Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori della linea ferroviaria Udine - Tarvisio.
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città

per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità.
L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità

ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.







lunedì 5 dicembre 2016

15 dicembre cena dei Pendolari FVG

Giovedì 15 dicembre i Comitati Pendolari regionali organizzeranno a Udine la tradizionale cena di Natale. L’invito è rivolto a tutti coloro che utilizzano il treno, colleghi di pendolarismo e simpatizzanti delle rotaie.
Sarà l’occasione per scambiarci gli auguri e ringraziare tutti i volontari che in questi mesi hanno collaborato e contribuito fattivamente all’attività dei Comitati, i quali grazie al nostro blog e alle pagine facebook dedicate rispettivamente ai Comitati Pendolari del Friuli Venezia Giulia e al Comitato Pendolari Alto Friuli, hanno garantito un’informazione quotidiana sul mondo ferroviario del FVG, supportando i canali ufficiali di Trenitalia.
Il 2016 sarà un anno che verrà ricordato per la continuità dei risultati ottenuti, per puntualità ed affidabilità del servizio, che hanno portato il FVG ai vertici delle classifiche nazionali raggiungendo finalmente uno standard di qualità adeguato e soddisfacente.
La serata sarà inoltre la sede per ringraziare le Associazioni, gli Amici delle rotaie e tutti i collaboratori, che con passione e determinazione hanno permesso di organizzare con successo (oltre 1000 visitatori) la splendida Mostra fotografica di Gemona dedicata alla Ferrovia Pedemontana del Friuli; la Mostra inaugurata lo scorso 8 ottobre dal Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa ha rappresentato il momento della svolta per la riapertura e il rilancio della linea Gemona/Sacile.
Per informazioni e prenotazioni in ordine alla cena: comitatopendolarialtofriuli@gmail.com 

mercoledì 30 novembre 2016

Nel 2017 si svolgerà in Pedemontana la Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate

Emanuele Zanon (Sindaco di Cavasso Nuovo)
con Massimo Bottini (Presidente Nazionale di Co.Mo.Do.) e
Andrea Palese (Comitato Pendolari Alto Friuli)

Articolo di Giulia Sacchi pubblicato dal Messaggero Veneto il 28.11.2016

La "Giornata nazionale delle ferrovie non dimenticate" sbarcherà il prossimo anno in Pedemontana.
L'evento, ideato e promosso da Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do) presieduta da Massimo Bottini, potrebbe avere come base per l'edizione numero dieci una delle stazioni della provincia che sorgono lungo la linea Sacile-Gemona.
La proposta di portare la giornata nazionale in Pedemontana è stata lanciata durante il convegno "Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro", ospitato sabato al Palazat di Cavasso Nuovo, da Andrea Palese, rappresentante del Comitato dei Pendolari Alto Friuli e consigliere comunale di maggioranza a Gemona.
Una proposta formulata a nome di tutte le associazioni che stanno lavorando al progetto di territorio per il rilancio della tratta, chiusa da luglio 2012 e lungo la quale i convogli dovrebbero tornare a viaggiare dal 2018.
Alla tavola rotonda sul futuro della linea, ha partecipato anche il presidente Bottini, che ha colto al volo la proposta di Palese. «Come dire di no? - ha dichiarato il vertice di Co.Mo.Do -. Apprezzo e accetto la richiesta. Condivido l'invito, che sarà oggetto di discussione assieme ai colleghi di Co.Mo.Do».
Un altro risultato soddisfacente per i pendolari, nel lungo percorso che sta portando alla riapertura della ferrovia. Un percorso in salita, con diversi ostacoli, che ha visto in prima linea il Comitato dei Pendolari Alto Friuli. Il gruppo, con tenacia, ha portato avanti una battaglia per il territorio, cercando di unire e sensibilizzare più attori possibili sulla vertenza. Dalla staffetta "Treni-taglia ridacci il nostro treno" al primo contatto con Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Fs, che ha segnato una svolta decisiva nella vicenda, il comitato è stato protagonista indiscusso della vicenda.
Non poteva che arrivare da questo gruppo, quindi, la richiesta di portare la giornata nazionale firmata Co.Mo.Do in Pedemontana. «L'idea arriva non soltanto dal comitato, ma anche dalle associazioni, e quindi da Legambiente Fvg, Fiab, Italia nostra, Ferrovie Willy, Gruppo 835, Museo Fs di Trieste e Ciampore - ha spiegato Palese -. Portare la giornata nazionale in Pedemontana è un'occasione unica: abbiamo già in mente un'ipotese progettuale, che comunque condivideremo con gli altri attori. Si potrebbe organizzare una serie di eventi non soltanto legati al mondo dei treni, ma anche per la valorizzazione del territorio, pure attraverso percorsi enogastronomici e attività che vedano protagoniste le scuole».

lunedì 28 novembre 2016

Progetti per la ferrovia: "Serve un milione subito"

Molto partecipato con interventi e proposte molto interessanti, questo l'esito del Convegno svolto sabato a Cavasso Nuovo, "Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro".
Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del Sindaco Emanuele Zanon e del nostro rappresentante Andrea Palese, promotore del progetto turistico della Fondazione FS.
Di seguito pubblichiamo l'articolo del Messaggero Veneto  a firma di Giulia Sacchi pubblicato domenica 27.11.2016

«Chiederemo alla Regione di inserire nella finanziaria, in discussione la prossima settimana, un emendamento per lo sviluppo della ferrovia Pedemontana. Un milione di euro per finanziare subito interventi di miglioramento della ciclabile Fvg3 e rifinanziare il piano stazioni minori per garantire il restyling di alcuni immobili ferroviari, in cui ospitare attività turistiche ed economiche. E' tempo che la Regione apra il portafogli». L'annuncio è arrivato da Andrea Palese, rappresentante del Comitato dei Pendolari Alto Friuli e consigliere comunale a Gemona, nel convegno "Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro", ospitato al Palazat di Cavasso Nuovo, comune guidato da Emanuele Zanon e da cui è partito il percorso che ha portato sino alla comunicazione della riapertura della linea attraverso il progetto "Binari senza tempo" di Fondazione Fs.
Servono investimenti. «Bisogna investire risorse su progetti specifici - ha precisato - La Regione dovrà favorire con interventi mirati l'insediamento di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica, come bed&breakfast, spacci di prodotti locali e noleggio di bici. Si deve investire su promozione e marketing con un brand unico, che rappresenti il progetto turistico della linea». Diventa quindi necessario, secondo Palese, «essere affiancati da professionisti della materia e tour operator, come hanno fatto per esempio in Sicilia. Non è pensabile che siano enti pubblici o i soliti carrozzoni delle partecipate, sforniti peraltro di competenze, a seguire questa importante materia».
Progetto turistico. Palese e Zanon hanno messo in evidenza che «bisogna pensare a un nuovo modo di fare turismo, dando vita a una microeconomica intorno alla ferrovia. Si devono creare posti di lavoro e nuove possibilità di sviluppo in un territorio in sofferenza».
Un progetto del territorio e per il territorio. «Bisogna superare il problema ante chiusura della linea, che si è voluto fare chiudere - ha osservato Palese - La verità è che i numeri erano pochi perché non c'erano né orari né coincidenze. Serve un programma d'esercizio serio, vicino al territorio, con orari consoni e coincidenze da e per Venezia e da e per Pordenone e Udine».
Stazioni in comodato. Palese ha lanciato un appello ai sindaci: «Dalla prossima settimana, inizino a deliberare in giunta le richieste di comodato d'uso gratuito delle stazioni a Rfi - ha detto - e chiedano alla Regione di poter derogare il contratto standard e fare intese Regione-Ferrovie dello Stato che permettano di svolgere nelle stazioni attività commerciali legate al progetto turistico».
«Il comodato delle stazioni - ha precisato - è un atto propedeutico alla riapertura della linea. Sarebbe un grave errore riaprire la tratta e trovarsi con stazioni nel degrado, chiuse e non in grado di accogliere adeguatamente i turisti».
Il tempo stringe. «Il 2018, data in cui è prevista la riapertura della linea, è vicino e non possiamo arrivare impreparati a questo importante appuntamento - ha osservato Zanon - Bisogna essere concreti: propongo la creazione di un tavolo snello, veloce ed efficace per coordinare le iniziative e prepararci per tempo al 2018. Serve fare rete, ma soprattutto attivarsi subito. Tutti devono collaborare in maniera attiva al progetto: Municipi, associazioni, operatori economici e cittadini. La ferrovia non è il fine del progetto, ma il mezzo per sviluppare un piano più ampio».

