Blog dedicato ai pendolari e ai viaggiatori delle linee ferroviarie Tarvisio Boscoverde-Udine-Cervignano-Trieste Centrale e Gemona del Friuli-Sacile (Ferrovia Pedemontana del Friuli).
Sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno si devono spostare dalla loro città
per raggiungere il lavoro, il luogo di studio, e per tante altre necessità. L'utilizzo dei mezzi pubblici, quando questi ultimi sono efficienti, garantisce una mobilità ambientalmente ed economicamente sostenibile per tutti, migliorando la qualità della nostra vita.

domenica 25 giugno 2017

Gemona-Sacile, impazza la politica dell'annuncite, ma i progetti e i soldi dove sono?

Sembra impazzare la corsa a chi è più bravo ad accaparrarsi i meriti per la riapertura della ferrovia Gemona-Sacile.
Nell’ultimo periodo sono stati sbandierati programmi di sviluppo per svariate milionate di euro e anche chi ha votato contro la ferrovia oggi pare sia diventato il primo sostenitore.
Non sappiamo se questa sia la solita propaganda utile a riempiere le pagine dei giornali o se invece qualcuno si è convertito lungo “la strada di Damasco”.
Tanti sarebbero i temi concreti legati al ritorno del treno da approfondire a partire da come verrà strutturato il nuovo servizio fs, con quali orari, quanti collegamenti giornalieri, quali i target d'utenza su cui puntare, a che punto sono i lavori di ripristino della linea, come verranno gestiti gli oltre 50 passaggi a livello o a che punto sono i progetti legati alle attività turistiche a supporto della ferrovia e per quali linee d'intervento si interverrà. Invece si continua a dar spazio a roboanti annunci e generiche dichiarazioni sulla valorizzazione della ferrovia.
Purtroppo alle belle parole non seguono i fatti e le voci dei capitolati a bilancio restano desolatamente a zero come risorse investite per le attività a supporto della ferrovia.
A sei mesi dalla riattivazione della tratta Sacile-Maniago nulla è stato fatto e l’appuntamento di primavera 2018, quando verrà attivato il servizio turistico lungo l’intera linea, rischia di trasformarsi in un fallimento se il Territorio non metterà in cantiere qualcosa di concreto.
Dopo l’impegno di FS ad investire 17 milioni di € le sorti della ferrovia sono ora nelle mani del Territorio, il quale deve dimostrare con i fatti di meritarsela, evitando strumentalizzazioni e le solite “passerelle elettorali”.
RFI sta mantenendo fede al suo impegno, come dimostrano i lavori in corso lungo la linea (vedi foto).
Purtroppo le Istituzioni nicchiano: le tante idee emerse fino ad oggi sono rimaste ancora nel "cassetto dei sogni", in attesa che qualcuno le finanzi. Ad oggi neanche un progetto è partito, neppure in fase progettuale, fatto salvo il caso di Gemona, il cui restyling della stazione è in avanzata fase di realizzazione.
Ha pienamente ragione Laura Magris a lanciare l’allarme rosso, denunciando che “senza un soggetto pubblico o privato che si occupi del progetto di territorio da creare per sviluppo e promozione della linea si rischia di perdere ancora tempo e, soprattutto, che nulla decolli”.
Una preoccupazione che è anche la nostra visto che a breve il treno tornerà a fermarsi nelle nostre stazioni, sempre più degradate e decadenti, dove nessun Comune suo malgrado, neppure quelli più volenterosi, è riuscito a fare un passo avanti per migliore questi spazi e destinarli ad attività turistiche o commerciali a sostegno del progetto “Binari senza tempo” di Fondazione FS.
PROGETTO DI TERRITORIO: la Regione oltre ad erogare delle mancette col Piano Piccole Stazioni (che sarà oggetto di un nostro futuro articolo) nulla sta facendo di concreto, salvo aver affidato al GAL Montagna Leader il compito di realizzare il “Progetto di Territorio”.
Al riguardo però poco o nulla si sa, a partire da quali sono le linee di intervento individuate per le quali si cercheranno i finanziamenti UE (bando Interreg V?).
I dubbi di Laura Magris circa il soggetto che dovrebbe occuparsi del progetto sono pertanto più che giustificati: la scelta della Regione di affidare a Montagna Leader il progetto pare poco azzeccata, in quanto l’Ente oltre a difettare di risorse economiche proprie, rappresenta un territorio limitato (solo il maniaghese) e risulta sprovvisto di figure professionali con esperienza in materia ferroviaria e turistica.
La riapertura della Gemona-Sacile è una grande occasione, non per guardare al passato, pensando alla vecchia littorina, ma per proiettarsi al futuro, sfruttando il treno non come semplice mezzo di trasporto bensì come volano di una nuova microeconomia locale.
A nostro parere ora è necessario avviare con il Gruppo FS una forte sinergia, unendo e coordinando le forze. Altrove progetti similari stanno funzionando, basterebbe quindi solo copiare ed importare questi modelli partecipativi.
Per farlo servono però quattrini, che ad oggi né la Regione, né i Comuni, né i privati, sembrano disposti a sganciare e soprattutto iniziare come già detto una proficua partnership, in primis con Fondazione FS e con tour operator nazionali ed internazionali specializzati nel settore.
Non serve quindi inventare l'acqua calda, in quanto è sufficiente valorizzare  quelle attività economiche già esistenti, ovvero promuovere le tante potenzialità ancora inespresse.
A dicembre il Consiglio Regionale all’unanimità ha votato un Ordine del Giorno che impegna la Giunta a ricercare finanziamenti per potenziare le attività turistiche collegate al progetto della ferrovia (es. ciclabile FVG3, B&B, sistemazione delle piccole stazioni, itinerari naturalistici, promozione turistica mediante la creazione di un brand unico), questo al fine di favorire la nascita di un indotto economico.
Ora è opportuno che la Giunta Regionale provveda ad impegnarsi seriamente per dar corso a quanto deciso dal Consiglio Regionale a dicembre.
Il tempo stringe, i nodi stanno arrivando al pettine e ben presto si capirà se gli annunci resteranno tali.

martedì 20 giugno 2017

Fondazione FS e l’ing. Luigi Cantamessa, artefici dei nuovi miracoli ferroviari italiani

