuova associazione e diventerà il brand ferroviario del FVG. Ci stiamo già lavorando, dopo Ferragosto renderemo pubblico il progetto al quale parteciperanno anche le scuole e i partner nazionali Italia Nostra, Fiab e l’Alleanza per la Mobilità Sostenibile con i quali ci sono ottimi rapporti”.
STAZIONI IN COMODATO: Cantamessa sensibilizzato da Palese ha sottolineato la necessità di recuperare per fini turistici le stazioni della Pedemontana, alcune delle quali potrebbero passare in comodato ai Comuni, già beneficiari di finanziamenti regionali (Gemona, Pinzano e Cavasso Nuovo). A tal fine per la riuscita del progetto è stata evidenziata la necessità di destinare gli spazi fs non solo ad attività no-profit, ma anche commerciali legate alla ferrovia turistica; attività oggi escluse dal comodato di RFI. L’idea di Cantamessa è quella di derogare alla normativa grazie al protocollo d’intesa firmato tra RFI e Regione FVG e permettere la stipula di “comodati etici” che permettano lo svolgimento di piccole attività economiche, valorizzando in particolare la vendita di prodotti locali.
PARCO TRENI STORICI: Cantamessa ha confermato che per le future attività turistiche lungo la Gemona-Sacile, la Fondazione FS prevede la realizzazione di un nuovo “hub” per il ricovero di rotabili storici a Casarsa della Delizia, dove saranno restaurati il vecchio Deposito Locomotive e la piattaforma girevole. Si prevede di utilizzare lungo la linea una romantica vaporiera Gruppo 740 e una locomotiva diesel D 345 in livrea originale, oltre che le splendide carrozze Centoporte.
Per il viaggio inaugurale Cantamessa ha accolto la richiesta degli appassionati e sarà effettuato con una ALn 772, la vecchia littorina che fino ai primi anni ’80 ha servito la linea e fatto viaggiare migliaia di persone in Pedemontana.
LIBRO: Palese e Cantamessa hanno ufficializzato poi la pubblicazione di un libro dedicato alla ferrovia Pedemontana. Si tratta di una pubblicazione che spazierà dalla storia, curata dal dott. Romano Vecchiet, alla cronaca di una battaglia vinta, dalla chiusura della linea nel 2012 sino alla sua riapertura, parte che sarà curata dalla giornalista del Messaggero Veneto, Giulia Sacchi, ad un’ampia sezione fotografica con materiale inedito che verrà fornito dalla Collezione Fondazione FS.

sabato 15 luglio 2017

Cividale e Palmanova patrimonio dell'Umanità

Pubblichiamo una bella riflessione dell’amico, Marco Chiandoni, storico rappresentante dei Pendolari friulani, oggi corrispondente della prestigiosa rivista International Railway Journal. Nonostante il servizio fs regionale sia attualmente ai vertici nazionali in termini di puntualità, secondo Chiandoni c'è molto ancora da fare per promuovere l'offerta sul nostro territorio. Si tratta di una proposta “utopica” come definita dallo stesso Chiandoni che presuppone un nuovo approccio culturale.

La notizia di Palmanova promossa a patrimonio dell'Umanità non può che renderci felici e orgogiosi per questi patrimoni culturali sul nostro territorio.
Una delle prime misure da adottare, a mio parere, è assicurare un trasporto ferroviario all'altezza di questi due gioielli e vengo alle proposte, utopiche, per la nostra regione, ma spero almeno di avviare una discussione.
Partiamo dalla linea Cividale-Udine: essa va elettrificata e garantire un servizio ferroviario senza la cosiddetta rottura di carico a Udine: vale la pena ricordare gli imponenti piani di recupero in Alto Adige, dove due linee abbandonate sono state elettrificate e ora gestiscono milioni di passeggeri per anno.
Palmanova-Udine: la stazione di Palmanova è poco distante dalla piazza, ma praticamente situata in prossimità della cinta muraria: oltretutto la domenica la tratta non offre alcun servizio passeggeri. Ma guardiamo più in là: a Ronchi Legionari procedono spediti i lavori di costruzione della stazione Ronchi aeroporto e a Trieste fermano spesso crocieristi che trascorrono un paio di giornate nella splendida città capoluogo.
La situazione ferroviaria in regione attualmente è ai vertici nazionali in termini di puntualità, ma c'è molto da fare per promuovere l'offerta sul nostro territorio.
Collegare Cividale alla rete elettrica permetterebbe ai nuovi treni Civity di raggiungere Udine in poco più di una decina di minuti, Palmanova in altrettanti pochi minuti, garantendo ai turisti la visita a due, dico due centri patrimonio dell'umanità! Passando per il Capoluogo friulano o proseguendo per Trieste. Senza parlare della opportunità della ciclovia Alpe Adria che porta migliaia di cicloturisti in Friuli Venezia Giulia: il collegamento Cividale-Palmanova diverrebbe un potente volano economico.
Per ottimizzare ancor più l'offerta, suggerirei a Trenitalia e FUC di pensare all'opportunità di avviare percorsi di alternanza scuola lavoro con studenti dell'istituto Stringher al fine di promuovere a bordo treno, con il supporto di Turismo FVG, le bellezze di questa meravigliosa regione a tutti i passeggeri.
Non si tratta di spendere montagne di denaro: creare sinergie sul territorio con tutte le realtà geografiche, è vitale per l'economia turistica, che mal sopporta i campanili. Infine, per Trenitalia e Ferrovie Udine Cividale, si potrebbe pensare ad un accordo di collaborazione per gestire i servizi ferroviari sulla linea elettrificata, ma il materiale rotabile FUC diesel ben si presterebbe alla Gemona Sacile, per esempio.
Non si tratta di spendere montagne di denaro: creare sinergie sul territorio con tutte le realtà geografiche, è vitale per l'economia turistica, che mal sopporta i campanili. Grazie per l'attenzione
Marco Chiandoni - regional editor International Railway Journal

