Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori della linea ferroviaria Udine - Tarvisio.
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città

per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità.
L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità

ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.







lunedì 16 gennaio 2017

Gemona/Sacile, ecco il progetto di riattivazione: addio al DCO di Pinzano. Progetto di Territorio chi lo fa?

Con il Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 22 novembre 2016 tra la Regione Fvg e RFI Spa si è concordato che verrà riattivata la Ferrovia Pedemontana del Friuli (linea Gemona/Sacile), la quale rappresenterà un unicum tra le linee riaperte per la Fondazione FS.
La Gemona/Sacile sarà la prima linea d’Italia su cui viaggeranno sia i treni viaggiatori del trasporto pubblico locale sia i treni turistici della Fondazione Fs effettuati con locomotive e carrozze d’epoca.
Quali sono le condizioni della riattivazione?
Nella sostanza nel corso del 2017 sarà avviata la programmazione degli interventi sull’infrastruttura fs, per riparare i danni causati dalla frana del 2012 e per adeguare l’intera linea agli odierni standard di sicurezza.
Dopo i primi interventi già effettuati a fine 2016 – pulizia della sede e verifica della sagoma libera per la circolazione di alcuni tratti, controllo tecnico dello stato dell’armamento – il grosso dei lavori si svilupperà quest'anno per concludersi l’anno successivo.
Gli interventi consentiranno la riattivazione per fasi del traffico ferroviario: a fronte di ciò la prima fase prevede la riattivazione entro il 2018 dei servizi commerciali sulla tratta Maniago-Sacile e l'avvio di un servizio turistico su tutta la linea.
Sulla base poi dei risultati ottenuti sarà valutato l’avvio della seconda fase, ovvero il ripristino dei servizi passeggeri sull'intero tracciato Sacile-Gemona.
Dagli allegati al Protocollo d’Intesa (clicca immagine sopra) si apprende in particolare che la linea perderà il suo storico D.C.O. di Pinzano (Dirigente Centrale Operativo), in quanto tra gli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti è previsto l’installazione di un nuovo sistema di gestione in telecomando da posto centrale a Mestre.
Si parlava da tempo dell’eliminazione del D.C.O. di Pinzano ma ora la notizia è ufficiale; anche la futura circolazione ferroviaria lungo la Gemona/Sacile verrà gestita in telecomando da Mestre, come gran parte di quella del FVG.
Una scelta probabilmente obbligata, che eliminerà uno degli ultimi storici presidi ferroviari del Friuli, l'unico della Pedemontana.
Gli interventi all’infrastruttura ferroviaria interesseranno sia il piano di scorrimento (binari e traversine), che l’intera segnaletica, la quale risale ai primi anni ’90.
Un budget di 17 milioni di euro che RFI ha messo sul piatto per riattivare una delle linee più belle d’Italia, che è già stata inserita nell’elenco delle 17 linee storiche della proposta di legge nazionale sull’istituzione delle Ferrovie Turistiche in fase di approvazione dal Parlamento.
Se il Gruppo Fs sta facendo la sua parte, poco o niente si muove sul fronte della Regione e degli Enti Locali, i quali dovrebbero elaborare un “progetto di Territorio” che supporti e valorizzi l’uso della ferrovia in ambito turistico. In altre parole si dovrebbero promuovere tutte quelle attività garantendo i servizi di ristorazione, accoglienza e, più in generale, creare quel sistema integrato pubblico-privato indispensabile per creare attrattività sul Territorio, sfruttando in particolare la Ciclovia FVG3 e le varie eccellenze presenti in Pedemontana.
Fino ad oggi nessuna risorsa è stata prevista per questo tipo di attività; salvo un Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale lo scorso dicembre che impegna la Giunta a ricercare finanziamenti specifici per la realizzazione del progetto turistico e un annuncio dell’Assessore Santoro dell’affidamento al GAL - Montagna Leader di un generico studio di fattibilità al riguardo, il nulla è stato fatto.
Non proprio un bel segnale, visto che col precedente studio di fattibilità (redatto da FUC) si è fatto un gran buco nell’acqua, tenuto conto che tale documento tutto prevedeva (1,1 milione di passeggeri trasportati a regime!) tranne quello che adesso invece si realizzerà (ferrovia turistica).
I dubbi su questo modo di approcciare la questione sono tanti, a partire dall’Ente prescelto (che ha chiuso il 2015 con un ingente passivo a bilancio).
Se veramente si punta alla realizzazione del progetto turistico sfruttando la ferrovia, fondamentale sarà il ruolo del capofila che coordinerà le azioni sul Territorio. Azioni concrete e sul campo e non solo carta con studi di fattibilità o slides. Se RFI sta sistemando la ferrovia, nulla si sta facendo per potenziare sul Territorio le infrastrutture e le attività turistiche esistenti (es. migliorare la carente segnaletica della Ciclovia FVG3). 
A tal proposito ci domandiamo se Montagna Leader sarà in grado di sviluppare questo progetto turistico? Ci sono all’interno dell'Ente professionalità in grado di elaborare un vero progetto turistico?
L’individuazione della figura del capofila non è cosa banale, visto che un lavoro del genere richiede specifiche professionalità con esperienza sul campo e non certamente laureati in filosofia o lettere.
Per evitare ulteriori perdite di tempo e clamorosi autogol con costi a carico della collettività, riteniamo opportuno sfruttare (a costo zero) le risorse presenti sul Territorio e in particolare chi fino ad oggi si è distinto nella “battaglia della Gemona/Sacile”, ovvero coloro che hanno dimostrato di saper leggere prima di altri il futuro di questa Ferrovia.
Auspichiamo pertanto la creazione di un Tavolo di Lavoro composto dagli Amministratori Locali che in questi anni si sono maggiormente distinti, dalla Fondazione Fs, una certezza in questo campo, dalle Associazioni promotrici di specifici progetti sullo sviluppo della ferrovia con esperienza già sul campo (es. Comitati Pendolari, Fiab, Italia Nostra e Legambiente), oltre alle categorie degli operatori commerciali.
Da qui devono nascere i progetti ad hoc che dovranno poi trovare copertura con specifiche risorse regionali e comunitarie. Si deve partire dal basso, ovvero da chi vive e lavora in Pedemontana e conosce le potenzialità del proprio Territorio, evitando così i soliti sprechi dei baracconi.