L'ing. Luigi Cantamessa a Gemona
Dedichiamo oggi un articolo alla Fondazione FS Italiane e al suo Direttore, Luigi Francesco Cantamessa, che abbiamo avuto l'onore di ospitare lo scorso mese di ottobre all'inaugurazione a Gemona del Friuli della nostra Mostra fotografica dedicata alla Ferrovia Pedemontana.
La Fondazione FS e il Direttore Cantamessa sono senza dubbio i veri artefici della rinascita ferroviaria delle vecchie linee, che da “rami secchi” grazie al progetto nazionale "Binari senza tempo" sono state riattivate e valorizzate sotto il profilo turistico, diventando un vero e proprio “museo dinamico”.
La FONDAZIONE FS è un Ente giovanissimo, costituito il 6 marzo 2013 su iniziativa di Ferrovia dello Stato, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana al fine di valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale delle nostre ferrovie.
La Fondazione ha sede presso la prestigiosa Villa Patrizi a Roma in Piazza della Croce Rossa, un tempo sede della Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato.
Con la nascita della Fondazione il patrimonio storico, custodito fino ad oggi dalle diverse società del Gruppo FS, ha trovato finalmente un nuovo assetto, più organico e funzionale. Dal punto dei vista degli Archivi, vi confluiscono tre grandi bacini documentali: il patrimonio bibliotecario, quello archivistico e i materiali audiovisivi. Completa l’attività della Fondazione il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli Portici, dove all’interno delle ex officine borboniche dell’Opificio Meccanico e Pirotecnico è custodito un ampio parco rotabile, con oltre 200 macchine, dalla prima locomotiva, la Bayard, alle altre macchine a vapore costruite dalla nostra industria nazionale, dall’ex carrozza reale alle littorine, alle mitiche carrozze “centoporte”, immortalate in tanti film del grande cinema italiano.
Sicuramente il progetto più noto di Fondazione è “Binari senza tempo”, il quale intende recuperare linee e binari ferroviari ormai in disuso e trasformale in un volano economico e soprattutto in uno strumento di tutela del paesaggio e di promozione di un turismo non di massa, capace di immergersi nell’autenticità della natura e dei piccoli borghi che impreziosiscono il nostro Paese.
Il progetto per ora comprende 7 linee: “Ferrovia del Lago”, da Palazzolo sull’Oglio a Paratico/Sarnico sulle rive del Lago d'Iseo, la “Ferrovia della Val d'Orcia”, da Asciano a Monte Antico nell’incantevole paesaggio delle Crete Senesi, la "Ferrovia del Parco", da Sulmona a Castel di Sangro, più nota come “Transiberiana d’Italia” , la “Ferrovia dei Templi”, da Agrigento Bassa a Porto Empedocle, tra i Templi della Magna Grecia, la “Ferrovia della Valsesia”, da Vignale a Varallo, ai piedi del Monte Rosa, la “Ferrovia del Tanaro”, da Ceva a Ormea e la “Ferrovia dell’Irpinia”, da Avellino–Rocchetta Sant’Antonio. Dal 2018 anche la nostra Gemona-Sacile entrerà a far parte di “Binari senza tempo”, diventando la prima linea d’Italia che verrà utilizzata sia per il servizio di trasporto passeggeri regionale che per quello turistico.
L'ing. Cantamessa alla Mostra della Pedemontana di Gemona
LUIGI FRANCESCO CANTAMESSA è il Direttore della Fondazione FS Italiane.
Bergamasco, classe 1977, nonostante la giovane età è uno dai maggiori conoscitori e storici ferroviari italiani, tanto che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli ha conferito recentemente l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
Il Direttore Cantamessa si può dire che è "la persona giusta al posto giusto", da sempre interessato al settore del trasporto ferroviario. Laureato a pieni voti in Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Milano ha successivamente frequentato un corso di alto perfezionamento in Economia e Management delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Scuola di Direzione Aziendale della Università Bocconi di Milano. Dopo aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere presso il Politecnico di Milano, dal 2003 lavora in Trenitalia.
Assunto come Ispettore nel Gruppo Ferrovie dello Stato, consegue tutte le principali abilitazioni ferroviarie: patente “F” per la condotta delle locomotive; abilitazione supplementare alla Trazione a Vapore; abilitazione a Capotreno, infine l’abilitazione, quale Funzionario Ingegnere, alla Presidenza delle Commissione d’esame per Patenti ferroviarie. In Trenitalia si occupa di ambiti diversi, dalla manutenzione all’esercizio dei treni regionali. Ha lavorato nella Direzione Centrale Comunicazione Esterne e poi nella Direzione Centrale Strategie e Pianificazione di Gruppo FS Italiane.
Dal 2 luglio 2013 è Direttore della Fondazione FS Italiane e dal febbraio 2016 assume anche l’incarico di Responsabile della Struttura Organizzativa “Turismo Ferroviario” per il Gruppo FS Italiane.
Come detto è un profondo conoscitore, per studio e per passione, della storia e della tecnica della nostre Ferrovie, tanto che ha collaborato con riviste specializzate del settore ferroviario per gli aspetti relativi alla storia e tecnica delle nostre Ferrovie.
Senza dubbio è tra i principali protagonisti della rinascita delle ferrovie minori e dello sviluppo turistico ferroviario, contribuendo fattivamente anche allo studio del progetto di legge sulle Ferrovie Turistiche in fase di approvazione in Parlamento.
Per molti appassionati è semplicemente un mito vivente che sta permettendo la realizzazione di numerosi “miracoli ferroviari”, tra i quali la riattivazione della nostra ferrovia Gemona-Sacile.

venerdì 16 giugno 2017

Budoja-Polcenigo e Gemona poli di riferimento a supporto del servizio turistico della Gemona-Sacile

Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate
Sabato 17 giugno a Budoia prende il via la “Vacanza Collettiva Slow 2017” a cura della Ciampore asd, associazione sportiva e di promozione sociale.
L'iniziativa si colloca nel programma più ampio del “Treno dei Poeti 2017”, che è un insieme di azioni per la promozione del turismo slow lungo la Ferrovia Pedemontana e la pista ciclabile FVG3.
L’iniziativa giunta alla sua III° edizione avrà come tema quest'anno i "Castelli lungo la Sacile Gemona": sette giorni di musica, poesia e visite a borghi e castelli.
A circa sei mesi dalla riattivazione della ferrovia (prevista per dicembre 2017) si sente la necessità di preparare il Territorio ad accogliere degnamente i turisti che saranno sempre più numerosi.
area relax a Budoja-Polcenigo
L'aver lavorato con serietà e dedizione a fianco di organizzazioni come il Comitato Pendolari Alto Friuli, promotore di tante iniziative a sostegno della ferrovia, nonché con Legambiente, Fiab, Italia Nostra e con l'Alleanza per la Mobilità Dolce, ha premiato la Ciampore, la quale dal 1 aprile ha ottenuto da RFI il comodato d'uso dello scalo merci della stazione di San Lucia di Budoja.
Dopo l’esperienza positiva della “Giornata Nazionale delle ferrovie non dimenticate” che in primavera ha catapultato Budoja alla ribalta nazionale grazie all'evento del ciclotreno realizzato dagli studenti di Sacile e Maniago, l’Associazione su è impegnata per garantire l’apertura e la pulizia dei servizi igienici in stazione nonché nei lavori di messa in sicurezza e di bonifica dell’area.
La stazione ha trovato nuova linfa grazie all’opera del sodalizio che ha attrezzato il sito per accogliere i visitatori con 40 sedie e 7 tavolini e una griglietta a gas per pic-nic.
Magazzino merci Budoja
Numerose sono state le iniziative culturali e sportive organizzate nei fine settimana: il sogno è quello di trasformare la stazione di Budoja nella prima Green Station del FVG.
Il progetto delle “Green Station”, unico nel suo genere, abbina la promozione dell’economia locale con l’attività turistica e storico culturali. “L’obiettivo - per Mauro Giannelli della Ciampore e Andrea Palese del Comitato Pendolari Alto Friuli - è promuovere un turismo ferroviario, che riesca ad abbinare gli aspetti naturalistici, storici e culturali, recuperando le piccole stazioni e valorizzare le bellezze del nostro Territorio”.
L’intenzione è quella di creare una forte sinergia tra Associazioni, Comuni ed Enti interessati a concretizzare il comodato definitivo degli immobili ferroviari, prevedendone la loro riqualificazione grazie al progetto “Stazioni Minori” della Regione e al Protocollo Nazionale siglato da FS e Legambiente sulle Green Station.
Concerto presso la stazione di Budoja Polcenigo
Per far ciò emerge la necessità di individuare un’unica struttura che sia in grado di coordinare e supportare concretamente le iniziative del “Progetto di Territorio”, coinvolgendo i portatori d’interesse. Basilare è trovare una sintesi tra le varie iniziative già avviate (Cavasso Nuovo, Pinzano e Gemona hanno già ottenuto contributi regionale da 80mila € per il restyling delle stazioni) e quelle in fase di progettazione, nonché intrattenere un dialogo costante con la Fondazione FS, la quale nella primavera 2018 avvierà il servizio turistico lungo l’intera linea.
E’ un impegno forte, dove le Associazioni hanno un ruolo basilare, ma spetterà alle Istituzioni e agli operatori commerciali fare investimenti per promuovere questo nuova forma di economia che in altre realtà sta generando significative ricadute economiche sul Territorio.
Il blocco bagni e docce della stazione di Budoja
Per Santa Lucia di Budoja, come detto l’ambizione è quella di dare forma alla prima “Green Station” della Pedemontana, da mettere in rete con Gemona, ove il Comitato Pendolari Alto Friuli d’intesa con il Comune, ha già avviato un progetto che permetterà la creazione in stazione di un InfoPoint turistico, nonché spazi dedicati al servizio treno+bici.
Oltre a ciò si prevede la creazione di una vera e propria rete di collaborazioni, a nord con il bicigrill di Stazione Chiusaforte lungo la ciclovia AlpeAdria e l'Ippovia del Cormor, a sud con la Green Station di San Stino di Livenza, gestita dal Circolo Legambiente Pascutto Geretto di Ceggia, nonché con la cooperativa Controvento che gestisce il Parco Rurale di San Floriano a Polcenigo e Forte Marghera a Mestre.
Lavori di bonifica area scalo merci Budoja
Queste ultime permetteranno di ampliare il bacino a tutto l'ambito fluviale della Livenza che porta a Caorle e a Venezia: questo rappresenta il vero il punto di forza della Pedemontana, ovvero l'essere la direttrice più breve tra la Germania e il Nord Europa e Venezia (un bacino di 20 milioni di cicloturisti dei quali solo il 10% viene da noi).
La mobilità slow è una forma di turismo in forte espansione che sta offrendo nuove opportunità di sviluppo alle nostre Comunità grazie ad un indotto economico (bed&breakfast, albergo diffuso, attività legate alla bicicletta) in continua crescita; al tempo stesso si tratta di un turismo rispettoso e sostenibile che permette di far scoprire le perle dei nostri paesini semplicemente utilizzando il treno o la bicicletta.
La riapertura di una ferrovia è sempre sinonimo di progresso, oggi più che mai, si tratta pertanto di un’occasione che non possiamo assolutamente perdere.