mercoledì 12 luglio 2017

Sondaggio ferrovia Sacile-Maniago: il 51% vuole il treno turistico


Grande partecipazione, oltre ogni aspettativa, per il sondaggio lanciato la scorsa settimana sulla ferrovia Sacile-Maniago, i cui primi risultati stanno fornendo preziosi suggerimenti per la stesura della proposta d’orario fs ed un quadro chiaro delle aspettative della gente.
Sono stati oltre 500 le persone che hanno partecipato ed espresso il loro voto grazie alle varie piattaforme dei gruppi facebook "La Ferrovia Pedemontana Sacile-Pinzano al Tagliamento-Gemona del Friuli", “Sei di Maniago se … sai cosa succede intorno a te”, “Sei di Aviano se …”, “Sei di Montereale Valcellina se …”, “Sei di Budoja se …”, “Sei di Sacile se …”, "Sei di Cavasso se ...", "Sei di Fanna se ... sai cosa succede intorno a te" e direttamente sul nostro blog.
Spicca la partecipazione di Aviano e Montereale Valcellina, dove ci sono stati tanti commenti propositivi. Buoni anche i risultati su Maniago, che nonostante l’atteggiamento ondivago dell’Amministrazione Comunale sulla materia, si registra sia una buona partecipazione (150 votanti circa) che un approccio positivo nei confronti del ritorno del treno (o meglio della littorina nel gergo popolare), anche se non sono mancati alcuni commenti negativi che vedono il treno come uno sperpero di denaro e non come un patrimonio da valorizzare.
In generale però l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo, sintomo che la ferrovia è un tema molto sentito in Pedemontana.
I RISULTATI: il 51% dei votanti chiede che il treno venga utilizzato per motivi turistici, il 25% per motivi di studio (a servizio dei poli scolastici Sacile, Maniago, Università) e il 24% per motivi di lavoro.
Il fatto che la maggioranza delle risposte evidenziano l’interesse per l’utilizzo turistico della ferrovia (51%) è un risultato sorprendente che ci gratifica per il lavoro svolto, visto che siamo stati i primi a promuovere il progetto “Binari senza tempo” di Fondazione FS.
Questa è la dimostrazione come la gente ha compreso l’importanza e la portata del progetto che – come è accaduto in altre realtà italiane - potrebbe portare anche da noi importanti ricadute economiche sul Territorio.
Un ottimo viatico per il ritorno del treno ed un chiaro monito alle Istituzioni (Regione e Comuni), soprattutto a quelle che fino od oggi hanno dimostrato scarso interesse, a darsi da fare ed a rimboccarsi le maniche per creare le condizioni minime per l’avvio del progetto del treno turistico; progetto che non può limitarsi unicamente al treno, ma necessità di un indotto e di infrastrutture a sostegno, a partire da percorsi ciclabili.
Ad Aviano il 57% dei votanti crede nel progetto turistico di Fondazione Fs, mentre a Montereale Valcellina si registra la più alta percentuale di domanda di mobilità per motivi scolastici (34%); a Maniago prevale l’opzione del treno storico/turistico (51%) e la volontà di tanti di sistemare l’area stazione che oggi versa in stato di abbandono e degrado.
I risultati del sondaggio hanno dato buoni spunti al nostro gruppo di lavoro che sta studiando la proposta d’orario che verrà a breve presentata ufficialmente a Trenitalia, alla Regione e agli Istituti Scolastici interessati.
Una proposta di mobilità finalizzata a soddisfare le esigenze di mobilità del Territorio, strutturando un'offerta completamente differente rispetto a quella ante 2012, ovvero che tenga conto delle coincidenze a Sacile da e per Venezia e da e per Pordenone e Udine, nonché le esigenze dei poli scolastici di Sacile e Maniago, i cui Istituti dovranno però – nell’ambito della loro autonomia – cercare di rendere il più possibile omogenei gli orari d’entrata e d’uscita.
Non meno importante per il rilancio del servizio passeggeri sarà lanciare un’adeguata campagna informativa per studenti e pendolari: a tal fine chiederemo a Trenitalia ed alla Regione di promuovere nei Paesi della Pedemontana, iniziative ad hoc in grado di informare e sensibilizzare all’utilizzo del treno.