domenica 15 gennaio 2017

Intercity Mestre-Trieste domani il momento della verità


Dopo la nostra presa di posizione in ordine alla questione della cancellazione degli IC 734 e 735 Mestre-Trieste e viceversa, la vicenda è salita all’onore delle cronache.
La reazione della Regione FVG è stata timida ed è avvenuta solo a parole. Qui il comunicato stampa dell’Assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro.
Fa specie in particolare lo stupore dell’Assessore Santoro, la quale sembra sia caduta dalle nuvole, nonostante la notizia della cancellazione dei due IC era già trapelata a fine novembre e agli inizi di dicembre era stata ampiamente pubblicizzata dalla stampa locale.
L’allarme lanciato ai primi di dicembre dagli Utenti, che hanno segnalato più volte per iscritto alla Regione la soppressione dei due treni, è purtroppo caduto nel vuoto.
A fatica crediamo che Trenitalia prenda queste decisioni senza avvisare nessuno e soprattutto non ci capacitiamo di come i funzionari regionali non siano in grado di dialogare con l’Impresa Ferroviaria e come difronte ad una situazione del genere, nessuno sia stato in grado di alzare il telefono e/o convocare un incontro con i dirigenti di Trenitalia per chiedere le spiegazioni del caso.
L’Assessore Santoro ha fatto sapere che continuerà “il pressing” sulla Direzione Nazionale di Trenitalia e sul Ministero dei Trasporti, nel mentre domani i due IC saranno soppressi.
I due IC rientrano infatti nel cosiddetto “servizio universale”, ovvero nel servizio pagato direttamente dallo Stato a Trenitalia, ma ovviamente risultano complementari al nostro servizio di trasporto regionale.
Nei giorni scorsi abbiamo auspicato una decisa presa di posizione da parte della Presidente del FVG, Debora Serracchiani, vicesegretaria del PD, nonché responsabile nazionale ai trasporti del partito, affinché faccia pesare la sua influenza con il Ministero dei Trasporti e la Direzione Nazionale di Trenitalia.
Purtroppo la reazione della Serracchiani è giunta "fuori tempo massimo" visto che la Presidente ha reso noto di aver formalizzato solo giovedì 12 gennaio la richiesta di ripristino dei due IC con una lettera inviata al Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, all'AD di FS, Renato Mazzoncini e all'AD di Trenitalia, Michela Morgante, dando quindi già per scontata la loro soppressione.
La cancellazione di due treni è l’ennesimo impoverimento ferroviario per il FVG e in particolare per il Capoluogo regionale, sempre più isolato dal resto del Paese.
E’ inaccettabile pensare di controbilanciare la cancellazione degli IC con la diminuzione di una manciata di minuti della percorrenza delle Frecce (servizio peraltro pagato dalla Regione con oltre 3 milioni di euro l’anno), togliendo corse che servono soprattutto a chi si sposta per recarsi al lavoro.
La sostituzione dei due IC con bus non serve a nulla, salvo a non prendere in giro l’utenza, costretta ad utilizzare mezzi meno efficienti e più inquinanti, con aumento del traffico su strada.
Il taglio dei due IC rientra tra le misure previste nel nuovo Contratto di programma tra RFI e il Ministero dei Trasporti, in discussione al Parlamento nelle prossime settimane. A rischio ci sono altre 13 corse di treni da Nord al Sud.
Qualcosa tuttavia sembra muoversi sul fronte politico, visto che l’on. Arianna Spessotto, Capogruppo del M5S in Commissione Trasporti, ha preannunciato la richiesta “che venga mantenuto il servizio assicurato dagli Intercity, senza toccare un servizio che resta essenziale per i cittadini, e che si trovi quanto prima una soluzione che non sia dettata esclusivamente da conti economici, anche attraverso la convocazione di un tavolo di concertazione tra Ministero, vertici nazionali di Trenitalia e le Regioni Veneto e Friuli”.
Nel mentre che la politica dimostra ancora una volta tutto il suo disinteresse per il trasporto ferroviario, domani alle ore 5.50 i pendolari e gli utenti dell’IC 735 dovranno arrangiarsi con mezzi alternativi o sobbarcarsi un assurdo viaggio in bus. Complimenti !

martedì 10 gennaio 2017

Confermata la soppressione degli IC 734 e 735 da lunedì 16 gennaio

Come purtroppo previsto la Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia ha soppresso i due IC 734 e 735 Mestre-Trieste e Trieste-Mestre dal prossimo 16 gennaio.
I due treni verranno sostituiti con bus, che presumibilmente viaggeranno vuoti in considerazione della durata infinita del viaggio; basti pensare che IC535 verrà sostituito da un bus, che dopo un viaggio estenuante (partenza alle ore 5.50 da Mestre) arriverà a Monfalcone alle 8.29 (anziché alle 7.21 dell’IC) e a Trieste alle ore 8.59 (anziché alle 7.46).
Avevamo scritto all’Ufficio Mobilità della Regione FVG e all’Assessore Santoro una lunga mail lo scorso 15 dicembreperaltro mai riscontrata – sollecitando un intervento della Regione al riguardo e fornendo anche alcuni suggerimenti e/o alternative alla soppressione dei due IC.
La cancellazione dei due treni comporterà un grave danno a molti lavoratori che utilizzano questi collegamenti per recarsi soprattutto alla Fincantieri di Monfalcone e agli studenti residenti nella Bassa Friulana e nel Veneto Orientale diretti a Trieste.
La Regione sembra aver indirizzato una o due lettere alla Direzione Nazionale di Trenitalia, nulla di più.
Da gennaio, l’unica vera alternativa ferroviaria per i viaggiatori dell’IC 735 sarà data dalla combinazione R20101 (Mestre p. 5.57/Portogruaro a 6.55) con R. 2689 (Portogruaro p. 7.05/Monfalcone a. 7.50/Trieste a. 8.18), ovvero posticipare la partenza da Mestre e prendere il RV 2203 delle 6.53, con arrivo a Trieste alle 8.18.
Se proprio si intende eliminare l’IC535 si potrebbe istituire un nuovo treno RV, tagliando soluzioni inutili come quelle del bus, ovvero rimodulare i collegamenti esistenti, unendo ad esempio il R20101 col R. 2689.
Auspichiamo da subito la convocazione di un Tavolo tra la Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia, la Regione FVG e la Regione Veneto per cercare una soluzione.
Un Tavolo che non può non trattare la questione “dell’orologio di Mestre”, da sempre “porta ferroviaria” del FVG; riteniamo indispensabile e non più procrastinabile una rivisitazione dell’orario in maniera da garantire coincidenze rapide agli utenti friulani diretti verso il resto del Paese e che da Mestre usufruiscono delle Frecce o viceversa coloro che sono diretti in FVG transitando da Mestre.
Il treno non ha confini e pertanto non è possibile continuare con questo sistema da “medioevo ferroviario”, dove ogni regione cura il proprio orticello, non dialogando con i vicini e soprattutto con il gestore del servizio.
Dalla Presidente Serracchiani, presente spesso a Roma e responsabile nazionale per i trasporti del PD, ci attendiamo una decisa presa di posizione con i vertici nazionali di Trenitalia, che vada ben oltre a una semplice letterina spedita prima di Natale …
Attendiamo fiduciosi, così come tutti quei pendolari e utenti della Bassa Friulana e del Veneto Orientale che da lunedì 16 gennaio resteranno a piedi o costretti a viaggiare su un bus…