giovedì 15 giugno 2017

E’ andata bene ancora una volta: sfiorata la tragedia

Un altro scontro fra treni su un binario unico in Puglia.
Stavolta si tratta di due convogli delle Ferrovie Sud Est sulla tratta Lecce-Otranto.
La dinamica dell’incidente ricorda quello avvenuto il 23 luglio del 2016 tra Andria e Corato, nel quale persero la vita 23 persone. Anche in questo caso l’impatto è avvenuto frontalmente tra due convogli, in prossimità dell’entrata in stazione, di Galugnano, frazione di San Donato, a pochi chilometri da Lecce, ragione per cui entrambi i treni procedevano a bassa velocità. Risultano 11 feriti, tra cui un macchinista in servizio. A bordo dei treni c'erano un'ottantina di passeggeri, alcuni dei quali turisti.
E’ evidente che anche in questo caso le indagini dovranno soffermarsi sul comportamento degli operatori in servizio, poiché a distanza di un anno dall’incidente di Corato su molte linee ferroviarie “concesse” si continua a viaggiare senza sistemi di sicurezza che compensino il possibile errore umano.
Purtroppo la strage di Corato non ha insegnato nulla, visto che si continua ancora a viaggiare su linee a binario unico sfornite del sistema di sicurezza Sctm (Sistema controllo marcia treno) e la sicurezza è garantita dal vetusto sistema del blocco telefonico.
Un problema che riguarda unicamente le linee minori, non di proprietà di RFI.
IL CASO PUGLIESE: dopo la strage di Corato, la rete ferroviaria e i servizi di trasporto di Ferrovie del Sud Est sono stati integrati nel Gruppo FS Italiane a fine 2016. A fronte di ciò il nuovo management di Ferrovie del Sud Est, nominato da FS Italiane, ha attivato un piano di interventi per l’adeguamento tecnologico e infrastrutturale dell’intera rete ex concessa.
Il piano prevede l’installazione dei più moderni sistemi di gestione e controllo del traffico ferroviario e di distanziamento in sicurezza dei treni: un investimento complessivo da oltre 50 milioni di euro. "Quei fondi inutilizzati": è bene sottolineare che con la programmazione 2007-2013 dei Fesr (Fondi europei di sviluppo regionale) la Regione Puglia stanziò 83 milioni per la sicurezza ferroviaria, in particolare per il montaggio degli Scmt a bordo e a terra. Alle Ferrovie del Sud Est furono assegnati 36 milioni che la società ha utilizzato soltanto in minima parte, non avendo rispettato il termine di scadenza per l'utilizzo dei fondi.
IL CASO FRIULANO: la situazione pugliese tuttavia non è molto diversa da quella della Udine-Cividale, la quale aspetta da anni l’adeguamento infrastrutturale e in particolare l’installazione del sistema Scmt, per il quale sono già stati stanziati dalla Regione ben 8 milioni di euro.
E' bene sottolineare che il binario unico non è sinonimo di pericolo se l’infrastruttura risulta dotata del sistemi di controllo e delle tecnologie adeguati. Purtroppo assistiamo invece ad una strutturale difficoltà da parte di queste piccole imprese ferroviarie regionali a stare al passo dei tempi, considerata la necessità vitale di comprimere i costi.
Così invece di adottare sistemi tecnologici di controllo in telecomando ad esempio, si continua col vecchio sistema del blocco telefonico, assegnando al capotreno (visto che le stazioni sono quasi tutte impresenziate e la figura del capostazione praticamente non esiste più), ulteriori oneri e adempimenti.
Nel caso friulano poi non si comprende come non si riescano ad utilizzare i fondi già disponibili realizzando le opere che attendono da anni.
L’INTERVENTO LEGISLATIVO: la grave situazione infrastrutturale delle linee ferroviarie minori ha scaturito un recente intervento da parte del Governo il quale ad aprile ha prodotto il decreto legge n. 50/2017, che purtroppo non accelera la messa in sicurezza delle citate linee ferroviarie.
Anziché passare la gestione delle linee regionali ad RFI, il Decreto si limita ad individuare il Gestore (RFI) quale soggetto incaricato dell’adeguamento tecnologico delle linee ferroviarie in questione, lasciando ad una moltitudine di soggetti istituzionali – tra cui le Regioni stesse - la possibilità che dette linee possano essere conferite direttamente sotto la gestione di RFI.
La solita situazione di compromesso all’italiana che non risolverà nel breve i gravissimi problemi di sicurezza che insistono su buona parte delle linee ferroviarie regionali non gestite da RFI.
Nel mentre continuiamo ad incrociare le dita sperando nella buona sorte e nel fatto che qualche capotreno non si sbagli ...