domenica 27 novembre 2016

Comitato Pendolari in visita al Museo Nazionale di Pietrarsa

Andrea Palese con il Direttore del Museo, Avv. Oreste Orvitti
Domenica 20 novembre una delegazione del Comitato Pendolari Alto Friuli, su invito del Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa, ha fatto visita al Museo Nazionale FS di Pietrarsa (Napoli).
Il gruppo ha potuto prendere visione di come opera la Fondazione Fs, cercando interessando spunti per il progetto turistico legato alla riattivazione della ferrovia Gemona-Sacile; i visitatori friulani sono arrivati al Museo viaggiando da Napoli Centrale con il Pietrarsa Express: treno storico formato da carrozze “Centoporte”, trainato da una splendida locomotiva elettrica E.626 (nota come “mulo delle rotaie”) risalente al 1938.
Ad attenderli ed a fare da cicerone d'eccezione c’era il Direttore del Museo, avv. Oreste Orvitti, il quale ha permesso ai friulani di scoprire le bellezze del Museo.
"Si è trattato di un affascinante viaggio nel tempo tra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 ai nostri giorni, in oltre 170 anni di storia delle Ferrovie italiane”, così ha commentato con entusiasmo Andrea Palese, “abbiamo accolto con molto piacere l’invito dell’ing. Cantamessa, che ad ottobre ci ha onorato della sua presenza inaugurando la nostra Mostra a Gemona. È stata un’esperienza unica, in quanto Pietrarsa è un Museo diverso dagli altri, capace di affascinante non solo gli appassionati ferroviari, ma tutti. Fondazione sta facendo un lavoro sontuoso, promuovendo il turismo grazie al treno, valorizzando l’immenso patrimonio ferroviario della Nazione. Questi sono i modelli virtuosi che dobbiamo cercare di replicare in Pedemontana per realizzare compiutamente il progetto turistico che dovrà necessariamente affiancare la riapertura della ferrovia”.
Il Museo, adagiato tra il mare e il Vesuvio, con una spettacolare vista sul Golfo di Napoli, si sviluppa su un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti; inaugurato nel 1989 negli ultimi anni è stato oggetto di accurati interventi di restauro conservativo, che hanno permesso il pieno recupero di uno dei più importanti complessi di archeologia industriale italiana: il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840.
Una sede espositiva unica nel panorama nazionale che, per la suggestione degli ambienti e la ricchezza dei materiali conservati, rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa.
Pietrarsa è uno dei luoghi simbolo della storia delle Ferrovie dello Stato, un ponte teso tra passato e presente che congiunge idealmente la Bayard – ovvero la gemella della Vesuvio che il 3 ottobre del 1839 inaugurò la storia delle Ferrovie italiane percorrendo il primo tratto di strada ferrata della penisola, tra Napoli e Portici - ai sofisticati e velocissimi treni dell’Alta Velocità.
Grazie ad ingenti investimenti (oltre 10 milioni di euro) e al sapiente lavoro di valorizzazione posto in essere da Fondazione FS, il polo museale, è passato da 6mila visitatori/annui agli attuali 100mila.
Tante sono le iniziative culturali e turistiche legate al Museo: visite guidate per le scuole ed organizzazione di eventi (convegni, feste, matrimoni) nonché come location di set cinematografici.
Accanto al cantiere di restauro del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, procedono spediti altri importanti interventi promossi dal Comune di Portici e che vertono sul contesto limitrofo: i lavori in  riguardano la riqualificazione di tutta la fascia costiera a sud del Padiglione delle Locomotive a vapore, con la creazione di una grande passeggiata litoranea che condurrà al "Granatello" e la realizzazione di un’ampia area destinata a parcheggio a servizio del Museo, nonché la realizzazione di un molo per aliscafi e uno spazio solarium dedicato ai visitatori, che renderà ancora più facile ed accessibile il polo museale.
Non solo ferrovia quindi, ma turismo a tuttotondo, questo è diventato il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, un’esperienza davvero unica!

venerdì 25 novembre 2016

Progetto Pedemontana: domani primo incontro a Cavasso Nuovo


Con la firma del protocollo d’intesa tra Regione FVG e RFI Spa ora è ufficiale che la linea Pedemontana verrà riattivata sia per treni viaggiatori che per finalità turistiche.
Da alcune settimane sono già in corso i primi interventi lungo la linea, che consentiranno la riattivazione per fasi del traffico ferroviario: nel 2018 saranno riattivati i servizi commerciali sulla tratta Maniago–Sacile e sarà dato avvio ad un servizio turistico su tutta la linea a cura della Fondazione FS col progetto nazionale “Binari senza tempo”.
L’accordo prevede inoltre l’impegno della Regione a destinare specifiche risorse per il presidio e il miglioramento qualitativo delle stazioni ferroviarie della linea, nell’ambito di convenzioni tra RFI e gli Enti Locali.
Per sensibilizzare le Istituzioni e tutti i portatori d’interesse (pubblici e privati) a sviluppare un progetto economico territoriale in grado di supportare Fondazione FS nel rilancio della ferrovia, alcune Associazioni, hanno dato vita al “Progetto Pedemontana”, il quale verrà simbolicamente contraddistinto dallo storico logo del Comitato Gemona-Sacile.
Oltre al Comitato Pendolari Alto Friuli, capofila del progetto, hanno già aderito Italia Nostra Onlus FVG, Legambiente FVG, il Coordinamento regionale FVG di FIAB, l’Associazione Ciampore asd per il turismo sostenibile, il Gruppo 835 Vapore Vivo, l’Associazione Ferrovia Willy e la Sat – DLF di Udine.
Si partirà domani da Cavasso Nuovo, dove grazie alla disponibilità del Sindaco, Emanuele Zanon, da sempre in prima linea sul tema della ferrovia, si terrà l’incontro dibattito “Sacile-Gemona: una ferrovia proiettata nel futuro”.
L’appuntamento è fissato per le ore 16.00 presso la sede municipale (vedi foto del volantino): ospite d’onore sarà l’arch. Massimo Bottini di Italia Nostra, nonché Presidente Nazionale della Conferenza Nazionale della Mobilità Dolce (CO.MO.DO.), la quale organizza la “Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate”.
Bottini porterà l’esperienza di Italia Nostra che da anni, grazie ad un Gruppo di Lavoro dedicato alle ferrovie storiche si occupa a livello nazionale di mobilità sostenibile, perseguendo la salvaguardia del patrimonio delle linee dismesse o non più in esercizio.
All’incontro interverrà anche il dott. Andrea Palese, nostro rappresentate e primo promotore del progetto della Fondazione FS, il quale illustrerà i cardini del “Progetto Pedemontana”.
Il programma prevede inoltre l’importante partecipazione dell’ISIS di Sacile e Brugnera e dell’ISIS E. Torricelli di Maniago, le quali saranno rappresentate dai rispettivi dirigenti scolastici, prof. Alessandro Basso e Piervincenzo Di Terlizzi, i quali presenteranno il “Progetto scuole e ferrovia”.  CLICCA PER MAGGIORI INFO
L’incontro di Cavasso, dedicato a Italia Nostra e alle scuole, sarà il primo di una serie che verranno organizzati in Pedemontana: nel corso del 2017 Legambiente FVG e FIAB saranno protagonisti di altri incontri che si propongono di illustrare come valorizzare sotto il profilo turistico la ferrovia sfruttando gli aspetti naturalistici (Legambiente) e cicloturistici (Fiab) del nostro Territorio.
Con questo spirito le Associazioni intendono raccogliere una serie di dati basilari per la riuscita del progetto turistico: verrà in particolare lanciato un censimento che coinvolgerà Comuni e attività economiche locali, per l’acquisizione di elementi utili ad individuare una serie di percorsi turistici, sfruttando le potenzialità - oggi inespresse - della Ciclabile FVG3 e delle tante attrattive culturali e naturalistiche della Pedemontana. Lo scopo è quello di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea, favorendo e supportando il progetto della Fondazione FS.