lunedì 9 gennaio 2017

Penali CAF, mancano all'appello 2,7 milioni. Sarebbero 7,2 anzichè 4,5 milioni

La questione delle penali CAF continua a tener banco.
Dopo la nostra presa di posizione (attendiamo fiduciosi una risposta ufficiale dalla Regione FVG alla nostra lettera), abbiamo appreso che l’Assessore Santoro è dall’ottobre 2014 che “non risponde” alle interrogazioni presentate sul tema da alcuni consiglieri regionali.
E’ stato il consigliere grillino, Cristian Sergo, ad evidenziare il misfatto sulla stampa (clicca e leggi) e come l’importo delle penali contrattuali potrebbe essere di molto superiore rispetto ai 4,5 milioni da noi indicato.
Infatti oltre alla penale per la ritardata consegna degli otto treni Etr563 Civity secondo il consigliere Sergo mancherebbero all’appello altri 2,7 milioni. Tale importo è relativo alla ritardata consegna di altri 4 elettrotreni, Etr564 Civity politensione, il cui prezzo d’acquisto ammonterebbe a 27.542.000 euro e che dovevano essere consegnati, salvo nuovi accordi tra le parti mai comunicati pubblicamente, a marzo 2015. Anche in questo caso quindi dovrebbero esser state contestate le penali previste dal contratto (10% del valore dell'appalto), pari appunto a 2,7 milioni, tali da far lievitare a 7,2 i milioni delle penali complessive da addebitare al costruttore spagnolo CAF.
Per chiarezza abbiamo cercato di riassumere le tappe note:
• la procedura di acquisto dei primi 8 treni Etr563 è stata decisa con delibera n. 1466 dd 24.06.2009 della Giunta Tondo, per un importo complessivo a base d'asta di 53.650.000,00 euro (IVA esclusa). Il bando è stato pubblicato il 30.06.2009 e l'aggiudicazione provvisoria alla ditta spagnola CAF è avvenuta il 29.12.2009;
• all'aggiudicazione provvisoria sono seguiti dei contenziosi al TAR, superati a marzo del 2011;
• con atto di data 29.03.2011 (prot. n. 9421), Regione FVG e CAF hanno sottoscritto il contratto “per la fornitura di 8 elettrotreni Etr563, omologati per la circolazione sulla rete italiana, con opzione per l’acquisto di ulteriori complessi, scorta tecnica, materiale di ricambio e servizio di manutenzione” (clicca e leggi il contratto) per un importo di 45.600.000,00 euro, comprensivo del servizio di manutenzione ordinaria per i primi 12 mesi e correttiva per i primi 36 mesi; il termine di consegna degli otto Etr563 indicato in contratto è il 16.12.2012;
• con atto dd 11.12.2012 (prot. n. 9576), Regione FVG e CAF hanno sottoscritto “l’atto aggiuntivo al contratto dd 29.03.2011” (clicca e leggi il contratto), con il quale la Regione ha esercitato l’opzione di acquisto di ulteriori 4 treni, nella specie Etr564, dotati di sistemi atti a garantire la loro circolazione sulla rete ferroviaria austriaca come previsto dal Piano Regionale Trasporto Pubblico Locale;
• a settembre 2013 la Regione FVG (Giunta Serracchiani) ha contestato a CAF formalmente il ritardo della consegna degli 8 treni Etr563; il 16 ottobre 2013 la Regione ha comunicato inoltre la sospensione di tutti i pagamenti in favore del costruttore CAF, sia per l'acquisto degli Etr563 che per l'opzione degli ulteriori 4 Etr564;
• la svolta allo stallo è arrivata con l’autorizzazione alle prove dinamiche a gennaio 2014 e l’avvio dell’omologazione dei primi treni Etr563: il 14 giugno 2015 i primi tre Etr563 sono entrati in esercizio mentre gli altri cinque a fine settembre 2015;
• a marzo 2015 l'Assessore Santoro ha annunciato l’applicazione delle penali contrattuali, pari a 4,5 milioni, per la ritardata consegna dei treni Etr563;
• nell’agosto 2016 l'ANSF  - Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria -  ha emesso l’autorizzazione per la messa in servizio per prove degli ultimi quattro Etr564; a seguito di questa autorizzazione è ancora in corso di definizione la programmazione per le prove in linea tra i soggetti interessati (l'Ente per la certificazione ferroviaria RINA, Trenitalia, CAF e RFI).
C’è però un ulteriore mistero, quello relativo alla consegna degli ultimi 4 elettrotreni Etr564, così come rilevato dal consigliere regionale Sergo, secondo cui il termine di consegna sarebbe scaduto a marzo 2016 e di conseguenza la Regione dovrebbe già aver contestato a CAF l'inadempimento contrattuale e le conseguenti penali (pari a 2,7 milioni).
A fronte di ciò il consigliere Sergo rileva che “se i pendolari son pronti all'esposto alla Corte dei Conti, è bene che tengano in mente che i milioni in questione non sono solo 4,5 ma 7,2”.
Visto gli importi in ballo riteniamo che la questione debba essere definita una volte per tutte, considerato che l’eventuale transazione annunciata dall'Assessore Santoro con CAF non può essere definita con un banale baratto di ricambi/scorte tecniche, peraltro già previste espressamente dai contratti.
Ora servono risposte da parte della Regione e dell’Assessore Santoro, la quale dopo 3 anni e mezzo deve chiarire tutti gli aspetti di questi appalti dell'importo di oltre 70 milioni di euro.
Dalla semplice lettura dei contratti resi pubblici sul portale regionale, se la Regione si ritiene contrattualmente parte lesa non dovrebbe avere alcun problema ad applicare le penali, pagando a CAF il corrispettivo previsto, decurtato del 10%.
In questo caso spetterà eventualmente al costruttore CAF provare il suo adempimento contrattuale, impugnando presso il Tribunale di Trieste il mancato pagamento.
Se invece c'è dell'altro, allora siamo difronte all'ennesimo misfatto italiano, questa volta tutto in salsa friulana!

mercoledì 4 gennaio 2017

Penali CAF: 4,5 milioni di Euro in ricambi ?