mercoledì 14 giugno 2017

Orario estivo, tanta confusione istituzionale nella Bassa Friulana

Il nostro intervento relativo all'orario estivo fs ha provocato alcune reazioni da parte di alcuni esponenti politici, in primis quello del Sindaco di Palmanova, Francesco Martines, che come da lui dichiarato alla stampa ha "appreso con stupore le scelte sui nuovi orari di Trenitalia che riguardano la Bassa friulana ed in particolar modo che toccano in maniera negativa Palmanova" (LEGGI ARTICOLO)
Il Sindaco non ha mancato di lanciare un attacco frontale a Trenitalia, colpevole a suo dire del taglio delle corse durante le giornate festive: "queste società pubbliche in parte o totalmente privatizzate, ma che svolgono un servizio d’interesse pubblico, quando si tratta di avere benefici statali o creare infrastrutture sui nostri territori, a volte distruggendoli, mantengono logiche di gestione pubblica, quando invece si tratta di essere più attenti alle esigenze dei cittadini dimenticano la loro funzione sociale ed hanno manager che applicano strumenti e logiche che mirano al solo profitto, dimenticando le esigenze del territorio e delle comunità locali. Interesserò immediatamente l’assessore regionale Mariagrazia Santoro e la presidente Debora Serracchiani per capire chi sono gli interlocutori con i quali interfacciarsi, per scoprire le logiche che stanno alla base di una tale incomprensibile scelta e come poter rimediare".
Purtroppo il Sindaco scopre solo ora che è dal lontano 1992 che durante il periodo estivo le corse della tratta Udine-Palmanova-Cervignano vengono sospese nei festivi ... un'uscita infelice a dir poco.
E' la stessa Assessore regionale alla Mobilità, Mariagrazia Santoro, a rimarcare che il taglio delle corse non rappresenta una novità e cerca di buttare acqua sul fuoco affermando con non poche difficoltà che la Bassa friulana non è isolata.
Certamente il taglio delle corse festive non è una novità ma neppure una giustificazione.
Per inquadrare la questione in maniera corretta e sfatare alcune leggende metropolitane è necessario però fissare alcuni punti:
- Trenitalia è una spa, ma non privata, visto che l'unico socio è Ferrovie dello Stato, a sua volta partecipata al 100% dal Ministero del Tesoro;
- il servizio fs regionale è di competenza della Regione, la quale disciplina con un contratto di servizio il programma delle corse. Pertanto la Regione è la committente di Trenitalia a cui paga il numero di corse che acquista a catalogo. Il Gestore ferroviario non fa altro pertanto che prestare il servizio prescelto dalla committente applicando quanto indicato in contratto;
- negli ultimi due anni, con l'entrata in esercizio dei nuovi treni Civity (treni di proprietà regionale) e il potenziamento delle reti ciclabili è decisamente aumentato il fenomeno dei cicloturisti che sfruttano il servizio treno+bici, il quale sta diventando un'occasione di sviluppo economico per tante nostre realtà locali attraversate dalla Ciclovia Alpe Adria.
Per questo motivo avevamo sensibilizzato a più riprese la Regione a mantenere i collegamenti anche d'estate e soprattutto nei giorni festivi lungo la tratta bassa della linea 15, eliminando così l'isolamento di Palmanova (prossima ad essere proclamata città Unesco) e Cervignano, permettendo così ai tanti cicloturisti che vogliono raggiungere Aquileia e Grado di utilizzare il servizio fs.
Nulla di più, nulla di meno, di quello che si sta facendo con profitto lungo la Udine-Tarvisio.
Orari Servizio BiciBus offerto da Saf
Non volendo entrare in polemica, è evidente che quanto dichiarato da Santoro a proposito del servizio BiciBus gestito da Saf (bus con carrello portabici della capienza di max 20 bici) non possa in nessuna maniera soddisfare gli appetiti dei cicloturisti dell'Alpe Adria (2 corse da Udine a Grado con partenza alle ore 8.30 e 12.00 e due di ritorno alle ore 11.30 e 16.00) e non possa in nessun modo essere considerato uno strumento ideale per promuovere il cicloturismo lungo la Bassa Friulana.
Il treno infatti oltre che più comodo e veloce del bus e senza dubbio il mezzo più ideale per effettuare questo tipo di servizio.
Ai detrattori della ferrovia che giustificano il taglio delle corse con la mancanza di passeggeri vogliamo rispondere che mai un servizio verrà promosso mai si troveranno clienti che lo utilizzeranno.
Un risultato però pare raggiunto: Santoro ha dichiarato che dall'estate 2018 il servizio MI.Co.Tra., attualmente gestito da FUC e OBB lungo la Villach-Udine verrà nei fine settimana prolungato su Trieste via Cervignano grazie ad un contributo UE. Non solo "nell'ottica di un potenziamento dei servizi di linea - prosegue Santoro - abbiamo previsto che l'apertura della linea 15, che si concretizzerà a partire dal prossimo anno, possa essere maggiormente valorizzata con una presenza anche nel sabato pomeriggio e la domenica di servizi oggi a contratto Trenitalia sulla Tarvisio-Trieste via Cervignano".
Vedremo se queste promesse si concretizzeranno, di certo i servizi Trenitalia dovranno trovare puntuale collocazione nel nuovo contratto di servizio, atteso che a dicembre scadrà quello in essere.
Parallelamente al potenziamento dei servizi fs è necessario procedere con una seria campagna promozionale che possa pubblicizzare al meglio il servizio treno+bici e le nostre bellezze.
Spetta in particolare all'Assessorato al Turismo ed a Promoturismo FVG, in sinergia con i Comuni interessati ed ai Gestori ferroviari preparare il materiale informativo.
Per ovvie ragioni è impensabile che questa attività venga lasciata al Gestore ferroviario; Trenitalia e FUC offrono servizi ferroviari e non sono operatori turistici specializzati. 
I precedenti infatti non sono proprio incoraggianti, basti pensare alla bassa qualità del materiale promozionale realizzato per Mi.CoTra., una campagna quasi imbarazzante per contenuti e per canali di diffusione.
Ognuno deve fare il proprio mestiere e non possiamo pretendere di improvvisare dei ferrovieri in operatori turistici o tour operator ... di certo ci aspettiamo invece che i Sindaci almeno siano a conoscenza dei servizi esistenti all'interno dei loro Comuni.
C'è molto da lavorare, ma un passo per volta siamo certi che anche il FVG riuscirà a raggiungere quei livelli per servizio e promozione già esistenti in altre Regioni più virtuose.

mercoledì 7 giugno 2017

Domenica entra in vigore l’orario estivo fs: poche le novità. Servizio treno+bici, qualche passo avanti lungo la Udine-Tarvisio, isolata invece la Bassa Friulana.

Il vano portabici di un treno Civity
Domenica 11 giugno entrerà in vigore l'orario estivo fs, il quale porterà ben poche novità per gli utenti del FVG.
Oltre alla consueta riduzione delle corse nel corso dell’estate, l’unica nota lieta è il potenziamento rispetto all’orario estivo 2016 delle corse festive lungo la linea 15 nel tratto Udine-Tarvisio.
Purtroppo nessuna delle proposte di modifica all'orario cadenzato formulate oltre un anno fa dai Comitati Pendolari sono state accolte dalla Regione e Trenitalia. Idem sulla possibilità di ripristinare le fermate di Mossa e Capriva.
L'orario estivo quindi non porterà grandi cambiamenti: i tempi di percorrenza non verranno ridotti, nonostante da oltre due anni la flotta sia stata riammodernata con l’entrata in esercizio dei nuovi treni Civity che possono garantire un significativo taglio dei tempi di viaggio.
Nella sottostante tabella abbiamo evidenziato il numero di treni programmati lungo la linea 15 (Tarvisio-UD-Palmanova-Cervignano-TS), dove si conferma nei giorni festivi l’offerta già in essere dal 26 marzo lungo la tratta Udine-Tarvisio e viceversa, mentre continua nelle giornate di sabato e domenica ad essere pesantemente penalizzata la tratta Udine-Palmanova-Cervignano-Trieste, in quanto tutti i collegamenti provenienti da Trieste e diretti e Tarvisio sono deviati via Gorizia.
Un grave errore in quanto chi vorrà pedalare lungo la Ciclabile AlpeAdria nel tratto Palmanova-Cervignano-Grado, sarà costretto a raggiungere Cervignano passando prima da Monfalcone via Gorizia, cambiare e prendere un treno per Venezia, impiegando così la bellezza di 1 h 41 min. contro i normali 25 minuti per percorre circa 30 km. In ogni caso Palmanova, candidata a diventare patrimonio dell’Unesco, è tagliata da ogni collegamento fs. Questo significa che nei giorni festivi non esistono collegamenti fs a supporto del tratto basso dell’Alpe Adria, quello più adatto alle famiglie.
Meglio va a chi utilizza il servizio treno+bici lungo la Udine-Tarvisio, dove nei giorni festivi Trenitalia assicura due collegamenti supplementari rispetto a quelli offerti nei feriali, allungando due corse che generalmente si fermano a Carnia.
Sulla direttrice Udine-Carnia-Villach resta immutata l’offerta Mi.Co.Tra., gestita da FUC e OBB, che garantisce ogni giorno due coppie di collegamenti.
Linea 15 (Tarvisio-UD-Palmanova-Cervignano-TS)
Tratta
Orario Invernale sino al 10 giugno
Orario estivo dal 11 giugno
da lun a ven
sabato
festivi
da lun a ven
sabato
festivi
UD-Palmanova-Cervignano-TS
(e viceversa)
21
7
0
14
5
0
UD- Carnia (e viceversa)
22
17
11
18
15
11
UD- Tarvisio (e viceversa)
6
8
9
6
9
9