PROGRAMMA: Sacile-Gemona: una ferrovia proiettata nel futuro”.
Ore 16.00 Saluto del Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon
Ore 16.15 Intervento del dott. Andrea Palese (Comitato Pendolari Alto Friuli): progetto "Binari senza tempo" di Fondazione FS, prospettive di sviluppo turistico della linea
Ore 16.30 Intervento dell'arch. Massimo Bottini (Italia Nostra Sezione di Udine - Presidente Nazionale CO.MO.DO.): "La Pedemontana del Friuli, la ferrovia che rinasce"
Ore 17.00 Intervento del prof. Alessandro Basso (Dirigente Scolastico ISIS di Sacile e Brugnera) e del prof. Piervincenzo Di Terlizzi (Dirigente Scolastico IIS "E. Torricelli di Maniago): "Progetto scuole e ferrovia"
Ore 17.30 Intervento di Mauro Giannelli (Ciampare asd - per un turismo sostenibile): "Proposte per un riuso degli spazi ferroviari a fini di accoglienza turistica"
Ore 18.00 Conclusioni
L'incontro/dibattito verrà moderato dall'Avv. Alessandro Puhali, noto storico ferroviario.
Seguirà "Slam di Poesia e Musica" , esibizione musicale a cura del Treno dei Poeti
Sarà presente una anteprima della Mostra "La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo", a cura del Comitato Pendolari Alto Friuli dell'Associazione Ferrovia Willy.

giovedì 24 novembre 2016

Ufficiale la Gemona-Sacile sarà riaperta entro il 2018: firmato il protocollo d'intesa tra Gruppo FS e Regione FVG

E’ stato sottoscritto a Roma lo scorso 22 novembre, tra Regione FVG e RFI Spa, il protocollo d’intesa che prevede il potenziamento infrastrutturale e tecnologico per migliorare gli standard di qualità del servizio ferroviario e velocizzare i collegamenti tra il Friuli Venezia Giulia e il resto del Paese, nonché la riattivazione della linea Sacile–Gemona, per treni viaggiatori e finalità turistiche.
L’intesa prevede inoltre anche lo sviluppo dell’intermodalità ferro/gomma/bici e il miglioramento dell’accessibilità nelle stazioni per le persone a ridotta mobilità e interventi a favore dei collegamenti transfrontalieri.
Il Protocollo d’intesa fa seguito all’Accordo Quadro tra Friuli Venezia Giulia e RFI sottoscritto nel febbraio 2016, finalizzato a rendere più competitivo il “Sistema Regione” attraverso un rafforzamento del trasporto su ferro e rientra nelle procedure per un nuovo affidamento del servizio di trasporto ferroviario regionale.
L’investimento economico complessivo relativo agli interventi inseriti nel Protocollo è pari a 2,6 miliardi di euro, di cui 413 milioni già finanziati.
VELOCIZZAZIONE DELLA LINEA VENEZIA-TRIESTE: tra gli obiettivi perseguiti, figura in particolare la velocizzazione della linea Venezia Mestre–Trieste, per far viaggiare ai treni di viaggiare a una velocità massima di 200 chilometri orari e di ridurre i tempi di viaggio a poco più di un’ora.
RIATTIVAZIONE LINEA SACILE-GEMONA: dal prossimo anno, il 2017, sono programmati gli interventi che consentiranno la riattivazione, per fasi, del traffico ferroviario sulla linea Sacile–Gemona.
A fronte di tali interventi, nel 2018 saranno riattivati i servizi commerciali sulla tratta Maniago–Sacile e sarà dato avvio a un servizio turistico su tutta la linea a cura della Fondazione FS.
Sulla base dei risultati ottenuti sarà valutato il ripristino dei servizi di linea sull’intero tracciato Sacile– Gemona.
Previsto in tale contesto l’impegno della Regione a destinare specifiche risorse per il presidio e il miglioramento qualitativo delle stazioni ferroviarie della linea, nell’ambito di convenzioni tra RFI e gli Enti Locali.
INTERVENTI NELLE STAZIONI / SCAMBIO INTERMODALE: con la firma del Protocollo, Regione FVG e Rete Ferroviaria Italiana hanno anche condiviso misure e interventi volti al miglioramento dell’attrattività dei servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL), in termini di intermodalità, ovvero lo scambio treno, bus, auto, bicicletta, e rendendo più accessibili le stazioni, in particolare per le persone a ridotta mobilità, eliminando le barriere architettoniche.
Per quanto riguarda il miglioramento dell’accessibilità nelle stazioni e per l’accesso ai treni, il Protocollo d’intesa prevede uno stanziamento iniziale da parte di RFI di 16,6 milioni di euro per interventi di innalzamento dei marciapiedi a 55 centimetri, così come prevede lo standard metropolitano, e realizzazione di rampe e ascensori da attuare tra il 2017 e il 2019, che riguarderanno le principali stazioni della regione, comprese quelle di Trieste e Udine.
Il Protocollo d’intesa sviluppa anche il tema dell’informazione ai viaggiatori, per una migliore integrazione con il TPL con il posizionamento nelle stazioni di nuovi monitor, pannelli e totem informativi sui servizi ferroviari e sulle coincidenze con i bus.
Le informazioni saranno anche plurilingui, nell’intento di supportare i passeggeri transfrontalieri. È prevista, inoltre, la realizzazione di canaline per accedere ai binari con le biciclette, iniziando dalle stazioni poste lungo la Ciclovia Alpe Adria Radweg (CAAR).

Avviso di sciopero: dalle 24 alle ore 21 di domani 25 novembre

Domani venerdì 25 novembre ci sarà uno sciopero nazionale di treni e mezzi pubblici, che causerà qualche problema a chi dovrà viaggiare.
Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati CUB Trasporti, SGB Sindacato Generale di Base, USB Lavoro Privato Trasporti e il CAT Coordinamento Autorganizzato Trasporti.
Allo sciopero potrà aderire il personale appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Trenord e Ntv, la società che gestisce i treni Italo.
Lo sciopero durerà da mezzanotte di giovedì 24 fino alle 21 di venerdì 25 novembre e potrà causare ritardi, variazioni o cancellazioni di treni regionali, suburbani e a lunga percorrenza.
Per i treni regionali saranno garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.

domenica 20 novembre 2016

Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro. Si parte sabato 26 novembre da Cavasso Nuovo