Dopo la nostra presa di posizione in ordine alla questione delle penali per la ritardata consegna dei treni CAF (clicca qui per leggere), non si è fatta attendere la risposta della Regione e in particolare dell’Assessore alla Mobilità, Mariagrazia Santoro, la quale a mezzo stampa (Gazzettino Veneto del 29.12.2016 - clicca sull'immagine) spiega che “la somma di 4,5 milioni è la sostanza di una contestazione e non una sanzione formale. I soldi, in ogni caso, non sono ancora passati di mano. La Regione, di fronte al rischio di innescare un contenzioso lungo e oltretutto internazionale, è invece orientata a mediare nella prospettiva transattiva con la società spagnola, in modo da rinunciare a una parte (da concordare) della cifra contestata in cambio di un “controvalore” della somma rimanente da erogare non sotto forma di denaro contante, bensì di mezzi ulteriori, o pezzi di ricambio o, ancora, interventi di manutenzione, ossia spese che l’Amministrazione regionale dovrebbe comunque affrontare e che invece, in tale evenienza, potrebbe risparmiare".
Riteniamo imbarazzante questa spiegazione, in considerazione di come si è sviluppata la questione dei treni CAF, acquistati nel 2011, la cui consegna era prevista per il 18 dicembre 2012, ma in realtà sono entrati in esercizio solo a giugno 2015 dopo un vergognoso balletto di annunci e cronoprogrammi, tutti disattesi. Tutto al modico prezzo di 45 milioni di Euro.
Ad oggi non si conoscono ancora i motivi di questo ritardo da record e le responsabilità, anche in considerazione del fatto che i mezzi pare abbiano superato brillantemente l'omologazione da parte dell'ANSF.   
Santoro parla di “contestazioni” e non di “sanzioni formali” … dimenticando che è stata lei stessa ad annunciare l’applicazione delle penali contrattuali con un comunicato stampa ufficiale e rispondendo a precise interrogazioni di alcuni consiglieri regionali sia in IV° Commissione (in data 20.03.2014), che in Consiglio Regionale.
E’ sufficiente leggere il comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione in data 22.09.2014 (clicca e leggi), quando Santoro ha dichiarato che “la Regione Friuli Venezia Giulia si è già tutelata per i danni causati dalla ritardata consegna dei nuovi elettrotreni della CAF-Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, applicando le penali previste dal contratto … la Regione, non solo ha applicato la penale di 4,5 milioni di euro, ma ha anche sospeso i pagamenti alla Società spagnola CAF".
La notizia dell’applicazione delle penali contrattuali era peraltro già rimbalzata da mesi sui media a marzo 2014, quando Santoro ha dichiarato “la Regione, a fronte dell'inadempimento della CAF rispetto i tempi di consegna, ha notificato l'applicazione delle penali per l'importo massimo previsto, che si attesta attorno ai 4,5 milioni di euro".
Giuridicamente “le contestazioni” in un contratto di appalto si chiamano penali, visto che non conosciamo altre formule risarcitorie.
Prendiamo atto dell'ennesimo maldestro tentativo di insabbiare la questione.
Santoro parla di una “transazione” con la società spagnola costruttrice per evitare un “lungo contenzioso internazionale”. Ebbene è da 4 anni che si attende la chiusura di questa vertenza e i treni sono entrati in esercizio ormai da oltre un anno e mezzo, è lecito quindi chiedersi cosa si è fatto fino ad oggi?
Santoro parla poi di "contenzioso internazionale", ma è possibile che il contratto d’appalto stipulato dalla Regione FVG non preveda un foro esclusivo in Italia, ad esempio Trieste, sede del committente?
L’intenzione della Regione è quella di trasformare le penali in una datio in solutum, sostituendo il pagamento in denaro con un conferimento di beni (generici pezzi di ricambio o interventi di manutenzione): parliamo di 4,5 milioni di € su un appalto di 45 milioni … quindi il 10% di ricambi?
Si capisce chiaramente che il costruttore spagnolo CAF non intende diventare il capro espiatorio in questa vicenda e non vuole essere l'unico a pagare; di contro la Regione se si ritiene parte lesa, dovrebbe applicare senza se e senza ma le penali per inadempimento contrattuale.
Sul fatto che l'accomodamento con CAF permetterebbe un risparmio sulle manutenzioni, siamo difronte all'ennesimo misfatto, visto che fin dall’acquisto dei treni si prevedeva una manutenzione programmata e una correttiva: la prima svolta dal costruttore CAF per i primi 12 mesi dall'entrata in esercizio e poi da Trenitalia (dal giugno 2016), la seconda svolta sempre dal costruttore CAF per i primi 3 anni (termine della garanzia) e poi da Trenitalia (che quindi subentrerà nel giugno 2018).
Riteniamo che sia impossibile pensare di acquistare treni e non prevedere la loro manutenzione … ma nel magnifico mondo della burocrazia forse tutto è lecito!
Ad oggi si attende ancora la consegna degli ultimi 4 treni ETR 564 politensione in fase di omologazione, di cui però non si sa nulla: importo dell'appalto, tempi di consegna e se hanno iniziato le prove di omologazione in linea?
Per trasparenza riteniamo opportuno che si rendano pubblici i contratti d'appalto, di manutenzione e di nolo dei treni, pubblicandoli sul sito web regionale, visto che non parliamo di noccioline, bensì di milioni di euro dei contribuenti del FVG.
Siamo difronte ad una triste vicenda trattata con una superficialità inaudita che ha visto i Pendolari e i Contribuenti del FVG parti lese e che da 4 anni attendono puntuali risposte.
Al riguardo abbiamo inviato una lunga e articolata lettera all'Ufficio Mobilità della Regione FVG e all'Assessore Santoro, chiedendo i chiarimenti del caso.
Siamo pronti a presentare un esposto alla Corte dei Conti, dove si vocifera peraltro che ci sia già aperto un fascicolo al riguardo, chiedendo all'Organo di Vigilanza di verificare la correttezza delle procedure poste in essere e se vi è riscontrabile un qualche danno erariale.
Trattandosi di soldi dei Contribuenti del FVG ci domandiamo come, nonostante il tempo trascorso e tutto il clamore mediatico che ha avuto la questione, nessuno si sia attivato per accertare i motivi e le responsabilità. E' sempre colpa della burocrazia?

venerdì 30 dicembre 2016

Cavasso Nuovo, primo Comune, che approva OdG a sostegno della Ferrovia Turistica

Il Sindaco di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon
La questione della ferrovia Gemona-Sacile e in particolare il progetto turistico legato alla riattivazione della linea continua a tener banco.
Tante sono le novità intervenute nell’ultimo mese, dalla firma del 22 novembre scorso a Roma del Protocollo d'Intesa tra la Regione FVG e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che prevede la riattivazione della linea entro il 2018, alla notizia dell’inserimento della ferrovia Gemona-Sacile nell’elenco nazionale delle linee turistiche della proposta di legge n. 1178 sull’istituzione delle ferrovie turistiche, approvato dalla IX Commissione della Camera dei Deputati, all’approvazione all’unanimità dell’Ordine del Giorno da parte del Consiglio Regionale, con il quale si impegna la Giunta a reperire i dovuti finanziamenti e ad attuare, gli interventi necessari per dare avvio ad un "Progetto economico Territoriale", che sappia sfruttare al meglio la riattivazione della ferrovia in ambito turistico.
In questo contesto, ieri sera il Comune di Cavasso Nuovo ha approvato un Ordine del Giorno che riconosce la necessità di avviare da subito sul Territorio una serie di attività legate al progetto turistico e in particolare la necessità di potenziare la ciclabile FVG3 nell’ottica del servizio treno+bici, migliorare l’accessibilità e la funzionalità delle stazioni, individuando specifici spazi non utilizzati per l’esercizio della funzione ferroviaria, destinandoli per uso turistico, favorire l’avvio di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica (es. B&B, spacci di prodotti locali, attività legate al cicloturismo), nonché di realizzare specifiche e mirate iniziative di marketing e promozione turistica a supporto del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
Il Sindaco Emanuele Zanon, fin dal primo giorno in trincea per chiedere il ripristino della ferrovia, in sintonia con il nostro pensiero, ha ribadito "la necessità di arrivare preparati ed organizzati alla riapertura della linea nel 2018 supportando il progetto della Fondazione FS".
Per Zanon è prioritario che i Comuni assumano il comodato delle stazioni, "a condizioni tali da favorire il loro recupero funzionale, in modo da garantire la creazione di spazi ricreativi/culturali e commerciali a supporto della ferrovia, coinvolgendo le tante Associazioni presenti sul Territorio, così come già successo in altre realtà italiane che hanno sposato il progetto. Non possiamo infatti pensare che la ferrovia venga ripristinata e di ritrovarci con stazioni decadenti e desolatamente vuote, con un’offerta turistica deficitaria e mal organizzata. Questo sarebbe un autogol clamoroso per le nostre Comunità, che perderebbero la più grande occasione per sviluppare sul Territorio le nuove e redditive forme di “turismo lento” legato al treno".
Cavasso Nuovo, unitamente a Gemona del Friuli si sono già mosse in questa direzione, ottenendo dalla Regione FVG un finanziamento di 80mila € nell’ambito del Piano Piccole Stazioni; risorse che verranno utilizzate nel corso del 2017 per realizzare un restyling degli immobili ferroviari.
L’Odg approvato dal Consiglio Comunale di Cavasso Nuovo verrà inviato a tutti i Comuni della tratta, i quali saranno invitati a lor volta ad approvarlo, nonché alla Regione FVG, a RFI, a Fondazione FS e al GAL - Montagna Leader, quest'ultimo individuato dalla Regione come Ente competente a svolgere la progettualità degli interventi richiesti.
Ora si tratta di realizzare sul campo gli interventi e le infrastrutture necessarie per dar avvio al progetto turistico; indispensabile sarà trovare una sinergia tra tutti gli attori coinvolti e una progettazione unitaria, oltre al basilare supporto degli operatori privati.
Anche Maniago, Comune rimasto fino ad oggi sempre alla finestra sulla questione ferrovia, sembra muoversi in questa direzione, visto che è recente la notizia che il consigliere comunale di opposizione, Francesco Busetto, ha depositato un Ordine del Giorno similare a quello di Cavasso Nuovo.
L'unione fa la forza, il tempo però stringe ! 

