Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori della linea ferroviaria Udine - Tarvisio.
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città

per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità.
L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità

ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.







mercoledì 28 settembre 2016

Gemona-Sacile: sabato 8 ottobre il Direttore della Fondazione FS effettuerà un sopralluogo alla linea

Con molto piacere ed orgoglio comunichiamo che l’Ing. Luigi Francesco Cantamessa (nella foto a lato), Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, ha accolto il nostro invito e quello dell’Amministrazione Comunale di Gemona del Friuli e sarà presente sabato 8 ottobre alle ore 18.00 all’inaugurazione della Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, che si terrà a Gemona del Friuli presso il Museo di Palazzo Elti.
La Mostra è organizzata dal Comitato Pendolari Alto Friuli, con la partnership del Comune di Gemona del Friuli, della Fondazione Ferrovie dello Stato e del Messaggero Veneto. Info mostra CLICCA QUI
La notizia più attesa però è che l’ing. Cantamessa, ha accolto l’invito dei Sindaci di Cavasso Nuovo, Sacile, Polcenigo, Meduno, Pinzano, Forgaria, Osoppo e Gemona del Friuli, a svolgere un sopralluogo lungo la linea, per verificare se vi siano le condizioni per un rilancio della stessa da parte della Fondazione FS.
Si tratterà di un “sopralluogo informale”, che si svolgerà nel corso della giornata dell’8 ottobre prima dell’inaugurazione della Mostra di Gemona; il programma della visita è ancora in fase di definizione.
L’ing. Cantamessa sarà accompagnato da Andrea Palese, Giorgio Picco e dagli altri referenti del nostro Comitato e nel corso della visita incontrerà i Sindaci.
Già a marzo nel corso dell’inaugurazione della Ferrovia dei Templi ad Agrigento, lo storico rappresentante dei Pendolari, nonché consigliere comunale di Gemona, Andrea Palese, aveva incontrato l’ing. Cantamessa (nella foto a lato); un primo incontro nel corso del quale il Direttore di Fondazione FS aveva parlato di un possibile interessamento sulla Sacile-Gemona e l’inserimento della linea o parte della stessa all’interno del progetto nazionale “Binari senza tempo”, che negli ultimi due anni ha permesso il recupero per finalità turistiche di varie linee della rete ferroviaria d’Italia dal 2014 (Ferrovia del Lago da Palazzolo sull’Oglio a Paratico, la Ferrovia della Val d’Orcia da Asciano a Monte Antico, la Ferrovia del Parco da Sulmona a Castel di Sangro, la Ferrovia dei Templi da Agrigento a Porto Empedocle, la Ferrovia della Valsesia da Vignale a Varallo, la Ferrovia della Val Tanaro da Ceva a Ormea), mentre su altre due linee sono in corso lavori per una loro futura riapertura (Ferrovia dell’Irpinia da Avellino a Rocchetta Sant’Antonio e la Linea Alcantara–Randazzo).
Il Direttore di Fondazione Fs, incontrando Palese, aveva chiarito che “l’obiettivo del progetto Binari senza tempo è unire lo Stivale, da Agrigento al Friuli. Conquisteremo anche il Nordest – aveva dichiarato - è il momento giusto per effettuare una rivalutazione economica della ferrovia. Il nostro principale interesse si concentra sul tratto Pinzano-Gemona, il più panoramico, ma non escludiamo un progetto più ampio”. Leggi articolo
"Binari senza tempo" non è solo un progetto dedicato a treni storici, ma soprattutto economico, volto a promuovere un “turismo lento” e rispettoso dell'ambiente.
Un’ipotesi progettuale quella della Fondazione FS in linea con quanto prospettato da noi nei mesi scorsi: la riapertura dell’intera linea non è in discussione, tuttavia è necessario distinguere le condizioni e gli scenari, considerato che se la tratta Sacile-Maniago può essere ripristinata per un servizio tradizionale di trasporto pubblico vista la domanda effettiva e potenziale, la parte alta della linea (Maniago-Gemona) può essere valorizzata per progetti mirati allo sviluppo turistico-culturale.
La Pedemontana deve quindi rivivere in maniera differente: sia sotto il tradizionale servizio di tpl mediante la rimodulazione del servizio lungo la tratta Maniago-Sacile, tenendo conto delle esigenze di mobilità di studenti e pendolari, che in base ad una nuova logica di trasporto, ispirato alla valorizzazione turistica del nostro Territorio lungo la tratta Maniago-Gemona, grazie al progetto “Binari senza Tempo” curato dalla Fondazione FS.
Si tratta di realizzare un vero e proprio “progetto economico territoriale" che permetta di sfruttare al meglio la ferrovia, prestando attenzione al patrimonio dei manufatti ferroviari esistenti, valorizzandoli e trasformandoli in prospettiva turistica in veri e propri punti di interesse, con percorsi culturali e naturalistici ad hoc, oltre ad ottimizzare le potenzialità inespresse della ciclabile FVG3.
Senza dubbio la visita dell’ing. Cantamessa rappresenta il primo vero e proprio segnale positivo dopo quattro anni di assoluto oblio; finalmente dopo tante chiacchiere, protocolli d’intesa e studi di fattibilità (neanche presentati alla cittadinanza!), qualcosa si muove e il più autorevole Ente ferroviario italiano potrebbe affacciarsi ed interessarsi alla nostra amata Ferrovia.
Un motivo in più per dimostrare l’attaccamento della gente e del Territorio a questa ferrovia e pertanto vi attendiamo numerosi all’inaugurazione della Mostra a Gemona.

domenica 25 settembre 2016

Gemona-Sacile:alcuni Sindaci scrivono alla Fondazione FS chiedendo un sopralluogo. Bravi era ora !

Articolo di Giulia Sacchi pubblicato dal Messaggero Veneto in data 23 settembre
La Fondazione Ferrovie dello Stato ha manifestato un primo interesse per il rilancio della Sacile-Gemona e alcuni sindaci dei Comuni che sorgono lungo la linea, cogliendo la palla al balzo, hanno scritto al direttore dell'ente Luigi Francesco Cantamessa per chiedere un sopralluogo sulla tratta tra due settimane.
La scelta della data non è casuale: l'8 ottobre a Gemona, sarà inaugurata la mostra dedicata alla storica ferrovia chiusa da luglio 2012. L'esposizione è organizzata dal Comitato Pendolari Alto Friuli, che ha coinvolto associazioni ed enti del mondo ferroviario regionale, e patrocinata tra gli altri da Regione, Fondazione FS e Messaggero Veneto.
Ma non tutti gli amministratori hanno firmato la missiva e non sono mancate le perplessità dei primi cittadini sottoscrittori. A siglarla i sindaci di Cavasso, Meduno, Polcenigo, Sacile, Pinzano, Forgaria, Gemona e Osoppo.
Grandi assenti Andrea Carli (Maniago) e Igor Alzetta (Montereale). Sinora i sindaci si sono mossi in maniera compatta per la riapertura della Sacile-Gemona, con tanto di documenti. Ora, però, c'è che chi sembra essersi fermato, se non altro davanti a questa possibilità di giocare la carta della Fondazione, e le ragioni non sono chiare. O se non altro non state rese note da chi ha deciso di non firmare. «Sono perplesso davanti alla posizione assunta da alcuni amministratori - commenta il sindaco di Cavasso Emanuele Zanon, che ha inviato la missiva a Fondazione -. Ho inoltrato la lettera ai sindaci, ma non tutti l'hanno firmata. Chi non ha aderito non ha nemmeno motivato la scelta. Noto che ad alcune iniziative c'è adesione da parte di tutti e ad altre no. Chissà perché». Il riferimento - ironico - è chiaro: quando la Regione chiede di sottoscrivere protocolli, non ci sono defezioni. Quando a muoversi sono i singoli Comuni, magari non "politicamente amici", i giochi cambiano. Eppure la vertenza Sacile-Gemona non dovrebbe avere colori politici.
Al di là delle perplessità, i sindaci hanno chiesto a Cantamessa «una visita in Pedemontana, per visionare il patrimonio ferroviario e verificare se sussistono le condizioni per una collaborazione futura. Il nostro sogno è quello di rivedere i treni viaggiare lungo la linea, come in Irpinia e Piemonte, col progetto della Fondazione "Binari senza tempo" - hanno scritto -. Puntiamo a un servizio turistico con le littorine, impiegate anche come portabiciclette per garantire supporto alla ciclovia Fvg3, il cui tracciato corre parallelo alla linea. Da quattro anni si discute del futuro della ferrovia: noi amministratori siamo convinti che dal recupero della tratta si possano sviluppare opportunità per le comunità».

venerdì 23 settembre 2016

Treni speciali e tariffe ridotte per “Gusti di Frontiera”