Sabato 26 novembre alle ore 16.00 presso il Municipio di Cavasso Nuovo si terrà l’incontro/dibattito “Sacile-Gemona, storia di una ferrovia proiettata nel futuro”.
L’incontro è il primo di una serie in programma in Pedemontana, che verranno organizzatati da un pool di Associazioni (Comitato Pendolari Alto Friuli, Italia Nostra, Legambiente e Fiab), le quali intendono stimolare le Istituzioni ad avviare da subito un progetto territoriale legato al rilancio e alla valorizzazione della Ferrovia Pedemontana.
La ferrovia - come annunciato a Gemona dal Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, ing. Luigi Cantamessa, lo scorso 8 ottobre all’inaugurazione della Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, - verrà riattivata e rientrerà nell’ambito del progetto nazionale “Binari senza Tempo”.
A questo punto risulta prioritario sensibilizzare il Territorio e le Istituzioni affinché si creino le condizioni minime per l’avvio del progetto turistico: a tal fine le Associazioni ritengono necessario potenziare una rete di sinergie tra i vari portatori d’interesse per sviluppare un progetto territoriale di vasta area in grado di supportare la Fondazione FS nel rilancio della ferrovia.
Con questo spirito le Associazioni intendono raccogliere sul Territorio una serie di dati basilari per la riuscita del progetto turistico della Fondazione FS: verrà in particolare lanciato un censimento che coinvolgerà Comuni e attività economiche locali, per l’acquisizione di elementi utili ad individuare una serie di percorsi turistici, sfruttando ad esempio le potenzialità oggi inespresse della Ciclabile FVG3 e delle tante attrattive culturali e naturalistiche della Pedemontana.
Si partirà pertanto da Cavasso Nuovo, sede simbolica, in quanto da qui nel settembre 2012 iniziò la “battaglia” per richiedere la riapertura della linea.
All’incontro parteciperanno, il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, da sempre in prima linea, Andrea Palese, rappresentante del Comitato Pendolari Alto Friuli e primo proponente del progetto della Fondazione FS e Massimo Bottini di Italia Nostra, nonché Presidente Nazionale della Conferenza Nazionale della Mobilità Dolce (CO.MO.DO.), la quale organizza la “Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate”.
Bottini porterà l’esperienza di Italia Nostra che da anni, grazie ad un Gruppo di Lavoro dedicato alle ferrovie storiche si occupa a livello nazionale di mobilità sostenibile, perseguendo la salvaguardia del patrimonio delle linee dismesse o non più in esercizio.
Il programma prevede inoltre l’importante partecipazione dell’ISIS di Sacile e Brugnera e dell’ISIS E. Torricelli di Maniago, le quali saranno rappresentate dai rispettivi dirigenti scolastici, prof. Alessandro Basso e Piervincenzo Di Terlizzi, i quali presenteranno il “Progetto scuole e ferrovia”.
Si tratta di un progetto didattico pluridisciplinare a classi aperte rivolto ad un gruppo di studenti di entrambi gli Istituti, che prevede la realizzazione di due veicoli da ferrovia mossi da pedali (ciclotreno). Il progetto, che sarà seguito dai prof Roberto Zamparini e Fabio Bonacotta, prevede nella primavera 2017 l’organizzazione di un viaggio dei ciclotreni lungo la ferrovia.
I due mezzi partiranno rispettivamente da Sacile San Liberale e da Maniago, incontrandosi poi ad Aviano dove ad attenderli ci saranno gli alunni dei due Istituti; per l’occasione le Associazioni organizzeranno una serie di eventi collaterali dedicati alla Pedemontana.
Durante il percorso dei ciclotreni verranno organizzate delle micro-tappe, occasione di brevi interventi didattici riguardanti l’aspetto naturalistico e geomorfologico della Pedemontana, la storia della costruzione della ferrovia e dei luoghi che attraversa, l’aspetto della manutenzione tecnica delle infrastrutture ferroviarie.
L’incontro di Cavasso dedicato alle scuole sarà pertanto il primo di una serie che saranno dedicati alla ferrovia e che si propongono di illustrare come questa potrebbe essere valorizzata sotto il profilo turistico sfruttando gli aspetti naturalistici (Legambiente) e cicloturistici (Fiab).
Lo scopo è quello di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea (2018?), favorendo e supportando il progetto della Fondazione FS.
E’ prioritario ad esempio che i Comuni assumano il comodato delle stazioni, a condizioni tali da favorire il loro recupero funzionale, in modo da garantire la creazione di spazi ricreativi/culturali e commerciali a supporto della ferrovia, coinvolgendo le tante Associazioni presenti sul Territorio.
Come già successo in altre realtà italiane che hanno sposato il progetto della Fondazione FS, è di basilare importanza che le stazioni diventino il punto di riferimento per l’utenza/turisti.
Si dovrà quindi puntare decisi sul completamento e miglioramento della Ciclovia FVG3, la quale proprio a Gemona si interseca con la più nota Ciclovia Alpe Adria - FVG1, percorsa annualmente da migliaia di ciclisti e sull’individuazione di specifici percorsi naturalistici, storico-culturali ed enogastronomici in grado di attrarre il turismo ferroviario, sempre in maggior espansione in questi ultimi anni.

martedì 15 novembre 2016

Stazioni fs in comodato: un'occasione di sviluppo turistico per i nostri Comuni

Con l'avvento dei nuovi sistemi tecnologici per la vendita dei biglietti, che hanno sostituito le vecchie biglietterie e il personale di gestione, migliaia di stazioni ferroviarie in tutta Italia sono state abbandonate, e al loro interno non vi si svolge più alcuna attività, finendo anzi spesso come dimora per persone indigenti e scempio di vandali.
Ma non è solo l'abbandono a destare problemi, è anche a causa dei costi di gestione di questi edifici, anche se non più in uso, che Rete Ferroviaria Italiana Spa (RFI) ha deciso di cedere in comodato d'uso gratuito migliaia di piccole stazioni.
Si tratta di un patrimonio di oltre 1700 stazioni impresenziate su tutto il territorio nazionale.
Le stazione interessate sono quelle della categoria 'bronze', ovvero le fermate con bassa frequentazione (meno di 500 frequentatori medi/giorno), ovvero prive di fabbricato viaggiatori aperto al pubblico, o non presenziate da personale RFI e dotate unicamente di servizi regionali.
Il progetto è finalizzato da una parte, verso la “rifunzionalizzazione” e l’ottimale dimensionamento delle aree destinate alle attività prettamente ferroviarie“; dall’altra parte – nel contesto delle iniziative di carattere sociale del Gruppo FS - verso la cessione a Istituzioni del Territorio, in comodato d’uso, degli spazi “non strumentali” da destinare ad organizzazioni no profit attive nei diversi settori.
Tali iniziative, oltre ad arricchire la stazione e il territorio di servizi sociali, garantiscono il presenziamento degli edifici e la loro manutenzione corrente, con positivi effetti anche in termini di qualità e decoro. Questa modalità di riutilizzo del patrimonio ferroviario non più funzionale all’esercizio, riveste una sempre maggiore importanza per il Gruppo FS già da anni impegnato, in collaborazione con le Istituzioni, in azioni di solidarietà sociale così come nel riutilizzo di asset dismessi, quali ad esempio linee ferroviarie non più in esercizio. I contratti di comodato gratuito attivi al 2014 sono circa 510 in 345 stazioni, destinati a crescere soprattutto nell'ambito delle stazioni non presenziate, gestite a distanza da avanzati sistemi tecnologici.
Come fare richiesta  di comodato a RFI? CLICCA QUI
Si tratta di un importante opportunità per i nostri Comuni, visto che da sempre le stazioni fs rappresentano uno dei biglietti da visita delle nostre città.
Un’opportunità soprattutto per la Pedemontana (Gemona-Sacile), ora che Fondazione FS e la Regione FVG hanno accolto la nostra proposta di rilanciare la linea sotto il profilo turistico, sfruttando le potenzialità inespresse della ferrovia, facendola inserire nel progetto nazionale “Binari senza tempo”.
Per questo motivo abbiamo da tempo invitato i Sindaci a richiedere da subito a RFI il comodato delle stazioni.
Si tratta di un atto propedeutico alla riapertura della ferrovia, in quanto il Territorio non può permettersi il lusso di arrivare in ritardo a questo appuntamento: sarebbe un grave errore riaprire la ferrovia e ritrovarsi con stazioni degradate o chiuse non i grado di accogliere adeguatamente i turisti.
Le stazioni dovranno pertanto essere trasformate in punti di interesse, InfoPoint dedicati ai vari percorsi turistici, piccoli bar o B&B dedicati ai cicloturisti o sedi di associazioni locali o di piccoli spacci di prodotti locali.
Ogni Comune dovrà sfruttare al meglio le proprie peculiarità: Forgaria potrebbe ad esempio profittare dell’area di Cornino per pubblicizzare la Riserva Naturalistica del Grifone, Pinzano, potrebbe valorizzare l’immobile fs in chiare storica, mentre Travesio, Meduno, Fanna/Cavasso e Maniago con le loro bellezze ambientali, potrebbero sfruttare le stazioni per i cicloturisti o per percorsi enogastronomici. Infine Sacile, potrebbe dedicare la stazione di San Liberale agli studenti, offrendo loro spazi ad hoc per le attività scolastiche/didattiche legate alla mobilità.
Non solo i Comuni della Pedemontana, ma anche tutti gli altri del FVG sono interessati dall’iniziativa di FS: si pensi ad esempio alle stazioni di Ugovizza/Valbruna, Pontebba e Carnia, già frequentatissime dai cicloturisti della Ciclovia Alpe Adria, le quali potrebbero essere destinate ad una migliore accoglienza dei turisti con l’allestimento di semplici InfoPont o locali attrezzati per le biciclette.
Si tratta di cambiare la mentalità e mettersi in gioco, cercando di replicare dei modelli virtuosi già esistenti e funzionanti in altre realtà.
Alcuni hanno già fatto qualche passo in avanti: Gemona del Friuli, Tarvisio e San Vito al Tagliamento (stazioni categoria “silver”) da anni hanno già ottenuto da RFI il comodato delle proprie stazioni, garantendo così agli utenti un miglior servizio; altri tentennano, mentre la massa attente … Manca un indirizzo politico virtuoso sulla questione, le iniziative spot fatte dalla Regione (vedi "Progetto Piccole Stazioni"), sono troppo isolate e le risorse 400 mila € per 5 interventi in tutto, sono troppo poche. Serve osare perché siamo certi che ogni euro investito bene garantirà una ricaduta economica sul Territorio, generando nuova ricchezza e soprattutto aumentando la qualità del servizio offerto.