martedì 27 dicembre 2016

Puntualità ed affidabilità da record nel 2016: Trenitalia promossa a pieni voti

Lo scorso anno avevamo commentato i risultati del servizio fs in FVG con un "bravi", quest’anno, dopo dodici mesi caratterizzati da una costanza di risultati senza precedenti, che ha catapultato il FVG ai vertici delle classifiche nazionali per la qualità del servizio offerto, è doveroso complimentarsi con i ferrovieri del FVG.
Se il 2015 è stato "l’anno della svolta", con l’arrivo dei nuovi treni ETR 563 Civity, il 2016 sarà ricordato come "l’anno dei record", che hanno fatto dimenticare le sofferenze patite dai pendolari.
Risultati ottenuti grazie al rinnovo del parco rotabile e al nuovo modello organizzativo di Trenitalia: possiamo dire che è stata portata a termine la “rivoluzione ferroviaria” promessa a gennaio 2015 dal Direttore Nazionale di Trenitalia, ing. Orazio Iacono.
Un miglioramento a tuttotondo, dalla puntualità, all’affidabilità, alla pulizia, alle informazioni (anche se su quest’ultimo aspetto i margini di miglioramento sono ancora ampli).
Il 2016 sarà poi ricordato soprattutto per la notizia della riapertura della Ferrovia Pedemontana (Gemona-Sacile), la quale grazie all’intervento di Fondazione Fs verrà riattivata entro il 2018 e diventerà la prima linea d’Italia su cui viaggeranno sia i treni passeggeri del trasporto regionale sia i treni turistici effettuati con locomotive e carrozze d’epoca.
Non possiamo che esprimere la nostra grande soddisfazione per questi importanti risultati e il nostro GRAZIE ai ferrovieri della Direzione Regionale FVG di Trenitalia.
Un grazie speciale al dott. Simone Gorini, Direttore Regionale Trenitalia, l’uomo che con professionalità, ma soprattutto umanità, in questi 20 mesi di permanenza in FVG, ha saputo promuovere a livello nazionale il nostro servizio FS, da ultimo a primo della classe, mantenendo un confronto costante e costruttivo con i Comitati dei Pendolari.

PUNTUALITA’ (dati 1 gennaio - 30 novembre 2016)
Puntualità 0-5 min. tutte le linee FVG (senza esclusioni): 96,27% (contro il 94,55% del 2015 e l’89,78% del 2014). La puntualità rilevata lungo la linea Tarvisio-UD-TS è stata pari al 97% (contro il 94,28% del 2015).
L’indice di puntualità senza esclusioni 0-5 min. (tutte le linee FVG) registra quindi un miglioramento dell’1,72% rispetto al 2015 e di ben 6,49% rispetto al 2014. Lungo la Pontebbana il miglioramento è ancora più marcato (2,72% rispetto al 2015), tale da far diventare il servizio quasi “svizzero".
Puntualità 0-10 min. (senza esclusioni) linea Tarvisio-UD-TS: è pari al 98,31% (contro il 96,71% del 2015 e l’89,59% del 2014).

AFFIDABILITA’ (dati 1 gennaio - 30 novembre 2016)
L’entrata a regime del nuovo parco rotabile ha permesso una costanza di risultati anche in ordine all’affidabilità del servizio.
La percentuale di ore soppresse sul servizio programmata nel corso del 2016 è stato pari allo 0,78% (tutte le cause), 0,13% (per cause riferibili a Trenitalia escluso sciopero).
Un risultato che ha permesso di raggiungere un’affidabilità contrattuale pari al 99,87% mentre l’affidabilità percepita dall’utenza è pari al 99,22%.
Il nostro monitoraggio ha rilevato lungo la linea Tarvisio-UD-Ts 14 soppressioni (contro le 48 del 2015 e le 51 del 2014 e le 81 del 2013): nella sostanza l’indice di soppressione che tiene conto del numero delle soppressioni e del numero di treni programmati quest’anno si è attestato allo 0,25%, contro lo 0,80% del 2015, 0,85% del 2014 e l’1,17% del 2013.

OBIETTIVI CONTRATTUALI: il miglioramento della puntualità e dell’affidabilità hanno pertanto permesso di dimezzare l’INDICE DI DISSERVIZIO, passato dal 4,06% del 2015 all’1,94%.
Sono lontanissimi ormai i tempi drammatici del 2014 quando si viaggiava con un indice di disservizio a due cifre, pari all’11,16%.
E' soprattutto la costanza di risultati, con la puntualità 0-5 min. (senza esclusioni) mai sotto la soglia del 95%, che ha caratterizzato quest’anno il servizio; risultati d’eccellenza che hanno permesso il raggiungimento di tutti gli obiettivi contrattuali (puntualità 0-5 min. ben 2,05% al di sopra dell’obiettivo, puntualità 0-15 pari al 98.81% ed affidabilità pari al 99,87% contro un obiettivo del 99,40%).
Contratto FVG
Indice di Puntualità 0-5 min.
Anno
Obiettivo
contrattuale
Risultato contrattuale
conseguito
2009
90,96%
92,48%
2010
91,40%
92,81%
2011
92,13%
92,88%
2012
93,20%
92,72%
2013
93,22%
93,42%
2014
93,46%
89,78%
2015
93,52%
95,75%
2016
94,22%
96,27%* (nov. 2016)
Cause soppressioni/Ritardi: analizzando nello specifico le cause dei disservizi 2016 si evidenzia che la gran parte dei disagi non è imputabile al gestore Trenitalia, bensì a guasti infrastrutturali (es. passaggi a livelli) o ad altre cause (es. guasti a convogli dei gestori Cargo).
E’ giusto rilevare tuttavia che anche il gestore dell’infrastruttura ferroviaria (RFI) ha migliorato sensibilmente le proprie performance, grazie ad una serie di investimenti che hanno permesso una migliore manutenzione della rete del FVG.