E’ stata inaugurata ieri sera «Gusti di Frontiera», una fra le più importanti manifestazioni enogastronomiche del Triveneto.
Anche quest’anno Gorizia proporrà leccornie provenienti da tutto il mondo, molte le novità.
Da giovedì 22 a domenica 25 settembre Gorizia ospiterà numerosi personaggi di primo piano del mondo enogastronomico e culturale. Testimonial dell’evento sarà lo chef Alessandro Borghese, volto noto del piccolo schermo e giudice di Junior Masterchef.
Confermata la struttura della manifestazione, tematizzata per area geografica. In piazza Vittoria ci sarà il Borgo Nord Europa, che accoglierà gli stand provenienti dall’area britannica (fish and chips, muffins e stufato alla Guinness) e quelli dell’area scandinava. Via Colobini e via Rabatta saranno propaggini del Borgo Slovenia, che si estenderà anche in piazza Cavour e nell’area limitrofa. Confermatissimi due poli “storici” della kermesse: ai Giardini pubblici tornerà il Borgo Francia, mentre piazza Battisti sarà la patria di wurstel, wienerschnitzel e birra, con il Borgo Austria.
In via Roma ci saranno gli stand balcanici, mentre il Borgo Friuli sarà concentrato quest’anno tutto in piazza Municipio. Saranno complessivamente 372 gli stand allestiti in città, tra questi, per il primo anno, sarà presente anche la Direzione FVG Trenitalia, la quale ha organizzato un imponete piano di servizi aggiuntivi per raggiungere più facilmente la città.
Saranno infatti 116 i treni che nei quattro giorni della kermesse raggiungeranno Gorizia, 41 dei quali straordinari, appositamente allestiti per Gusti di Frontiera.
Nel complesso venerdì saranno 31, tra ordinari e straordinari, i treni che convergeranno su Gorizia, per un totale di 13.057 posti disponibili; 20.256 passeggeri potranno essere trasportati sui 44 convogli di sabato, mentre le 41 corse di domenica garantiranno un posto a 18.566 visitatori.
Per l’occasione è stata pensata anche una tariffa speciale: biglietto ridotto riservato agli under 26, con uno sconto del 20% sul prezzo e il biglietto gratuito per gli under 12 accompagnati da due adulti. Le promozioni sono valide per i viaggi in ambito regionale con arrivo o partenza da Gorizia nelle giornate del 23, 24 e 25 settembre.
Chi raggiungerà Gorizia in treno potrà poi raggiungere la festa mediante i bus navetta gratuiti.
Buona festa e ovviamente utilizzate il treno !  

martedì 20 settembre 2016

Il Comitato organizza una Mostra fotografica e documentaria in onore della Ferrovia Pedemontana

Sabato 8 ottobre alle ore 18:00 verrà inaugurata la Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, che si terrà a Gemona del Friuli (UD) presso il Museo di Palazzo Elti.
La Mostra resterà aperta dall’8 al 30 ottobre e ripercorrerà la storia gloriosa della ferrovia Gemona-Sacile, dalla sua costruzione sino ad oggi, con fotografie, modelli e documenti ferroviari, alcuni dei quali inediti.
L’evento è organizzato dal Comitato Pendolari Alto Friuli, con la partnership dell’Amministrazione Comunale di Gemona del Friuli, della Fondazione Ferrovie dello Stato e del Messaggero Veneto.
La Mostra è patrocinata da numerosi Enti e Istituzioni (Regione FVG, Province di Udine e Pordenone, Turismo FVG, Comunità Montana Friuli Occidentale, Fondazione CRUP, Fiab e numerosi Comuni interessati dalla tratta (Osoppo, Forgaria, Pinzano, Vito d’Asio, Castelnovo, Travesio, Meduno, Cavasso Nuovo, Fanna, Aviano, Polcenigo, Budoia e Sacile).
L’iniziativa nasce dalla volontà degli appassionati del mondo ferroviario del Friuli Venezia Giulia di ricordare, nel 40° anniversario del terremoto che colpì il Friuli, l’importanza e la funzione strategica che rivestì la Ferrovia Pedemontana in quei tragici momenti, consentendo l’arrivo dei primi soccorsi alle zone terremotate; numerosi sono i documenti e le loro collezioni fornite rispettivamente dal Circolo Fotografico Friulano, Dopolavoro Ferroviario – Sat di Udine, Ferrovia Willy, dal Gruppo 835 Vapore Vivo, Italia Nostra, I Treni di Romano, Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, Vecchi Binari FVG e Viaggi Lenti.
La linea Gemona-Sacile venne inaugurata il 28 ottobre 1930; con i suoi 74 km e le 18 stazioni si snoda lungo una delle zone più belle e suggestive della nostra Regione, attraversando ben 19 Comuni tra le Provincie di Udine e Pordenone.
Come noto, dal 6 luglio 2012 il servizio ferroviario è sospeso a causa di una frana che si è verificata nei pressi della stazione di Meduno: da 4 anni ci si batte per la sua riapertura e valorizzazione.
Il Comitato Pendolari Alto Friuli fin da subito si è mobilitato per sollecitare le Istituzioni deputate alla riapertura e rilancio della ferrata: basti pensare alla Staffetta “Treni-Taglia” che ha percorso tutta la linea da Gemona a Sacile nel novembre 2012, coinvolgendo numerosi enti e associazioni della Società Civile.
In questi ultimi anni si è discusso sul futuro della Pedemontana, pensando al suo rilancio e a nuove prospettive di sviluppo economico per le nostre Comunità, non solo legate all’utilizzo del treno come mezzo di trasporto tradizionale, ma anche come veicolo del “viaggio lento”, volto a promuovere sul Territorio il turismo mediante l’utilizzo di convogli storici.
L’obiettivo è quello di rivedere presto viaggiare il treno lungo i binari della Gemona-Sacile, con un nuovo servizio in grado di soddisfare sia la domanda di mobilità locale, che la funzione turistica a supporto della Ciclovia Fvg3.
La Mostra si pone come occasione per una riflessione sul futuro della Pedemontana, che rappresenta indiscutibilmente uno dei pilastri irrinunciabili delle nostre Comunità: in quest’ottica, nel giorno di inaugurazione sono previsti interventi di autorevoli relatori, tra cui quello del Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa, dello storico ferroviario, dott. Romano Vecchiet e di vari rappresentanti istituzionali.
Particolarmente interessante sarà la presenza della Fondazione Ferrovie dello Stato, con il suo direttore, l’ing. Luigi Cantamessa, ritenuto dagli appassionati e non un vero "salvatore delle ferrovie", protagonista indiscusso nella salvaguardia del patrimonio ferroviario italiano.
Grazie al progetto “Binari senza tempo”, infatti, Fondazione FS sta garantendo il recupero per finalità turistiche di varie linee della rete ferroviaria d’Italia: dal 2014 sono ben sei le linee riaperte (Ferrovia del Lago da Palazzolo sull’Oglio a Paratico, la Ferrovia della Val d’Orcia da Asciano a Monte Antico, la Ferrovia del Parco da Sulmona a Castel di Sangro, la Ferrovia dei Templi da Agrigento a Porto Empedocle, la Ferrovia della Valsesia da Vignale a Varallo, la Ferrovia della Val Tanaro da Ceva a Ormea), su altre due linee sono in corso lavori per una loro futura riapertura, rispettivamente la Ferrovia dell’Irpinia (Avellino-Rocchetta Sant’Antonio) e la Linea Alcantara–Randazzo.
Un progetto importante quello della Fondazione FS, che potrebbe abbracciare anche la Gemona-Sacile, o almeno un tratto della stessa (Maniago-Gemona).
La riapertura dell’intera linea non è in discussione, tuttavia è necessario distinguere le condizioni e gli scenari, considerato che se la tratta Sacile-Maniago gode senza dubbio di una domanda effettiva e potenziale in grado di giustificare un servizio di trasporto pubblico locale, la parte alta della linea (Maniago-Gemona), risulta invece scarsamente popolata, con le stazioni molto distanti dai Paesi, che però può essere valorizzata per progetti mirati allo sviluppo turistico-culturale.
La Pedemontana deve quindi rivivere in maniera differente: sia sotto il tradizionale servizio di tpl mediante la rimodulazione del servizio lungo la tratta Maniago-Sacile, ottimizzando le corse in base alle coincidenze da e per Venezia e da e per Udine/Pordenone, tenendo conto delle esigenze di mobilità di studenti e pendolari, sia in base ad una nuova logica di trasporto, ispirato alla valorizzazione turistica del nostro Territorio lungo la tratta Maniago-Gemona, grazie al progetto “Binari senza Tempo” curato dalla Fondazione FS.
Si tratta di realizzare un vero e proprio progetto territoriale che permetta di sfruttare al meglio la ferrovia, prestando attenzione al patrimonio dei manufatti ferroviari esistenti, valorizzandoli e trasformandoli in prospettiva turistica in veri e propri punti di interesse, con percorsi culturali e naturalistici ad hoc, oltre ad ottimizzare le potenzialità inespresse della ciclabile FVG3.

venerdì 16 settembre 2016

Ferrovia Gemona-Sacile: un binario morto ?