domenica 6 novembre 2016

Il turismo ferroviario nuovo modello di valorizzazione del territorio

In queste ultime settimane, la Ferrovia Pedemontana Gemona-Sacile è tornata sotto i riflettori grazie alle iniziative del nostro Comitato e all’intervenuto accordo tra Fondazione FS, Regione FVG e RFI spa che permetterà l’inserimento della linea nell’ambito del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione e la sua riapertura sia per scopi turistici che per la tradizionale attività di trasporto di persone (TPL).
Un progetto importante quello della Fondazione FS, che in altre realtà è già in avanzato stato di realizzazione, che sta permettendo importanti ricadute economiche sui Territori interessati.
Grazie al recupero di ferrovie dimenticate ed abbandonate è stato infatti possibile promuovere nuove forme di “turismo lento” legate al treno, sfruttando le eccellenze locali (centri storici, bellezze artistiche e naturalistiche, piste ciclabili, percorsi enogastronomici, ecc.).
Un esempio virtuoso è in particolare la Sicilia, con la sua Ferrovia dei Templi, la quale dal giugno 2014 è stata riattivata, grazie all'intervento di riqualificazione posto in essere da Fondazione e dall’Associazione Ferrovie Kaos; la linea è ufficialmente inserita all'interno del progetto di Fondazione FS denominato "Binari senza tempo" e risulta essere una delle 6 ferrovie turistiche nazionali. Nel marzo del 2016, è stata ufficialmente riattivata, dopo 38 anni, la stazione di Porto Empedocle Succursale, nel cuore della città.
Il progetto in questi mesi ha permesso di sviluppare un “nuovo” modo di visitare uno dei più importanti distretti turistici della Sicilia, attirando l’attenzione degli operatori esteri del settore.
Un tour operator tedesco ha infatti commissionato alla Fondazione FS un pacchetto di itinerari in treno storico sulla “Ferrovia dei Templi”, i cui binari partono da Agrigento e Porto Empedocle conducendo direttamente al cuore del Parco Archeologico, Patrimonio UNESCO.
I viaggi saranno effettuati a bordo delle "Littorine" d’epoca ALn 668 serie 1600 nei mesi di ottobre e novembre 2016 e febbraio, marzo e aprile 2017. Sono previste 30 corse e più di 3mila turisti, con una media di 100 partecipanti ad ogni evento.
Il treno storico si conferma così come mezzo ideale per visitare la Valle dei Templi - grazie alla strategica fermata Tempio di Vulcano, adiacente all’ingresso del Parco e del Giardino della Kolymbethra – trasformando il mezzo e i tempi di trasporto in una bella esperienza all’interno del viaggio stesso.
Proprio per offrire un servizio di assistenza alla clientela e per promuovere gli itinerari turistici sui rotabili d’epoca, la Fondazione FS ha aperto un proprio Presidio Turistico presso la stazione di Agrigento Centrale, primo della intera rete.
Con la “Ferrovia dei Templi” si aggiunge un tassello importante per lo sviluppo economico del territorio di Agrigento, fortemente legato al settore del turismo.
Agrigento sta vincendo così la sua sfida, sfruttando al meglio la sua ferrovia, implementando l’offerta turistica e valorizzando le proprie eccellenze.
La Pedemontana dovrà fare altrettanto: da mesi sosteniamo che Regione FVG, Comuni e Associazioni debbano creare le condizioni per arrivare preparati alla riapertura della ferrovia, sfruttando tutte le potenzialità turistiche del territorio oggi inespresse.
Si dovrà ad esempio puntare decisi sul completamento e miglioramento della Ciclovia FVG3, la quale proprio a Gemona si interseca con la più nota Ciclovia Alpe Adria - FVG1, percorsa annualmente da migliaia di ciclisti.
Oltre alla ciclabile però si dovranno individuare percorsi turistici ad hoc, sfruttando le varie peculiarità del Territorio, da quelli naturalistici di cui la Pedemontana ne è particolarmente ricca (es. Riserva Naturale di Cornino) a quelli cultuali ed enogastronomici. 
Sarà inoltre basilare la creazione di Infopoint, valorizzando gli immobili ferroviari e in particolare le stazioni, favorendo campagne informative per attrarre turisti.
Il treno pertanto sarà una delle componenti del progetto turistico, ma non l’unica: bisognerà da subito far tesoro delle esperienze altrui, cercando di importare i modelli che in altre realtà italiane già funzionano.
Non sarà facile in quanto il progetto richiede soprattutto unità di vedute e di intenti; tutti dovranno "remare" nelle medesima direzione, senza protagonismi di sorta. Questa è la vera sfida che attende la Pedemontana, non tanto quella di riaprire la ferrovia!   