Cicloturisti in stazione
CARROZZE PORTABICI: da oltre un anno stiamo chiedendo alla Regione e a Trenitalia di segnalare sulle livree dei treni Civity le carrozze portabici mediante un semplice adesivo/pittogramma.
I Civity dispongono di due sezioni dedicate con 32 stalli portabici, poco visibili dall’esterno e purtroppo nelle stazioni è abitudine vedere i cicloturisti correre lungo la banchina del binario alla ricerca della carrozza portabici.
Da tempo abbiamo proposto la creazione di un adesivo/pittogramma dedicato che raffiguri non solo la bicicletta per identificare il vano portabici, ma anche un logo per promuovere il servizio treno+bici e la nostra splendida Alpe Adria.  Si tratta di una semplice campagna di marketing a costi ridottissimi che permetta di utilizzare le livree dei treni di proprietà della regione come spazio pubblicitario; nulla a che vedere però con le livree milionarie degli aerei affittate ad Alitalia che sponsorizzavano il FVG.
Quello che nelle altre regioni è semplice da realizzare, da noi pare impresa impossibile!

GRATUITA' SERVIZIO TRENO+BICI: in più di un’occasione abbiamo proposto all’Assessore regionale Santoro, senza ricevere alcuna risposta, la possibilità di far viaggiare gratuitamente le biciclette a bordo dei treni del FVG.
La gratuità del servizio è già realtà in ben cinque regioni italiane: pioniera è stata la Puglia nel 2007, poi hanno seguito l’esempio Marche, Abruzzo, Valle d’Aosta e Liguria dove l’utente oggi può trasportare la propria bici senza pagare alcun supplemento. In Lombardia e Toscana si può trasportare la propria bicicletta ma occorre abbonarsi annualmente.
Male nelle altre Regioni d’Italia, compreso il FVG, dove il trasporto sui treni regionali costa 3,5 €/giorno pari più o meno a 1000€/l’anno.
Regione
Costo servizio
Abbonamento trasporto bici
Friuli Venezia Giulia
€ 3,50 giornaliero
no
Puglia
gratis
Marche
gratis
Abruzzo
gratis
Valle d’Aosta
gratis
Liguria
gratis
Emilia Romagna
€ 3,50 giornaliero
€ 60/annuo
Lombardia
€ 3,00 giornaliero
€ 60/annuo
Toscana
€ 3,50 giornaliero
Agevolazioni varie week end
In tutto il territorio nazionale il trasporto di biciclette pieghevoli
(dimensioni max 80x110x140 cm) è gratuito.
Ci domandiamo perché il FVG non segua l’esempio virtuoso delle altre regioni che hanno stipulato un apposito Protocollo d’Intesa con Trenitalia che permette il trasporto gratuito delle bici sui treni regionali, promuovendo così in maniera efficacie l’intermodalità treno-bici e le nostre ciclabili.
Quanto costa? La bici gratis sui treni abruzzesi (realtà ferroviaria molto simile a quella del FVG) è prevista dal nuovo contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia; è di 30mila €/anno la somma che la Regione Abruzzo destinerà per coprire la spesa del supplemento bici prima a carico dell'utente 3,50€/giorno.
Non ci pare che l’investimento sia di quelli impossibili da sostenere, visto che come per gli adesivi per le carrozze portabici anche in questo caso si tratterebbe di una vera e propria campagna promozionale volta ad incentivare il turismo in FVG e l’intermodabilità treno+bici.
Un gap culturale quello del FVG non solo rispetto ai Paesi Europei dove la gratuità del trasporto bici è realtà da decenni, ma anche nei confronti delle altre regioni italiane. A tal fine è bene ricordare che nell’ambito del contratto di servizio con le imprese ferroviarie, ogni Regione può autonomamente stabilire l’introduzione di forme di abbonamento particolari per i servizi di propria competenza, incluso quello che prevede il trasporto delle bici a bordo dei treni regionali. Nulla preclude quindi l’autonoma scelta delle singole Regioni di stabilire forme di abbonamento o altre agevolazioni per il trasporto delle biciclette sostenendone il costo.
L’esperienza delle cinque regioni italiane dove oggi il trasporto delle bici è gratuito dovrebbe far scuola; l’auspicio è che anche il FVG metta nero su bianco, favorendo e sviluppando il servizio treno+bici, diventato non una moda del momento, ma una nuova forma di turismo con un indotto economico di tutto rispetto.

martedì 6 giugno 2017

Linea Udine-Cervignano interrotta, treni sostituiti con bus

Alle ore 14.39 Trenitalia ci ha informato via mail dell’interruzione alla linea Cervignano-Udine.
L’interruzione è dovuta ad un guasto agli apparati di circolazione nella località di Bivio Cargnacco.
Per ora sono stati autosostituiti vari treni:
- R. 6024 autosostituito nella tratta Palmanova – Udine
- R. 6031 autosotituito nella tratta Udine Palmanova
- R. 6035 autosotituito nella tratta Udine Palmanova
- R. 6028 autosostituito nella tratta Palmanova – Udine
- R. 6041 autosostituito nella tratta Udine –Trieste
- R. 6034 autosotituito nella tratta Monfalcone – Udine
- Il R. 6029 è giunto a destinazione con oltre 60 minuti di ritardo.
RFI prevede di ripristinare la circolazione tra circa 90’, verso le ore 16.30.
Sul nostro portale facebook Comitati Pendolari del Friuli Venezia Giulia è possibile seguire gli aggiornamenti in tempo reale.
I viaggiatori sono informati della situazione in stazione e a bordo treno.

AGGIORNAMENTO Ore 17.00: Trenitalia ha comunicato che il guasto è stato risolto e la linea è Udine-Cervignano è stata riaperta alle ore 16.30. Segnaliamo la buona assistenza alla clientela da parte del personale Trenitalia alla Stazione di Udine e una buona informazione in stazione a Trieste.
Purtroppo ci segnalano disagi lungo la linea Udine-Venezia, a causa di un guasto all'infrastruttura ferroviaria presso la stazione di Conegliano:  previsti ritardi fino a 60 minuti.

domenica 4 giugno 2017

Alla scoperta della Ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, una delle linee di "Binari senza tempo" della Fondazione Fs

Francesco Celli a sx con l'ing. Luigi Cantamessa
Dopo aver dedicato alcuni post alla Ferrovia del Tanaro (Ceva-Ormea) e alla Ferrovia Novara-Varallo Sesia, oggi scopriamo la Ferrovia dell'Irpinia, Avellino - Rocchetta Sant’Antonio, un'altra linea recentemente inserita nel progetto "Binari senza tempo" di Fondazione FS.
Di seguito pubblichiamo l'articolo dell'amico Francesco Celli, irpino doc, fondatore e Presidente dell'Associazione culturale Info Irpinia, realtà nata da 3 anni e mezzo che si pone come obiettivo una vera e propria rivoluzione culturale per la terra irpina, in maniera molto forte e determinata, a partire dall'impegno per la rinascita del treno lungo la ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio.


La linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio collega Avellino con la Puglia, passando per la Basilicata ed attraversando tutta la provincia avellinese, ovvero l’Irpinia. 
Questa tratta, lunga 119 km, nasce il 27 ottobre del 1895 per la forte volontà di Francesco De Sanctis, importante intellettuale e politico irpino, al fine di rompere l’isolamento della nostra provincia. 
È stata un’intuizione grande e lungimirante il poter immaginare, 122 anni fa, una infrastruttura in una realtà del tutto priva di vie di comunicazione, tranne qualche mulattiera: in definitiva si tratta di un’idea visionaria e particolarmente fuori dal comune per quell'epoca. 
Il tragitto finale di questa tratta non fu del tutto lineare in quanto i politici dei vari paesi, all’epoca della sua costruzione, se la contendevano con veemenza trascinandosela per il proprio territorio, al fine di includere il proprio comune in questo motore di sviluppo. Basta osservare l’andamento ad “S” che si forma nella prima metà della tratta o la posizione della stazione capolinea che si trova esattamente a metà fra il comune di Avellino e quello di Atripalda. 
I binari dell’Avellino-Rocchetta sono pregni della nostra storia. Questa ferrovia è stata la tratta dell’emigrazione post guerra che ha visto tante partenze e pochi ritorni, tanto dolore e sofferenza. 
Ha rappresentato il collegamento con l’Italia e col mondo; la prima possibilità di spostamento anche fra i vari paesi irpini, quando naturalmente si camminava a piedi molto più di oggi poiché le stazioni, per la maggior parte, sono ubicate fuori dai centri abitati. 
È stata la ferrovia che ha portato per la prima volta in giro i nostri vini, facendoli arrivare al nord Italia, soprattutto in Toscana, e fino in Francia: quei vini che negli anni sono cresciuti a tal punto da diventare 3 DOCG fra i migliori al mondo, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo ed il Taurasi. 
Oggi purtroppo è una ferrovia sospesa da 7 anni, precisamente dal 12 dicembre del 2010, quando l’assessore regionale ai trasporti fece questa scellerata scelta. Da un giorno all’altro centinaia di pendolari e studenti si trovarono senza più il proprio mezzo di trasporto pubblico. 
Una scelta ignobile, vergognosa, che ci costrinse ad essere l’unica provincia a non avere più la sua ferrovia e, poco dopo, a subire l’onta della chiusura della stazione di Avellino. 
Tantissime sono state le manifestazioni dell’associazione “In_loco_motivi” e della nostra “Info Irpinia” che con amore e passione, attraverso marce sui binari, convegni, flash mob, “giornate dedicate alle ferrovie non dimenticate” e tutto quello che siamo riusciti ad inventarci in questi anni, hanno provato a far ripristinare il nostro treno, sensibilizzando l’opinione pubblica ed incalzando la politica su un tema fondamentale per il nostro avvenire. 
Da qualche mese a questa parte pare muoversi positivamente qualcosa. Lo scorso anno ad esempio, in agosto, è stata riaperta la tratta per 4 giorni in via sperimentale da Rocchetta Sant’Antonio a Conza della Campania per un treno turistico, poiché è questa la linea che pare avere maggior appeal. 
Una manifestazione che ha visto il tutto esaurito e migliaia di turisti venuti anche da lontano per il nostro treno. D’altro canto si tratta di una tratta paesaggisticamente meravigliosa poiché interseca tutti i vigneti dei nostri vini DOCG, passa sotto bellissimi borghi e castelli, attraversa laghi bellissimi come quello di Conza e sovrasta 3 vallate, quella del Sabato, del Calore e dell’Ofanto, con i rispettivi fiumi: insomma si immerge totalmente nel nostro paesaggio meraviglioso e nel verde che è il colore che caratterizza il nostro animo ed il nostro territorio. 
Quest’estate, a fine agosto, il 25, 26 e 27, vi saranno altre 3 giornate di corse sperimentali che stavolta arriveranno da Rocchetta Sant’Antonio fino a Lioni. 
Vi aspettiamo per vivere insieme il nostro territorio e la nostra ferrovia, con la speranza forte che presto possa essere riaperta tutta e messa a regime per l’intero anno. 
Francesco Celli - Presidente Associazione Info Irpinia

giovedì 1 giugno 2017

Fondazione FS parte il progetto di restauro del Museo ferroviario di Trieste. Ufficiale la riapertura della Sacile-Maniago a dicembre 2017

Ing. Luigi Cantamessa e l'ing. Mauro Moretti (Fondazione FS)
con i volontari del Museo di Campo Marzio 
Come avevamo già anticipato un mese fa, è stata confermata l'apertura della ferrovia Pedemontana entro fine anno: la riattivazione del primo tratto Sacile-Maniago (servizio tpl) avverrà con il cambio orario invernale a dicembre 2017.
Mentre, al contrario di quello che è stato pubblicato sulla stampa, - da nostre informazioni - il servizio turistico lungo tutta la tratta Sacile-Gemona (e non solo Maniago-Gemona come scritto!), verrà avviato dalla primavera del 2018.
La conferma è stata data ieri a Trieste a margine dell’incontro del Presidente della Fondazione FS Italiane Mauro Moretti e del Direttore Generale, Luigi Cantamessa con la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
Oggetto dell’incontro il progetto di restauro del Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio e suo riutilizzo come polo turistico e museale.
Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione FS Italiane prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico - lungo via Giulio Cesare - dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari - fra cui alcuni pezzi unici - sia italiani che dell’ex impero Austro-Ungarico.
Il restauro sarà finanziato grazie al contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione FVG e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’immobile. Durante l’incontro sono stati affrontati anche i temi della valorizzazione delle attività culturali e turistiche degli itinerari ferroviari che collegano i siti naturalistici del Carso, del Parco di Miramare e Villa Opicina.
Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, che sarà gestito dopo il restauro dalla Fondazione FS, ha sede infatti nella ex stazione terminale dell’antica linea Austro-Ungarica Trieste - Vienna.
La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l’Austria e la Slovenia, tramite l’antico valico di Monrupino che sarà mantenuto in esercizio per questi scopi. Fondazione FS Italiane è fortemente impegnata nell’organizzazione di treni storici su tutto il territorio italiano e intenzionata a sfruttare le possibilità offerte in Regione dalla linea Pedemontana friulana, fra Sacile e Gemona del Friuli, dalla cintura ferroviaria di Trieste, fra Trieste Campo Marzio e Trieste Centrale, con possibilità di estendere le corse fino a Miramare e Villa Opicina nei weekend.