In questi ultimi anni si è discusso a 360° sul futuro della Pedemontana, pensando al suo rilancio: una discussione spesso caduta sui "massimi sistemi", poco utile però a risolvere il vero problema, discussioni spesso utili a strumentalizzazioni politiche e personalismi.
Le Istituzioni deputate in materia, la Regione FVG in questo caso, fino ad oggi ha giocato di rimessa, procrastinando e rinviando sempre ogni decisione volta a risolvere il problema.
In campagna elettorale si erano fatte le più disparate ipotesi in ordine al rilancio della ferrovia, illudendo le persone, senza purtroppo avere la benché minima idea su come veramente risolvere la questione.
Poi quando si è trattato di essere concreti e ci si è trovati ad approcciare il problema, si è pensato bene di alzare un muro di gomma, inventandosi i più disparati atti e adempimenti, ritenendoli indispensabili.
Così si è perso oltre un anno per la redazione di uno studio di fattibilità, il quale doveva dettare le linee guida, nonché il “piano industriale” per il rilancio futuro della Pedemontana.
Un documento talmente indispensabile a parere dell'Assessore regionale Mariagrazia Santoro che ad oggi non è stato ancora presentato alla cittadinanza …
Per comprendere la sensibilità della Regione alla questione "ferrovia" basta ricordare che lo studio di fattibilità, redatto da Ferrovie Udine-Cividale (FUC) – e costato 40mila € - è stato pagato da due Enti Locali (Comunità Montana del Gemonese e del Friuli Occidentale) e da un Ente privato (Fondazione CRUP), i quali sono stati utilizzati dalla “ricca” Regione, titolare di un bilancio milionario (!), come meri bancomat.
Poi quando "la patata" è diventata ancora più bollente, l’Assessore Santoro, ha imposto ai Sindaci di sottoscrivere un protocollo d’intesa, cercando così di sterilizzare ogni possibile protesta proveniente dal Territorio, scaricando le responsabilità sui Primi Cittadini.
Se la politica regionale è ferma, immobile e incapace a comprendere le opportunità che può fornire la ferrovia, in altre parti d’Italia invece si stanno riaprendo kilometri e kilometri di ferrovie;.grazie al progetto nazionale della Fondazione FS, “Binari senza tempo”, dal 2015 ad oggi sono ben sette le linee recuperate: dalla ferrovia della Valle dei Templi di Agrigento, alla Ferrovia dell’Irpinia, alla Ferrovia della Val Tanaro a quella della Val Sesia, quest’ultime riaperte solo qualche settimana fa.
Il progetto della Fondazione FS rappresenta un'occasione unica da prendere al volo, un'opportunità di sviluppo economico per le nostre Comunità, non solo legate all’utilizzo del treno come mezzo di trasporto tradizionale, ma anche come veicolo del “viaggio lento”, volto a promuovere sul Territorio il turismo mediante l’utilizzo di convogli storici.
La proposta di far inserire la linea Gemona-Sacile nel progetto “Binari senza tempo” è stata lanciata ancora lo scorso febbraio dallo storico rappresentante dei pendolari friulani, nonché consigliere comunale di Gemona, Andrea Palese, il quale ha invitato la Regione FVG e i Sindaci ad approcciarsi con la Fondazione FS.
Una proposta accolta però in maniera fredda "dall’attendista" Assessore regionale Santoro, la quale non sapendo più che pesci pigliare, dopo aver archiviato lo studio di fattibilità, ora si è orientata nel far inserire la Pedemontana nell’elenco delle linee turistiche previsto dalla proposta di legge in fase di discussione in Parlamento.
A tal fine Santoro ha infatti dichiarato che si è in attesa di un sopralluogo da parte della Commissione Parlamentare competente; sopralluogo peraltro che doveva già essere svolto a giugno…
Vedremo se nel corso delle prossime settimane qualcosa si muoverà … la speranza è l’ultima a morire, anche se l’atteggiamento delle Istituzione non permette alcun tipo di ottimismo.
Nel frattempo sulla Pedemontana continuano ad imperversare personalismi e sterili dibattiti promossi da chi nemmeno sa com'è fatto un treno ! 

lunedì 5 settembre 2016

Il Comitato Pendolari Alto Friuli sbarca su facebook

E’ stato creato recentemente il profilo facebook del Comitato Pendolari Alto Friuli, una pagina dedicata interamente all’attività del nostro sodalizio e a tutti gli utenti della linea Tarvisio-Gemona-Udine-Cervignano-Trieste, nonché a quelli della Pedemontana del Friuli (Gemona-Sacile).
Il profilo va ad affiancare lo storico gruppo facebook “Quelli che aspettano … il treno Gemona-Udine” e la pagina ufficiale dei “Comitati Pendolari del Friuli Venezia Giulia”.
Il nuovo profilo social, unitamente al seguitissimo blog, va ad allargare la piattaforma web dedicata agli utenti ferroviari friulani, offrendo la possibilità agli utenti di interagire tra loro.
La pagine fb permetterà di ampliare l’informazione, nonché ci permetterà di raccogliere i vostri suggerimenti e proposte per il miglioramento del servizio ferroviario regionale.
Non vi resta che cliccare e chiederci l’amicizia !

giovedì 1 settembre 2016

Tavolo di Lavoro dei Pendolari: alcune luci e molte ombre all'orizzonte

Si è svolto ieri presso la sede di Udine della Regione, il Tavolo di Lavoro dei Pendolari, convocato a distanza di ben 10 mesi dall'ultima sessione.
Presenti oltre ai rappresentanti dei Comitati Pendolari, il Direttore Regionale di Trenitalia, dott. Simone Gorini, l’Assessore Santoro e alcuni funzionari regionali, tra cui la dott.ssa Magda Uliana, direttrice della Direzione Infrastrutture della Regione FVG.
In apertura di riunione sia la Regione che i Comitati dei Pendolari si sono congratulati con il Direttore di Trenitalia e la sua squadra per l’ottimo lavoro svolto in questi ultimi 18 mesi, che hanno visto il Friuli Venezia Giulia scalare le classifiche nazionali per puntualità e affidabilità del servizio.

ANALISI DEL SERVIZIO: Il Direttore Gorini ha evidenziato tutta una serie di dati e obiettivi raggiunti.
In particolare la puntualità entro i 5 min. parametro contrattuale si attesta nel 2016 al 97,53%, contro il 95,74 del 2015 e il 93,06% del 2014; questo risultato è ampiamente al di sopra dell'obiettivo contrattuale, fissato nel 94,24%.
Interessante è il dato della puntualità entro i 5 min. senza esclusioni, ovvero della puntualità effettiva percepita dal viaggiatore: il 2016 rileva un 96,27%, contro il 94,55% del 2015 e il mediocre 89,78% del 2013.
Un miglioramento continuo, conseguito grazie all’entrata in esercizio dei nuovi elettrotreni ETR563 (giugno 2015) ma soprattutto da una nuova organizzazione di lavoro di Trenitalia (febbraio 2015).

Puntualità contrattuale entro 5 min.
 
2013
2014
2015
2016
Risultato
93,42%
93,06%
95,74%
97,53%
Obiettivo
93,22%
93,46%
93,52%
94,24%


Il dott. Gorini ha evidenziato che questo miglioramento si evince anche dai risultati della custumer satisfaction, la quale “pesa” il gradimento da parte dei viaggiatori: oltre il 90% dei clienti hanno dichiarato di essere soddisfatti del viaggio nel suo complesso, per puntualità, pulizia, comfort e informazioni a bordo.
E’ indubbio il miglioramento, anche se la stessa Trenitalia, pungolata dai Comitati ha dichiarato che punta a migliorarsi ancora, soprattutto in ordine alle informazioni e per il comfort treno.