PROSPETTIVE 2017: il servizio FS in FVG è atteso ora a nuove sfide, a partire dal nuovo contratto e dalla rivisitazione dell’orario, passando da un cadenzato sulla carta ad un “orario strutturato” più vicino alle esigenze degli utenti e in grado da permettere una riduzione dei tempi di viaggio.
Le aspettative sono molto positive, legate soprattutto alla tenuta di questi standard qualitativi, all’arrivo dei quattro ulteriori ETR564 politensione, che andranno a completare il rinnovo del parco rotabile.
Trenitalia promossa a pieni voti, bocciata invece la Regione FVG, che seppur accogliendo finalmente il nostro suggerimento di bloccare le tariffe nel 2016 (per il 2017 nulla si sa ancora) si è completamente adagiata sugli allori, beneficiando del lavoro degli altri.
Manca un’idea di fondo su come risolvere le criticità dell’orario cadenzato e come strutturare "l’orologio di Mestre", dal quale dipendono le sorti del FVG ferroviario.
Nonostante l’entrata in esercizio dei nuovi treni Civity nulla si è fatto per ridurre i tempi di percorrenza, diventata ormai una priorità, ma ciò che è peggio nulla si sa sulla sorte delle penali contrattuali applicate alla spagnola CAF (4,5 milioni di euro) per la ritardata consegna dei treni Civity. Ad inizio 2016 si era ipotizzato di dotare i nuovi treni del Wi–Fi o di acquistare una carrozza suppletiva dedicata al servizio treno+bici per i nuovi treni ETR564 in fase di omologazione. Ad oggi tutto tace, con buona pace per i contribuenti del FVG.
Nulla si sa sul nuovo contratto di servizio, dal quale dipenderà il futuro ferroviario del FVG: quello vigente (scaduto il 31.12.2014) è stato prorogato al 31.12.2016; la proroga “tecnica” prevede tuttavia la possibilità di estensione di un ulteriore anno qualora alla data del 31.12.2016 non risulti ancora conclusa la procedura di gara ad evidenza pubblica.
Una precarietà assoluta che da l’idea della confusione di come si sta gestendo la materia, visto che si continua a procedere alla firma di protocolli d’intesa e poi sul campo tutto resta com’è, beneficiando dei risultati conseguiti dagli altri e magari reclamandoli come propri, dimenticando che il treno lo guidano i ferrovieri e non i politici o i funzionari regionali …
Decisamente troppo poco …

venerdì 23 dicembre 2016

Tanti Auguri Pendolari felici ! Grazie :)

Il 2016 sarà ricordato come l’anno dei record, che ha visto il nostro servizio ferroviario regionale primeggiare nelle classifiche nazionali per puntualità ed affidabilità.
Se il 2015 è stato l’anno della svolta, con l’arrivo dei nuovi treni ETR 563 Civity, quest’anno grazie al rinnovo del parco rotabile e al nuovo modello organizzativo di Trenitalia si è finalmente viaggiato con parametri prestazionali di tutto rispetto: puntualità senza esclusioni tutte le linee FVG entro i 5 minuti pari al 96,27% (puntualità linea Tarvisio-UD-TS pari al 97%) /  puntualità senza esclusioni tutte le linee FVG entro i 15 min. pari a 98,81% (puntualità entro i 10 min. linea Tarvisio-UD-TS pari al 98,31%).
Possiamo dire che è stata portata a termine la “rivoluzione ferroviaria” promessa a gennaio 2015 dal Direttore Nazionale del servizio regionale Trenitalia, ing. Orazio Iacono.
Un miglioramento a tuttotondo, dalla puntualità, all’affidabilità, alla pulizia alle informazioni (anche se su quest’ultimo aspetto i margini di miglioramento sono ancora ampli).
Il 2016 sarà però ricordato soprattutto per la notizia della riapertura della Ferrovia Pedemontana (Gemona-Sacile), la quale grazie all’intervento di Fondazione Fs verrà riattivata entro il 2018 e diventerà la prima linea d’Italia su cui viaggeranno sia i treni passeggeri del trasporto regionale sia i treni turistici effettuati con locomotive e carrozze d’epoca.
Non possiamo che esprimere la nostra grande soddisfazione per questi importanti risultati e il nostro GRAZIE a tutti coloro che lavorano quotidianamente, partendo dai nostri “angeli custodi”, ovvero dai ferrovieri della Direzione Regionale FVG di Trenitalia, che con noi sono sempre presenti nel bene e nel male.
Un grazie speciale poi al dott. Simone Gorini, Direttore Regionale Trenitalia, l’uomo che con professionalità, ma soprattutto umanità, ha saputo in questi 20 mesi promuovere a livello nazionale il nostro servizio FS da ultimo a primo della classe, mantenendo un confronto costante e costruttivo con i Comitati dei Pendolari.
Le aspettative per il 2017 sono molto positive, legate alla tenuta di questi standard qualitativi, all’arrivo dei quattro ulteriori ETR564 politensione, che andranno a completare il rinnovo del parco rotabile e al nuovo contratto di servizio, dal quale dipenderà il futuro ferroviario del FVG.
Serve continuare con determinazione su questa strada, continuando ad investire e promuovere senza paura il servizio ferroviario regionale, incentivando l’utilizzo di questo splendido mezzo di trasporto anche sotto l'aspetto di una virtuosa e moderna politica tariffaria.
Tanti auguri Amici Pendolari e Buon 2017!

martedì 20 dicembre 2016

Gemona-Sacile: il Consiglio Regionale FVG approva all’unanimità un Odg per finanziare le attività turistiche legate alla ferrovia turistica

Venerdì 16 dicembre è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Regionalel’ordine del giorno proposto in sede di approvazione della legge di stabilità 2017 dal consigliere regionale Roberto Revelant, avente ad oggetto "finanziamenti ed iniziative volte alla realizzazione del “Progetto economico Territoriale” a supporto della riattivazione della Ferrovia Pedemontana del Friuli (linea Sacile-Gemona) CLICCA L'IMMAGINE
L’Odg ha accolto la richiesta del nostro Comitato, lanciata nel corso del Convegno di Cavasso Nuovo, quando Andrea Palese evidenziò la necessità di finanziare sul Territorio una serie di interventi mirati all’attività turistica legata allo sfruttamento della ferrovia in sinergia con il progetto nazionale della Fondazione FS “Binari senza tempo”.
In questo contesto il consigliere Revelant aveva presentato un emendamento alla legge finanziaria, che prevedeva un investimento regionale di 500mila € per il 2017 e altrettanto per il 2018.
L'emendamento è stato poi trasformato in un Odg approvato all'unanimità (proponente Revelant e sottoscritto anche dai consiglieri Piccin, Santarossossa, Sergo, Zecchinon, Edera, De Giau, Zilli, Ciriani, Cargnelutti, Paviotti, Riccardi, Gregoris, Moretti e Travanut); con tale documento il Consiglio Regionale  ha riconosciuto la necessità di creare i presupposti per l’avvio di un "Progetto economico Territoriale", che sappia sfruttare al meglio la riattivazione della ferrovia in ambito turistico, coinvolgendo attivamente i Comuni, gli operatori commerciali, le associazioni e tutti i portatori d’interesse, finanziando interventi volti a promuovere e valorizzare le attività turistiche legate all’utilizzo del treno.
Con l’approvazione dell’Odg si è in particolare riconosciuta la necessità di potenziare la ciclabile FVG3 nell’ottica del servizio treno+bici, migliorare l’accessibilità e la funzionalità delle stazioni, individuando specifici spazi non utilizzati per l’esercizio della funzione ferroviaria, destinandoli per uso turistico, favorire l’avvio di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica (es. B&B, spacci di prodotti locali, attività legate al cicloturismo), nonché di realizzare specifiche e mirate iniziative di marketing e promozione turistica a supporto del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS.
L’approvazione all’unanimità dell’Odg da parte del Consiglio Regionale è senza dubbio una grande soddisfazione, che riconosce e legittima il nostro lavoro, e quello di tutti coloro che fin dal luglio 2012 hanno sempre creduto in questo progetto, volto non solo alla riapertura della ferrovia, ma soprattutto alla sua valorizzazione turistica.
Ora manca l’ultimo tassello, l’assegnazione da parte della Giunta regionale delle risorse economiche per la realizzazione degli interventi.
L’Odg, segue la notizia dell’inserimento della ferrovia Gemona-Sacile nell’elenco nazionale delle linee turistiche previsto nella proposta di legge sull’istituzione delle ferrovie turistiche, approvato dalla IX Commissione della Camera dei Deputati.
Ma le novità non si fermano qui, visto che è praticamente ufficiale l’accoglimento da parte della Conferenza della Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.), della richiesta delle Associazioni del “progetto Pedemontana”, di dedicare nel 2017 un intero fine settimana di eventi alla ferrovia Gemona-Sacile nell’ambito del programma nazionale della Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate.
Co.Mo.Do. non solo ha accolto la nostra proposta, ma ha deciso di focalizzare e dedicare al FVG l’evento principale della Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate 2017.
L’appuntamento è fissato per il 31 marzo, 1 e il 2 aprile 2017, quando da Gemona a Sacile verranno organizzate numerose iniziative ed eventi legati alla ferrovia, con progetti didattici, escursioni organizzate a piedi o in bicicletta, incontri e dibattiti dedicati alla mobilità dolce da svolgersi all’interno delle stazioni o nei maggiori punti di interesse, spettacoli musicali e itinerari del gusto, tutto al fine di promuovere il progetto turistico della Pedemontana del Friuli.
Hanno già aderito all’iniziativa oltre che il nostro Comitato, Legambiente FVG, Italia Nostra, Fiab, Ferrovia Willy, Gruppo 835, SAD- DLF di Udine e gli Istituti Superiori di Sacile/Brugnera ed E. Torricelli di Maniago.