giovedì 3 novembre 2016

Primi lavori lungo la linea, la Sacile-Gemona riparte

Rfi ha dato il via alla manutenzione della ferrovia Gemona-Sacile: si tratta del primo segnale concreto dell’intervenuto accordo tra la Regione, Fondazione FS e RFI spa, annunciato lo scorso 8 ottobre nel corso dell’inaugurazione della nostra Mostra a Gemona dall’ing. Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato.
Rfi in questi giorni ha iniziato le prime attività ispettive e manutentive sulla linea; gli interventi sono funzionali a consentire le condizioni di sicurezza delle persone e del materiale rotabile con il quale si svolgerà i sopralluoghi tecnici.
In particolare, sono in corso la pulizia della sede da vegetazione e verifica della sagoma libera per la circolazione di alcuni tratti, il controllo tecnico dello stato dell'armamento con visite a piedi, visita ordinaria alle opere d'arte (ponti e gallerie) da parte di personale specializzato e manutenzioni puntuali al binario e alla sede secondo le necessità risultanti dalle verifiche sul posto.
Forgaria - Bagni d’Anduins, Cornino e alcuni tratti tra Montereale e Maniago sono già stati ripuliti dai mezzi di RFI.
Dopo quattro anni di immobilismo più assoluto da parte della Regione, dopo l’inutile e costoso (40mila €),  studio di fattibilità di Ferrovie Udine Cividale (che peraltro non prevedeva nulla in chiave turistica!), ora sembra che la vertenza della Gemona-Sacile si stia risolvendo per il meglio, seguendo la linea dettata dai Comitati dei Pendolari, da alcuni Sindaci (Cavasso Nuovo in primis) e in particolare dal consigliere comunale di Gemona, nonché storico leader dei pendolari, Andrea Palese, che prima di tutti, aveva suggerito e proposto di far rientrare la Pedemontana nell’ambito del progetto nazionale “Binari senza Tempo” della Fondazione FS.
Siamo soddisfatti che la situazione si sia finalmente sbloccata e di aver fattivamente contribuito all'avvio di questo progetto: senza ombra di dubbio la presenza dell’ing. Cantamessa, da noi invitato in Friuli, è stata la chiave di volta di questa partita.
Eravamo certi, visti i precedenti e l'autorevolezza dell'interlocutore, che se l'ing. Cantamessa si fosse interessato alla nostra Pedemontana, la questione avrebbe preso un'altra piega, e così è stato.
Riteniamo assolutamente secondario quanto dichiarato dall’Assessore regionale Santoro, la quale intende portare la Commissione Parlamentare Trasporti della Camera a visionare la linea: adesso non possiamo continuare a perdere tempo, attendendo Commissioni o sperando nell'approvazione di progetti di legge sull'istituzione di ferrovie turistiche, che seppur importanti, giacciono in Parlamento da anni; la visita della Commissione peraltro già annunciata da mesi, doveva svolgersi a maggio, poi rinviata … ben venga la Commissione e la legge sulle ferrovie turistiche, ma deve essere chiaro che non sono assolutamente propedeutiche alla riattivazione della nostra ferrovia.
E' bene sottolineare che le altre ferrovie che rientrano nel progetto "Binari senza tempo" sono già attive e grazie alla Fondazione permettono una vera valorizzazione e promozione turistica del Territorio. 
Serve pertanto concretezza, passare dalla teoria alla progettazione "sul campo", con i Sindaci protagonisti, in maniera da individuare da subito un progetto economico su vasta area per valorizzare la ferrovia sotto il profilo turistico.
E’ fondamentale arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea (2018?), favorendo e supportando il progetto della Fondazione FS; è prioritario che i Comuni assumano ad esempio il comodato delle stazioni, a condizioni tali da favorire il loro recupero funzionale, in modo da garantire la creazione di spazi ricreativi/culturali e commerciali a supporto della ferrovia, coinvolgendo le tante Associazioni presenti sul Territorio.
Come già successo in altre realtà italiane che hanno sposato il progetto della Fondazione FS, è di basilare importanza che le stazioni diventino il punto di riferimento per l’utenza/turisti, mediante la realizzazione di InfoPoint dedicati, spazi ricreativi/culturali e di piccole attività commerciali (bar, spacci di prodotti locali, B&B).
Non possiamo permetterci il lusso che la ferrovia venga ripristinata e di ritrovarci con stazioni decadenti e desolatamente vuote, con un’offerta turistica deficitaria e mal organizzata; questo sarebbe un autogol clamoroso per le nostre Comunità, che così facendo perderebbero la più grande occasione per sviluppare sul Territorio le nuove e redditive forme di “turismo lento” legato al treno, divenute in questi ultimi anni dei veri pilastri nell’economia di altri Paesi che prima di noi hanno creduto in questi progetti legati alla ferrovia.
Il treno è solo una componente di questo progetto economico: per questo è necessario individuare una rete di percorsi culturali/enogastronomici/ciclistici e dei punti di riferimento a sostegno della futura ferrovia turistica.
Un primo importante risultato è stato raggiunto, ma non si può dormire sugli allori e andare avanti a forza di spot sui giornali, ora ci attende la sfida più grande e impegnativa: spetterà a noi creare le condizioni concrete per il futuro sviluppo economico della Pedemontana sfruttando al meglio la sua ferrovia.

martedì 1 novembre 2016

1000 e più volte GRAZIE !!!

Gli organizzatori della Mostra e gli amici festeggiano la chiusura 
Si è conclusa domenica la Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, organizzata dal nostro Comitato con la partnership del Comune di Gemona del Friuli, della Fondazione Ferrovie dello Stato e del Messaggero Veneto, la collaborazione di numerosissime Associazioni ferroviarie e non del FVG. 
L’esposizione inaugurata lo scorso 8 ottobre, alla presenza del Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Cantamessa, ha avuto un successo oltre ogni aspettativa, con oltre 1000 visitatori, provenienti da tutta la regione, dal vicino Veneto, dall'Austria e dalla Slovenia.
Un interessamento a 360°, grazie anche ad alcune Scuole locali che con molto interesse hanno voluto partecipare attivamente al nostro progetto.
Ci ha fatto piacere domenica sera trovare in Mostra tanti amici, collaboratori e semplici appassionati, che con noi hanno voluto brindare e festeggiare questo importante risultato.
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso l’organizzazione di questo evento, sicuramente il più importante appuntamento ferroviario del Friuli Venezia Giulia del 2016 e uno dei più riusciti degli ultimi anni.
Basta leggere le dediche e i tanti pensieri lasciati dai visitatori sul libro firme della Mostra per comprendere l’entusiasmo e l’interesse verso la Gemoma-Sacile e la ferrovia in particolare. 
Una squadra fantastica che per un mese, oltre l’impegno, ci ha messo il cuore, dedicandosi alla causa della Pedemontana e compatta ha lavorato solo per un obiettivo. 
Non si è trattata infatti di una semplice Mostra, fine a se stessa, una semplice rassegna di belle fotografie, come tante altre, ma citando le parole della nostra “locomotiva”, Andrea Palese, “qui si è posta la prima pietra della rinascita della Ferrovia Pedemontana”.
Si brinda al successo delle Mostra
Andrea, prima di tutti ha capito l’importanza del progetto nazionale della Fondazione FS, “Binari senza Tempo”, volando questa primavera in Sicilia a visionare come poter esportare il progetto e incontrando di persona l’ing. Cantamessa, senza dubbio l'uomo che ha permesso la svolta della Pedemontana.
Si è trattato di un movimento dal basso, che ha saputo rompere finalmente l’immobilismo politico che si era creato sulla Pedemontana; una spinta che ha permesso il raggiungimento dell’accordo tra Fondazione FS, RFI Spa e Regione FVG. 
La dedica dell'ing. Cantamessa, Direttore della Fondazione FS
Se la Fondazione FS e il suo Direttore sono "sbarcati" in FVG, il merito è esclusivamente di quei “pazzi” che hanno creduto fin da subito che questo fosse l’unico progetto possibile per far riattivare la nostra ferrovia.
Ora però non si dovrà dormire sugli allori, pensando che Fondazione FS tolga le castagne dal fuoco: da oggi si apre la seconda fase, quella più impegnativa della progettazione, dove il Territorio e i Sindaci in particolare dovranno essere protagonisti, favorendo la creazione di una rete sinergica di attività, dal cicloturismo mediante lo sfruttamento della Ciclabile FVG3, a percorsi culturali e naturalistici, di cui la Pedemontana è particolarmente ricca.
L’errore più grande sarebbe infatti quello di vedere la ferrovia riattivata e il Territorio non pronto a supportare il progetto turistico di Fondazione FS, perdendo così un’importante occasione di sviluppo economico. 
L'ultima dedica, sognando il primo treno
della Pedemontana
Si dovrà passare dalle parole, dai protocolli d'intesa ai progetti sul campo, rimboccandosi le maniche e remando tutti nella medesima direzione.
I Sindaci dovranno attivarsi, richiedendo ad esempio il comodato delle stazioni, le quali dovranno diventare i punti di riferimento per turisti ed utenti, nonché il biglietto da visita dei nostri Paesi, sensibilizzando altresì la Regione FVG ad investire risorse nel progetto della Pedemontana, a supporto delle iniziative che dovranno essere realizzate per valorizzare e favorire il turismo ferroviario.


Per questo è necessario far rete e iniziare un percorso condiviso, facendo tesoro degli errori del recente passato, ad esempio dell’inutile studio di fattibilità di Ferrovie Udine Cividale, il quale tutto prevedeva, tranne l’aspetto turistico, oggi posto alla base del progetto Pedemontana ...
Bisognerà pertanto acquisire dati e "fotografare" la situazione del Territorio per capire quali percorsi intraprendere, quali sono le potenzialità inespresse e dove investire risorse.
Il Comitato Pendolari Alto Friuli, unitamente a tante Associazioni ferroviarie del FVG, a Italia Nostra e Legambiente, inizierà questa attività di “censimento”, coinvolgendo attivamente i Comuni e i portatori d’interesse, soprattutto sensibilizzando le attività commerciali ad investire, sfruttando il volano che verrà creato dalla ferrovia.
L’intento è quello di fornire un dettagliato report che spazi dall’aspetto ambientale, al cicloturismo (bici+treno), al turismo storico/culturale.
Il prossimo 26 novembre nella sede del Municipio di Cavasso Nuovo, grazie agli amici di Italia Nostra, verrà ufficialmente lanciata questa iniziativa, la quale darà avvio alla raccolta dei dati sul Territorio.
Ospite e relatore sarà Massimo Bottini, Presidente Nazionale di CO.MO.DO nonché coordinatore del gruppo di lavoro di Italia Nostra che si occupa della campagna “Ferrovie dimenticate”; CO.MO.DO. è nota soprattutto per essere l’organizzatrice a livello nazionale della “Giornata delle ferrovie dimenticate”.