NUOVA OFFERTA TRENO+BICI 2017: le novità riguardano alcuni nuovi collegamenti (sabato e domenica) dedicati ai cicloturisti della Ciclovia Alpe Adria.
Le modifiche entreranno in vigore dal 26 marzo al 28 ottobre 2017: modifiche non più soggette al cambio orario estivo di giugno, bensì all’avvento dell'ora legale, per venire così incontro a questa tipologia di utenza.
Sulla linea 15 (Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste) Trenitalia ha accolto le richieste dei Comitati e prolungherà nei giorni festivi i collegamenti ferroviari verso Palmanova, Cervignano e Trieste e viceversa, garantendo così la copertura dell’intera tratta bassa della Ciclovia Alpe Adria.
I nuovi treni saranno rispettivamente:
- Trieste-Tarvisio p. 7.52 e Tarvisio-Trieste p. 17.53 al sabato
- Tarvisio-Trieste p. 13.53 al sabato
- Udine-Tarvisio p. 10.01 e Tarvisio-Trieste p. 19.11 alla domenica
La Ciclovia Alpe Adria sarà poi più facilmente raggiungibile anche da Sacile e Pordenone, visto che Trenitalia, venendo incontro alle richieste dei cicloamatori e in particolare alla Fiab, ha previsto nei festivi un nuovo treno Sacile-Udine p. 8.07, il quale troverà una comoda coincidenza a Udine in direzione Tarvisio.
Un’altra novità riguarderà le livree dei treni, le quali saranno caratterizzate da un nuovo logo dedicato al servizio treno+bici, in grado al tempo stesso sia di individuare facilmente la carrozza portabici, che di promuovere sotto il profilo turistico la Ciclabile Alpe Adria.
Tutte novità gradite ai Comitati, che le richiedevano da tempo (!): purtroppo però queste offerte arrivano fuori tempo massimo per il 2016, visto che la stagione ormai volge al termine.
Seppur non confermato, pare più di un’ipotesi anche il prolungamento del servizio Mi.Co.Tra nelle giornate di sabato e domenica, su Trieste.

OMOLOGAZIONE ETR 564 E PENALI CONTRATTUALI CAF: è di qualche giorno fa la notizia che l’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria) ha autorizzato l’avvio delle prove in linea per l’omologazione dei quattro nuovi ETR 564 politensione, i quali potranno viaggiare anche lungo la rete austriaca e slovena.
L’iter di omologazione non sarà però veloce, in quanto l’entrata in esercizio dei treni è prevista non prima della primavera 2017.
Al riguardo i Comitati dei Pendolari hanno chiesto alla Regione un aggiornamento circa l’utilizzo delle PENALI contrattuali inflitte a CAF per la ritardata consegna dei treni ETR 563: trattasi di 4,5 milioni di Euro, per i quali ancora a gennaio Regione e Comitati Pendolari avevano ipotizzato un riutilizzo delle somme per la fornitura da parte della CAF di una cassa-pianale porta bici supplementare per i nuovi ETR 564, ovvero per dotare tutti i treni del servizio Wi-FI.
Purtroppo la burocrazia ha vinto ancora (!), in quanto nessuno di questi interventi potrà essere realizzato, non avendo CAF accettato la proposta della Regione.
Le penali verranno pertanto utilizzate per l’acquisto di materiali di scorta tecnica (ricambi), che a parere dei funzionari della Regione erano già stato previsti con un ulteriore intervento. Questo determinerà quindi la liberazione di quelle risorse già impegnate a bilancio;  risorse quindi che potranno essere disponibili per ulteriori interventi in materia ferroviaria da decidere in futuro. Quali non si sa ... 
E’ avvilente che a distanza di mesi non si riescano a utilizzare per scopi pratici e strategici queste risorse pubbliche, derivanti dalle penali e si debba inchinarsi ancora una volta alla legge dei burocrati, che con la giustificazione delle solite procedure, si sostituiscono alle scelte che dovrebbe fare la politica.
Se CAF è inadempiente non si capisce perché si debba ricercare una transazione per tacitare la questione, acquistando materiale tecnico che chissà se mai verrà utilizzato …
Di certo la questione dell’acquisto dei treni CAF è iniziata male e si sta chiudendo nel peggior dei modi; ieri sera l’imbarazzo dei funzionari regionali era palpabile, visto che – seppur senza fare riferimenti espliciti – pare che l’intera vicenda sia attualmente al vaglio del controllo della Corte dei Conti.
Non poteva che finire così ... anzi ci auguriamo che le eventuali responsabilità vengano accertate  dagli organi competenti.   

GARA O NUOVO CONTRATTO: la proroga tecnica dell’attuale contratto di servizio scadrà il prossimo 31.12.2017 e ad oggi la Regione non ha ancora ufficializzato se intenderà bandire una gara (come fatto per il tpl gomma) o procedere con un affidamento diretto a Trenitalia.
Nel 2014 più volte l’Assessore Santoro aveva annunciato l’intenzione di andare a gara, tuttavia l’idea ora pare tramontata, tenute conto delle condizioni del mercato e forse all’esito della sfortunata esperienza della gara del tpl gomma, ancora non conclusa.
Un dietrofont quello della Regione, trincerato da risposte in politichese: “stiamo valutando quale iter e metodo seguire, sulla base delle indicazioni che ci verranno fornite dall’Autorità dei Trasporti”, queste in sintesi le parole stringate parole dell’Assessore Santoro sul punto.
E’ evidente che il nuovo contratto costituirà la base per il nuovo servizio ferroviario regionale, dettando modalità e programmi d’esercizio.
Per queste ragioni riteniamo in questo momento quasi impossibile procedere ad apportare modifiche all’orario cadenzato.
Da mesi – e anche ieri in modo molto puntuale e deciso – si sono chieste modifiche all’orario, in maniera da trasformarlo in un vero orario strutturato in base alle esigenze degli utenti; modifiche e riduzioni dei tempi di percorrenza che - come detto - allo stato sembrano difficili da ottenere, anche se il Direttore di Trenitalia ha proposto la creazione di un Tavolo Tecnico per analizzare nel dettagli la fattibilità delle singole richieste di modifica.
Alla luce di un tanto, in mancanza di una determinazione da parte della Regione circa il futuro del trasporto ferroviario del FVG non si può altro che continuare a sensibilizzare il Gestore a migliorare l’attuale offerta prevista dal vigente contratto di servizio.
E’ grave che ad oggi la Regione non sappia ancora quale strada intraprendere visto che l’affidamento del servizio regionale ferroviario costituirà uno degli impegni di spesa più rilevanti, oltre 500 milioni in 10 anni !

TARIFFE 2017: il nostro Comitato ha chiesto all’Assessore Santoro di confermare anche per il 2017 il blocco delle tariffe ferroviarie.
Per la prima volta dal 2009 infatti quest’anno la Regione aveva deciso di congelare gli adeguamenti tariffari: un provvedimento richiesto da tempo dagli Utenti che è stato accolto con particolare favore. Ora la palla passa alla Regione, vedremo a dicembre, se questa importante richiesta in ordine alla politica tariffaria verrà accolta.

PROGETTO RESTYLING PICCOLE STAZIONI: la Regione ha confermato che è stato rifinanziato il capitolo di spesa in ordine agli interventi di riqualificazione delle piccole stazioni. Saranno disponibili risorse per due ulteriori interventi, dopo quelli già finanziati lo scorso anno. Le domande dovranno essere presentate entro il termine del 12.10.2016. Un progetto previsto dalla legge n. 6 del 26.07.2013 e finanziato solo a novembre del 2015: tre Comuni, Gemona del Friuli, Tarvisio e San Vito al Tagliamento si sono visti già assegnatari delle somme (80mila per ciascun intervento) per procedere agli interventi di restyling; progetti tutti in fase di realizzazione.

GEMONA-SACILE: nulla di nuovo, l’Assessore ha ribadito quanto già noto e appreso dalla stampa. In sostanza siamo fermi al palo, aspettando Godot !

domenica 28 agosto 2016

Tavolo di Lavoro dei Pendolari: la Regione lo riconvoca dopo 10 mesi !

E’ stato convocato per mercoledì 31 agosto 2016, alle ore 18.00, presso la sede della Regione in Via Sabbadini a Udine, il Tavolo di confronto tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Trenitalia e Comitati dei Pendolari.
L’ordine del giorno prevede la trattazione dei seguenti punti:
1) valutazione dell’andamento del servizio;
2) aggiornamento sulle attività in atto relative ai servizi TPL ferroviario nella nostra Regione;
3) varie ed eventuali.
La novità è che finalmente dopo 10 mesi viene riconvocato il Tavolo di Lavoro, l’ultimo incontro con Regione FVG e Trenitalia risale infatti al 14 ottobre 2015.
Nonostante i buoni risultati conseguiti da Trenitalia, con performance per puntualità e affidabilità che hanno portato il servizio regionale ai vertici delle classifiche nazionali, riteniamo che il Tavolo di Lavoro affinchè si voglia veramente promuovere una fattiva collaborazione tra Pendoalri, Gestore e Regione FVG, debba trovare una stabile “collocazione” e non una convocazione a spot.
Tanti sono infatti i temi sul piatto: dal futuro contrattuale del servizio regionale ferroviario, ad oggi non sappiamo se la Regione intenderà – come più volte anticipato dall’Assessore Santoro – andare a gara, ovvero procedere ad un affidamento diretto del servizio (così come stanno facendo la gran parte delle altre regioni), all’omologazione dei quattro nuovi ETR 564 Civity, treni politensione in grado di viaggiare sia in Italia che sulle reti austriche e slovene.
Non da ultimo resta da capire se ci saranno spazi per un miglioramento ulteriore dell’orario a dicembre e in particolare ad una progressiva riduzione dei tempi di percorrenza, viste le buone performance dei Civity e quale sarà la politica tariffaria 2017.
Temi importanti che sicuramente non possono essere analizzati seriamente in un unico incontro annuale, ma necessitano di una specifica trattazione.
E’ evidente che dal metodo di approcciare i problemi si capisce quale sia la sensibilità delle Istituzioni verso la materia.