martedì 30 maggio 2017

Linea a binario unico, ancora un rischio collisione

E’ andata ancora bene, tragedia scongiurata solo per la prontezza di alcuni ferrovieri che hanno evitato il peggio, ovvero uno scontro frontale tra due treni della Fer (Ferrovie Emilia Romagna).
Imputata sempre la rete ferroviaria a binario unico sfornita del sistema di controllo SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno) che permette il rilevamento di anomalie sui binari e l’arresto automatico del treno in caso di pericolo imminente.
Una situazione non più tollerabile lungo le ferrovie minori (non gestite da RFI), dove la sicurezza della circolazione è ancora lasciata al blocco telefonico e all’esistenza del secondo agente a bordo, quest'ultimo introdotto recentemente dopo l’incidente di Corato in Puglia.
Troppo poco, visto che l’ultimo episodio di Ferrara dimostra la fragilità di questo sistema e l’inutilità del secondo agente.
In FVG vi sono varie linee a binario unico (Casarsa-Portogruaro / Gemona-Sacile / Udine-Cervignano), l'unica però sfornita del sistema Scmt è la Udine-Cividale, gestita dall'impresa ferroviaria regionale FUC. 
Se qualche politicante si sente di rassicurare la gente raccontando che le nostre linee sono sicure, noi invece ci andiamo con i piedi di piombo, visto che troppe volte si rischiano incidenti, non ultimo anche in FVG, dove a dicembre 2016 lungo la Udine-Cividale si è sfiorato un frontale perché il macchinista era partito senza il via libera, lasciando perfino a piedi il capotreno a Remanzacco, sceso per i consueti adempimenti legati al sistema del blocco telefonico. Lungo la Cividale non sono mancati episodi del genere anche in passato, visto che anche nel novembre 2012 si è rischiato per un soffio la collisione, evitata solo grazie alla brusca frenata dei due convogli così come riportato dalla stampa locale (clicca e leggi).   
Da anni la Regione FVG ha investito ben 8 milioni di euro per dotare la linea Udine-Cividale del sistema Scmt, ma i lavori non sono stati ancora appaltati, nonostante la stessa Giunta regionale abbia dichiarato improrogabile l’opera. Qualcuno potrebbe rispondere ad una semplice domanda: perché?
Di seguito pubblichiamo l’articolo di Annarita Bova della La Nuova Ferrara del 25 maggio 2017

Treno salta il rosso, rischio di scontro
FERRARA. Un treno della linea Ferrara-Codigoro, a binario unico, è passato con il semaforo rosso, rischiando uno scontro frontale con l’altro convoglio, quello che era in servizio sulla direzione opposta.
Un macchinista e un capotreno delle Ferrovie Emilia Romagna (Fer) sono stati sospesi dai relativi incarichi per non essersi fermati mettendo a rischio la sicurezza.
Un fatto grave, che avrebbe potuto avere pesanti conseguenze se non fosse stato per gli ulteriori sistemi di sicurezza che sono entrati puntualmente in funzione e per la prontezza dei ferrovieri a lavoro nella centrale operativa che hanno lanciato l’allarme alla stazione di Masi Torello fermando il secondo treno sul binario d’appoggio della stazione.
Il treno che ha bucato il rosso era partito dalla stazione di Ferrara, puntuale. Alla guida il macchinista e con lui, così come previsto, il capotreno. All’altezza di Masi Torello, il semaforo era rosso e il treno si sarebbe dunque dovuto fermare ma nessuno dei due, a quanto pare, se ne è accorto e il treno ha continuato la corsa finché è stato fermato direttamente dalla centrale.
Bloccato, e per fortuna, alla stazione di Masi Torello; l’altro convoglio sistemato sul secondo binario in attesa dell’autorizzazione per partire, in sede di incrocio e già sul binario. Autorizzazione che viste le circostanze non è mai arrivata scongiurando così il peggio.
Cosa sia successo e perché in due non abbiano visto il rosso, pur percorrendo la linea quasi quotidianamente, è al vaglio dei funzionari che stanno portando avanti le indagini interne.
Secondo qualcuno a ingannare le due persone, comunque esperte, potrebbe essere stata la troppa luce del sole, tanto che si sta cercando di capire se sia il caso o meno di intervenire sulla posizione del semaforo. Oppure una distrazione, che potrebbe costare molto cara ai due dipendenti Fer, le cui responsabilità sono su piani differenti e legate naturalmente al ruolo che rivestono.
Per fortuna il sistema è complesso, in teoria prima di arrivare ad un eventuale scontro entrano in gioco diverse misure che nel caso in questione hanno decisamente funzionato: l’allarme intanto è scattato a bordo del treno, per arrivare poi alla centrale e quindi al secondo convoglio che è stato bloccato poco prima di imboccare l’incrocio.

lunedì 29 maggio 2017

Arriva l’App di Trenitalia per sapere se il treno è in ritardo e il motivo del disservizio

Presentazione dell'App a Bologna
Svolta smart per i Pendolari italiani che potranno restare aggiornati su ritardi dei treni, guasti e tempi necessari per il ripristino del servizio attraverso la nuova app Trenitalia.
L’iniziativa è stata presentata a Bologna dall’AD di Trenitalia, Barbara Morgante, insieme a Orazio Iacono, Direttore della Divisione Passeggeri Regionale.
Il servizio per ora è stato attivato in Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Lazio; dal prossimo luglio sarà attivo anche in Veneto, Piemonte e Campania. Nel 2018, invece, tutti i pendolari d'Italia potranno accedervi.
Nonostante la puntualità dei treni regionali abbia superato il 90%, Trenitalia punta ad aprire una sorta di canale di dialogo con l'Utenza in modo che il viaggiatore possa monitorare costantemente il viaggio del suo treno.
L’azienda mira a superare uno dei fattori che più innervosiscono i viaggiatori, cioè la carenza di notizie in tempo reale su quello che sta accadendo al bordo del convoglio su cui si viaggia, in caso di ritardo.
Una sorta di rivoluzione dell’informazione, attesa da tempo soprattutto dai pendolari.
Cosa cambia rispetto ad ora? Già da alcuni mesi sull'App di Trenitalia è possibile per tutti i passeggeri dei 6.500 treni regionali italiani essere informati automaticamente, all'ora richiesta, dell'andamento del proprio treno.
Da oggi nelle quattro regioni dove il servizio è stato attivato l'informazione può essere estesa anche alle condizioni della linea in modo da sapere in anticipo se sono previsti ritardi o se la circolazione è interrotta, ma anche per conoscere nel dettaglio i motivi del problema che sta facendo ritardare un treno per più di 15 minuti.
L’App è stata infatti aggiornata con nuove funzioni “infopush” per consentire ai viaggiatori di monitorare le linee e i convogli di interesse e informarsi eventualmente su soluzioni alternative in caso di ritardi o guasti prolungati.
A garantire l’informazione in diretta i tecnici delle Control Room regionali che consentono di riprogrammare i treni, garantendo puntualità, regolarità, affidabilità, pulizia e informazione ma pure una condivisione immediata di informazioni tra le strutture di esercizio, la riduzione dei tempi di intervento e la comunicazione in tempo reale al cliente.
Le "Control Room" sono 16 e coprono l'intero Stivale salvo la Lombardia dove il trasporto regionale è espletato da Trenord e sono collocate all’interno delle sala di comando e controllo del traffico di Rete Ferroviaria Italiana.
L’AD di Trenitalia, Morgante, ha ribadito che “abbiamo a cuore i pendolari" sottolineando la crescita delle performance della puntualità, la riduzione delle sospensioni e la diminuzione dei treni che si fermano in linea, rimarcando inoltre che "i treni regionali non sono più una Cenerentola ma si deve ancora crescere" anche attraverso "l'informazione perché c'è ancora una fetta di popolazione che non conosce i servizi".