venerdì 28 ottobre 2016

Ultimo fine settimana di apertura per la Mostra dedicata alla Ferrovia Pedemontana

Ultimo fine settimana di apertura della Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, la quale chiuderà i battenti domenica alle ore 18.30, ingresso libero.
La Mostra è organizzata dal Comitato Pendolari Alto Friuli, con la partnership del Comune di Gemona del Friuli, della Fondazione Ferrovie dello Stato e del Messaggero Veneto, ed è visitabile nei seguenti orari, dalle 9.30/12.30 e dalle ore 14.30/18.30 presso Palazzo Elti (Ufficio Turistico), Via Bini n. 9, Gemona del Friuli.
L’esposizione consiste in una ampia rassegna di foto, modelli, documenti, alcuni dei quali inediti, dedicati alla storica linea Gemona-Sacile.
La Mostra si compone di quattro sezioni e contiene materiali di numerosi collezioni private, tra cui quelle di Pietro Gerometta e Romano Vecchiet, con alcuni cimeli provenienti dal Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, alcuni plastici realizzati da Romano Pedi e dell’Arch. Alberto Antonelli e una serie di scatti d’autore di Giuliano Guida e Ivano De Simon.
Una sezione è dedicata inoltre alla rassegna stampa ripresa dalle pagine del Messaggero Veneto sulla battaglia per riaprire la linea Gemona-Sacile.
Domenica sul tardo pomeriggio è previsto il saluto da parte degli organizzatori, i quali per ringraziare tutti coloro che hanno supportato e contribuito al buon esito della Mostra, incontreranno l’Amministrazione Comunale di Gemona, le Associazioni e gli Enti che hanno creduto e permesso l’organizzazione di questo importante evento, sicuramente il più rilevante appuntamento ferroviario dedicato alla pedemontana degli ultimi anni.
Vi aspettiamo numerosi !

mercoledì 26 ottobre 2016

Il miracolo ferroviario siciliano: un modello per la nostra Pedemontana

Pubblichiamo un interessante articolo che riassume il "miracolo ferroviario" siciliano della Valle dei templi.
Un progetto divenuto realtà grazie all'impegno dei volontari e in particolare di Pietro Fattori, giovane agrigentino, che prima di altri ha creduto nella possibilità di un rilancio in chiave turistica della ferrovia abbandonata Agrigento-Porto Empedocle, oggi vero e proprio punta di diamante del progetto nazionale "Binari senza tempo" della Fondazione FS.
Da qui è partita anche la rinascita della nostra Pedemontana, visto che se oggi Fondazione FS è sbarcata in FVG e si è interessata al rilancio della Gemona-Sacile, il merito è di un altro giovane, il gemonese Andrea Palese, che a marzo è sceso in Sicilia per comprendere se questo modello ferroviario era possibile esportarlo in Friuli. 
Siamo molto lontani dal raggiungimento dell'obiettivo, ma certi che il FVG non si lascerà scappare questa importante occasione di sviluppo e sappia sfruttare il progetto "Binari senza tempo" , il quale come più volte dichiarato dall'ing. Cantamessa ha lo scopo di unire lo Stivale da Sud a Nord.      

Binari storici. Il piccolo grande miracolo della Ferrovia dei Templi.
Oggi è realtà un'impresa che sia preannunciava a dir poco titanica, ovvero “resuscitare” dall’oblio i primi 10 km dell’antica linea ferroviaria Agrigento–Castelvetrano, che passa per la Valle dei templi.
Agrigento, come tante altre rinomate località, ha, da qualche anno a questa parte, la sua ferrovia turistica.
Quando questo servizio fu inaugurato, tempo addietro, grazie alla spinta dei volontari, nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo sulla riuscita di una impresa che sia preannunciava a dir poco titanica. E c'è voluta la grande tenacia e la smisurata passione profusa dall'agrigentino Pietro Fattori insieme ad un gruppo di altri innamorati di treni storici e strade ferrate, riuniti sotto il logo dell'associazione Ferrovie Kaos.
Una vera impresa a tutti gli effetti, a maggior ragione nella città di Pirandello. Ovvero “resuscitare” dall’oblio i primi 10 chilometri dell’antica linea ferroviaria Agrigento–Castelvetrano, che passa per la Valle dei templi, attraversando due imponenti viadotti che per 30 anni non hanno visto transitare che pochissimi treni.
C’è poi voluta l’intuizione di un giovane ingegnere bergamasco, Luigi Cantamessa, che, accorso in Sicilia e resosi conto dell’immenso potenziale turistico di questo tratto di ferrovia dimenticata, ha voluto inserire quella che poi è stata ribattezzata la “Ferrovia dei Templi”, in uno speciale elenco di linee a scarso traffico da recuperare e valorizzare, lanciando il progetto "Binari senza tempo". Ed è stato un successo incredibile, dal nord al sud del paese, con migliaia di presenze su vecchi vagoni e littorine restaurate per far provare ai turisti l’”ebbrezza” del viaggio d’altri templi.
In passato diversi politici hanno provato a sfruttare il tracciato per fini turistici ma con scarsi o nulli risultati. Negli anni Ottanta si parlò di “archeotreno” per collegare i parchi archeologici di Agrigento e Selinunte.
Negli anni Novanta ci provò l’allora ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano, che tentò di avviare un servizio turistico.
Negli anni 2000 furono le stesse ferrovie a tentare un ripristino nei mesi estivi, ma i treni viaggiarono quasi sempre vuoti.
Poi si iniziò a parlare di metropolitana di superficie, ma il progetto rimase sostanzialmente carta straccia.
Solo con la nascita della Fondazione FS Italiane, e grazie all’impegno dell’ing. Cantamessa si è riusciti non solo a recuperare, ma anche a mettere a reddito questa infrastruttura che oggi, secondo i dati diramati, porta nel nostro territorio migliaia di turisti ogni anno, che scelgono il treno storico per visitare la Valle dei Templi, Porto Empedocle e le bellezze paesaggistiche del circondario.
Il treno inaugurale, nel giugno del 2014, partito da Palermo, fece registrare il tutto esaurito a bordo. E fu festa grande a Porto Empedocle, dove il direttore della Fondazione, insieme alla parlamentare agrigentina Maria Iacono (prima firmataria di una proposta di legge per l’istituzione delle Ferrovie turistiche in Italia), hanno simbolicamente dato il via ad un servizio d’eccellenza.
Un tassello importante per lo sviluppo economico, generale, di Agrigento. Che, a grandi passi, va maturando la consapevolezza che il domani dei suoi figli deve imprescindibilmente essere legato al turismo.