mercoledì 24 agosto 2016

Gemona-Sacile, Italia Nostra chiede di inserirla nella Lista Rossa


Articolo di Giulia Sacchi, pubblicato dal Messaggero Veneto del 23 agosto 2016

Anche Italia Nostra scende in campo per chiedere riapertura e rilancio della ferrovia Sacile-Gemona.
L’associazione nazionale, che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale e da oltre 50 anni è presente con 200 sezioni in Italia, ha accolto la proposta del comitato pendolari Alto Friuli di fare il possibile per inserire la tratta chiusa da luglio 2012 nella cosiddetta lista rossa, ossia nell’elenco dei beni da salvare e valorizzare. Italia Nostra è nota per le sue campagne: tra le più famose, quella che riguarda appunto le ferrovie dimenticate.
Francesco Castellan, presidente regionale del sodalizio, Andrea Bertolini, referente per la provincia di Pordenone, e Gabriele Cragnolini, presidente della sezione di Udine, hanno accolto con interesse la proposta del comitato, da sempre in prima linea per chiedere la riapertura della linea.
I referenti di Italia Nostra evidenziano l’importanza di sostenere progetti volti alla mobilità dolce, salvaguardando il patrimonio ferroviario. «Abbiamo accolto con convinzione la proposta di Giorgio Picco e Andrea Palese del comitato Alto Friuli, volta a rilanciare sotto il profilo turistico la tratta Pedemontana, grazie soprattutto al progetto nazionale della fondazione Ferrovie dello Stato Binari senza tempo – hanno dichiarato i rappresentanti di Italia Nostra –. A tal fine è già stata predisposta una scheda per il censimento della ferrovia, che ora verrà sottoposta al direttivo regionale di Italia Nostra, per procedere poi all’eventuale inserimento della Gemona-Sacile all'interno della lista rossa».
«La lista rossa è una campagna di sensibilizzazione che, grazie alla raccolta di informazioni sui territori, si prefigge lo scopo di disegnare una mappa delle bellezze italiane da salvare – ha aggiunto Italia Nostra –. L’obiettivo è quello di procedere a una schedatura di rilevamento dei beni culturali a rischio per incuria, cattiva gestione, mancanza di fondi o perché in rovinoso abbandono oppure negativamente dimenticati».
Una lista, inaugurata nel 2011, che comprende siti archeologici, centri storici, borghi, castelli e monumenti. A breve, quindi, anche la Sacile-Gemona potrebbe essere inserita in quest’elenco di beni da difendere, nel quale figurano già la cinta fortificata di Palmanova e il Porto vecchio di Trieste.
Una campagna di sensibilizzazione che rappresenta un ulteriore grido d’allarme, anche nei confronti delle istituzioni, per la riattivazione della linea.

domenica 7 agosto 2016

Ferrovia Sacile - Gemona, la Regione tace: «Ultima occasione a rischio»

Articolo di Giulia Sacchi pubblicato sul Messaggero Veneto del 2 agosto 2016
Alla Regione è piaciuta l’idea di fare inserire la linea Sacile-Gemona nel novero delle tratte che possono essere istituite come ferrovie turistiche, per le quali esiste una proposta di legge, ma la commissione parlamentare che avrebbe dovuto svolgere un sopralluogo entro giugno sui binari non si è ancora vista.
Un’idea lanciata da Andrea Palese, consigliere comunale di Gemona e rappresentante del Comitato dei Pendolari Alto Friuli, che oggi, col Sindaco di Cavasso, Emanuele Zanon, denuncia «l’ennesima fase di stallo nel percorso di riattivazione della ferrovia chiusa dal 2012».
L’invito alla Regione di amministratori e pendolari è quello di non perdere tempo: sono passati sei mesi, da quando è stato annunciato che la riattivazione, almeno del tratto Pinzano-Gemona a scopo turistico con l’impiego di treni storici, potrebbe passare per il progetto nazionale Binari senza tempo, curato dalla Fondazione Ferrovie dello Stato, che ha riportato convogli a viaggiare su antiche linee. Si pensi alla siciliana Ferrovia dei templi, lungo la quale a marzo, dopo 38 anni di dismissione, è stato inaugurato il nuovo capolinea della stazione di Porto Empedocle succursale.
Proprio in Sicilia è stato annunciato l’interesse della Fondazione alla Sacile-Gemona: il direttore Luigi Francesco Cantamessa, che ha incontrato Palese, ha dichiarato che l’obiettivo di "Binari senza tempo" è unire lo Stivale, da Agrigento al Friuli. Dopo questo primo e importante passo, spettava alle istituzioni, Regione in testa, fare mosse giuste e celeri. Ma, da allora, poco s’è visto. «A febbraio ho scritto all’assessore regionale Maria Grazia Santoro, invitandola a prendere in considerazione il progetto di Fondazione – dice Palese –. Una proposta che ha destato interesse, ma poi il nulla. Non possiamo perdere questo treno: il rilancio della ferrovia passa necessariamente per la valorizzazione turistica del territorio, che ha ampie potenzialità di sviluppo, basti pensare al connubio treno e bici con la ciclovia Fvg3 che corre parallela alla linea. In Sicilia, Piemonte, Abruzzo, Toscana e Campania, grazie al progetto di Fondazione, si stanno creando le condizioni per un vero rilancio turistico, con enti pubblici e privati in prima linea».
Secondo Palese e Zanon, «il Friuli continua a vivere nel suo immobilismo autoreferenziale, e di questo passo non soltanto la linea non verrà mai più riaperta, ma il territorio subirà ulteriori penalizzazioni. Servono determinazione e coraggio, ma soprattutto iniziare a dialogare coi vertici di Fondazione, che, è bene ricordare, è partecipata per metà da Trenitalia, gestore che dovrebbe svolgere il servizio in Pedemontana, e per metà da Rfi, proprietaria della linea».
Quella della riattivazione della linea sembra una storia senza fine, ma Palese e Zanon non mollano. «Dopo l’incontro con Cantamessa, Palese ha dimostrato che il ripristino della tratta può diventare realtà – sottolinea Zanon –. La Regione ha in mano tutti gli elementi per procedere, dallo studio di fattibilità al sostegno dei Comuni. E’ tempo di chiudere positivamente questo capitolo».