giovedì 25 maggio 2017

Arrivati in Friuli gli ultimi due Etr564

Abbiamo dedicato pochi giorni fa un articolo ai nuovi elettrotreni Civity Etr564 (clicca qui per leggere), denunciando il grave ritardo nella consegna e nell'omologazione (oltre 2 anni).
Il primo dei quattro treni politensione (Etr564-001), i quali sono in grado di viaggiare sia sulle nostra rete che su quelle slovena ed austriaca, è impegnato da qualche settimana nelle prove in linea in Toscana lungo la linea Pisa-Alberese, mentre un secondo treno è fermo presso il deposito di Trieste.
Ieri invece sono stati avvistati in transito presso la stazione di Udine gli ultimi due treni, appena arrivati dalla Spagna, dove sono stati costruiti dalla società Caf.
video
Nel video di Daniele De Anna, postato in rete dagli amici della Sat Dlf di Udine si può ammirare il convoglio dei due treni trainati verso Villach, dove presumibilmente svolgeranno alcune prove in linea così come hanno fatto precedentemente gli altri due gemelli Etr564.
Il nostro auspicio è che i treni vengano omologati il più presto possibile in maniera che possano entrare in esercizio (fine 2017?).
Una volta omologati, due treni dovrebbero essere messi a disposizione di Fuc per il servizio Mi.Co.Tra Udine-Villach, mentre gli altri due resteranno nella disponibilità di Trenitalia a rafforzare così la flotta della Direzione Regionale FVG recentemente rimodernata grazie all'arrivo degli 8 Civity Etr563. 
Nel mentre si spera che la Regione contesti e applichi al costruttore Caf le penali contrattuali per la ritardata consegna dei treni Civity (4,5 milioni di € per la commessa degli Etr563 e 2,5 milioni per quella degli  Etr564): si tratta quindi di ben 7 milioni di euro, pari al costo di un treno completo Etr564 (!)
Una vicenda imbarazzante che ormai perdura da anni e che non fa certamente onore alla nostra Regione, la quale anzichè impegnarsi per risolverla ha cercato in ogni modo di celarla, dimenticando che si tratta di soldi dei contribuenti del FVG.
Riteniamo che la mancata applicazione delle penali potrebbe essere materia per la Corte dei Conti, vista l'entità delle somme in ballo che potrebbero essere investite per ulteriori servizi ed infrastrutture in favore degli utenti del FVG.

martedì 23 maggio 2017

Gtt, mancano i macchinisti treno sostituito da bus. Fuc finirà così?

Aln668 di Fuc a Udine
La notizia circolava già da qualche settimana in ambienti ferroviari, ma ora è ufficiale.
Non ci sono i macchinisti? Si, chiude la ferrovia. Succederà questo in Piemonte, precisamente tra Pont e Rivarolo e tra Germagnano e Ceres, due tratte gestite da Gtt (Gruppo Torinese Trasporti S.p.A.) che fa capo a FCT Holding S.r.l., società finanziaria controllata dal Comune di Torino.
Dal 22 maggio, infatti, le due tratte sono coperte con autocorse sostitutive. Già nelle scorse settimane ci sono state ben 10 corse soppresse per mancanza del personale.
Il motivo della riorganizzazione massiccia dei turni deriva dalla decisione di mantenere il doppio agente sulle ferrovie concesse a binario unico. Il servizio riprenderà regolarmente alla riapertura delle scuole a settembre, quando Gtt potrà disporre del nuovo personale attualmente in formazione.
Il caso di Gtt non è molto diverso da quello della nostra Fuc, la quale gestisce la Udine-Cividale, linea a binario unico dove dopo l’incidente di Corato è previsto il doppio agente.
Nei mesi scorsi avevamo già dedicato un post alla situazione della società ferroviaria regionale, analizzando una serie di criticità che sembrano non ancora superate. 
MACCHINISTI IN FUGA: nei mesi scorsi la stampa ha dato ampio risalto al problema della fuga dei macchinisti. Ben 4, più un altro pare recentemente, hanno rassegnato le dimissioni a causa degli stipendi bassi. Un caso unico per una società regionale, i cui dipendenti chiedono da mesi un adeguamento salariale, visto che gli stipendi sono notevolmente inferiori a quelli degli altri ferrovieri di pari livello delle altre imprese ferroviarie concorrenti.
Un grosso problema per Fuc e per l’azionista unica Regione, visto che sul mercato non è semplice reperire macchinisti già formati e in possesso delle abilitazioni, soprattutto a queste condizioni economiche. Oltre a ciò, le dimissioni di un macchinista già formato per l’azienda regionale significa perdere “un patrimonio comune”, visto che le abilitazioni sono state conseguite dal lavoratore grazie a risorse pubbliche.
E’ più che legittimo che i macchinisti scelgano di lavorare dove vengono meglio retribuiti e dove le condizioni di lavoro sono migliori, tuttavia è compito del management di Fuc e della Regione, ricercare una soluzione a questa problematica, garantendo la continuità dell’esercizio ferroviario di un servizio pubblico evitando che la società imploda per mancanza di personale.
NUOVI TRENI ANCORA FERMI: i problemi del personale non sono gli unici per Fuc, visto che da ottobre i pendolari sono costretti a viaggiare sulle vecchie littorine ALn 663 in quanto i nuovi treni Atr110 acquistati dalla svizzera Stadler sono fermi a causa della revisione dei carrelli.
Dalla stampa sappiamo che a marzo Fuc stava valutando se intraprendere azioni legali nei confronti del costruttore, ormai siamo a giugno e la situazione non sembra mutata.
Nel mentre i due Atr110 sono fermi in deposito, in attesa che venga effettuata la revisione.
Come al solito, però a farne le spese sono sempre gli utenti.
ADEGUAMENTO DELLA LINEA: è inoltre improrogabile l’intervento di adeguamento della linea con il sistema di sicurezza Scmt (esistente su tutte le linee RFI) soprattutto dopo il drammatico incidente di Corato in Puglia, che ha evidenziato tutte le pericolosità delle linee a binario unico sfornite del Scmt.
L’opera da oltre 8 milioni di euro è già finanziata dalla Regione e attende da anni l’avvio dei lavori; nel mentre a Remanzacco - dove si incrociano i treni - la linea continua ad essere gestita ancora col sistema dei fonogrammi, ovvero col blocco telefonico tra le stazioni di Cividale e Remanzacco e con il doppio agente che a bordo affianca il macchinista.
Nel 2017 è anacronistico che l’occupazione di un tratto di binario tra due stazioni venga concordato via telefono tra i capistazione o meglio nel caso di Remanzacco venga gestito dal capotreno che deve scendere dalla littoria e avvisare la sala controllo di Cividale.
Una situazione inaccettabile visto che la questione della sicurezza non può essere chiusa con delle semplici dichiarazioni sulla stampa rassicuranti dell’Assessore regionale competente in materia, ma servono interventi come previsti dalla vigente normativa ANSF; opere come detto già deliberate e finanziate da anni, affinché episodi come quelli degli incidenti sfiorati nel novembre 2012 e nel dicembre 2016 non si ripetano mai più.
ATTIVITA’ MERCI: l’introduzione della Riforma Madia ha imposto una forte riduzione dell’attività cargo, visto che la normativa permette alle società partecipate in house la possibilità di operare in altre attività libere sul mercato nella soglia del 20% del fatturato dell’attività principale ottenuta dall’affidamento diretto dalla Regione (nel caso di Fuc gestione della linea sociale Udine-Cividale.
La Madia sta impedendo di fatto a Fuc di ampliare il proprio business, limitandolo all’attività passeggeri, coperta dai corrispettivi del contratto di servizio della Regione (1,5 milioni per il treno Mi.Co.Tra e 2,1 milioni per la Udine-Cividale)
PROSPETTIVE FUTURE: le questioni legate al personale, unitamente a quelle della manutenzione del materiale, all’impossibilità ad utilizzare i nuovi treni, alla gestione di una linea ridotta per kilometraggio e sfornita del sistema di sicurezza scmt, nonché i limiti allo svolgimento dell’attività merci, dovrebbero far accendere un semaforo in Regione, dove la questione sul futuro di Fuc dovrebbe essere analizzata attentamente prima che la situazione degeneri ulteriormente come è successo in Piemonte con la Gtt.