domenica 23 ottobre 2016

Legge sulle Ferrovie Turistiche in dirittura d'arrivo

La IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha recentemente adottato il testo base (CLICCA QUI) in ordine alla proposta di legge n. 1178 (proponente On. Maria Iacono / relatore On. Romina Mura) relativa all’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.
Dopo due anni e un lungo lavoro del Comitato Ristretto si è dunque arrivati al testo che definisce i criteri per individuare le ferrovie turistiche nonché per definire specifiche modalità per un’adeguata gestione del servizio di trasporto e della connessa offerta commerciale e turistica.
Al testo sarà possibile ora apportare modifiche con la presentazione degli emendamenti, il cui termine è fissato in una delle prossime sedute della Commissione.
Questa legge, la cui prima firmataria è la deputata agrigentina, Maria Iacono, ha come finalità la salvaguardia e la valorizzazione delle ferrovie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, comprensive dei tracciati ferroviari, delle stazioni e delle relative opere d'arte e pertinenze, nonché dei rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle.
La proposta di legge prevede che le linee ferroviarie, le stazioni e le relative opere d'arte restano nella disponibilità dei soggetti proprietari o concessionari, che sono responsabili del mantenimento in esercizio, della conformità del tracciato agli standard definiti dal decreto, nonché della manutenzione, della funzionalità e della sicurezza delle medesime infrastrutture, che sono classificate, ai fini della manutenzione ed esercizio, con apposita categoria turistica.
INDIVIDUAZIONE DELLE FERROVIE TURISTICHE: un decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali (di concerto con quello delle Infrastrutture e previa intesta in Conferenza Stato-Regioni) dovrà individuare e classificare come ferrovie turistiche le linee caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico. L'elenco verrà aggiornato con la stessa procedura.
Anche le linee dismesse o le linee sospese potranno essere classificate come turistiche, purché siano armate per l'intera percorrenza o per la maggior parte della loro percorrenza e purché rispettino gli standard di sicurezza e di manutenzione.
Nell’elenco rientreranno da subito la Palazzolo-Paratico (Lombardia), la Asciano-Monte Antico (Toscana), la ferrovia della Valmorea (Lombardia), la Ceva-Ormea (Piemonte), la Sulmona-Casteldisangro-Carpinone (Abruzzo-Molise), l’Agrigento-Porto Empedocle (Sicilia) e la Fano-Fermignano (Marche) e l’Avellino–Rocchetta Sant’Antonio (Campania) e la nostra ferrovia Pedemontana Gemona-Sacile (Friuli).
Si tratta di una legge importante, attesa da tempo, che unitamente all’impegno della Fondazione FS, promotrice del progetto nazionale “Binari senza tempo”, permetterà il recupero e la valorizzazione di alcune linee ferroviarie italiane, alcune delle quali sono già state attivate da Fondazione FS.
SISTEMA MISTO TURISMO/TPL PER LA FERROVIA PEDEMONTANA: il riconoscimento della Pedemontana quale ferrovia turistica e l’interessamento della Fondazione FS, permetterà di promuovere sul Territorio una serie di attività legate allo sviluppo del “viaggio lento”, grazie alla Ciclovia Pedemontana (FVG3), che è a sua volta è connessa con la Ciclovia Alpe Adria Radweg (FVG1), facendo leva sulla combinazione treno-bici.
Il progetto della Fondazione FS permetterà inoltre la valorizzazione del patrimonio immobiliare ferroviario, costituito dalle stazioni e dai manufatti, i quali potranno essere destinati sia ad attività commerciali quali B&B, bar, che a infopoint o spazi destinati per associazioni culturali o ricreative.
La ferrovia Pedemontana sarà inoltre la prima linea d’Italia ad essere utilizzata in modo promiscuo sia per il servizio turistico che per l’effettuazione di servizi di linea (tpl), configurando così un sistema misto turistico/tpl a vantaggio anche dei pendolari e della domanda non squisitamente turistica.
Il vantaggio è cospicuo basti pensare che sulla sola tratta Maniago-Sacile, il treno è più veloce di 33 minuti rispetto al trasporto pubblico su gomma.
Sotto il profilo gestionale, il testo della legge prevede che siano attribuiti ai soggetti proprietari o concessionari, nel nostro caso a Rfi non solo gli oneri di manutenzione ordinaria ma anche quelli di manutenzione straordinaria e di innovazione tecnologica della linea e che la stessa Rfi o la consorella Trenitalia assuma la gestione della Sacile-Gemona nel caso di compresenza di servizi turistici e di linea.

lunedì 17 ottobre 2016

La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo: 500 visite nei primi giorni della Mostra, Un successo, Grazie !

Inaugurata sabato 8 ottobre alla presenza del Direttore della Fondazione FS, ing. Luigi Francesco Cantamessa, la Mostra “La Ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo”, sta ottenendo un successo oltre ogni aspettativa.
Solo nei primi giorni di apertura si sono contate quasi 500 presenze, con grandi e piccoli che hanno affollato le stanze di Palazzo Elti, ammirando le foto e i cimeli ferroviari in esposizione. 
La Mostra è organizzata dal Comitato Pendolari Alto Friuli, con la partnership del Comune di Gemona del Friuli, della Fondazione Ferrovie dello Stato e del Messaggero Veneto.
L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 30 ottobre, presso il Museo di Palazzo Elti di Gemona del Friuli, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 18.30, consiste in una ampia rassegna di foto, modelli, documenti, alcuni dei quali inediti, dedicati alla storica linea Gemona-Sacile.
La Mostra si compone di quattro sezioni e contiene materiali di numerosi collezioni private, tra cui quelle di Pietro Gerometta e Romano Vecchiet, con alcuni cimeli provenienti dal Museo Ferroviario di Trieste, alcuni plastici realizzati da Romano Pedi e Alberto Antonelli, e una serie di scatti d’autore di Giuliano Guido e Ivano De Simon.
Una sezione è dedicata inoltre alla rassegna stampa ripresa dalle pagine del Messaggero Veneto sulla battaglia per riaprire la linea Gemona-Sacile.
Di seguito un'ampia galleria fotografica dell'inaugurazione (foto Marco Patat):
L'intervento del Sindaco di Gemona, Paolo Urbani
L'intervento del Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, ing. Luigi Francesco Cantamessa






Il Sindaco Paolo Urbani, premia l'ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS






L'intervento del dott. Andrea Palese, storico leader del Comitato Pendolari Alto Friuli e consigliere comunale con delega alla Mobilità del Comune di Gemona del Friuli.




L'ing. Luigi Francesco Cantamessa, viene premiato dal dott. Andrea Palese con una riproduzione di una fotografia della stazione di Gemona-ospedaletto, risalente al 1917


Intervento del dott. Simone Gorini, Direttore della Direzione Regionale FVG di Trenitalia
La dott.ssa Giulia Sacchi, giornalista del Messaggero Veneto, viene premiata dal dott. Andrea Palese del Comitato Pendolari Alto Friuli
L'intervento del dott. Romano Vecchiet, storico ferroviario e direttore dei Civici Musei di Udine
L'ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS, con la dott.ssa Giulia Sacchi, giornalista del Messaggero Veneto e il dott. Andrea Palese, del Comitato Pendolari Alto Friuli
L'ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS, con il dott. Andrea Palese del Comitato Pendolari Alto Friuli e il dott. Simone Gorini, Direttore Direzione FVG Trenitalia
L'ing. Luigi Francesco Cantamessa (al centro), con il Sindaco di Gemona, Paolo Urbani (a sinistra) e il Direttore di Trenitalia FVG, dott. Simone Gorini, il dott. Andrea Palese (a destra),  il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, Giorgio Picco, Presidente del Comitato Pendolari Alto Friuli  e lo staff organizzatore della Mostra
L'ing. Cantamessa visita le sale espositive della  Mostra "La ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo"
L'ing. Luigi Francesco Cantamessa in visita alla Mostra
Il cartellone di presentazione della Mostra "La ferrovia Pedemontana, tra storia e turismo"
L'ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS, con la dott.ssa Giulia Sacchi, giornalista del Messaggero Veneto
   

 
Sezione dedicata alla fotografie moderne della Pedemontana

Lo svio del Minuetto e la "Staffetta Treni-taglia ridacci il nostro treno"


Il Castello di Gemona del Friuli - Autore Romano Pedi



Sezione storica della Mostra



Modello di locomotiva a vapore gr. 740 - Associazione Ferrovia Willy


Stazione di Gemona del Friuli prima del 1976 - Autore Romano Pedi

Sezione della Mostra dedicata a Viaggi Lenti - "Con l'Eco dei treni"  


La nuova stazione di Gemona del Friuli - plastico dell'Arch. Alberto Antonelli


Sezione della Mostra dedicata a Italia Nostra

La dedica dell'ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS  




Sezione dedicata agli scatti d'autore del fotografo Ivano De Simon


Alcuni cimeli del Museo Ferroviario di campo Marzio Trieste
La visita al Duomo di Gemona. Da sinistra, il Sindaco di Meduno, Lino Calderan, il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, il Direttore di Trenitalia FVG, dott. Simone Gorini, il Sindaco di Gemona, Paolo Urbani, il dott. Andrea Palese, Consigliere Comunale di Gemona, Roberto Revelant, Consigliere Regionale e Giorgio Picco, Presidente Comitato Pendolari Alto Friuli