mercoledì 3 agosto 2016

Puntualità ed affidabilità "svizzere" per il servizio ferroviario FVG

E’ stato reso pubblico a Trenitalia e Regione FVG il nostro report relativo ai dati del monitoraggio (periodo 01.01.2015 - 30.06.2016) della linea ferroviaria n. 15 Trieste C.le-Cervignano-Udine-Tarvisio BV.
Il monitoraggio tiene conto dei treni programmati dal lunedì al sabato (esclusi festivi, giornate di sciopero); in tutto sono stati monitorati 5.982 treni dal 01.01.2015 al 31.12.2015 e 3.018 dal 01.01.2016 al 30.06.2016.
I dati si riferiscono in particolare:
Puntualità entro i 5 min.: ritardi rilevati al capolinea >5 min. e inferiori a 10 min.
Puntualità entro i 10 min.: ritardi rilevati al capolinea > 10 min.
Affidabilità: tale indice tiene conto delle soppressioni, ovvero dei treni programmati e non circolati.
L’indice della puntualità tiene conto di tutte le cause imputabili a Trenitalia/RFI, mentre l’affidabilità non tiene conto delle soppressioni a causa sciopero. Tutti i dati del dossier sono stati confrontati con quelli ufficiali FS – Fonte Viaggiatreno.
Come noto la qualità del servizio nel corso del 2015 ha subito un sensibile miglioramento sia per puntualità che affidabilità, diventando così da "maglia nera" ad eccellenza nazionale.
La svolta è datata 30 gennaio 2015 quando i Comitati Pendolari regionali e la Regione FVG, hanno incontrato il nuovo direttore della Divisione Trasporto Pubblico Regionale, Trenitalia, Ing. Orazio Iacono.
mettere al primo posto il tema del trasporto regionale", ricordando che in Italia il trasporto regionale riguarda oltre 2 milioni di passeggeri al giorno e oltre 8 mila treni regionali quotidiani.
Quella è stata la riunione della svolta, con Trenitalia che, con un nuovo approccio, ha evidenziato la volontà “
Quell’incontro sarà ricordato per il metodo e per la chiarezza: dopo il disastroso 2014, l’ing. Iacono, ha presentato il nuovo piano aziendale basato essenzialmente su tre capisaldi:
nuova flotta data dagli 8 elettrotreni ETR 563 Civity acquistati dalla Regione FVG (dall’allora Giunta Tondo), i quali sono entrati in esercizio il 14 giugno 2015, facendo così terminare una brutta vicenda che si trascinava da oltre 2 anni e mezzo;
nuova organizzazione del lavoro dedicando al FVG una Direzione autonoma (prima invece condivisa con Veneto e Trentino A.A.) La riorganizzazione della struttura è stata affidata al dott. Simone Gorini, il quale sapientemente è diventato il riferimento per i Comitati dei Pendolari, con i quali è sorta una fattiva collaborazione che ha permesso da subito la soluzione di criticità contingenti, in primis la qualità del servizio offerto lungo la Tarvisio-Udine-Trieste, linea che versava in grave difficoltà sia per puntualità che affidabilità;
nuovo servizio di qualità per i pendolari: sottolineando con fermezza "il cambio di passo" con la gestione precedente, confermando la piena disponibilità ad una serena collaborazione con i Comitati dei Pendolari.
Analizzando nel dettaglio l’andamento delle performance del 2015 è doveroso sottolineare che il miglioramento del servizio non è esclusivamente dato dall’entrata in esercizio dei nuovi treni, che hanno sostituito le vecchie Ale801, ma è frutto di un processo graduale, grazie ad un vero e proprio lavoro di squadra, col costante coinvolgimento degli utenti e dei Comitati dei Pendolari con i quali non è mai mancato il dialogo e il recepimento di importanti feedback.
Già a maggio infatti, prima dell’entrata in esercizio dei nuovi ETR 563 Civity, le performances del servizio avevano rilevato parametri prestazionali d’eccellenza, portando il FVG ai vertici delle classifiche nazionali per puntualità e affidabilità.
Quello del FVG si può definire un vero e proprio “laboratorio”, che vede i rappresentanti dei pendolari affiancare i funzionari di Trenitalia e la Regione, in un percorso virtuoso che ha permesso di condividere le misure correttive e gli interventi più idonei per migliorare l’offerta ferroviaria regionale.

PUNTUALITA’
 Anno 2015 (dal 01.01.2015 al 31.12.2015)
la puntualità entro i 5 min. si è attestata al 94,28%, raggiungendo abbondantemente l’obiettivo contrattuale fissato per il 2015 nel 93,52%;
la puntualità entro i 10 min. ha evidenziato un 96,71%, contro l’89,59% del 2014 (+7,12%); Primo semestre 2016 (dal 01.01.2016 al 30.06.2016): non solo è stato confermato il trend positivo del 2015 ma i dati sono ulteriormente migliorati:
la puntualità entro i 5 minuti è pari a 96,94% contro il 91,92% rilevato nel medesimo periodo del 2015 (+5,02%); un risultato di assoluta eccellenza per la nostra linea superiore alla media regionale che si attesta al 95,80%. Performance di assoluto rilievo, tenendo conto che in fascia pendolare (ore 6-9 e 18-20), la puntualità a livello regionale si è attestata rispettivamente al 96.30% e al 95,20%.
la puntualità entro i 10 min. ha evidenziato a fine giugno un 98,40% (contro il 95,62 fatto registrare nel medesimo periodo dello scorso anno (+2,78%).

L’INDICE DI DISSERVIZIO è il parametro che tiene conto delle soppressioni e dei ritardi > 10 min.
Nel 2015 su 5.982 treni programmati sono stati rilevati 243 casi di disservizio contro i 665 accertati nel 2014 (su 5.954 treni) e i 333 del 2013 (su 6.885). Un netto miglioramento quindi delle condizioni del servizio rispetto al 2014, con una riduzione significativa del numero degli episodi di disservizio; miglioramento che è ancora più marcato tenendo conto dei dati del primo semestre del 2016, nel corso del quale si sono registrati 52 casi di disservizio contro i 167 verificatisi nel medesimo periodo del 2015 e i 315 del primo semestre 2014.
A fronte di ciò l’indice di disservizio è passato da 11,16% nel 2014 al 4,06% nel 2015 a all’1,85% nel primo semestre del 2016 (-9,31%).
Analizzando l'andamento per periodo si rileva che il 2015 - dopo aver scontato un pessimo inizio d’anno - è caratterizzato da un trend progressivo molto positivo; la qualità del servizio è man mano migliorata, consolidando nel corso dell’anno i risultati e chiudendo l'anno con ottime performance (da evidenziare che da marzo a dicembre 2015 la media dell’indice di disservizio si è attestata al 2,97%, contro l’11,10% rilevato nel medesimo periodo del 2014. Molto positivi sono stati i mesi di maggio (2,13%), settembre (1,58%), novembre (1,34%) e dicembre (2,16%), tutti al di sotto della soglia del 3%.
Il primo semestre del 2016 è caratterizzato da un indice di disservizio che rasenta quasi la perfezione: grazie ad una "puntualità svizzera" e un’affidabilità quasi totale, l’indice di disservizio ha registrato una media del 1,85%, con un fenomenale mese di marzo praticamente “perfetto” (0,91%).

AFFIDABILITA’: se il 2013, 2014 e il primo semestre del 2015 sono stati caratterizzati da un alto numero di soppressioni, la seconda metà del 2015, grazie all’entrata in esercizio del nuovo materiale rotabile, ha visto l’indice delle soppressione significativamente ridursi, fin quasi ad azzerarsi.
Nel 2013 si erano contate ben 81 soppressioni su 6.885 treni, pari a 6,75 soppressioni/mese; nel corso del 2014 le soppressioni sono state 51 su 5.954 treni programmati, pari a 4,25/mese e nei primi sei mesi del 2015 ben 37 su 3.040, pari a 6,16 soppressioni/mese. Successivamente si è evidenziato un netto cambio di rotta, con una significativa diminuzione delle soppressioni, con mesi che hanno registrato 0 treni soppressi (maggio 2015, settembre 2015, marzo, maggio e giugno 2016).
Il primo semestre del 2016 evidenzia una media di soppressioni di 1,33/mese su 3.018 treni programmati.
Particolarmente significativo à l’analisi dell’indice di affidabilità, il quale è passato dall’1,17% del 2013 (81 soppressioni su 6.885 treni programmati), all’attuale 0,26% del primo semestre 2016 (8 soppressioni su 3.018 treni programmati).

ASPETTATIVE FUTURE DEL SERVIZIO FERROVIARIO FVG
1) GARA PER L’ AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO FERROVIARIO REGIONALE
A fine 2014 è scaduto il contratto di servizio con Trenitalia, il quale è stato prorogato in data 31.03.2015 sino al 31.12.2016. Si è trattato di una proroga tecnica del contratto, in attesa del nuovo affidamento a seguito della futura pubblicazione del bando di gara.
La proroga ha assicurato la prosecuzione del servizio con Trenitalia fino al 31 dicembre 2016; è comunque prevista la possibilità di estensione di un ulteriore anno qualora alla data del 31 dicembre 2016 non risulti ancora conclusa la procedura di gara ad evidenza pubblica o non sia possibile l'effettivo avvio dei servizi da parte dell'eventuale nuovo aggiudicatario.
Il nuovo contratto sarà la "pietra miliare" per il futuro servizio ferroviario del FVG: il nostro auspico è che il nuovo contratto preveda parametri prestazionali rigidi e non interpretabili (es. programma d’esercizio, puntualità, affidamento, informazione, pulizia e biglietterie), nonché forme di ristoro in favore dell’utenza in caso di inadempimento da parte del gestore (es. bonus, già realtà consolidate in altre regioni italiane).
2) UNA RIVISITAZIONE GENERALE DELL’ORARIO CADERNZATO INTRODOTTO A DICEMBRE 2013, INDIVIDUANDO MISURE CORRETTIVE CHE POSSANO SUPERARE LE ATTUALI CARENZE CON UNA GENERALE RIDUZIONE DEI TEMPI DI PERCORRENZA.
E' necessario pianificare un cadenzamento strutturato dell’orario. Grazie alle performance del nuovo materiale rotabile, la partita ora si dovrà giocare sulla modifica dell'orario ferroviario di dicembre 2016, considerato che i treni Civity sono in grado di garantire una riduzione significativa degli attuali tempi di percorrenza.
3) ETR 564 CIVITY
Entro la fine del 2016 ci si augura che termini anche l’iter di omologazione degli altri 4 treni ETR 564 Civity, con alimentazione politensione, i quali saranno in grado di viaggiare sia lungo la rete austriaca che slovena. I treni in questione hanno già terminato l’iter di omologazione all’estero e a breve saranno impegnati nelle prove in linea, le quali si effettueranno come fatto per i gemelli ETR 563 in Toscana.
4) PENALI CONTRATTUALI CAF
A distanza di mesi nulla si sa su come la Regione FVG utilizzerà le penali contrattuali inflitte a CAF per il ritardo nella consegna dei treni Civity. Si tratta di 4,5 milioni di euro che potrebbero essere destinati per l’acquisto di uno o più moduli per gli ETR 564, in maniera da ampliare l’offerta per il servizio treno+bici, particolarmente apprezzato dagli utenti e turisti austriaci.
5) SERVIZIO TRENO+BICI
Da oltre un anno i Comitati dei Pendolari hanno proposto alla Regione FVG e a Trenitalia di sfruttare le livree dei nuovi treni Civity per finalità promozionali.
L’idea è quella di usufruire dei nuovi treni, utilizzandoli come veicolo di promozione turistica del territorio: la proposta prevede di predisporre sulle fiancate dei Civity dei semplici adesivi raffiguranti il logo della Ciclabile AlpeAdria, in maniera da rendere visibile la collocazione del modulo porta biciclette, nonché promuovere il servizio bici+treno lungo la linea 15 Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste. Un semplice, quanto banale intervento che purtroppo attende da mesi di essere realizzato.