domenica 18 dicembre 2016

FVG sempre più isolato: a rischio due Intercity Mestre/Trieste

Abbiamo ricevuto più di una segnalazione relativa alla soppressione del treno IC 735 (VeneziaMestre-Trieste C.le) con partenza alla ore 5.50 e arrivo nel capoluogo giuliano alle ore 7.46.
Dal prossimo 16 gennaio 2017 infatti tale collegamento, unitamente al gemello IC 734 (Trieste C.Le- VeneziaMestre) delle ore 22.06, non risulta più presente nell’App di Trenitalia.
IC 735 risulta utilizzato in gran parte da pendolari dei Cantieri di Monfalcone e da studenti dell’Università di Trieste, mentre IC 734 è usufruito da turnisti e turisti.
Per tanti pendolari IC 735 è l'unico treno che permette di raggiungere il posto di lavoro ad un orario ragionevole; l'IC verrà sostituito da un bus, che dopo un viaggio estenuante (partenza alle ore 5.50 da Mestre) arriverà a Monfalcone alle 8.29 (anziché alle 7.21 dell’IC) e a Trieste alle ore 8.59 (anziché alle 7.46).
Da gennaio, l’unica vera alternativa ferroviaria per i viaggiatori dell’IC 735 sarà data dalla combinazione R20101 (Mestre p. 5.57/Portogruaro a 6.55) con R. 2689 (Portogruaro p. 7.05/Monfalcone a. 7.50/Trieste a. 8.18), ovvero posticipare la partenza da Mestre e prendere il RV 2203 delle 6.53, con arrivo a Trieste alle 8.18.
Se la Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia vuole eliminare l’IC 735 in un'ottica di risparmio, dovrebbe considerare che sostituendo l'IC con un bus (che presumibilmente viaggerà vuoto), il cui arrivo a Monfalcone/Trieste è previsto per le 8.29/8.59, salvo inconvenienti stradali, non fa altro che trovare una soluzione inservibile e di mera facciata ...
Se proprio si intende eliminare l’IC, si potrebbe istituire un nuovo treno RV, tagliando soluzioni inutili come quelle del bus, ovvero rimodulare i collegamenti esistenti, unendo ad esempio il R20101 col R. 2689.
E’ opportuno dunque che la Regione FVG, dopo aver raggiunto tra l'altro un accordo di sistema con il Gruppo FS, sensibilizzi la competente struttura di Trenitalia sull'opportunità di mantenere i due IC, per procedere poi dal prossimo cambio orario ad una vera ristrutturazione della programmazione, in maniera da garantire collegamenti senza buchi d’orario.
Inoltre non va dimenticato che la coppia degli IC 734 e 735 fu istituita qualche anno fa, in sostituzione del treno Intercity Notte che da Napoli (e in seguito solo da Roma) raggiungeva Venezia, dove si divideva in due "rami" (uno per Udine e uno per Trieste).
Per evitare costose manovre a Venezia si decise di unificare il treno Trieste-Roma via Gorizia-Udine e per non penalizzare i numerosi viaggiatori che utilizzavano la relazione notturna da popolosi centri come Cervignano, Latisana, Portogruaro e San Donà, istituendo i treni IC 734 e 735 che, peraltro, sono effettuati da Trenitalia grazie a materiale che giunge a Trieste come IC diurno da Roma e che, dopo aver passato la notte a Mestre, ritorna a Trieste per l'effettuazione del corrispondente IC diurno Trieste-Roma.
Non si tratta, quindi, di un materiale ad hoc, ma dell'ottimizzazione di materiale già in loco che altrimenti sarebbe inutilizzato a Trieste per quindici ore (unificando peraltro la manutenzione corrente a Venezia).
COLLEGAMENTI VENEZIA/UDINE-TRIESTE: per lo stesso motivo, si rimarca la grave inerzia della Regione FVG nel ripristino dei treni da Venezia verso Udine e Trieste in tarda serata e, viceversa, al mattino presto.
Non si tratta di un favore al Veneto, come in qualche occasione si è erroneamente voluto far credere, ma di consentire il rientro in Friuli Venezia Giulia a chi giunge a Venezia con le Frecce (e viceversa al mattino). Inoltre, specie in determinate stagioni, vi è un discreto traffico turistico da e per Venezia che si è sempre giovato dei treni in tarda serata per il rientro.
Il Veneto ha già ripristinato i "treni della mezzanotte" fino a Conegliano e Portogruaro e si tratta di treni ben utilizzati, come lo erano del resto anche quando giungevano in FVG.
Auspichiamo pertanto che la Regione FVG e Trenitalia si accordino quantomeno per prolungare queste relazioni fino a Udine e Trieste, magari come RV dopo Conegliano e dopo Portogruaro (attualmente sono "lenti").
TRENI NOTTE: anche in merito all'aspetto dei treni "notturni" (o di primo mattino a seconda della direzione di marcia) giungono tuttora richieste.
Di fatto, allo stato attuale, il risparmio costituito dalla maggior velocità delle Frecce, che consentirebbe di partire da Roma e Milano un'ora più tardi la sera, è vanificato dalla mancata possibilità di proseguire per il FVG. Tale problematica è ben nota alla Regione FVG e nonostante l'Assessore Santoro, più volte abbia dimostrato sensibilità verso il problema, ad oggi tuttora risulta irrisolta.

venerdì 16 dicembre 2016

Adeguamento sistema di controllo fs: sabato 17 e domenica 18 dicembre interruzione collegamenti per Trieste