venerdì 29 luglio 2016

Ferrovia Willy, un modo divertente per conoscere la ferrovia

Grandissimo successo per “Gemona a tutto vapore”, il raduno internazionale di appassionati e costruttori di locomotive in scala, organizzato dall'Associazione culturale “Ferrovia Willy”, che si è svolto lo scorso fine settimana (21, 22, 23 luglio) e che ha visto la partecipazione di oltre 2.500 appassionati, tra grandi e bambini, i quali hanno viaggiato al traino delle sbuffanti locomotive a vapore grazie ad appositi vagoni su cui si sale a cavalcioni.
L’associazione è nota per aver realizzato a Gemona del Friuli una “mini ferrovia” in scala 1:6: si tratta di una delle poche ferrovie in questa scala presenti in Italia e con il suo kilometro di sviluppo è la più lunga d’Italia.
La ferrovia sorge su un'ampia area verde, posta vicino alla Ciclovia Alpe Adria, recentemente concessa in comodato all'Associazione da un privato, permettendo così di far diventare realtà il sogno di realizzare una “vera” ferrovia con trazione a vapore.
La mini ferrovia è stata aperta il 24 marzo 2008 e con gli anni è divenuta famosa in mezza Europa, con presenze da Germania, Svizzera, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Croazia, oltre alla quasi totalità dei costruttori italiani.
La ferrovia è aperta al pubblico la prima e terza domenica del mese, da aprile ad ottobre e spesso vengono effettuate visite d'istruzione per le scuole.
L'unicità di questa linea, oltre alla sua lunghezza, è rappresentata dal “sistema ferroviario”: la mini ferrovia è infatti gestita come al vero tramite complessi apparati elettrici che comandano segnali e scambi, ottenendo la circolazione dei treni nello stesso modo delle FS.
Ferrovia Willy ha riprodotto anche tutta l'infrastruttura che si trova sulle reti ferroviarie reali, realizzando stazioni, deposito locomotive, colonne idriche, segnali, ecc.
I treni che circolano sulla ferrovia in miniatura riproducono in tutto e per tutto locomotive realmente esistenti e fedelmente riprodotte in scala 1:6 ed 1:11. Particolari sono le locomotive a vapore, che con i loro 200 Kg di peso, vengono alimentate con il carbone e riproducono il funzionamento delle vere locomotive a vapore, destando sempre la curiosità di grandi e piccoli per un mezzo ormai raro ma sempre affasciante. Oltre alle locomotive sono stati riprodotti anche carri merci e vagoni passeggeri, quest’ultimi completi degli arredamenti interni.
Il tutto è stato realizzato grazie alla passione e all’impegno dei soci dell’Associazione, i quali hanno costruito artigianalmente ogni singolo pezzo.
L'obiettivo dell'Associazione è quello di far conoscere il “sistema ferrovia”: qui infatti si può comprendere il reale funzionamento e la complessità della circolazione ferroviaria.
Per il futuro l’Associazione sta pensando di arricchire il parco della mini ferrovia con il posizionamento di fabbricati in scala 1:6, che riproducano i caselli ferroviari e le stazioni; inoltre all'interno del Parco si sta pensando di riprodurre, sempre in scala 1:6, monumenti e palazzi caratteristici dei comuni friulani, realizzando così una sorta di “picul Friul”, promovendo così la nostra magnifica Terra.
L’Associazione sta lavorando anche in sinergia con altri Enti e sodalizi: in particolare sta collaborando pensando di far sinergia al progetto del Comitato Pendolari Alto Friuli e del Comune di Gemona, i quali intendono creare un'area "mini museo ferroviario" lungo la Ciclabile Alpe Adria (tra i Rivoli Bianchi e il centro studi di Gemona).
Il progetto prevede la realizzazione di un percorso con pannelli fotografici che illustrino la storia della gloriosa ferrovia Pontebbana, oggi trasformata in pista ciclabile, nonché il posizionamento di alcuni vecchi carri ferroviari e di alcuni segnali.  

lunedì 25 luglio 2016

La Pedemontana attende l'inserimento nel progetto di Fondazione FS "Binari senza tempo"

Continua a riscuotere successo il progetto nazionale della Fondazione FS “Binari senza tempo”.
Nel 2014 grazie a questo progetto, la Fondazione FS ha dato una seconda giovinezza a circa 240 km di linee ormai prive di servizi di trasporto pubblico locale.
Ferrovie individuate come un vero e proprio museo dinamico che attraversa spettacolari paesaggi tra natura e arte della provincia italiana. Tra queste la Ferrovia del Lago, da Palazzolo sull’Oglio a Paratico/Sarnico sulle rive del Lago d'Iseo in Lombardia; la Ferrovia della Val d’Orcia, da Asciano a Monte Antico nell’incantevole paesaggio delle Crete Senesi in Toscana; la Ferrovia del Parco, da Sulmona a Castel di Sangro, la seconda linea più alta d'Italia dopo il Brennero passando per Roccaraso e i boschi della Majella; la Ferrovia dei Templi, da Agrigento Bassa a Porto Empedocle, tra i Templi della Magna Grecia; e la Ferrovia della Valsesia, da Vignale a Varallo in Piemonte, attraverso una delle valli alpine più pittoresche d’Italia, ai piedi del Monte Rosa.
Nel 2015, secondo anno di attività dei treni storici sui Binari senza tempo, nelle sole cinque linee già riattivate sono stati organizzati 86 eventi con oltre 32mila turisti.
Nel 2016 il progetto si è ampliato, grazie al contributo della Regione Piemonte, anche alla Ferrovia del Tanaro da Ceva a Ormea, chiusa dal 2012, che verrà ripristinata per finalità turistiche.
Recentemente la linea è stata interessata da alcuni interventi propedeutici alla riapertura, con il ripristino del secondo binario presso la stazione di Ormea e i consueti lavori di pulizia del verde e manutenzione dei binari. E’ in fase di elaborazione un calendario di viaggi turistici a bordo di treni storici della Fondazione FS composti da carrozze “Centoporte” e “Littorine”: i primi eventi sono previsti il prossimo periodo autunno 2016.
Avellino–Rocchetta Sant'Antonio, che attraversa zone incontaminate dell’Irpinia.
L’ultima novità è che sarà riaperta per scopi turistici anche la linea
Il protocollo siglato lo scorso 14 luglio a Roma da Dario Franceschini, Ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, Maurizio Gentile, AD e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana e Mauro Moretti, Presidente di Fondazione FS Italiane, dà inizio al percorso comune tra tutti i soggetti coinvolti per dare nuova opportunità alla linea chiusa al traffico ferroviario 2010.
I primi viaggi in treno storico sono previsti già da lunedì 22 agosto in concomitanza con lo Sponz Fest.
L’idea progettuale è stata redatta dalla Fondazione FS con il supporto di RFI, che curerà gli interventi di riqualificazione per garantire l’esercizio ferroviario a fini turistici.
La Fondazione FS metterà in campo tutto il proprio know-how nella gestione della linea ferroviaria e nell’organizzazione dei viaggi di treni storici: sarà in particolare allestito un treno con carrozze degli anni '30 e un ex bagagliaio/postale riadattato per il trasporto bici e per la degustazione di prodotti tipici.
Le manifestazioni di tipo culturale e le diverse iniziative collaterali andranno a beneficio soprattutto delle comunità ed economie del territorio, configurandosi come nuova forma di turismo sostenibile, funzionale allo sviluppo locale.
La Avellino–Rocchetta Sant'Antonio è un patrimonio infrastrutturale di rilievo storico e paesaggistico delle aree interne dell’Irpinia. La ferrovia è stata costruita a partire dal 1889 e inaugurata, anche grazie all’impegno di Francesco De Sanctis, Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia, nel 1895. Il tracciato lungo 120 km attraversa Campania, Basilicata e Puglia, intercettando le valli del Sabato, del Calore e dell’Ofanto e superando dislivelli dai 217 metri s.l.m. di Rocchetta ai 672 metri s.l.m. di Nusco. Lungo il percorso si incontrano 31 stazioni, 58 tra viadotti e ponti metallici e 19 gallerie, manufatti di pregevole fattura e perizia architettonica e ingegneristica.
Il progetto “Binari senza tempo” aspetta ora solo la nostra Pedemontana, la quale è stata recentemente inserita nell’elenco delle ferrovie con valenza turistica della proposta di legge n. 1178 "Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico".
Nell’elenco oltre alla nostra linea fanno parte tutte le linee coinvolte dal progetto della Fondazione FS.
Un’opportunità questa da non lasciarsi sfuggire; serve però determinazione e intraprendenza dei Sindaci e della Regione FVG, che sino ad oggi al contrario di altre regioni (es. Piemonte, Campania), ha nicchiato, forse non conscia dell’importanza del progetto di Fondazione FS.
Certi treni vanno presi al volo, anche perché possano solo una volta !

martedì 19 luglio 2016

Trenitalia: novità per i biglietti regionali. La validità sarà solo per il giorno di viaggio

Novità per Trenitalia in Fvg: arriva il nuovo biglietto regionale, che sarà in vigore dal primo agosto 2016.
Un cambiamento che però, come si legge sul sito della stessa Trenitalia, «non riguarda al momento i biglietti regionali acquistati su www.trenitalia.com o da App».
Sarò obbligatorio indicare la data del viaggio.
Sia per i regionali che per i sovraregionali sarà necessario fornire la data nella quale si intende effettuare il proprio viaggio.
La validità di due mesi per biglietto, attualmente in vigore, verrà meno con il primo agosto, momento in cui il titolo di viaggio potrà essere utilizzato esclusivamente entro le 23:59 del giorno indicato sul biglietto.
Superato quell’orario la validità del biglietto viene meno.
Non cambia invece l’obbligo di convalida del biglietto prima di salire a bordo dei treni.
Dopo l’obliterazione sarà valido per quattro ore. Nel caso in cui la tratta sia particolarmente lunga e superi le quattro ore di cui abbiamo appena parlato, sarà comunque possibile raggiungere la destinazione finale, senza fermate intermedie.
Cambio del biglietto: nel caso in cui non si potesse effettuare il proprio viaggio nella data indicata sul biglietto acquistato, è possibile chiedere una modifica (una sola volta!). Come fare? Sono diverse le opzioni. Importante effettuare la modifica «entro le 23.59 del giorno precedente la data indicata sul biglietto», spiegano da Trenitalia. La modifica può essere fatta (gratuitamente) alle macchinette self service presenti nelle Stazioni, in tal caso verrà emesso un talloncino promemoria che dovrà essere esibito, assieme al titolo di viaggio originale, al momento dei controlli da parte dei capitreno. Gratuito anche il cambio in biglietteria. Oltre self e biglietteria pagando una maggiorazione di 50 centesimi di euro per ciascun biglietto per cui verrò chiesto il cambio data, sarà possibile effettuare la modifica anche nei punti vendita di SiSALPAY, LisPaga di Lottomatica, SIR Tabaccai. Anche in tal caso sarà dato un promemoria da esibire. La stessa procedura può essere fatta nelle agenzie di viaggio (in tal caso la maggiorazione è a discrezione), ma solo nel caso in cui il biglietto sia stato comprato proprio dove si domanda la modifica.
Cambio itinerario e rimborso in caso di rinuncia al viaggio, invece, deve essere effettuato sempre entro le 23.59 del giorno precedente la data indicata sul biglietto.
Biglietto per biciclette Molti treni offrono anche la possibilità di viaggiare con la propria bicicletta.
In tal caso il biglietto sarà sempre giornaliero, ma non necessiterà di convalida, perché sarà utilizzabile dalle 00.01 (ad esempio del 13 luglio) alle 23.59 del giorno stesso.
Vecchi biglietti I titoli di viaggio emessi secondo le regole in vigore fino al 31 luglio, saranno validi fino alla loro naturale scadenza. Ciò sta a indicare che se si acquista un biglietto il 13 luglio, questo sarà utilizzabile per i due mesi successivi, quindi fino a settembre.

venerdì 15 luglio 2016

Stazione Chiusaforte un esempio da esportare in Pedemontana

E’ senza dubbio il bicigrill più conosciuto del Friuli Venezia Giulia: si tratta dell’ex stazione ferroviaria di Chiusaforte, di recente riconvertita a bar e punto di ristoro per i cicloturisti della Ciclovia Alpe Adria.
L’idea geniale e di Fabio Paolini, attuale gestore e appassionato ferroviario, il quale ha ottenuto da RFI – proprietaria dell’immobile – in affitto i locali dell’ex stazione, dismessa nel 1995.
La struttura è formata da un bar con servizio di ristorazione, una sala relax con biblioteca, mostra fotografica, internet point ed angolo informazioni, un piccolo fabbricato allestito per il noleggio e la riparazione di biciclette ed infine, ancora all'esterno, i caratteristici servizi igienici propri delle stazioni ferroviarie di un tempo.
La stazione in questi primi anni di attività ha attratto migliaia di cicloturisti, provenienti da tutta Europa, grazie al suo accattivante stile architettonico ottocentesco e all’elevata qualità dei servizi offerti è divenuta ben presto il luogo di sosta prediletto lungo l’Alpe Adria.
Un esempio virtuoso di come valorizzare al meglio il patrimonio immobiliare ferroviario: un connubio bicicletta e ferrovia che ha permesso l’apertura di una nuova attività commerciale portando una ventata di aria nuova nel piccolo abitato del Canale del Ferro, riutilizzando locali fs che altrimenti sarebbero caduti nel degrado più assoluto.
Splendida è la saletta relax, attrezzata con una mini biblioteca, dove fanno bella mostra documenti e cimeli ferroviari, arricchiti da una curata mostra fotografica che percorre la storia della stazione e della vecchia ferrovia Pontebbana, oggi trasformata in pista ciclabile.
Il bicigrill sfrutta al meglio le potenzialità offerte dal treno Micotra che, due volte al giorno, copre la tratta Udine-Villaco, con fermate intermedie a Gemona del Friuli, Venzone, Carnia, Pontebba, Ugovizza-Valbruna e Tarvisio e degli altri treni regionali che servono la direttrice Trieste-Udine-Tarvisio, tutti attrezzati per il trasporto di biciclette, nonché quelle delle agenzie turistiche d'oltre confine e delle varie associazioni di cicloturismo, particolarmente attive sul nostro territorio.
Un esempio che potrebbe essere esportato anche lungo la Pedemontana, gran parte della quale è già servita dalla FVG3 (Ciclovia della Pedemontana), che collega Pinzano ad Aviano.
E’ da folli pensare di trasformare la linea ferroviaria Pedemontana in pista ciclabile, come continuano a proporre per mero populismo certi politici poco illuminati, visto che una ciclovia già esiste e potrebbe essere servita dalla vicina ferrovia.
Ma soprattutto è assurdo pensare che il turismo bastato sulla ciclovia FVG3 faccia a meno della ferrovia Pedemontana.
In ogni parte del mondo dove una ciclabile ha successo, dalla Merano-Malles, alla San Candido-Lienz, alla Ciclovia del Danubio, alla Alpe Adria, esiste una ferrovia a servizio dei cicloturisti.
Ferrovia e pista ciclabile vanno a braccetto, per questo la riattivazione della linea Gemona-Sacile, con un servizio di bici+treno permetterebbe senza ombra di dubbio di sfruttare al meglio le peculiarità della Ciclabile FV3, creando un percorso ad anello che va da Tarvisio a Gemona (sfruttando i flussi della Aple Adria) proseguendo per Sacile sino a Udine e ritorno.
Servono però strutture ricettive e bicigrill come quello di Stazione Chiusaforte: dove in Pedemontana è possibile copiare quest’esempio? Quali gli immobili ferroviari utilizzare?
E’ evidente che spetta ai Comuni e alla Regione creare le condizioni affinché si possa replicare il modello dell’Alpe Adria.
Basilare è però la riattivazione in tempi brevi della linea e la creazione di un vero “progetto economico territoriale”, che permetta il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse e in particolare delle categorie economiche.
Le potenzialità ci sono tutte: un Territorio ricco di attrattive storico-naturali, una ferrovia e una pista ciclabile. Manca purtroppo la volontà politica e l’intraprendenza imprenditoriale di alcuni privati.
Si impari, copiando i modelli che già funzionano altrove; per farlo basta prendere la bicicletta e andare a Stazione Chiusaforte per prendere coscienza con i propri occhi di una splendida realtà distante sole poche decine di km dalla Pedemontana.