La Direzione Regionale Trenitalia cu ha informato che a fronte dell’attivazione di un nuovo sistema di controllo del traffico ferroviario a Monfalcone nei giorni di sabato 17 e domenica 18 dicembre, si renderà necessaria l’interruzione delle linee ferroviarie a Cervignano e a Gorizia.
I treni regionali da e per Trieste saranno sostituiti con bus, secondo questo programma:
• partenze da Trieste: dal treno n. 1648 del 17/12 al treno n. 2206 del 18/12. Gli orari di partenza di questi treni in condizioni di normale circolazione sono rispettivamente 8:57 e 6:15
• partenze da Gorizia: dal treno n. 2443 (arr. 9:18) del 17/12 al treno n. 2471 (arr. 0:15) del 18/12
• partenze da Cervignano: dal treno n. 2207 (arr. 11:08) del 17/12 al treno n. 2219 (arr. 0:08) del 18/12.
Dati i maggiori tempi di percorrenza dei mezzi stradali, le partenze in adduzione ai treni saranno anticipate di circa 40’ rispetto all’orario del treno sostituito, ed allo stesso modo gli arrivi a destinazione dopo il trasbordo su bus saranno differiti dello stesso tempo.
Il programma dell’interruzione è stato inserito nell’orario ufficiale ed è pertanto disponibile sul sito di Trenitalia, in cui sono stati pubblicati anche dei prospetti orari per linea dedicati in modo specifico a queste due giornate.
I treni della lunga percorrenza saranno prevalentemente attestati a Mestre e serviti dai nostri treni regionali per i viaggi da e per la nostra regione. Per tutto il periodo dell’interruzione saranno attivi presidi di assistenza alla clientela nelle stazioni di Trieste, Monfalcone, Cervignano e Gorizia.

giovedì 15 dicembre 2016

Gemona-Sacile: emendamento in finanziaria. 500mila euro per il progetto turistico della Pedemontana

L'On. Maria Iacono, con l'ing. Cantamessa e Andrea Palese 
Dopo la firma del 22 novembre del Protocollo d’Intesa tra Regione FVG e Gruppo FS in ordine alla riattivazione della linea Gemona-Sacile, nei giorni scorsi è giunta anche l’approvazione, all’unanimità da parte della IX Commissione della Camera dei Deputati, del testo definitivo del disegno di legge 1.178 relativo all’istituzione delle ferrovie turistiche; legge che prevede l’inserimento della Gemona-Sacile tra le 17 linee ferroviarie turistiche.
Si tratta di una proposta di legge presentata dall’onorevole agrigentina Maria Iacono, finalizzata a salvaguardare alcuni tracciati ferroviari in disuso che attraversano luoghi di particolare interesse, tutelandone il patrimonio architettonico, artistico e ambientale, oltre che ad aprire nuove prospettive per il turismo anche in aree interne che meritano di essere valorizzate (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFO).
L’iter, avviato dall’on. Iacono, è inserito nel progetto nazionale di Fondazione FS, “Binari senza tempo” che ha contribuito a rafforzare efficacemente la volontà politica di dotare l’Italia di una legge sulle ferrovie turistiche.
L’approvazione da parte della Commissione del testo del ddl (di fatto manca solo il voto finale dell’Aula), costituisce un ottimo risultato, ottenuto grazie alla sinergia di tutte le forze politiche e al lavoro della Fondazione FS.
L’inserimento poi della Gemona-Sacile nell’elenco nazionale delle linee turistiche è un grande riconoscimento del lavoro svolto in questi anni da Amministratori Locali e Comitati dei Pendolari interessati a riaprire una linea storica e di notevole pregio.
Un lavoro articolato e complesso con il nostro storico rappresentante, Andrea Palese, che prima di tutti ha creduto in questa opportunità. Basti pensare al viaggio effettuato da Palese la scorsa primavera ad Agrigento in occasione dell’inaugurazione della Ferrovia della Valle dei Templi, quando incontrò il Direttore della Fondazione FS, l’ing. Luigi Cantamessa e l’on. Maria Iacono.
In quell’occasione Palese segnalò all’ing. Cantamessa l’opportunità di inserire la Ferrovia Pedemontana nel progetto “Binari senza tempo”, invitandolo a svolgere un sopralluogo alla linea.
La visita ad ottobre dell’ing. Cantamessa in Friuli, in occasione della Mostra organizzata dal nostro sodalizio a Gemona e dedicata alla Pedemontana, ha suggellato la rinascita della nostra ferrovia, ufficializzando la sua riattivazione entro il 2018.
Ora che le condizioni normative sono state poste è fondamentale che il Territorio, ovvero la Regione FVG, i Comuni e le realtà portatrici d’interesse (associazioni ed operatori commerciali), si mobilitino per creare i presupposti per l’avvio di un vero "progetto economico territoriale", che sappia sfruttare al meglio la riattivazione della ferrovia in ambito turistico.
Già nel corso del recente Convegno di Cavasso Nuovo, avevamo proposto alla Regione di inserire nella finanziaria uno specifico capitolo in favore del progetto Pedemontana: un milione di euro per finanziare subito interventi mirati, partendo dal miglioramento della pista ciclabile Fvg3 per favorire il servizio Treno+Bici, dal rifinanziamento del Piano Stazioni Minori per garantire il restyling di alcuni immobili ferroviari, in cui ospitare attività turistiche ed economiche, favorendo in particolare l'insediamento di nuove attività commerciali legate allo sfruttamento della ferrovia turistica (bed&breakfast, spacci di prodotti locali e noleggio di bici). Riteniamo basilare investire anche su promozione e marketing con un brand unico, che rappresenti il progetto turistico della linea; a tal fine – come già avvenuto in altre realtà – è necessario essere affiancati da professionisti della materia e in particolare da tour operator specializzati nel settore.
Questa nostra proposta è stata formalizzata in un emendamento (CLICCA SULL'IMMAGINE) alla legge finanziaria regionale da parte del consigliere regionale, Roberto Revelant, il quale – supportando la nostra proposta – ritiene che la Regione debba stanziare da subito risorse a sostegno del progetto turistico, per dare un segnale al Territorio e arrivare preparati quando, nel 2018, la ferrovia verrà riattivata.
L’emendamento di Revelant prevede una spesa di 500mila euro per il 2017,  “per la realizzazione degli investimenti di sviluppo territoriale a supporto del progetto turistico della linea ferroviaria Pedemontana (Sacile – Gemona), previsti dal Protocollo d’intesa per lo sviluppo dei servizi ferroviari in Friuli Venezia Giulia siglato tra Regione FVG e Rete Ferroviaria Italiana. Gli interventi in questione sono promossi dai Comuni interessati dal passaggio della linea ferroviaria, Promoturismo FVG e da soggetti privati operanti nel campo delle attività turistica e della sua promozione. Per la realizzazione delle attività di programmazione, progettazione e gestione degli interventi l'Amministrazione regionale è autorizzata ad avvalersi, tramite la stipula di specifica convenzione, del supporto tecnico di Promoturismo FVG, anche mediante delega della gestione di procedimenti amministrativi di concessione di incentivi integralmente o con riferimento ad alcune fasi dei procedimenti medesimi”.
Secondo il consigliere Revelant inoltre è necessario integrare l’intervento regionale anche con progetti già esistenti e con canali contributivi come quelli messi a disposizione dai Gal (bandi U.E.), finalizzati a stimolare gli investimenti privati.
L’emendamento Revelant propone quindi un primo stanziamento di 500mila euro, che potrebbe essere raddoppiato nel 2018; spetta ora al Consiglio Regionale assumere una decisione in merito.
Il nostro auspicio è che la proposta venga approvata, dando così avvio al progetto territoriale, gettando le basi per la creazione delle condizioni economiche minime per la riattivazione della ferrovia.